Le città sono luoghi tranquilli e silenziosi, nevvero?

Ovvero, sfatiamo la maldicenza sulla vita di città.
La città è un luogo tranquillo e silenzioso, ognuno si fa i fatti suoi, stiamo qui tutti vicini tutti assieme, di giorno e di notte, ma in santa pace. Oddio, qualche eccezione c’è.

Per dire. Proprio adesso la coppia dell’appartamento a fianco sta inscenando una lite furibonda in stereofonia. Le pareti sono di cartapesta e si sente tutto, parola per parola. Da ore entrambi minacciano l’altro di divorzio o almeno di andarsene a dormire sul divano (e allora andateci, così la smettete di rompere l’anima al prossimo).

Come ogni giorno, il tizio del piano di sopra ha invitato la solita ghenga di amici ubriachi, si ritrovano tutte le sere a vedere la partita (io non lo so, non me ne intendo: ma c’è una parita ogni sera dell’anno?). Fanno il tifo, commentano ad alta voce (“Dai dai dai!” “Tira, imbecille”, “Ma nooo!”). Si pestano tra loro, qualcuno a volte suona porta la trombetta. Quando c’è un gol aprono le finestre e urlano per farcelo sapere. Fino a che la partita, per fortuna, finisce. Poi però loro si guardano tutta la partita di nuovo, ad altissimo volume. E il salotto è proprio sopra la mia camera da letto.

La pensionata della casa di fronte sta tutto il giorno pensosa alla finestra a fumare, in continuazione. A qualsiasi ora: all’alba, a pranzo, a notte fonda. Non puoi sbagliare: apri e lei lì. Ho provato a salutarla per metterla in imbarazzo ma niente: è rimasta a fissarmi, muta. Forse è imbalsamata e i figli si son dimenticati di riportarla dentro. Forse è un manichino, una sagoma di cartone. Nel dubbio, ho dovuto mettere i rinforzi alle tendine del bagno, perché ogni volta che ero lì a farmi gli affari miei mi sentivo osservato. Non è bello uscire dalla doccia o sedersi sulla tazza con una pensionata che ti guarda. Nemmeno se è dall’altro lato della strada. E manco saluta, per di più.

Per non dire del bar all’angolo, qui sotto. Un ritrovo di intellettuali che di sera, inebriati da prosecchi e grappe, poi non rimangono all’interno del bar, no: escono in strada per cantare a squarciagola. Ho provato a chiamare il 113, ma quando è arrivata la polizia, non li ha arrestati né gli ha detto di star zitti. I poliziotti hanno fatto amicizia con gli avventori del bar e si son messi pure loro a bere il prosecco e la grappa per poi a cantare all’aperto. E per aumentare il casino, lasciavano provare la sirena della volante al più sbronzo della compagnia. Ho pensato di chiamare altri poliziotti ma forse è meglio di no, lasciamo perdere.

E infine, un viavai di ambulanze, camion dei pompieri, un autobus che continua a passar qua sotto sgommando (secondo me fa il giro dell’isolato e basta, però 24 ore al giorno), autoradio che suonano Eros Ramazzotti a palla coi finestrini abbassati, motorini senza marmitta, cani idrofobi che cagano sui marciapiedi.

Ma insomma, a parte questo, tutto è tranquillo, quieto, in città. Si sta bene. Ah, che pace.

49 commenti su “Le città sono luoghi tranquilli e silenziosi, nevvero?”

  1. Il mio vicino di casa, ovvero l’uomo nudo sul balcone a qualsiasi ora del giorno e periodo dell’anno, batte di gran lunga la tua pensionata fumosa…

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  2. sono combattuta tra il divertimento di leggere i tuoi post, e la briga di leggere dei post così lunghi…troverò mai una soluzione al dilemma?

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  3. Dove abito io è anche peggio, cerco di studiare e subito le mie vicine iniziano a prendersi a secchiate perchè hanno caldo… poi si rodono perchè con la maglietta bagnata se non hanno il reggiseno si nota subito…

    se hanno freddo è anche peggio, cercano compagnia con la quale scaldarsi e non trovandola vengono sempre rompere le balle a me che non ne voglio sapere!

    Poi si incazzano e cercano di accalappiare tutti gli uccellini che hanno la disgrazia di passare accanto a noi…

    Io di coinquiline ne ho 67. Se ne volete una vi regalo anche 1 kg di mele in omaggio.

    -Z-

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  4. per fortuna la mia stanza è silenziosissima perché da sul patio interno, al massimo si sente la vicina del piano di sopra quando parla al telefono sul balcone con la cognata e le racconta delle sue sedute spiritiche

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  5. Per non parlare della mia vicina che fa la radiografia alle mie buste della spesa..nascosta (secondo lei!)dietro una tenda trasparente!

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  6. Io ho le idee chiare, dopo avere sognato la città per anni, mò sto a Roma.

    Appena posso, fra pochi anni, fuggo dalla città. Per qualche teatro e opportunità non vale la pena fare la vita in un casino a 24 ore dove ti perdi dieci anni per l’inquinamento e ti impili nel traffico per minimo un’ora ogni giorno.

    Ossequi alla padrona di casa.

    Morgan

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  7. Mi complimento con Lei per l’ottima capacità di sintesi. Il ritratto che Lei ha appena tracciato con così abile maestria è veramente l’immagine stessa del tipico quadretto italiano contemporaneo. In altre parole possiamo pur dire, senza timore di offendere nessuno, che questo paese affonda veramente nella merda più totale. Buon fine settimana.

