UNA NOTTE ALL’OPERA

In ottica di condivisione sensoriale tengo a informarti di quanto segue:  per la prima volta in vita mia sono stato all’opera. Lirica, intendo. Insomma, a teatro. Dirai: e chi se ne frega. Invece no, consiglio, persino al neofita, anzi soprattutto a lui. Se non sei del ramo, potrai apprezzare il bel canto, lo spettacolo e comunque un ambiente inedito, a suo modo grandioso e affascinante nella sua persistenza retrò.

Aspetti dello messa in scena che prima mi erano del tutto o in parte ignoti:
– la durata media di un’opera lirica si aggira intorno alle 4 ore
– tuttavia, per fortuna, tra un atto e l’altro, c’è l’intervallo
– non esiste alcun tipo di amplificazione elettrica né di microfonatura
– eppure, miracoli della tecnologia, è possibile leggere i testi da un piccolo schermo posto sullo schienale della poltrona davanti (almeno: alla Scala di Milano è così)
– in platea e nei palchi non so ma in galleria le sedie sono pensate per umani alti 140 cm o privi di arti inferiori
– inoltre, esse sedie risultano assai poco imbottite
– al bar del foyer un bicchiere di minerale gasata senza la fetta di limone costa 10 euro + circa un quarto d’ora di coda.

Cose che è proibito fare durante la rappresentazione:
– tossire
– conversare con l’amico che sta due file dietro di te
– soffiarsi il naso rumorosamente
– fischiettare le arie all’unisono con il cantante
– russare forte
– giocare con le suonerie del cellulare
– domandare allo sconosciuto dall’aria aristocratica della fila davanti se ti fa dare un’occhiata col suo binocolo d’oro
– interrompere a metà l’esecuzione della soprano urlandole brava
– sbadigliare stirando le braccia
– pomiciare con la vicina di poltrona
– chiedere alle maschere dove si comprino i pop corn
– lanciare aeroplanini di carta dal loggione
– fare stage diving
– portarsi il cartoccetto di caramelle con le ambrosoli sfuse
– manifestare il proprio dissenso anticlassista lanciando oggetti solidi sulla platea
 
Differenze fra l’opera e i concerti pop:
– all’uscita nessuno vende le magliette di Wagner
– il pubblico è molto più elegante e in apparenza facoltoso
– il biglietto, però, oramai costa meno.

52 Comments
  1. utente anonimo

    Ma si può fare la hola?

  2. utente anonimo

    Ma si possono sventolare gli accendini tutti insieme?

    Ci si può rollare una canna?

    Si può prendere sulle spalle l’amica bassina così ci vede meglio?

  3. Strato2006

    No, e nemmeno lanciare aerei di carta dal loggione.

    Mio nonno mi ha portato diverse volte all’opera, all’arena di Verona, era un vero patito. Io non riesco né ad apprezzarla né tantomeno a capirla… l’opera, non l’arena…

  4. diamonddog

    Il concerto rock è sempre stato più vicino alla Messa che all’opera lirica.

    Il cantante-frontman che è il parroco celebrante.

    L’omelia viene sparsa qua e là tra le canzoni (“hi los angeles, how are you?”, “hey gyuz do you wanna have some fun?” “hi you all, we’re gonna take no prisoners tonight!”).

    L’obolo te lo prendono d’ufficio all’ingresso, e poi all’uscita con i gadget.

    Gli strumentisti sono i vice-parroci (o parrochi? ohibò) che tengono la scena in aiuto al principale.

    I roadie sono come i chierichetti che portano la roba quando serve (la chitarra accordata, la bottiglia, lo spinotto -nel senso del jack, non del cannone-).

    I fan sono i fedeli che quando accendono l’accendino è come se facessero la comunione.

  5. Strato2006

    Ecco che l’idea di un mio caro amico, di realizzare una “Messa Rap”, acquista senso…

  6. personalitaconfusa

    #1: no

    #2: no, no, no. Gli aeroplanini di carta dal loggione, però, mi pare una bella idea.

  7. lofoten

    Non vorrei fare la figura della tirchiona.

    Ma uno non si può portare la bottiglietta da casa, magari riempita con l’acqua del rubinetto?

  8. sciroccata

    e non c’é rischio di schiantarsi contro le transenne, almeno spero.

  9. lofoten

    Ma all’opera, quando poi aprono i cancelli, uno se la deve fare di corsa per prendere i posti davanti?

