BREVI ANNOTAZIONI ANTROPOLOGICHE A MARGINE DI UNA FILA ALLA BIGLIETTERIA DELLA STAZIONE FERROVIARIA

Vorrei appuntare qui una banale disamina dei stereotipi manifestantesi nelle file agli sportelli delle biglietterie ferroviarie. Un’analisi senza pretese, di certo incompleta, quindi se vuoi aggiungere del tuo nuove, il contributo sarà assai gradito. Comincerei dall’osservazione scientifica di un comunissimo esemplare, ossia

Il tizio che domanda di passar davanti a tutti perché sta perdendo il treno – Individuo implorante e trafelato, arriva di corsa e si rivolge alla prima persona della fila, che a sua volta domanda l’opinione agli altri in coda. Breve conciliabolo: così d’impulso verrebbe da rispondergli "ecchissenefotte, la prossima volta arrivi presto" ma siccome siam gente civile e senza troppa fretta, si decide di lasciarlo andare. Alla fine il poverino convince tutti, tranne..

Quello che non lo vuole fare passare – E’ l’unico contrario, ostinatamente contrario. Sostiene sia "una questione di principio". Si cerca di persuaderlo ma lui niente. Alla fine crolla e confessa: pure lui sta perdendo il treno, però come un pirla s’è messo in coda.

Turista scandinavo – Lui si esprime solo in finlandese e a gesti, la cassiera – a fatica – riesce a vendergli il ‘ticket’, per una destinazione sbagliata ma nessuno dei due lo sa (lui lo scoprirà sul treno, lei mai). E tuttavia, da tre quarti d’ora lei sta tentando disperatamente di spiegargli che il biglietto va timbrato con l’obliteratrice, parola intraducibile che lui proprio non riesce a capire, anche perché nel suo paese le obliteratrici non esistono più dal 1970.

Chieditore di informazioni – E’ lì solo per le informazioni. Non deve partire per nessuna parte. Arriva il suo turno, e lui allo sportello comincia a interrogare il bigliettaro sulle combinazioni più complesse. Del tipo: "ma se io compro un biglietto per andare da Salerno a Monaco di Baviera non oggi ma il 25 novembre in cuccetta transitando da Imperia, e volessi pagare con l’abbonamento di del cisalpino, posso portare con me un cane, cambiare a Firenze Rifredi anziché Santa Maria Novella e avvalermi degli sconti riservati ai pensionati?" E così per due ore circa. Il bigliettaro non riesce a trovare le risposte giuste, consulta libri, telefona. I signori in coda fremono. Qualcuno dal fondo lancia un vaffanculo. Lui persevera, imperturbabile.
Poi ringrazia, saluta tutti e se ne va senza comprare niente.

Compratrice dilettante di biglietto al distributore automatico – Donna di mezz’età, scarsa dimestichezza con le tecnologie, specie con quelle malfuzionanti. Ma lei pur di evitare l’attesa, ci prova. Allora, selezionare la lingua: bè, sin qui è facile, bandiera tricolore. Digitare la stazione di partenza, ahia, cominciano le difficoltà, aiutooo, come funziona ‘sto coso? Alla richiesta "per la promozione cartasì premere ok oppure back" la signora si arena. Chiede soccorso alle persone in fila, ma nessuno è disposto a prestarle assistenza: perderebbe il posto.

(continua?)

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40 Responses to

  1. utente anonimo dicono:

    Io sono la litigante col funzionario responsabile della biglietteria, che se la prende con le clausole vessatorie del contratto e minaccia di adire il giudice di pace. Poi se ne va, perchè non ha tempo da perdere.

  2. thepinkinside dicono:

    C’è post per te sul mio blog. 1 bacio!

  3. utente anonimo dicono:

    falta (falto): extranjera que se aprende de memoria la frase que deberá decir (ej: un biglietto per venezia santa lucia, per piacere) y que la repite, una y otra vez, ante cualquier comentario o pregunta (no prevista, claro) del señor de la ventanilla.

  4. utente anonimo dicono:

    hai dimenticato il figo/la figa micidiale con cui sei pronto a partire subito, come sei, senza barba fatta (o senza ceretta… cazzo perchè si ostinano a ricrescere sti stronzi?!)

    e cambiare vita e paese!

