SULLA DIFFICOLTA’ RELAZIONALE VENDITORE-CLIENTE AL MOMENTO DELL’ACQUISTO DI SCARPE NUOVE

Ho notato che molti miei contemporanei, specie se donne, provano gioia nell’acquistare scarpe. Al maschio che scrive, invece, il negozio di calzature da sempre incute un timore reverenziale. Entro e questa giovane commessa mi ordina, con il tono perentorio da dentista, di sedermi e tacere. Maneggia i miei piedi scalzi senza imbarazzo, come fossero oggetti, per farmi misurare delle scarpe che a me non piacciono ma a lei sì, e mi aiuta a infilarle come se non ne fossi capace, per poi chiedermi di camminare mentre lei, severa, osserva e afferma che senza dubbio sono bellissime e comode. Non è vero, ma bisogna assecondarla, anche a costo di mentire: contraddire la commessa è reato, spetta a lei decidere.

Tasta la punta per vedere se le scarpe, selezionate da lei per me, siano troppo corte o troppo lunghe. Quindi propone confronti con numeri più grandi e più piccini. Inutile aggiungere che quello che sarebbe il mio vero numero non c’è, lo hanno finito nel 2001, ma l’acquisto va completato lo stesso. E perciò lei dispensa consigli sull’inesistenza del numero esatto di scarpa, che è un’astrazione, una leggenda urbana messa in giro dalla lobby dei clienti tirchi: se le scarpe all’inizio sembrano strette si sappia che con l’usura si allargano. Viceversa se son larghe occorre ricordare che col tempo e l’acqua sono destinati a restringersi. La fisica degli indumenti è una scienza imperscrutabile.

Insomma, alla fine è lei a scegliere quale tipo devo comperare. Mi avvio all’uscita del negozio con un paio di scarpe orrende, che mi fanno pure un male dell’accidenti. Non le metterò mai, lo so, anche se la commessa continua a ripetere che mi stanno benissimo, mentre mi mi sorregge pur di accompagnarmi alla cassa. Ero venuto per un morbido paio da ginnastica estive e me ne vado zoppicando con addosso dei moonboot verdi.

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45 Responses to

  1. PTKTheBest dicono:

    Buona Festa della repubblica!

  2. utente anonimo dicono:

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  3. ellenpeppers dicono:

    La prossima volta presentati munito di personal shopper (meglio se ostentatamente gay). E la commessa si metterà buonina buonina in un angolo, a disposizione. Come fa l’infermiera quando arriva il dottore…

    Non hai un personal shopper? Basta un amico che può fingersi tale… no?

  4. Bostoniano dicono:

    Confuso, ti facevo più scafato! Dalla commessa ci si difende. Si mette il calzino maleolente con buco sul pollicione. La commessa cederà immediatamente il posto al commesso, con il quale il dialogo si svolge per vadi motivi su un piano più paritario.

  5. quince dicono:

    la follia della donna…quel bisogno di scarpe che non vuole sentire ragioni.

    cosa sono i milioni? quando in cambio ti danno…le scarpe

  6. Bostoniano dicono:

    oddio… “per vadi motivi!” Come diceva Linus: “Non sono mai tanto stupido come quando faccio il furbo”

  7. utente anonimo dicono:

    lamento que usted, sr, confuso, haya nacido donde ha nacido. si viviera en este rincón del mundo las vendedoras lo atenderían con una sonrisa falsa y desganada y harían todo lo posible para que usted se fuera del local lo más pronto posible (con o sin zapatos, da lo mismo): le traerían mal los números y, para evitar la pereza de tener que bajar al sotano a buscar el mocasín marrón en vez del negro, le asegurarían que no hay color en su talle. ventajas del tercer mundo, por lo que parece…

    pd: no sea machista, habemos muchas mujeres que odiamos comprar zapatos.

  8. profondoblog dicono:

    ma almeno la commessa era carina?

  9. utente anonimo dicono:

    A me succede che chiedo il 39 e mi danno il 38 o il 40. Le provo, vedo che mi stanno strette o larghe, guardo il numero e la commessa, protesto che quello non è il numero che ho chiesto e che voglio il 39.

