A questo punto urge dare resoconto dell’intervista che avventatamente e in preda a forti allucinogeni ho concesso a una un noto quotidiano di estrema destra per la rubrica di “Protagonisti dell’Italia che lavora” (in che senso?). Si è parlato a vanvera di di internet, di cultura, di poteri forti, di nuovi e vecchi mass media. Il testo dell’intervista è quello che segue:
Buonasera a tutti, continua la nostra serie di incontri con l’Italia che lavora e che produce. Perciò oggi incontriamo un blogger, il dottor Confuso.
Buonasera a lei, e complimenti per la sua opera di consolidamento delle opinioni attraverso una effusione omogenea di sano anticonformismo postmoderno.
La prima domanda che non posso non farle è questa: che aria tira nel mondo dell’informazione in Italia?
Facciamo chiarezza su questa storia una volta per tutte: grazie alle nuove tecnologie di relazione condivisa, le vecchie barriere psicocircolari e autoisolanti dentro la quale la società è stata per troppo tempo rinchiusa non potranno che essere abbattute, così che noi – e anche lei, se crede – si possa tornare ad irrorare gli animi della gente rassegnata non più a fruire delle istituzioni ma a adorarle a distanza, come simulacri della conoscenza o come idoli marziani. Questa nuova volontà di appropriazione anzi di riconsiderazione di un cognitivismo finalmente denudato da artifici semiotizzanti creati ad arte dai professionisti del sapere imposto quali scrittori, giornalisti, cantanti, conduttori di festival musicali, insomma tutti coloro che hanno sempre gestito per conto d’altri gli orizzonti mentali e creativi, ebbene, è oramai un dato di fatt…
(interrompendolo:) Appunto! La gente si domanda: com’è possibile che si possa rendere pubblico il materiale delle intercettazioni anche se non riguarda parlamentari della sinistra o i sindacalisti?
In un certo senso è quello che dico da anni, anche se nessuno mi comprende, o forse non m’ascolta: a me piace pensare all’intercettazione dei linguaggi terzi come a una sorta di opera d’arte collettiva, qualcosa di molto vicino alla rappresentazione della decomposizione di un cetaceo sull’arenile, immagine peraltro già evocata in culture di cui non sto a dire perché tanto lei, poveretto, non capirebbe; tuttavia, l’umanizzazione dell’autorevolezza, o se preferisce la sua disumanizzazione, che poi è la stessa cosa, carica l’espressione mediatica dal basso di un’intenzionalità pertinente: le antiche divinità vengono uccise con la nascita di una nuova rete, la quale, con una lenta manovra rivoluzionaria e al tempo stesso priva di violenza, esplode comunque nella teoclastia, e accompagna le strutture totalizzanti – ossia ciò che lei chiama ‘il vecchio’ o i ‘i poteri forti’, per così dire – in un Aldilà comunicativo che…
(lo interrompe applaudendo) Giusto, giusto! Bravo! Lei è attento osservatore della vita quotidiana della gente. Le chiedo: è vero, come ci scrivono i nostri spettatori in milioni di mail e sui social media, che in Italia oggi serve una novità, una ventata di antipolitica che finalmente metta da parte problemi futili come la povertà, la corruzione e la mafia – e si occupi invece di cose ben più importanti come i dilemmi del signor Gino Rossi, imprenditore, e del fatto che sua moglie gli faccia le corna con il lattoniere?
Condivido appieno quel che lei dice, ma ho la sensazione che l’agire della signora sia parificabile alla corrispondenza tra progresso e svincolo dalle inibizioni che gli stessi eretici adorniani attribuiscono all’individualità svantaggiante, nel nostro caso, il lattoniere, appunto: un’energia viscerale e solenne che spinge l’antinomia a compensare condizioni altrimenti selettive. E proprio così immagino la provocazione di un ontologia pressoché astratta che implode ed esplode in maniera direttamente proporzionale alla meschina volontà di interesse che oggi consiste più che altro in un feroce desiderio di interposizione da parte dei dominatori stessi, se mi permette la metafora ardita, e…
(interrompendolo ancora:) Certo, quel che dice è vero, ma va considerato che quel tradimento era ovviamente un complotto ordito dalla sinistra radicale contro la persona del Rossi, se ne ricorda?
