MONOGRAFIA SULLE POSSIBILI SINERGIE DI SVILUPPO TRA ECONOMIA GLOBALE E DIFFUSIONE DELLA CULTURA SECONDO L’ICONOLOGIA DEI EBBASTA CON STO TITOLO DAI

Buonasera cari lettori, e benvenuti al consueto appuntamento con la pagina culturale di questo blog.

L’argomento di oggi è delicato e merita serietà: si corre il rischio di scivolare sul sottile crinale tra discriminazione e moralismo. D’altronde, pare sia questo il clima ideologico dell’epoca, e il problema va affrontato: la convergenza fra aumento dei flussi migratori e il declino culturale dell’occidente incombe.

Calma, però. Non ci riferiamo al problema dei bimbi cinesi che rubano il lavoro ai poveri bimbi italiani. Né alle minorenni bielorusse che portan via clientela alle bagasce nostrane. E neppure agli zingari che con le loro roulotte sottraggono il parcheggio ai camper di noi nativi, né ai venditori di rose in pizzeria o ai semafori, vera causa del declino dei fioristi bianchi stanziali.

No, amici. Vogliamo dire qualcosa su una categoria ingiustamente dimenticata. Una categoria che non nuoce a nessun concorrente: gli africani che vendono libri davanti ai cinema d’essai o ai negozi della feltrinelli – luoghi solitamente frequentati da un pubblico progressista ma danaroso e quindi incline all’acquisto di oggetto nobile quale tutto sommato è un libro.

Ora, ammettiamolo: la tenacia di questi africani è davvero ammirevole. Io stesso, sconfitto dal formidabile pressing di un ambulante senegalese altro due metri e parecchio loquace ho dovuto cedere, e comprare un libercolo. Il quale libercolo, tuttavia, alla prova della lettura, si rivelato una gran schifezza. Mal scritto, firmato da un autore sconosciuto, poche pagine, un sacco di bianche, pessime illustrazioni.

E allora, lancio da qui la mirabile proposta: grandi editori italiani, vogliamo andare fino in fondo con questa cosa della globalizzazione? Vogliamo dare una svolta al crollo delle vendite? Sì? Coraggio! Chiudete tutte le librerie e arruolate i senegalesi. Di sicuro un senegalese a piedi costa meno di un megastore da 3.500 metri quadri in centro con casse,  personale, scaffali e tutto il resto. Già me li vedo per strada: migliaia di giovani neri carichi di romanzi, decisi nel promuoverli, capaci di  venderli. “Ciao amigo, qua la mano, ha mai letto Borges? Eddai, leggilo, così diventi intelligente e io vado a comprarmi un panino.”

Come mai nessuno ci ha ancora pensato?

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39 Responses to

  1. jame dicono:

    conosco senegalesi con doppie vetrine..

    jS

  2. jame dicono:

    ot il senegalese a cui ha comprato il libro…ero io

    jS

  3. utente anonimo dicono:

    se poi il senegalese oltre a essere alto due metri è largo tre ante e ha perennemente un’espressione arrabbiata del tipo “il primo che mi capita sotto mano lo spezzo in trentacinque”, l’aumento di vendite è garantito. esponenziale.

  4. gto #3: l’imposizione violenta della cultura ma attraverso un direct marketing davvero direct, del tipo “Leggi Anna Karenina o t’ammazzo.” Uno scenario interessante.

    jame (#2): lo sospettavo.

  5. lofoten dicono:

    Dillo che hai pensato a me quando hai scritto “…e neppure agli zingari che con le loro roulotte sottraggono il parcheggio ai camper di noi nativi.”

  6. lofoten dicono:

    Nella mia città davanti al grosso negozio del centro che vende cd, strumenti musicali e libri ci sono gli africani che però non vendono libri.

  7. lofoten dicono:

    Hai sempre delle splendide idee per risollevare una parte dell’economia italiana.

    Vorrei proporti alla guida del Ministero Idee Innovative.

    C’è bisogno, in questo Paese, di uomini come te.

  8. Strato2006 dicono:

    E quei simpatici elefantini e giraffine di legno dove li metteranno per far posto ai libri?

  9. sporealvento dicono:

    “…un sacco di bianche…”

    questa è ottima!

  10. utente anonimo dicono:

    Inquietante quanto plausibile proposta.. potrebbe funzionare, in Italia si vedono metodi molto più assurdi per tentare di vendere qualcosa.. Preferisco di gran lunga un senegalese a tre ante che mi “convince” a comprare un buon libro piuttosto che la centralinista che mi chiama tre volte la settimana per chiedermi se non mi piacerebbe un abbonamento a sky..

    Per restare in tema umoristico lancio una proposta a corredo: propongo di mettere gli zingari in tenera età a vendere dizionari.. :-)

  11. Strato2006 dicono:

    Allora noi in cambio potremmo inviare torme di nostri neolaureati disoccupati o sottoimpiegati, che so, in Senegal, o in Tanzania, a vendere cellulari, abbonamenti Sky e GPS fuori dai loro villaggi … incrementeremmo gli scambi commerciali tra i paesi e diminuiremmo sensibilmente la disoccupazione da noi …

    Sporealvento: se vuoi ho un bravissimo naturopata da consigliarti …

    ;-)

  12. cptuncino dicono:

    Questa si che è una figata Sor Confuso…nonso se capisce la grandezza della cosa ma tipo che potrebbero mandarli a vendere i libri anche in spiaggia, capisce? che uno è li sotto l’ombrellone tranquillo e arriva questo a portargli il libro.