    Mi dicono che non c’è ed io gli urlo che me lo potevano dire prima invece di farmi perder tempo a provare scarpe col numero che non è il mio.

    Di solito me ne vado di corsa non senza prima avere chiuso le commesse nello sgabuzzino e aver svuotato la cassa.

    Zia Bonnye

  10. lascar dicono:

    Non ho mai capito il senso del tastare la punta per verificare la misura.

    Va bene farlo quando ero bambino e non capivo niente, ma ora una volta che le metto sarò ben in grado di capire se sono lunghe o sono corte!

  11. greenwich dicono:

    i mondi dello shopping maschile e quello femminile saranno l’unica cosa che il femminismo non riuscirà mai ad abbattere.

  12. utente anonimo dicono:

    ^^

  13. ABS dicono:

    La prossima volta presentati munito di lanciafiamme…

  14. Ellen80 dicono:

    Scusate, non c’entra molto con i negozi di scarpe ma devo dirlo ugualmente.

    Ieri in una di quelle profumerie che vorrebbe essere di “nicchia” una ragazza ha chiesto un profumo e la commessa, con fare da Kapo’ le ha risposto. “No, con i tuoi colori non ti ci vedo” e l’ha mollata lì.

    Ho provato l’uimpulso irrestitibile di voltarmi a guardare la sventurata. Era vestita di nero dalla testa ai piedi.

  15. 1Galadriel1 dicono:

    …il mistero delle scarpe che si allargano o si restringono a seconda delle esigenze è come quello dei jeans…se ti sono stretti “con l’acqua cedono”, se ti son larghi “con l’acqua si restringono” … =/ …credo siano misteri di Alta Magia, che noi comuni mortali non siam degni di capire… =/

    Buona domenica =)

  16. utente anonimo dicono:

    D’altra parte il saggio Elio diceva:

    La follia della donna

    quel bisogno di scarpe

    che non vuole sentire ragioni

    cosa sono i milioni

    quando in cambio ti danno

    le scarpe.

    … è affare loro, caro confuso. MAI invadere il territorio perchè, come vedi, te la fanno pagare cara!

  17. FrankoT dicono:

    Il trucco sta nello scegliere quei negozi di scarpe dove ci sono solo commessi uomini. Loro sono come noi: se possono, evitano di aiutarti. Se devono, non si espongono. Se sollecitati ad esporsi, ti danno ragione.

    E’ bello essere uomini.

  18. utente anonimo dicono:

    Odio andare a comprare le scarpe, quasi quanto andare dal dentista o dal ginecologo. Se ti dico che da bambina detestavo la favola di Cenerentola, potrai dedurne il motivo…

  19. diamonddog dicono:

    Ah perchè tu compria cnora le scarpe in negozio?

    Al Lidl di Lambrate ci hanno degli splendidi modelli in PVC alla modica cifra di 11/12 €.

    Nessuno ti si caga, tu li prendi li provi li pieghi li scannerizzi decidi se comprarli e se poi ci ripensi casomai torni indietro il giorno dopo e fai il cambio con una lettiera per gatti.

    E TU VAI ANCORA IN NEGOZIO??????

  20. Effe dicono:

    i moonboot verdi non sono una tragedia.

    Si ricordi però di abbinarli a una cravatta rigorosamente melanzana

  21. cybbolo dicono:

    e disarmare psicologicamente la commessa portando amico con gambe sfilabili artificiali per due mocassini semplici semplici da provare direttamente sul bancone?

  22. utente anonimo dicono:

    prima facevi anche riflettere…da qualche mese essenzialmente sei uno che si lamenta.

    bor

  23. anonimo (#24): insomma, sto migliorando.

    diamond (#21): hai ragione, la sezione scarpe del Lidl è grandiosa, come ho fatto a non pensarci.

    profondob (#10): non era carina: era bellissima.

    #9: oye como va, hasta siempre, paella, sangria, el merendeeeero…

  24. diamonddog dicono:

    Assumere commesse carine è uno stratagemma per far sentire “obbligato” il cliente.