Ricordo eccome, mica mi sono rimbecillito: lo slancio verso la metappariscenza mediatica e la visibilità da parte della classe intellettuale dirigente da tempo ha scalzato il vero impulso a quell’arbitrio di verità capace di affrancarsi dalle insidie coscienziali e di superare il dicibile, e perciò l’autorità egemone non può più sfruttare le ideologie fino a celare la sua cospirazione contro i singoli – che questi siano mariti cornuti o grandi imprenditori, o sublimi giornalisti come lei o liberi scienziati come me poco importa – e tutto ciò avviene soltanto col palesarsi di una discrasia che fino a ieri, o a oggi, faccia lei, ha svilito i giudizi, le spontaneità democratiche, l’urgenza comune di andare oltre. Però guardi che ha la patta aperta.
(continua?)
ma che grazia, che personalità, che simpatia, quella Brambilla là!!!
X’D
E che dire del suo interlocutore. Son cose.
ma poi l’hai presa a sberle in diretta, vero?
davvero frequenti certa gente. sarai mica di quel giro lì, nè?
Bah, sul piano politico mi considero un anarcoinsurrezionalista. Ma lei non lo sapeva. Temo.
Ti voto. Sei un grande.
Sì, ma il colore delle mutande?
Autoreggennti con ‘sto caldo? Boh!
Ueuè
questa è un capolavoro..
ah ah, sei fuori.
Che peccato non avere il satellite e non potersi fregiare di essere uno spettatore di una rete di questo spessore……aaaahh (sospiro)….
nono, Conf, non può essere vera ‘sta cosa qui..dai. è che tu sei il più geniale dei creativi in circolazione da Leonardo in poi..
anche perchè mica posso credere che esista una ‘metappariscenza mediatica’!
Esiste, esiste. 🙂
Gattosecco (#11): davvero; riusciremo a vivere lo stesso?
Fedaccia (#9): eh, non esageriamo, via.
Ueuè (#8): c’era l’aria condizionata apposta. Autoreggenti vuole un enne sola, però. 😉
mr. #7: tricolori.
mscaini (#6): grazie, vedrai che vinceremo. Non so cosa, ma vinceremo.
la storia del massacro del cetaceo mi fa molto pensare.Mi pare un’ottima intuizione come anche la vituperata “metappariscenza”.
però, pur frequentando il presnte blog per la sua ironia e gusto dei paradossi, non resisto a chiedere la verità, tutta la verità: ma l’hai fata veramente un’intervista con la B.?
è deciso caro Personalità “ti amo”
Ricambio.
Caro mario, è tutto vero, però non credo la manderanno mai in onda, mi sa. Metappariscenza non è male, piace anche a me. Chissà cosa vuol dire.
potrebbe voler dire: l’Italia – o il mondo occidentale -va oltre la cultura dell’apparenza. L’apparenza senza l’esagerazione (appariscnte) non è nulla. Ne siamo tutti affetti. La metapparisenza è quando questa tua sboronaggine narcisa colma d’aria il tuo vuoto penumatico. Quando allo specchio neanche ti vedi più tanto ti ami. la metappariscenza è rocco siffredi che si masturba guardando un suo film.(san bodrijjard aiutami tu).
Bentornato, Confuso! 🙂
Mario: esatto, deve essere così.
#20: mica ero partito.
Ma la vera frase capolavoro secondo me è guesta: “A me piace pensare all’intercettazione dei linguaggi terzi (i famosi “cazzi degli altri”, per intenderci) come a una sorta di opera d’arte collettiva…”
ps: anche io ho scoperto di amarti
#14
Autoreggenti con una enne sola? Mi sembra proprio strano. Sei ben sicuro?
