Dell’aver paura dei negozi di calzature

Ho notato che molti miei contemporanei, specie se donne, provano gioia nell’acquistare scarpe: a me, invece, il negozio di calzature. da sempre, incute terrore.

Entro e questa giovane commerciante di calzature, prima che io possa aprir bocca, mi ordina con tono perentorio di sedermi e tacere.

Mi afferra i piedi e mi costringe a farmi misurare delle calzature scelte da lei e che a me non piacciono ma a lei sì. Mi aiuta a infilarle come se non ne fossi capace, poi mi comanda di camminare mentre mi osserva. Proclama che senza dubbio quelle scarpe sono bellissime e comodissime. Non è vero, ma bisogna assecondarla, anche a costo di mentire. Non ammette di essere contraddetta, spetta a lei decidere, è lei l’esperta.

Lei tasta la punta per vedere se le scarpe, selezionate da lei per me, siano troppo corte o troppo lunghe. Quindi propone confronti con numeri più grandi e più piccoli. Inutile aggiungere che quello che sarebbe il mio vero numero non c’è, lo hanno finito da decenni, ma secondo la venditrice l’acquisto va completato lo stesso. E perciò lei dispensa consigli sull’inesistenza del numero esatto di scarpa, che è un’astrazione, una leggenda urbana messa in giro dalla lobby dei clienti tirchi: se le scarpe all’inizio sembrano strette, si sappia che con l’usura si allargano. Viceversa, se son larghe occorre ricordare che con il tempo e l’acqua sono destinate a restringersi.
La fisica degli indumenti è una scienza imperscrutabile.

Insomma, alla fine è lei, la commerciante, a scegliere quale tipo di scarpe devo comperare. Mi avvio all’uscita del negozio con un paio di scarpe orrende e mi fanno pure male. Non le metterò mai, lo so, anche se la venditrice continua a ripetere che mi stanno benissimo, mentre zoppico e lei mi sorregge pur di accompagnarmi alla cassa.


45 commenti su “Dell’aver paura dei negozi di calzature”

  1. La prossima volta presentati munito di personal shopper (meglio se ostentatamente gay). E la commessa si metterà buonina buonina in un angolo, a disposizione. Come fa l’infermiera quando arriva il dottore…

    Non hai un personal shopper? Basta un amico che può fingersi tale… no?

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  2. Confuso, ti facevo più scafato! Dalla commessa ci si difende. Si mette il calzino maleolente con buco sul pollicione. La commessa cederà immediatamente il posto al commesso, con il quale il dialogo si svolge per vadi motivi su un piano più paritario.

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  3. lamento que usted, sr, confuso, haya nacido donde ha nacido. si viviera en este rincón del mundo las vendedoras lo atenderían con una sonrisa falsa y desganada y harían todo lo posible para que usted se fuera del local lo más pronto posible (con o sin zapatos, da lo mismo): le traerían mal los números y, para evitar la pereza de tener que bajar al sotano a buscar el mocasín marrón en vez del negro, le asegurarían que no hay color en su talle. ventajas del tercer mundo, por lo que parece…

    pd: no sea machista, habemos muchas mujeres que odiamos comprar zapatos.

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  4. A me succede che chiedo il 39 e mi danno il 38 o il 40. Le provo, vedo che mi stanno strette o larghe, guardo il numero e la commessa, protesto che quello non è il numero che ho chiesto e che voglio il 39.

    Mi dicono che non c’è ed io gli urlo che me lo potevano dire prima invece di farmi perder tempo a provare scarpe col numero che non è il mio.

    Di solito me ne vado di corsa non senza prima avere chiuso le commesse nello sgabuzzino e aver svuotato la cassa.

    Zia Bonnye

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  5. Non ho mai capito il senso del tastare la punta per verificare la misura.

    Va bene farlo quando ero bambino e non capivo niente, ma ora una volta che le metto sarò ben in grado di capire se sono lunghe o sono corte!

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  6. Scusate, non c’entra molto con i negozi di scarpe ma devo dirlo ugualmente.

    Ieri in una di quelle profumerie che vorrebbe essere di “nicchia” una ragazza ha chiesto un profumo e la commessa, con fare da Kapo’ le ha risposto. “No, con i tuoi colori non ti ci vedo” e l’ha mollata lì.

