PICCOLA GUIDA ALL’UFFICIO POSTALE

Consiglio a tutti i curiosi di piccola antropologia e sociologia d’accatto di andare a farsi un giro all’ufficio postale. Non sto scherzando, è un luogo divertentissimo. Per comprenderlo appieno, bisogna aver parecchio tempo da perdere (o un pacco da spedire, o una bolletta da pagare, vabbè) ma la visita vale più di qualsiasi lezione.

Fino a pochi anni fa, l’ufficio postale era ancora un monumento all’arretratezza amministrativa: luogo buio, famoso per le code sovrumane, quasi sempre chiuso (stava aperto 3 ore al dì se andava bene), pareva quasi che non ti volessero. Ma adesso le cose son cambiate: l’ufficio postale si è evoluto. In primis: è tutto colorato secondo il nuovo look aziendale. Era spoglio e sfigato, ora invece ha quelle allegre insegne blu e verdi, e i poster di clienti felici appesi alle vetrine. Le luci al neon sono state sostituite dai faretti alogeni, gli arredi rinnovati, manca solo il festone di benvenuto.

In secundis, l’ufficio postale si è adeguato ai tempi. Sì, è così. Ad esempio: la porta di ingresso è diventata elettronica, proprio come quella delle banche. Per passarla bisogna schiacciare dei pulsanti. Solo che gli avventori – specie i più anziani – fanno casino coi tasti e ci restano imprigionati dentro, e per tirarli fuori bisogna chiamare i vigili del fuoco.

Se riesci a introdurti illeso nell’ufficio postale, dovrai affrontare la misteriosa macchina che emette biglietti numerati per regolare i turni. Il problema è che anche questo arnese ha dieci bottoni diversi, e scegliere quello giusto è pressoché impossibile. Perciò i pensionati non stanno più in fila davanti agli sportelli. Ora stanno in fila davanti a questa macchina, interrogandosi su come farla funzionare.

Non si sta più in piedi, ora c’è la sala d’attesa, con delle magnifiche poltroncine che manco al cinema. Potrai sederti dopo che sarai riuscito a ottenere il bigliettino – di certo sbagliato, ma di questo te ne accorgerai solo quando arriverà il tuo turno, cioè dopo tre ore allorchè verrai chiamato allo sportello dei pagamenti multe e invece tu sei lì per spedire una raccomandata. Dovrai tornare indietro, alla macchinetta, e ricominciare daccapo.

La sala d’attesa, dicevo, è una meraviglia, e infatti è sempre piena di gente, tutti i posti occupati. Qualcuno ci va solo per leggere il giornale al caldo, altri per chiacchierare o far amicizia e passare un mattino in compagnia. C’è anche un negozietto di libri – c’è davvero, giuro – il che risulta utile per ingannare il tempo, visto che bisogna aspettare parecchio.

Infine, lo sportello, modernizzato pure lui. Hai presente il trito clichè dell’impiegato da ufficio postale? Te lo ricordi, qualche anno fa, com’era svogliato, a volte scortese? Dimenticatene. Egli è cambiato: è divenuto molto più umano. Ti saluta, persino. A volte ti domanda come stai. Si è adattato al nuovo corso, adesso sembra un’altra persona. Se non hai già compilato il modulo, ti sgrida, ma in maniera paterna. Se gli chiedi di prestarti la penna, ti risponde di no, ma sorridendo. Se non hai gli spiccioli, si incazza, ma sottovoce.

Insomma, il futuro è arrivato, ed è in giacenza all’ufficio postale. Per una volta, tocca parlar bene di qualcosa.

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34 Responses to

  1. catepol dicono:

    ah però…è tanto che non ne bazzico uno…ora mi vesto e ci vado che mi sembra un bel posto

  2. Comicomix dicono:

    Sempre meglio che andare in banca….

    un sorriso per te e per tutti i passanti e ripassanti…

    Buon tutto!