    Lo insegnano al cepu.

  25. utente anonimo dicono:

    e non hai visto le crocs…ultima moda…una cosa orrenda ma tutti le comprano.

    Marina.

  26. Perchè costano poco?

  27. kossino dicono:

    sono una di quelle folli donne che adorano le scarpe. Non solo provo gioia ad acquistarle, ma pure a rimirarle, nell’armadio, specie se colorate, stravaganti, improbabili. Una meravigliosa follia che accende le stagioni, tutte quante, ma spegne totalmente gli entusiasmi delle commesse.

  28. utente anonimo dicono:

    Beh, io sono una donna e odio comprare le scarpe (che per me hanno due colossali svantaggi: costano sempre un botto e non possono stare ammucchiate nell’armadio insieme al resto). Se ti capita, prova a comprarle all’estero: per quanto brutte e diverse da quello che volevi saranno sempre perlomeno esotiche.

  29. utente anonimo dicono:

    io sono dell’opinione che le scarpe che voglio non esistano.immancabilmente ogni volta che trovo qualcosa che potrebbe piacermi non hanno il mio numero.cosa ben peggiore,il modello di quelle scarpe da ginnastica le hanno solo in quel negozio(scoperto dopo aver girato tutti i negozi della provincia).arrivata all’esasperazione ritorno alle mie amate infradito ^.^

  30. kontrasto dicono:

    sì, è capitato un po’ a tutti.

    però i moonboot spaccano, meglio quelli che i mocassini marroncino..

  31. utente anonimo dicono:

    infradito forever!! tutte le misure, tutti i colori, da comprare rigorosamente al mercato!

    v@le

  32. riotinmymind dicono:

    i monboot non possono farti mica male, sono morbidi….e poi il verde è il colore dell’anno, aveva ragione la commessa punto e basta.

  33. IlaLuna84 dicono:

    Penso di essere una delle poche donne che non ama comprare scarpe. Ciò nonostante, mi è capitato più volte di sborsare cifre considerevoli per scomodissimi stivali col tacco con i quali finisco col non riuscire neppure a stare in piedi. Dobbiamo privare le commesse dal loro immenso potere!!! :D

  34. utente anonimo dicono:

    il fatto e’ che la commessa ti piaceva e..maneggiava i tuoi piedi scalzi senza imbarazzo..

    penso che avresti comprato anche un bel paio di zoccoli da olandesina..

    Aiahi Confuso, mi fai ingelosire!

    PaolaGi

  35. Ma quale gelosia, mi ha solo rifilato un paio di zoccoli di legno, numero 32 a soli 400 euro. Però lo ha fatto sorridendo.

    Son cose.

  36. autofocus dicono:

    C’è chi sta peggio di te! Pensa al fidanzato o, peggio, al marito della commessa. Se a casa si comporta con la stessa autorità ed intransigenza con la quale ti ha rifilato un inutile paio di scarpe: saranno guai!

  37. utente anonimo dicono:

    Beh, pensa che quando facevo la commessa in pasticceria… io facevo più o meno la stessa cosa con i dolci :-)

  38. sporealvento dicono:

    Approvo il personal shopper.

    Nella fattispecie la ragazza o l’amica fidata.

  39. lofoten dicono:

    A quando il vademecum sulla difficoltà relazionale con il proctologo?

    Zia

  40. utente anonimo dicono:

    adesso sappiamo cosa possiamo farti fare sorridendoti……;-)

    PaolaGi

  41. IRI dicono:

    due anni fa vendevo scarpe, ed ero proprio così :)

  42. sempervivum dicono:

    ma roba da matti…odio le commesse, di scarpe poi. Spero di non rientrare MAI più, dico mai piùpiùpiù a lavorare nel negozio presso il quale sono assunta ed in maternità facoltativa. Dimenticavo, di scarpe…

  43. liarit dicono:

    le donne non provano gioia ad acquistare scarpe, perchè appena ne comprano un paio, si rammaricano di non aver potuto comprane altre sei paia.

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