  10. zauberei

    Un’altra cosa che non si può fare all’opera è portarsi il cartoccetto de carammelle in carta bianca con le ambrosoli sfuse. I conoperisti si adontano.

    Se squilla un cellulare capace che er cantante fico se gira e mette canta Tu pure o principessa se mette a fare drin drin”

    è imbarazzante.

  11. FirmatoCkf

    A.A.A. (cke poi sta sigla cke significka?)

    Ckf sui 23 anni, masckio, cercka ragazza sui 30 (xckè quelle + giovani nn pensa possano apprezzare) cke l’ackckompagni nella sua prima esperienza all’opera, trattandosi di emulatrici di Maria Teresa da Ckalckutta e altre pie donne volontarie, cke per ckarità e nn x altro sarebbero disposte ad ackckompagnare il sottosckritto, si garantisce ckospickua beneficenza a Onlus di scelta della miserickordiosa amicka

  12. utente anonimo

    Si può urlare biiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiis e fare una standing ovation?

    Morgana

  13. lofoten

    Scusino se mi permetto, ma l’opera va vista anche dietro le quinte quando Musetta, sfinita, per la tisi, dà una grossa aspirata ad una marlboro, gentilmente offerta da un attrezzista, prima che si apra il tendone.

  14. utente anonimo

    da bimbo ero abbonato, seduto in poltrona,non toccavo nemmeno con i piedi per terra. Ma ricordo con nostalgia quell’atmosfera e quella musica (le parole non si capivano).

    l’uomo blogettile

  15. lofoten

    Confu§o lo sai che il sipario ti si apre lentamente?

    Perchè.

  16. Strato2006

    Stasera all’Arena di Verona danno “Personalità Confu§a”, dramma mitologico in tre atti.

    Pare che la parte principale (della Confu§a appunto) sia stata assegnata a Lofoten, la grandissima e famosissima soprano italo-norvegese…

    I biglietti sono andati esauriti già in aprile del 1995.

  17. personalitaconfusa

    Signori, quanta arguzia. Mi domandavo. Ma se aggiungo le vostre ideuzze al pezzullo (ad es. 11, 7, ecc.) vi offendete? Linkando il commento di fonte, s’intende.

    Bloggettile (#15), quanta poesia in questo commento.

    Sciroccata: per ora alla Scala le transenne non ci sono. Però ci starebbero bene, sui palchi.

    Morgana (#13): le sembrerà strano ma sì, si può. 🙂

  18. lofoten

    Scusa Stratos al 18°piano.

    Ma la parte di Personalità chi la fa?

    p.s. Confu§o, che idea gratificante quella di linkare il commento

  19. lofoten

    Si può scrivere una poesia o un racconto in più puntate usando la luce del telefonino?

  20. PICCHU

    Attaccare la Xbox alla poltrona con lo schermo?

  21. lofoten

    Non si può giocare a Shangai perché ogni tanto si deve applaudire.

  22. zauberei

    Confuso:))

    Ho parlato con il commento numero 11 e dichiaròssi onorato della tua proposta.

    Anzi è quasi svenuto.

  23. lottapia

    E’ vietato anche ridere a crepapelle nel momento in cui in scena accadono invece cose oltremodo tragiche. Io recito per diletto in una compagnia teatrale e una volta mi capitò una scena in cui, allo squillo del telefono accanto a me, dovevo correre spaventata dall’altro lato del palco. Nella concitazione del momento, però, inciampai sul filo della presa telefonica, la quale inevitabilmente si staccò. Il guaio è che il telefono continuò invece a squillare incessantemente per esigenze di copione (the show must go on). La platea, insensibile di fronte alla drammaticità del momento, rise a crepapelle.

    E non si fa. Eh.

  24. lofoten

    Nel momento in cui Robin Hood viene arso vivo sulla pira di un orrendo fuoco per mano di Figaro, è lì che io piango.

  25. zauberei

    lottapilla:)))

    Screanzati!

    Ma il teatro alle volte impone esperienze difficili per l’interlocutore.

    Mia sorella mi portò avedere il teatro “no” giapponese. All’istituto di cultura giapponese, erano tutti giapponesi e trattavasi di fine humour giapponese.

    tutti i giapponesi ridevano ma noi non ci riusciva.

    I giapponesi ci guardavano malissimo e noi ci sentivamo molto provinciali.

  26. lofoten

    So che si può dare di gomito al vicino in caso di scene osée.