    Ho provato l’uimpulso irrestitibile di voltarmi a guardare la sventurata. Era vestita di nero dalla testa ai piedi.

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  7. …il mistero delle scarpe che si allargano o si restringono a seconda delle esigenze è come quello dei jeans…se ti sono stretti “con l’acqua cedono”, se ti son larghi “con l’acqua si restringono” … =/ …credo siano misteri di Alta Magia, che noi comuni mortali non siam degni di capire… =/

    Buona domenica =)

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  8. D’altra parte il saggio Elio diceva:

    La follia della donna

    quel bisogno di scarpe

    che non vuole sentire ragioni

    cosa sono i milioni

    quando in cambio ti danno

    le scarpe.

    … è affare loro, caro confuso. MAI invadere il territorio perchè, come vedi, te la fanno pagare cara!

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  9. Il trucco sta nello scegliere quei negozi di scarpe dove ci sono solo commessi uomini. Loro sono come noi: se possono, evitano di aiutarti. Se devono, non si espongono. Se sollecitati ad esporsi, ti danno ragione.

    E’ bello essere uomini.

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  10. Odio andare a comprare le scarpe, quasi quanto andare dal dentista o dal ginecologo. Se ti dico che da bambina detestavo la favola di Cenerentola, potrai dedurne il motivo…

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  11. Ah perchè tu compria cnora le scarpe in negozio?

    Al Lidl di Lambrate ci hanno degli splendidi modelli in PVC alla modica cifra di 11/12 €.

    Nessuno ti si caga, tu li prendi li provi li pieghi li scannerizzi decidi se comprarli e se poi ci ripensi casomai torni indietro il giorno dopo e fai il cambio con una lettiera per gatti.

    E TU VAI ANCORA IN NEGOZIO??????

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  12. anonimo (#24): insomma, sto migliorando.

    diamond (#21): hai ragione, la sezione scarpe del Lidl è grandiosa, come ho fatto a non pensarci.

    profondob (#10): non era carina: era bellissima.

    #9: oye como va, hasta siempre, paella, sangria, el merendeeeero…

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  13. sono una di quelle folli donne che adorano le scarpe. Non solo provo gioia ad acquistarle, ma pure a rimirarle, nell’armadio, specie se colorate, stravaganti, improbabili. Una meravigliosa follia che accende le stagioni, tutte quante, ma spegne totalmente gli entusiasmi delle commesse.

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  14. Beh, io sono una donna e odio comprare le scarpe (che per me hanno due colossali svantaggi: costano sempre un botto e non possono stare ammucchiate nell’armadio insieme al resto). Se ti capita, prova a comprarle all’estero: per quanto brutte e diverse da quello che volevi saranno sempre perlomeno esotiche.

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  15. io sono dell’opinione che le scarpe che voglio non esistano.immancabilmente ogni volta che trovo qualcosa che potrebbe piacermi non hanno il mio numero.cosa ben peggiore,il modello di quelle scarpe da ginnastica le hanno solo in quel negozio(scoperto dopo aver girato tutti i negozi della provincia).arrivata all’esasperazione ritorno alle mie amate infradito ^.^

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  16. Penso di essere una delle poche donne che non ama comprare scarpe. Ciò nonostante, mi è capitato più volte di sborsare cifre considerevoli per scomodissimi stivali col tacco con i quali finisco col non riuscire neppure a stare in piedi. Dobbiamo privare le commesse dal loro immenso potere!!! 😀

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  17. il fatto e’ che la commessa ti piaceva e..maneggiava i tuoi piedi scalzi senza imbarazzo..

    penso che avresti comprato anche un bel paio di zoccoli da olandesina..

    Aiahi Confuso, mi fai ingelosire!

    PaolaGi

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  18. C’è chi sta peggio di te! Pensa al fidanzato o, peggio, al marito della commessa. Se a casa si comporta con la stessa autorità ed intransigenza con la quale ti ha rifilato un inutile paio di scarpe: saranno guai!

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  19. ma roba da matti…odio le commesse, di scarpe poi. Spero di non rientrare MAI più, dico mai piùpiùpiù a lavorare nel negozio presso il quale sono assunta ed in maternità facoltativa. Dimenticavo, di scarpe…

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