    Mister X di Comicomix

  3. mumucs dicono:

    gli uffici postali del mio paese non hanno le porte elettroniche. per il bigliettino, fai come me, nel dubbio, prendili entramabi….

  4. loska dicono:

    ho scoperto che è spesso utilizzato come ufficio matrimoniale per cani. Quanti quadrupedi amori sono nati nelle file alla Posta!

    Perchè non ci porti il polpo -posto che sia ancora vivo, come spero, dato che non si sa che fine abbia fatto poi…-?

    Non si sa mai!

  5. °_° Da me ci sono solo le luci bianchissime, i manifesti colorosi e le transenne dietro cui attendere per rispettare la pràivasi del cliente che ci precede.

    Ma a Milano era proprio come dici tu…sìsì, che calore quell’ufficio postale, non ne sarei più uscita!

    (fuori c’erano un paio di gradi e io avevo la bronchite ._.)

    Buon Anno

  6. Robba12 dicono:

    Cavoli, vuoi dire che è il momento giusto per pagare il bollo auto ? ;-))))

    Captain’s Charisma

  7. Il bollo auto? E cos’è?

  8. o.d.a. (#5): son cose.

    loska (#4): ho tentato ma non lo volevano farlo entrare.

  9. Divara dicono:

    Io con la macchinetta dei numeri sembro più idiota di un 80enne. Puntualmente pigio il tastino sbagliato. Ma poi cerco di muovere a pietà l’impiegato e pago lo stesso.

    Ma poi il tizio, per vendicarsi, una volta ha tentato di vendermi un dvd di Celentano…O_O

  10. willingnabel dicono:

    quanto mi piacerebbe parlarne bene. ahimè, nell’ufficio principale della mia cittadella ci sono ancora i triti, sorridono anche loro, come no, ma quando chiedi il prezzo della spedizione in nuova zelanda e ti rispondono che all’interno dell’europa è uguale per tutti, ti assicuro, il sorriso ti passa più velocemente della posta celere, e non ci vuole molto.

  11. ellenpeppers dicono:

    Eh, se proprio tocca…

  12. Iduegeni dicono:

    per xs:

    Maestro Confuso,

    i due geni hanno pensato naturalmente a tutto. Se i loro dipendenti dovessero fotterti la macchina, tu saresti assunto dallo stesso gruppo Raffaelin, con medesime mansioni da omino e con contratto a progetto (il progetto, ovviamente, sarebbe quello di fotterti a tua volta un altrui mezzo). Un ottimo modo, come vedi, per far circolare anche un po’ l’economia.

    Quanto agli uffici postali, a uno dei due geni è capitato di recarsi recentemente a uno dei suddetti e di vedere, al di là degli sportelli, un tale che puliva a terra con scopa alla mano. Nulla di speciale se non fosse stato un ciclista, con scarpette, elmetto e tutina fluorescente attillata. Comparso e scomparso, le impiegate molto alterate: “Questo non deve più venire a quest’ora, alza un sacco di polvere… e che diavolo!”. Forse un’idea modernizzatrice delle Poste, geniale e imperscrutabile.

  13. PaoloFerrucci dicono:

    Io all’ufficio postale ci vado spesso, e queste comodità già me le godevo.

    Or asono pure diventati dei negozi.

    Ma, col progresso, è venuto pure il malcontento degli impiegati: adesso lavorano troppo, rispetto ai loro standard.

    Eh, signora mia, si stava meglio quando si stava peggio!

  14. stone dicono:

    mi sono sempre chiesto… ma dopo “in secundis”, cosa viene?

  15. utente anonimo dicono:

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  16. Dania78 dicono:

    L’errore di selezione del bigliettino è, invero, un problema serio.

    Digiti la A, fai un’ora di coda e allo sportelloti dicono che avresti dovuto scegliere la P o la C (sempre di lettere si tratta, siamo in posta!). E ti ritrovi così a dover rifare la coda… gli operatori non possono farci nulla: il computer era pronto per una bolletta e non per una raccomandata!