    Potrebbero mettersi anche davanti alle fermate del bus che uno poi prende il bus e si compra il suo bel libro.

    Il problema dell’avere più tomi è facilmente risolvibile, gli si può montare sulla schiena uno di quei cosi che di solito ci si portano le pizze e via.

  13. Strato2006 dicono:

    A questo unito Uncina suggerirei di mettere in piedi direttamente uno “SpeedyBook” …

  14. lofoten dicono:

    E perché no la vendita porta a porta?

    E’ bello sentirsi bussare la mattina da un nigeriano che ti propone l’uldima fatiga di Alessandro Bariggo, anzicché i testimoni di Geova con la loro Torre di Guardia.

  15. cptuncino dicono:

    e poi potrebbero venderli anche al cinema…

  16. cptuncino dicono:

    e poi chessò, potrebbero venderli anche alla fiera del libro (taroccati magari che così sa che concorrenza…eh)

  17. Strato2006 dicono:

    Bazienza Alessandro Bariggo, ma wuoi meddere Badrigia Gornwell o Ghen Volledd???

  18. cptuncino dicono:

    Potrebbero addirittura …sentite bene questa eh…abbinarli alla vendita di accendini bic mezzi scarichi Così poi se a uno il libro non piace ha gli strumenti per sfogarsi e dargli fuoco, ci sarebbe meno gente stressata.

  19. lofoten dicono:

    Badrigia Gornwell mi fa imbazzire con la sua sega stryker.

  20. utente anonimo dicono:

    @stratos #8: gli elefantini e le giraffine di legno sono ottimi da usare come fermalibri per cui si abbinano benissimo alla vendita dei libri e aumentano il volume di affari. si chiama “marketing sinergico” o qualcosa del genere…..

  21. Strato2006 dicono:

    Uncina#19: magari per aumentare ulteriormente le sinergie forniamo anche una tanichetta di benzina formato mignon … e della carne che così sul falò ci si fanno una trapper

    Loffy#20: son un fan di Gay Sgarbedda (oops come suona strano … beh in linea con la nipote …);

    GattoPesce#21: ma chi meglio di te?

  22. utente anonimo dicono:

    Lofoten (#14): lo faceva già l’euroclub, ma con scarsi risultati!

    Mariolino

  23. Cozla dicono:

    Interessante l’idea del meccanismo intimidatorio. Immagino però che debba coordinarsi con iniziative tipo cartapiù. La differenza starebbe solo nel modo in cui si conquistano i punti.

    (che poi non capirò mai perché si mettono all’uscita e non all’entrata: è un marketing pessimista il loro)

  24. cozla: qui, giustamente, stanno all’entrata, non all’uscita. Per dire, provi lei a far la file al cinema anteo di via milazzo senza comprare almeno un o due romanzi scritti da un giallista camerunense.

  25. utente anonimo dicono:

    ma un giallista camerunense come si abbina a un noirista giapponese?

  26. jame dicono:

    son venditori…

    jS

  27. Cozla dicono:

    Spero che i camerunensi locali non abbiano letto la sua risposta, signor Confuso.. Altrimenti il mio indicare la busta piena di feltrinelli non potrebbe più rappresentare un pass verso una tranquilla attesa del tram.

    Se così non fosse, porterò un libro di Paolo Limiti per mostrare un esempio della nostra cultura avanzata (in senso agro-alimentare del termine).

  28. lofoten dicono:

    Sdrados.

    Gay Sgarbedda chi è? Un omosessuale sardo medico legale anatomopatologo forense?

  29. Strato2006 dicono:

    Lovvy: Oddima deduzione.

  30. cptuncino dicono:

    Poi però il lato negativo è che io ad esempio ho una zia zitella (che non è zitella davvero ma l’atteggiamento è attitudine e l’attitudine atteggiamento…comunque) lei non ha mai comprato libri in vita sua e mi fotte sempre i miei, allora con lei per dire non c’è mercato…Oh la Zia zitella una volta mi ha fatto osservazione proprio perchè non avevo l’ultimo della sgarbetta gay (per questo mi è venuto in mente…pidocchiosa!)

  31. Strato2006 dicono:

    Ma bravi, vedo che siete ancora tutti imboscati a leggere libri comprati da giallisti congolesi o noiristi giapponesi (o romanzorosisti apache, o …).

  32. graceandgravity dicono:

    ah guarda mai ascoltare i senegalesi, son gente con una grande parlantina. Io a furia di dai ce ne ho uno in casa. Certifico ciò che hai scritto.

  33. Ed è venuto a venderle la Recherche a domicilio?

  34. EspressRegolare dicono:

    Ma lo sai che potrebbe funzionare davvero? Per Borges non lo so, ma per titoli etno-cultural-social-noprofit di sicuro!!!

  35. lofoten dicono:

    Non sottovalutiamo la forza lavoro cinese di cui l’Italia è piena.

    Ci si potrebbe affidare la vendita di riviste e periodici da portare su dei risciò.

    “Plego plego signole Il Segleto di una Memolia Plodigiosa, plima uscita solo 1 eulo”.

  36. utente anonimo dicono:

    Il porta-a-porta è sempre stato una gran cosa…

    (e mi sto riferendo alla tipologia di vendita, non al serial TV)

  37. cptuncino dicono:

    si anfatti…sennò non mi spiegherei il gran successo dei follettai e dei geovotti

  38. dottor K (#36): passi per l’etno, il cultural e il social. Ma il commercio noprofit temo sia poco redditizio.

  39. Strato2006 dicono:

    Già una cosa del tipo “ONLUS S.p.A.” …

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