LA RECESSIONE SPIEGATA A MIA FIGLIA

C’era una volta una re…
"Una regina?"
Quasi. C’era una volta una recessione.

C’era una volta una banca americana, e dentro c’erano due signori che avevano tanti ma tanti soldi, però ne volevano ancora di più. Allora uno dei due signori disse all’altro: senti ma se cominciassimo a dare prestiti anche ai poveri? I poveri sono assai numerosi, pensa a quanti nuovi clienti potremo avere! Giusto – disse l’altro – così loro si comprano la casa, sono felici e intanto ci pagano il tasso di interesse agevolato: sei troppo intelligente.

Così i due signori cominciarono ad aprire mutui ai poveri. Ma dimenticarono un piccolo seppur non proprio irrilevante dettaglio: che i poveri, in genere, di soldi ne hanno pochi. Talora non ne hanno affatto. E per questo bizzarro motivo, i poveri faticavano a pagare la rata mensile.

In qualche anno, i due signori della banca si ritrovarono ad avere come clienti milioni di poveri in canna, straccioni e per di più insolventi. I signori della banca allora confiscarono le case ai poveri, e tentarono di rivenderle ai ricchi. Ma siccome erano case brutte senza la piscina e con le finestre sulla tangenziale, non riuscirono a convincere nessun ricco ad acquistarle.

Orbene, all’improvviso i signori della banca finirono con il sedere per terra. Allora andarono dai ricchi, o meglio dalle signore multinazionali. Le signore multinazionali erano certe signore benestanti che a loro volta, però, dovevano dei soldi ai signori delle banche. I signori della banca, solitamente ossequiosi e gentili con le signore multinazionali, stavolta si presentarono con meno garbo. E le signore multinazionali rimasero sorprese:

“Ma guarda chi c’è! Cari amici della banca, buongiorno!”
“Buongiorno un cazzo, regà, qui c’è da tirar fuori subito svariati fantastiliardi”.
“Ehi ehi, amici della banca, ma non si era deciso che avremmo saldato il debito nel 4008?”
“No, ci servono subito”.
“Ma noi quei quattrini non li abbiamo, è tutto investito”.
“Uhm. Investimenti fruttiferi, vero?”
“Certo, ci siamo fatti la Rolls Royce, la Porsche, la villa ai Tropici e lo chalet in montagna. Anzi, a proposito, non ci prestereste altri quattrini? Sapete, quelli di ieri li abbiamo già finiti”.

A questo punto, ad avere le chiappe scoperte non erano solo le signore banche ma anche le loro amiche aziende multinazionali. Eppure, da qualche parte, i soldi bisognava farli saltar fuori. Ecco che rispunta la soluzione iniziale, sempre la stessa: i poveri. Eh sì, ancora loro. Le banche, in un certo senso, nel frattempo erano crepate, ma le multinazionali ebbero la geniale pensata di tornare dai poveri e chiedere a loro i soldi.

“Amici poveri, aiuto, crollano i mercati!”
“Embè, a noi che ci frega?”
“Come che vi frega? Amici poveri, ci tocca licenziarvi!”
“Noooo…”
“Vabbè ma almeno prima comprate qualcosa, dai. E’ Natale. I regali. Interessa un orologio, una playstation, un motoscafo? Così noi incassiamo, andiamo meglio e vi assumiamo di nuovo. Vi conviene”.

Purtroppo questo ragionamento non funzionava. Si giunse al paradosso: nessuno aveva più una lira ma in giro per il mondo erano rimasti un sacco di conti da pagare. Oddio, i soldi in qualche posto dovevano pur essere, mica sono cose che spariscono. Però non si sapeva dove fossero andati. E quindi?

E quindi, fra molto tempo, un giorno tutto tornerà normale.
Insomma, normale forse è un termine un po’ forte: tutto tornerà come prima. Giuro, è la verità. Capita da sempre, sempre continuerà a capitare. I soldi, quei bricconi, si erano nascosti da qualche parte, forse nelle tasche di qualcuno, ma un bel mattino – oplà – se ne usciranno fuori di nuovo. Vi abbiamo fatto uno scherzo, diranno. Come è possibile? Non si sa. E’ un mistero: lo chiamano economia.

42 Comments
  1. utente anonimo

    Geniale, geniale, geniale.. Adoro il tuo blog, ma questo post li batte tutti! D’ora in avanti posso vantarmi in giro di aver capito cos’è la recessione! Grazie!

  2. utente anonimo

    Tutto chiaro! Grazie! tutti dovrebbero pensare di parlare ai bambini quando parlano di qualunque cosa….!

    Giuli

  3. zauberei

    Confuso questo post è perfetto et chiarissimo!

    Perchè non vai alla tivvù e lo reciti?