    (dove starà andando?)

    pw

  5. diamonddog dicono:

    IL COMPRATORE ON-LINE.

    Quello che prenota e compra tutto sul sito http://www.trenitalia.com dove passa le ore

    1) tentando di ricordarsi la temibile username e l’imperscrutabile password che poi dopo rimembra ma digita in maiuscolo e gli risponde username non valida e lui prende a pugni il pc;

    2) dribblando le risposte “disponibilità di posti insufficiente” con improbabili richieste di intercity per mogadiscio alle 3 di notte;

    3) cercando di inserire il codice della trenitalia card (pensa con solo 2 milioni di punti hai un fantastico sconto del 2% sui treni di giovedì all’alba);

    4) provando a stampare quei deliziosi numeretti accompagnati da sigle trasparenti come PNR e PGT che servono in treno per rispondere al bigliettaio minaccioso “guardi buonuomo che io ho fatto tutto su internet” e poi paghi biglietto, sovrattassa e multa.

    In alternativa puoi tornare agli stereotipi della classica fila.

    Probabilmente ci metti di meno.

  6. utente anonimo dicono:

    Faccio il biglietto su internet, arrivo ugualmente in stazione con largo anticipo ( sono un’ansiosa ). Per ammazzare il tempo, mentre difendo il portafoglio dalla fauna locale, decido di stampare il tutto con la macchinetta per impratichirmi pure con quella. Salgo in treno protetta come quelli che hanno impermeabile ed ombrello, cintura e bretelle. Al controllore mostro serena il mio ticket. Avevo ritirato solo la prenotazione, il biglietto era rimasto abbandonato nella feroce macchinetta….Sudata mostro l’sms di conferma sul cellulare, non vale più se si stampa il biglietto….

  7. utente anonimo dicono:

    Ma esistono ancora le “donne di mezz’età” ?

    Forse meglio “di un’età e mezza”.

    L’exbl

  8. LiviaR dicono:

    La ventiquattrore con manager a braccetto.

    Trattasi di valigetta contenente PC portatile con file segretissimi, documenti importantissimi e giarrettiera della segretaria fighissima. Per proteggerla il manager la tiene sotto l’ascella come una baguette ma, accorgendosi che questa procedura di sicurezza gli impedisce di svolgere indispensabili mansioni come tirare fuori dalla tasca il portamonete per pagare il biglietto, la sposta stringendola tra i denti come il coltello di Rambo, il che gli rende praticamente impossibile la comunicazione con il bigliettaio che si ostina a ripetergli che da quella stazione non parte nessun treno per MmmhgngngmmhhG!

    Al primo tentativo di strangolamento da parte delle persone in fila dietro di lui, il manager infila la ventiquattrore, che per sua dimenticanza era rimasta aperta, tra le cosce, evirandosi. Tra le varie imprecazioni che seguono, il bigliettaio capta il nome di una città dell’antica Grecia e impassibile gli dice che forse non deve prendere il treno ma un traghetto…

    Lo zaino con giovanotto in spalla (ZcGiS)

    Trattasi di bagaglio di dimensioni leggermente superiori a quella di uno dei due tronconi in cui si spezzò il Titanic.

    Come il suddetto troncone, lo zaino contiene un’orchestrina costretta a suonare nonostante il gelo e il pericolo di morte imminente, ed è proprio che questa ragione che lo ZcGiS rolla, barcolla, caracolla e soprattutto colpisce e affonda tutti gli altri viaggiatori nel giro di quattro miglia nautiche.

  9. nonsonocostante dicono:

    c’è l’utente boicottato: colui al quale viene imposto l’abbonamento elettronico e si ritrova con una splendida tesserina, senza però la possibilità di ricaricarla nella sua stazione di partenza o di arrivo, costui si aggira per la stazione con detto abbonamento (plastica rigida) in mano cercando dove infilarlo, si rivolge anche al personale che, fiutando il pericolo, nega la propria professione, minaccia dimissioni e se la svigna

  10. utente anonimo dicono:

    tipicamente il chieditore agisce il lunedì mattina o il primo giorno del mese, alle ore 7:50.

    solitamente è sordo e non prende un treno dal ’65.

    a quando il post sui bigliettari? se hai bisogno credo di non essere l’unica a poterti offrire informazioni (in cambio di un metro quadrato di focaccia, plis).

    strichnina

  11. utente anonimo dicono:

    La probabilità di avere un chieditore in coda davanti a te è inversamente proporzionale al tempo che manca alla partenza del tuo treno.