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  8. Certo che in un Comune piccolo si sta meglio..

    Anche se abito in centro paese, sopra un semaforo e il via vai di motorini e auto urlanti Ramazzotti assomiglia molto al vostro.. In più se vogliamo aggiungere a 10 metri vicini con tutti gli animali che riuscite a immaginare, soprattutto pavoni che gridano notte e giorno.

    Ah, la vita in campagna!

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  9. I miei vicini sono nella norma. Il vecchietto che crede ancora di vivere con la propria moglie defunta e che guarda discovery channel a tutte le ore del giorno a volume altissimo. Distiamo un condominio eppure so tutto sulle tartarughe delle Galapagos. Gli altri sono arabi e a loro piace urlare nella loro lingua, che udita da persone italiane sembra un misto tra schiarimenti di gola incatarrata e starnuti.

    Ah e poi c’è una certa Primula a cui piace parlare con il cane, vestirlo e/o farlo andare in bicicletta. Pensa che sia suo figlio forse.

    Comunque i tuoi post sono sempre bellissimi, e più lunghi sono più mi diverto.

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  10. bisogna prendere sempre il lato positivo delle cose: io, per esempio, quando abitavo in un vicolo buio, avevo sempre qualche coppia che trombava sotto le mie finestre.

    Ho fatto i soldi affittando il loggione finestra e caricavo anche il prezzo dei pop corn.

    Tu potresti diventare un bravissimo tiratore, per esempio, esercitandoti sulla vecchia imbalsamata con fucile a piumini.

    vedi che c’è sempre una positività?

    sennò sai che palle il tresette col morto vero a villa serena?

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  11. …personalmente non ho i vostri problemi.. bhè ovviamente a parte il vecchietto che al piano di sopra guarda i porno a massimo volume, la bambina accanto che piange continuamente e i genitori che per calmarla, giustamente, urlano, e il simpaticiZZimo violinista che fa le serenate dalle 14:00 alle 20:00 esattamente sotto la mia finestra..

    ..ma per il resto davvero, non ho di questi problemi…

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  12. Pensiamo alla rovescia:

    Ma se i vicini fossero lontani non potresti lamentarti del fatto che ti scassano la minchia?

    Se la vecchia signora incallita fumatrice rispondesse ai tuoi saluti e ti mandasse ogni giorno un bouchet di rose rosse saresti più contento?

    Se chiunque può vedere quello che stai facendo in bagno la colpa forse è dell’architetto che ha progettato la casa oppure è perchè hai tolto e tende per lavarle e poi non l’hai mai fatto (a proposito la camera da letto e per caso collegata ad una web-cam?).

    Se i poliziotti si fanno i grappini vuol dire che detestano i super alcolici stranieri,quindi sono dei buoni patrioti che incentivano l’economia italiana.

    La sirena, infine se la fanno provare agli amici, vuol dire che non sono gelosi.

    Vediamo l’aspetto positivo delle cose. Sono giunto alla convinzione che sia una buona cosa che mia moglie continui a lamentarsi delle mie scarse prestazioni sessuali. Comincerò a preoccuparmi quando non si lamenterà più.

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  13. La mia ex vicina di casa, mi svegliava alle 3.00 di notte urlando al cane che era ora di andare a stendere la biancheria. Allo sguardo perplesso di quest’ultimo ( un mastino napoletano, n.d.r.) lei si metteva a gridare a 180 decibel: “Ma parlo arabo?” “Rispondi, parlo arabo?”

    Nel mentre, nell’appartamento di sotto, quattro allegre persone ballavano la tarantella ubriachi e facevano la gara dei rutti, alla quale cercavano, invano di far parteciapre anche un ignaro chiauaua.

    Voglio vedere se hai ancora il coragio di lamentarti 😉

    Ellen

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  14. mio Dio, ma allora non c’e’ scampo: casino sulle strade per l’week end e casino a casa…. La soluzione e’ vivere a Marsala e non a Milano, mio cara Pers…..

    nel pross. post dacci qualche suggerimento per farla finita o Maestro di Vita….

    PaolaGi

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  15. Buahahaha! 😀 però devi ammettere che può essere divertente spiare la vita degli altri e inventare per loro delle storie…vabbè, magari preferiresti dormire. Ma son dettagli, orsù! 😀

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  16. Per capire l’ultimo post m’è toccato rileggere Z e badgi. Uff, non mi interessa, scambiatevi tra voi. Torniamo a noi ( voi state fuori ). Nella casa di fianco un’impresa multietnica, Marocco Romania Albania sta rifacendo l’intonaco. Non si intendono, ognuno parla la sua lingua, è tutto un fare e disfare. Dopo giorni però io li capisco, e senza spiare, li sento anche a finestre chiuse. Per accelerare la fine del lavoro mi offrirò da interprete.

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  17. la cosa peggiore secondo me è Eros Ramazzotti sparato a mille dai subwoofer della macchina dell’ennesimo tamarro che deve passare proprio nell’attimo in cui mi sto per addormentare e allora mi risveglia e io rimango nel letto bestemmiante.

    Poi però mi consolo e penso ke poteva andarmi peggio.

    Poteva svegliarmi con i Finley.

    talvolta nella sfiga,mi sento fortunata.

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