  27. FirmatoCkf

    io so cke è sputato vietare sulla platessa dalla galera…

    ehm… nn sn mai stato a teatro, perdonatemi!

    E ckmq ckara Lottapuccia, ma a lei nn farebbe ridere na pazza cke sckappa dal telefono? (nn è da lei, nn sa farlo… 😛 )

  28. Strato2006

    Scusate il ritardo, dopo l’ultimo atto oggi in ufficio non finivamo più di applaudire…

    “Personalità” è ancora vacante… infatti ieri la recita è saltata, e rischia di saltare anche oggi!

    E manco ci rimborsano il biglietto…

    Scopro infine che nell’articolo 15bis del “Disciplinare del Buon Pubblico Operistico”, Edizioni Lottapilline, Roma 1956, che “…all’Opera è vietato costruire castelli di carte sulla testa dei vicini durante il susseguirsi delle scene, a meno che l’esecuzione di tali attività non avvenga nel rispetto dei vincoli edilizi e previa approvazione di progetto preliminare da parte del Competente Ufficio Urbanistica – Sezione V: Edifici Cartacei”.

    Allibisco.

  29. FirmatoCkf

    e nn si dimenticki la Verificka Impatto Ambientale (VIA, cke è quel cke è dv andrei se avessi di meglio da fare….) e il parere sul taglio ckapelli!

  30. lofoten

    Oggi ho visto alle Librerie Stratoladori, la guida di 12 pagine su “Come costruire un rosario in cartapesta al teatro durante un’opera” completa di audio cd con le istruzioni e barattolino di vinavil in omaggio.

  31. Strato2006

    Che buzzurri, non ti hanno detto che per le spiegazioni c’era il DVD perché se lo sono intascato loro… sapete che di quella collana c’è anche un “Come costruire un Duomo di Milano in sughero durante il primo atto dell’Aida – Permessi, Progetti, Stato avanzamento lavori”?

  32. lofoten

    Non so se avete notato che per ora va a ruba nelle cartolerie la confezione di 8mila e quattrocento stecchini per costruire senza spiegazioni Castel Sant’Angelo.

    E’ partita la campagna pubblicitaria “Costruisci Castel Sant’Angelo in teatro con l’aiuto del tuo vicino di poltrona mentre Tosca si butta giù, se non ci riuscite chiedete aiuto a quello dietro”.

  33. lofoten

    Sono iniziate le iscrizioni ai corsi di creazione di maschere di cera da fare all’opera durante i momenti di maggiore tensione emotiva, ad esempio quando la Butterfly canta “un bel dì, vedremo levarsi un fil di fumo dall’ estremo confin del mare” oppure quando Tosca urla “Mario! Mario!”. Recenti studi hanno provato che fare un’impronta di cera sul volto del vicino di poltrona, mitiga assai la tensione emotiva di certi momenti, durante la visione.

    Per informazioni contattare Lofoten e inviare un piccolo acconto in forma di ricarica telefonica al n. 333432678.

  34. personalitaconfusa

    Lofoten, lei è un vulcano di idee! Presto, brevettiamo questi prodotti e commercializziamoli, ho uno zio che conosce di vista il direttore del teatro lirico di Piacenza.

  35. zauberei

    Confuso:)

    il commento 11 è svenuto dalla commozione:)

  36. Strato2006

    Ci ho provato, con gli stecchini: mi viene solo un mastodontico istrice… sigh…

  37. Strato2006

    Salve, sono il proprietario del cellulare 333432678. Grazie per le ricariche.

  38. utente anonimo

    Signorina Lofoten lei è semplicemente geniale, come sempre.

  39. lofoten

    Embè? E’ il mio secondo lavoro. E allora?

  40. Strato2006

    Allora è un’occasione per sentire la voce di Lofoten: mi ci fiondo…

  41. lofoten

    Smettetela di ansimare al telefono tanto lo so chi siete…

  42. Paxos

    Mi è venuta proprio ora, riguardo l’opera:

    ehm…ehm…..

    la donna è mmobileeee….e l’uomo è falegnameeeee.

    Ah!

  43. utente anonimo

    o confuso, il nuovo ricco all’opera mi va in gins (OVVOVE) tanto da aver provocato la rivolta degli orchestrali alla Scala. mi auguro abbia funzionato (sempre lodata sia Donna Letizia, buonanima)

  44. utente anonimo

    forum di discussione controcorrente sul fenomeno roberto saviano e sui plagi di gomorra

    forumgomorra.blogspot.com

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