  12. Slurp dicono:

    Sei splendido! Riesci sempre a farmi ridere. Grazie!!

  13. falcon82 dicono:

    santa biglietteria online!

  14. zauberei dicono:

    LA mandria di giovinetti vacanzieri.

    trillano allegri et simultanei secondo gli idiomi di provenienza, talora si danno tra loro degli scappellotti, alcuni si strusciano, età media 17 anni, hanno anche dei bulloni appiccicati in varie parte del corpo e sull’adipe soprattutto.

    E poi c’è la viaggiatora con lanciafiamme.

    – parto fra tre ore.

  15. utente anonimo dicono:

    Signor Confuso e cosa ne pensa della controparte, ovvero dei bigliettai?

  16. utente anonimo dicono:

    Sono protetti da un vetro anti-proiettile, allungano il resto con faccia annoiata e si rianimano solo quando vedono che tenti di afferrarlo con dita prensili che non passano dalla fessura.

  17. utente anonimo dicono:

    E non salutano mai.

  18. utente anonimo dicono:

    e i microfoni che la ex FS gli ha dato fanno schifo

  19. Scusate l’assenza, è da venerdì scorso che sono in coda e il chieditore non ha ancora finito.

    Per quanto concerne i bigliettai, anche qui siamo in presenza di diverse fenomenologie, che meritano un’analisi a parte.

    slurp: grazie, ma che c’è da ridere, scusa?

    thepinkinside: gentilissima.

  20. utente anonimo dicono:

    Spero che un giorno l’altro abbia l’ispirazione per analizzarci i bigliettai…. !

  21. Slurp dicono:

    …dai che lo sai…è come le racconti! E questo fa la differenza!!

  22. galatea72 dicono:

    La famigliola festante. Formata da padre, madre e numero imprecisato di figli (superiore a tre) di età sempre compresa fra gli zero e i sei anni. I genitori sono cronicamente incapaci di tenere a freno i figli, che scorazzano sui piedi dei vicini e si tirano palline di carte, palloni, borse, senza curarsi del fatto che queste ultime non hanno alcuna vocazione alla aereodinamicità. Alle proteste degli altri, la madre sospira: “sono bambini!” e il padre lascia l’aria festante assumendo quella incazzata con il mondo. Se uno dei pupi è di età inferiore agli otto mesi, non appena arrivati davanti al bigliettaio, la mamma scopre che è l’ora di allattare, e blocca la fila. i presenti sono tenuti ad accompagnare l’allatto con ohhh di approvazione per la sacra famiglia….

  23. Strato2006 dicono:

    Buongiorno Sor Confu§o, sono – purtroppo – tornato dalle ferie, ho evitato di fare coda alla stazione dei treni, per cui ho fatto colonna in auto; ma soprattutto Le porto i saluti di Lofoten, che mi ha inviato una graditissima cartolina da luoghi nordici quanto umidi, nella quale appunto tra un saluto e un’osservazione sul clima, mi prega di portarLe i suoi saluti…

  24. Strato2006 dicono:

    Spero di essere stato comprensibile…

  25. Luoghi nordici? Ma dove siete andati? A Varese?

  26. ReginaDelconato dicono:

    adoro quando mi chiedono di passarmi davanti: è una delle rare possibilità che mi concedo per sentirmi buona e acconsentire con un benevolo sorriso.

  27. utente anonimo dicono:

    Anch’io li faccio passare ma sotto sotto mi incazzo, mi sento psicologicamente più vicina al “pirla che si è messo in coda e non vorrebbe farli passare”.

  28. in tutti noi c’è un po’ del pirla che si è messo in coda e a furia di lasciar passare gente perde il treno.