    Pare che il Fondo Sociale Europeo indica quest’anno corsi di formazione per la scelta della lettera giusta allo sfollacode.

  17. Error dicono:

    Da me l’uffico postale è un antro stretto e buio, con impiegati scortesi e maleducati, senza macchina distribuisci numeri e con file impressionanti, beati voi che almeno avete le poltroncine T_T

  18. utente anonimo dicono:

    Io sto in un paesino e l’ufficio postale ha due sportelli, quello normale e quello per i prodotti bancoposta. Non ci sono ammennicoli elettronici per il biglietto, ma solo un umanissimo “A chi tocca?” La porta elettronica è sempre aperta, anche se ogni tanto li rapinano e allora chiudono per un po.

    Ci sono stato spesso ultimamente, visto che ho smerciato fumetti su ebay. C’è da dire che la coda è imponente solo nel periodo di ritiro della pensione. L’impiegato è cortese e ormai mi da del tu, non fa storie, ogni tanto si perde un po al telefono, ma non è che si possa pretendere molto dall’ufficio postale di un paese di 3000 anime.

    Zeta

  19. loska dicono:

    confuso.

    Questo è razzismo. Facciamo un sit in contro le Poste Polpozziste!

  20. è un’ingiustizia. per protesta, rapiniamoli.

  21. utente anonimo dicono:

    prendi un bigliettino per tipo e sei a posto, io lo faccio sempre ;)

    l’importante è dissimulare quando le impiegate si “alterano” dopo aver passato 10 minuti buoni a chiamare numeri senza che si alzi nessuno (sono in molti ad adottare questo metodo)

    un saluto

    claudia

  22. violacciocca dicono:

    E’ vero: adesso che gli Uffici Postali sono più allegri e luminosi io mi stufo più serenamente a stare in fila.

  23. loska dicono:

    ah beh, tanto tu il passamontagna ce l’hai già ;)

  24. barynia dicono:

    No, non rapiniamoli per piacere: al mio paese quegli impiegati hanno ogni singola rapina scritta in faccia, oltre a un tremore residuo.

  25. regi dicono:

    Ad agosto mi porto apposta le bollette in montagna. Aprono a giorni alterni, solo la mattina, e attaccano ancora le etichette con la colla liquida e il pennello. Che spettacolo. Auguri Lo, buon anno,

  26. laspostata dicono:

    L’ultima volta che sono stata in Posta ero nell’enorme sede centrale di Milano.

    In effetti c’era caldo. E’ stato confortevole leggere l’intero volume di Gipi mentre attendevo il mio turno.

  27. utente anonimo dicono:

    perchè non hai mai visto quelle svizzere…

  28. utente anonimo dicono:

    sembra la descrizione delle poste di piazza bologna a roma…

  29. cronomoto dicono:

    ci sono stata oggi, giuro!

    dovevo fare due file contemporanemente una per ritirare una raccomandata e l’altra per un bollettino.

    I due numeri che avevo si sono affacciati CONTENPORANEAMENTE nel display gigante:

    leggendo il forte sconforto nei miei occhi l’addetto alle raccomandate mi ha sussurrato, piano ( non doveva sentire nessuno):

    ” sistemo io ANCHE i bollettini”.

    Sono uscita pensando di aver fatto solo un sogno

  30. utente anonimo dicono:

    ma io che ho il bancoposta, devo prmere su quel pulsante anche per i bollettini?

  31. miagioia dicono:

    ahahahhahahahah :)

    Posso denunciarti per plagio indebito di post?

    No. Purtroppo no. Ho peccato io,ad aggiungere “DI NAPOLI”

    baci alla befana

  32. marisyn dicono:

    “Se gli chiedi di prestarti la penna, ti risponde di no, ma sorridendo.” Questo perché in posta le penne scarseggiano…

    Molto più ‘divertente’ è lavorarci in un ufficio postale! :-(

  33. ilTotaro dicono:

    il futuro di cui parli deve essere rimasto a lungo in giacenza con il mio pacco

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