  4. cptuncino

    Io ho capito tutto…e sta bene, tutto chiaro ma, c’è qualcosa che non mi convince nel finale, non so cosa esattamente ma è come se non filasse qualcosa. Come quando ti dicono “e adesso dormi tranquilla” e tu invece poi no. Boh!

  5. diamonddog

    Ecco, te lo dico in tutta franchezza.

    Con questo post hai fatto un salto in avanti mica da ridere.

    Cioè, non che prima…..insomma……non equivocarmi.

    Ma qua hai dato uno spessore diverso pur non rinunciando alla tua consueta ironia.

  6. utente anonimo

    manca una parte della storia molto importante:

    le signore Banche cominciarono a inventarsi dei giochetti di prestigio da fare ai loro clienti, più che magie delle vere e autentiche illusioni: “facciamo che tu mi presti un capitale (che non hai), noi lo investiamo e se ci da una certa rendita (che stabiliamo noi) dividiamo il guadagno e, se non rende, ti diamo la differenza”.

    Il risultato fu che sulle borse si riversarono ingenti quantità di capitali, che si spostavano da destra a sinistra e da sinistra a destra, ma al posto di essere capitali reali (coperti da un reale controvalore in oro), erano capitali virtuali, che non ci sono, fatti di carta, numeri e….. illusioni appunto!

    Un’illusione è bella se dura poco e poi tutto ritorna reale, ma se dura tanto e in più si vuol far spacciare per realtà…. dopo un po stanca: ci si accorge del trucco e si vuole ritornare “al concreto”, alla realtà; e così, nelle borse, l’incantesimo delle illusioni…puf! è scoppiato come una bolla di sapone.

    Le banche e tutti quelli che hanno investito hanno detto ai loro creditori: “capitali?, quali capitali? – Quelli che abbiamo investito? – Ma quelli erano finti: dei numeri, dei pezzi di carta, delle ipotesi, dei file, niente di più”.

    Il sig. Rossi, imparato il trucchetto, è andato dal salumiere e ha comprato un etto di cotto; quando il salumiere gli ha dato lo scontrino il sig. Rossi ha preso un foglio di carta, ha scritto un numero pari all’importo dovuto al salumiere e glielo ha dato. Gli ha dato un numero, un pezzo di carta, un “capitale virtuale”…… e il salumiere gli ha dato un calcio nel culo reale!

  7. Strato2006

    Però Confù, sei bravissimo, se ti impegnavi un altro pochino la capivo pure io! Mica sorbole…

  8. utente anonimo

    Anonimo #8 ha ragione. Aggiungerei solo un altro non piccolo dettaglio: non ci sono dati reali sui mutui sub-prime non pagati regolarmente.

    La reale situazione – reale come il calcio nel culo ammollato dal salumiere – non la conosce nessuno.

    A precisa (mia) domanda, mi è stato risposto: non c’è interesse a conoscere la realtà, perchè 1) se fosse peggio di quel che ci si IMMAGINA (tipo: i mutui sub-prime sono al 90% in sofferenza), allora saremmo davvero nei casini; 2) se fosse meno peggio di quel che ci immagina (tipo: la sofferenza dei mutui sub-prime è limitata, diciamo al di sotto del 50%), un sacco di gente che ha gridato alla crisi mondiale, contribuendo decisamente ad alimentarla, perderebbe la faccia, e si piglierebbe una montagna di calci in culo.

    E’ una crisi di (dis-)illusioni, di cui nessuno vuol conoscere l’effettiva entità, ed è proprio per questo che fa paura.

  9. personalitaconfusa

    Uh ma che gentili, grazie. E grazie agli addentellati di #8, #10 (e di coloro che vorranno aggiungerne altri. Grazie, e buona recessione a tutti. 🙂

  10. donnadicuori

    mi unisco al coro di quelli che finalmente hanno capito!!! grazie Confuso! 🙂

  11. FirmatoCkf

    Perbackcko! Sua figlia è un genio ckapisce parole ckome “insolventi”, “multinazionali”, “irrilevante”… ma significka per ckaso cke quando rimetterò i soldi “sckomparsi” in circkolazione nex1 ckorrerà dietro per ammazzarmi di sckiaffi?

  12. professionist

    Io ho trovato cinque euro che si erano nascosti dentro le tasche della giacca dell’anno scorso: cercate anche voi, chissà che insieme non si possano evitare i calci reali del salumiere

  13. zauberei

    Confuso caretto

    Ma in tutto ciò devo evincere che te hai una Confusina?

    Ho era artificio letterario

    Uh la Confusina!