Penso che anch’io disegnerò x§ sulla scheda, al posto di inserire la tradizionale fettona di prosciutto cotto.
Dai però, non ce l’ho fatta…
Quelle blu, sono le domande?
la prossima volta che trova un momento di conoscenza con quell’aspirante nobel per “la pace e le trousse”(relatrici jalisse e l’altra) le dica che ho finito i soldi.Se ha qualche soluzione concreta da adottare non farò resistenza pregiudiziale(ma temo che suggerirà di andare in banca per aumentare il fido interagendo col product manager dell’azienda di cui detengo la golden share o di vendere quelle kelly color ciclamino marcio di mia zia del 2005,ormai così passè).In alternativa le dica di mettersi qualcosa addosso
Diamonds
p.s. la amo anche io(ma non a lei.A lei)
Diamonds e #22: qui ci amiamo un po’ tutti, siamo per il libero amore.
Lofoten (#25): può tranquillamente leggere le sole risposte, in blu: le domande della tizia, in grigio, sono prive di senso.
Abs (#24): tra l’altro risparmi una fetta di prosciutto cotto. Di questi tempi, non è poco.
Uèuè (#23): sicurissimo, controlli pure sullo zanichelli.
#27
Mannaggia, m’è caduto un pomodorino della pizza proprio su “autoreggennti” mentre consultavo il vocabbbolario!
Ueuè
sei molto meglio di adinolfi, meriti la vittoria.
Vittoria de che?
Un delirio così geniale….
Storico
http://iotiracconto.leonardo.it
Miii però, quando ti ci metti sai scrivere…
Comunque, scusa senti, posso farti una domandina?
Ma la battuta “la rappresentazione del massacro di un cetaceo sull’arenile” dì la verità, da dove l’hai copiata?
Lofoten, mi meraviglio di lei. La metafora del mostro marino spiaggiato rappresenta un evidente richiamo al finale di un famoso film italiano del dopoguerra (indovini lei quale): in questo contesto la figura retorica di contenuto è usata in modo assolutamente pretestuoso al solo scopo di confondere (nomen omen) l’interlocutore o l’avversario che dir si voglia.
x§, devi a me l’illegale kopia di “l’arte di avere ragione” in pdf ke t’ho skarikato da emule prima di rekarti da quella zokkola!
P§ [post §skriptum, per ki non ci arrivasse da solo]: mi porti al mare, eh?
mi sa che eri stato posseduto dalla Isabella Santacroce quando hai rilasciato quell’intervista!!!!!
Ummmm, si chiama Michela Vittoria Brambilla 🙂
ho la netta sensazione che ciò che le sia rimasto impresso
siano le autoreggenti e le mutande della Brambilla.
Era una donna
o un trans?
domanda con linguaggi terzi( fatti i cazzi tuoi )
chiedo venia.
il resto
non le pare un deja vu
talmente arcaico
da sembrare postmoderno?
lei naturalmente sa cos’è il trasformismo.
per darci un tono
vogliamo ribattezzarlo
post-trasformismo?
confido nella sua ontologia metappariscente
sperando con questo mio entropico intervento
di non aver insidiato le sue coordinate
coscienziali.
Ma vuole davvero candidarsi trai confusi?
altra domanda con linguaggi terzi( ma ti fai i cazzi tuoi?)
Non so darle tutti i torti.
con quello che sborsa
l’Italia che lavora
è evidente che oggi la confusione è
ben pagata.
Molto più di Mario Bianchi,
operatore e illuso ricercatore ecosofico.
tradotto in parole povere
l’uomo della strada( ops!….gentile eufemismo)
il credulon…ehm….il coglione.
ho conosciuto una giornalista della rai mitomane! ma roba da matti!
Nice Site!
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