Contro gli orologi da polso

Da molti anni, appartengo fieramente alla lobby di coloro che non posseggono orologi da polso.

I benefici del non avere un orologio restano numerosi. Tale privazione ci evita la preoccupazione di caricarlo e sostituirgli le pile, di controllare che sia troppo avanti o troppo indietro, di levarlo prima di andare a dormire o di indossarlo la mattina.
Di perderlo, dimenticarlo, o di farselo rubare.
E soprattutto, di non spendere soldi per comprarlo.

42 commenti su “Contro gli orologi da polso”

  1. Inciso. Il fatto di non possedere un cellulare mi impedisce di poter guardare l’ora sul telefono, come invece fanno molti finti non-proprietari di orologio.

    Oh bella, e io che pensavo di aver ingannato tutti-ma-proprio-tutti.

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  2. Non avere un orologio ti dispensa anche dall’obbligo morale di dover correre per la stazione con la speranza di non perdere il treno.

    Camminare (e non correre) alla stazione… questo sì che è veramente snob.

    😉

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  3. Già lo stesso fatto di conoscere questo daytona che presumo essere un orologio di gran marca, è un po’ da esibizionisti.

    Mi scusi diamonddog è per puntualizzare.

    Io che sono snob minimalista ne sconosco l’esistenza, o meglio, ne sconoscevo.

    Ora per colpa sua rischio di diventare tamarra anch’io.

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  4. Il Rolex Daytona (d’oro, che esiste anche più tamarro ancora, in acciaio) (perchè se c’è una cosa più tamarra del tamarro è la copia economica) è stato portato al pubblico dominio da Paul Newman che lo indossava in non so quale film e alla 24 ore di Le mans (la corsa, non la valigia).

    Ma io mica l’ho mai visto nella Realtà.

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  5. Ma no, lofoten, è MOLTO più da snob sapere che il Daytona è un modello di Rolex desideratissimo dai tamarri e ignorarlo ostentatamente sapendo che esiste che non sapere che esiste! Non ti intamarrerai per questo!

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  6. Gentile Perso, a quando la dismissione degli abiti sulla pubblica via?

    La via dell’ascesi è costellata di non spiacevoli rinunce, sembra 😉

    Nina

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  7. Confuso senta.

    Anche io sono una non detentora di orologio. Certo con cellulare, ma siccome sono una donna Mary Poppins, cioè che tiene di tutto nella borsa oltre il clelulare, mi è fatica tirare fuori il lampadario per sapere l’ora.

    tuttavia sono tipa scontrosa, e amante dell’avventura – per tanto io non chiedo l’ora. Io sbircio avidamente l’orlo dei polsini di chi mi sta vicino finchè non scorgo a che punto siamo della giornata.

    Esorto per altro i portatori di orologio a non acquistare mai orologiacci digitali, ma attenersi a quelli con le lancette. Molto più eleganti.

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  8. Buongiorno a tutti,

    Essendo io flippato con l’esatta determinazione del tempo (sarà ansia da controllo?) posseggo sia orologio che cellulare e li guardo entrambi compulsivamente durante la giornata. Malgrado questo, sono ancora sano di mente. Credo.

    Un solo problema: avendo da anni e anni solo uno swatchettino (però in acciaio!!!), come devo considerarmi sulla scala tra ganzerrimo essenzialista e tamarri silvista? E sopra il polsino, invece, andrebbe bene?

    salute

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  9. desian sarei per il tamarro storicamente determinato.

    Se invece di questa tamarritudine hai assunto consapevolezza, ma come i veri fichi te nefreghi, un po’ come gli analisti junghiani ar terzo ciclo di analisi, non guariscono ma ahò si assurge alla categoria dei ficherrimi.

    Ha le lancette però ve?

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  10. …non c’è bisogno neanche di andare agli appuntamenti senza orologio… la gente aspetta svariati minuti e poi va direttamente via 🙂

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  11. ORAZIONE(sic!!!!!)

    SONETTO IN LODE DELL’ASINO

    O Sant’asinità, sant’ignoranza,

    Santa stolticia et pia divotione,

    Qual sola puoi far l’anime sì buone,

    Ch’human ingegno et studio non l’avanza.

    Non gionge faticosa vigilanza

    D’arte qualumque sia o ‘nventione,

    Né de Sophossi contemplatione,

    Al ciel dove t’edifichi la stanza.

    Che vi val curiosi il studiare,

    Voler saper quel che fa la natura,

    Se gl’astri son pur terra, fuoco et mare?

    La santa asinità di ciò non cura;

    Ma con man gionte e ‘n ginocchion vuol stare

    Aspettando da Dio la sua ventura.

    Nessuna cosa dura,

    Eccetto il frutto de l’eterna requie,

    La qual ne done Dio dopo l’essequie.

    (Giordano Bruno)

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  12. Ah però! Non avevo mai pensato al vantaggio del non dover rispondere ai passanti che chiedono l’ora…

    Nel mio caso, appartenendo alla categoria di gente che controlla l’ora sul cellulare, il procedimento risulta assai lungo e complesso:

    – dare un’occhiata al polso per far notare al seccatore che ha fermato la persona sbagliata (e anche un po’ perché dopo decenni di esercizio certe abitudini sono dure a morire, lo ammetto);

    – frugare per minimo trenta/massimo cinquanta secondi nella borsa allo scopo di individuare l’agognato oggetto del desiderio (altrui) che in genere si individua seguendo un percorso acustico, al momento precluso;

    – notare che sul display compare un anomalo grigiore e dire: “Mi spiace, è scarico… oh, aspetti, era solo spento.”;

    – alzare un sopracciglio che in modo deciso affermi: “Sì, ho ancora il 3330… c’è qualche problema? Ah, ecco…” e finalmente dire: “Dunque: sono le…”;

    – fare una pausa per decidere se sia meglio enunciare l’ora in formato digitale (sono le 15 e 53) o in formato analogico (sono le quattro meno cinque… quasi);

    – rincorrere il seccatore che ha avuto l’indecenza di andare a chiedere a qualcun altro e dirgli: “Comunque là c’è l’orologio della farmacia” per vendicarsi;

    – condividere un senso di mutuo imbarazzo notando che il precitato aggeggio segna le sei e un quarto.

    Insomma… è un bordello! Forse non sarebbe una brutta idea liberarsi del cellulare… ma come faccio? Io non ce l’ho un fiume dietro casa 🙁

    Lo sapevo che avrei dovuto trasferirmi a Milano, cavoli!

    Saluti da Genova 😛

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