  29. nephie dicono:

    Oserei dire che c’è anche un’altra categoria, a cui io – modestamente – appartengo.

    E cioè quella degli Scavanti, i viaggiatori che, dopo aver chiesto il biglietto, cominciano a scavare forsennatamente nella borsa alla ricerca del portafogli.

    Mentre gli scavanti frugano in ogni piega dei contenitori più vari che portano con sé, il bigliettaio si tiene stretto il biglietto alzando un sopracciglio e quelli in coda ne approfittano per sbirciare tra i loro effetti personali (ormai in fila lungo lo sportello).

    La versione più estrema della categoria (lo Scavante fatalista), mentre opera lo scavaggio (scavo selvaggio) insinua in tutti gli spettatori il dubbio che il portafogli sia stato rubato, allo scopo becero di recuperare un po’ di tempo per vedere nell’ultima tasca.

    Ma tutti gli Scavanti (fatalisti e non) alla fine si accorgono che il portafogli sta nella tasca del giubbotto. Questo è matematico.

    ;-)

  30. Strato2006 dicono:

    Confu #27: no, è Lofoten che è andata a Nord, credo un po’ più a Nord di Varese in effetti… io ho solo ricevuto la sua cartolina.

  31. thepinkinside dicono:

    Voglio un nuovo post!

    Ma l’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re.

    Ma non scassarmi la minchia, voglio un nuovo post!

  32. malacarne dicono:

    Il Connesso viaggiatore:

    Fa la fila continuando a parlare al telefono, coprendosi la bocca discretamente mentre insulta ad alta voce trenitalia viaggiatori e bigliettai.

    Arriva allo sportello tendendo il telefono fra capo e collo mentre boccheggia il nome della località cui é diretto e cerca i soldi nel portafogli. Le monete gli cadono a terra,invariabilmente, tutti lo aiutano a raccoglierle perché si tolga dai piedi, ma imperterrito resta connesso alla sua appendice telefonica, paga, prende biglietto e resto, sempre continuando la conversazione al cellulare…

  33. gspinoza dicono:

    E’ che i finlandesi di solito conoscono almeno altre 6 lingue, italiano compreso, e se la cassiera non è italiana, conosce la sua lingua lo stesso.

    Nella mia esperienza, di solito sono giapponesi o africani…

  34. utente anonimo dicono:

    Erano TUTTI davanti a me stamattina alla stazione di Harrow & Wealdstone, soprattutto quello delle informazioni. Io ero quello che stava perdendo il treno, ma non ho neanche chiesto perchè con gli inglesi chiedere di saltare la coda è come in Italia chiedere di fare sesso violento durante la messa perchè ti annoi…

    (in entrambi i casi, ti piacerebbe farlo, ma poi l’educazione repressiva ricevuta ha la meglio e il timore delle occhiatacce di fuoco ti fa desistere)

  35. utente anonimo dicono:

    Questo riferiferimento all’inghilterra mi fa venire in mente che ad ogni soggetto così argutamente delineato dal sig. Confuso corrisponde un diverso modo di “stare in coda”. Il risultato finale è di solito, in Italia , una non-coda.

  36. utente anonimo dicono:

    C’è quello che la prima volta in vita sua capita in stazione e incontra proprio te in fila che lo precedi. Ha bisogno di sentirsi raffrancato, consigliato, informato. La sua tensione nervosa si avverte ben oltre il limite della sua camicia che solo perchè così ben intonata ai suoi calzini, gli ha dato il diritto di insidiarti e ritenersi potenzialmente sopportabile. Dopo la terza gli chiedi dove sia diretto e a quel punto lo avvisi che esiste un’area riservata della stazione proprio dedicata al suo tipo di esigenza che di norma non è mai troppo affollata. Quando torna protestando e tu fatalmente sei ancora in coda con altri problemi da sbrigare come cavare lo sguardo fisso di uno qualsiasi dietro ti te a mappare il tuo lato migliore, puoi indicagli con indice puntato e aria smarrita le indicazioni per il w.c. Simpaticamente, tua viaggiatrice..

  37. utente anonimo dicono:

    Scusi, chi è l’ultimo? :-P

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