    Uscirebbe con le scarpe spaiate e la gonna al posto della maglietta:)

  14. utente anonimo

    Al momento ho solo male ai (al) dente.Forse dovrò prendere in esame una ‘rescissione’… (mi avvalgo dei tanto aborriti puntini. )Parentesi quadra (che manca): poi tanto aborriti, PERCHE’? (i puntini) (nel mio caso sarebbe da aborrire l’uso delle parentesi) Ma insomma, mi FA MALE UN DENTE (DENTI?) (speriamo uno solo)

    a bientot,

    Nina

  15. utente anonimo

    Papy me lo spieghi come si fanno i bambini?

  16. utente anonimo

    Com’è buffo il mondo!

    Negli anni che furono ti ha attratto la danza? E adesso balla! Lascia perdere tua figlia o almeno raccontale le favolette tramandate dai nostri avi. Ne trarresti giovamento anche tu.

    Anonimo

  17. utente anonimo

    La solita storia della moltiplicazione del valore reale.

    Che poi reale non lo è più.

    O piuttosto verosimile alla sua immagine iniziale.

    Che poi non la ricorda più nessuno.

    E nemmeno c’interessa.

    Perchè, detto tra noi..:

    Ci piace giocare.

    E se qualcuno si fa male..

    Ehh poteva rimanere a casa davanti alla tv col suo panino al prosciutto.

    No?

    Assiomatico

  18. diamonddog

    Posso apportare un piccolo contributo alla comprensione del problema?

    LE BANCHE – Origini

    Un giorno un tizio disse a un altro “ti presto un sesterzio per comprarti un aratro nuovo, poi tu dopo il raccolto me ne rendi uno e mezzo, di sesterzi”.

    Poi aggiunse “non spendere il sesterzio che ti ho appena dato per comprare l’aratro nuovo, depositalo da me e io ti darò il 10% di interesse annuo. L’aratro naturalmente pagalo a rate”.

    Quel contadino è ancora lì che si chiede come sia finito nelle mani degli usurai e come da un sesterzio se ne siano creati una ventina che neanche nel Campo dei Miracoli.

  19. utente anonimo

    Oddìo ci avessi capito un’acca.

  20. Strato2006

    Nel caso tua figlia ti facesse ancora simili domande, vuoi un DVD delle Winx?

  21. utente anonimo

    Ma è semplice… I soldi stanno tutti nel deposito di Zio Paperone! Egli naviga nell’oro e dalla sua villa in collina domina tutta Paperopoli!

    Morgana

  22. utente anonimo

    I pescatori di pangasio chiedono aumenti in busta paga a partire dall’autunno 2010.

  23. personalitaconfusa

    Per ulteriori informazioni sul pangasio (pesce d’acqua dolce allevato nel delta del Mekong, ossia nel luogo più radioattivo del pianeta) rivolgersi al vostro supemarket sotto casa e chiedere del merluzzo surgelato.

  24. utente anonimo

    Splendido post, e comunque mi associo alla curiosità di Zauberei… hai davvero una figlia?

  25. utente anonimo

    Esci fuori da questo corpo Peppino.

  26. utente anonimo

    Che tu sia una persona confusa è fuori da ogni dubbio, anche perchè proprio tu hai deciso di rendere di pubblico dominio il tuo stato confusionale. Ma che essa fosse elevata all’ennesima potenza non me lo sarei aspettato. Complimenti. Adesso capisco perchè non hai captato la metafora sulla “danza”. Forse ti sarà più facile comprendere l’espressione comune: “hai voluto la bicicletta e adesso pedala”. Troppo tardi hai gettato il telefonino “nel rio”. Per il resto ti consigliavo di non coinvolgere tua figlia in questa frenesia e, al contrario, recuperando qualche bralume di consapevolezza, raccontarle le favolette che i nostri avi ci hanno tramandato, per il semplice motivo che giovino sicuramente a tua figlia, di questo sono profondamente convinto, e con la speranza che anche tu ne possa trarre giovamento. Penso di essere stato chiaro. Almeno lo spero. Ma sono consapevole di vivere in un tempo di diffusissimo “nichilismo”.

    Sono l'”Anonimo” dell’11.12.2008, ore 13.00.

    “Ad maiora”

  27. FirmatoCkf

    e lo voglio pure io il bralume! e poi ha ragione l’anonimo “ad maiora”, (ad sta per adolfo?) rackckontale le favole alla tua figlioletta, cke se i potenti mondiali li rackckontano a noi, vorrà dire cke van bene pure alle bambine… o no?

  28. utente anonimo

    Caro Confuso sei sempre forte!

    Ciao

    PaolaGi

  29. desian

    Eh no, eh! I soldi stanno nelle tasche di qualcuno (provate a indovinare chi?! E perché?) e, mediamente non escono da soli: bisogna andarseli a riprendere… non so se la metafa è chiara.

  30. utente anonimo

    l’anonimo #38 chiaramente farnetica…danze, biciclette, telefonini…di che va cianciando? chi pensa di essere, parlando per metafore, gesucristo?

    Mah…

    anonimo#42

Write a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *