Conversazione serale con Hegel redivivo

Sarà stato il fritto di peperoni, sarà che per addormentarmi la sera sto leggendo la Fenomenologia dello Spirito in tedesco, lingua che non ho mai studiato in vita mia e di cui infatti non capisco un accidenti, insomma chissà che sarà stato ma iersera alla mia seduta spiritica solitaria e personale si è manifestato Hegel.
Hegel, il filosofo. Giorgio Guglielmo Federico Hegel, per l’esattezza. Quanti nomi, poveretto.

L’ultima volta che mi ero visto con questo signor Hegel, io ero molto più giovane. Lui, sulla cinquantina. Un uomo non bello, in apparenza di cattivo umore, non so per quale motivo. Mi fece paura. Io ero seduto a un banco di scuola, lui se ne stava lì, scuro in volto e spaventoso d’aspetto, ritratto sulla carta di una pagina del manuale di filosofia.

Erano le dieci del mattino, l’intervallo. Nell’ora successiva (era certo) sarei stato interrogato proprio sul capitolo a lui intitolato. Un colossale capitolo di quarantacinque pagine, il più lungo del libro. Un capitolo immacolato da sottolineature a matita e segni d’evidenziatore: non avevo letto nemmeno un rigo, su questo Hegel. Né avevo ascoltato un solo secondo di lezione dall’insegnante, occupato com’ero a giocare a tris con gli altri compagni dell’ultima fila.

Lo fissai negli occhi. Lui fece altrettanto, muto, immobile. Pensai: di quest’uomo non so una ceppa.
Provai a impratichirmi in quei pochi minuti. Lessi qualcosa, ma mi accorsi presto di quanto ciò fosse inutile. Per comprendere il senso di una frase di Hegel bisognava rileggerla parola per parola almeno tre volte, e non bastava ancora.

Al termine dell’intervallo, mi vidi obbligato a fuggir dalla finestra. Per la scuola, risultai irreperibile sino al mese successivo, quando Hegel smise di esser materia di interrogazioni e dovette cedere il posto a tale Schopenhauer, il suo collega meno forbito che lo seguiva nel programma.

Ma torniamo ai nostri tempi. Si diceva: iersera io e Giorgio Guglielmo Federico ci siam rivisti.
I soliti convenevoli: buonasera, buonasera, che sorpresa, quanto tempo, come sta, io bene e lei, s’accomodi. Vuole una birra? Grazie sì. Sì, è stata una conversazione interessante. Hegel, per fortuna si rivolgeva a me in un italiano abbastanza preciso, con lieve accento germanico e voce cavernosa.

– Allora, signor Hegel.
Professor Hegel, prego.
– Sì, professor Hegel, scusi. Perchè è venuto sin qui? Posso offrirle qualcosa?  Un caffè? Un bicchier d’acqua?
– Ha del vino renano, per caso?
– Purtroppo no. Ho del vino, ma non renano.
– Allora un’altra birra, per piacere.
–  Ma non è che dopo mi si sente male, maestro? Sarebbe già la terza. Va bene, si serva pure. Dunque, dicevamo del motivo della sua improvvisata.
– Ma nulla, son qui dacché volevo dirle una cosa molto semplice, amico mio: conoscere la ragione come la rosa nella croce del presente, e in tal modo godere di questa intellezione razionale, è la conciliazione con la realtà che la mia filosofia procura a coloro nei quali una volta è affiorata l’intera esigenza di comprendere e altrettanto di mantenere in ciò che è sostanziale la libertà soggettiva così come di stare con la libertà soggettiva non in un qualcosa di particolare e accidentale bensì in ciò che è in sé e per sé.
– Mi scusi, maestro, debbo essermi distratto. Può ripetere?
– Quando la filosofia dipinge il suo grigio su grigio, allora una figura della vita è invecchiata, e con grigio su grigio essa non si lascia ringiovanire ma soltanto conoscere.
– Ah be’, chiaro. E quindi?
– E quindi la nottola di Minerva inizia il suo volo soltanto sul far del crepuscolo.
– Ah sì, la nottola di Minerva, la so.
– Certo, il vero è l’intero, ma l’intero è soltanto l’essenza che si compie mediante il suo sviluppo: bisogna dire dell’Assoluto che esso è essenzialmente risultato, ossia che esso soltanto alla fine è ciò che è in verità, e proprio in questo consiste la sua natura di essere realmente effettivo, soggetto o divenir-se-stesso.
– Ah. Continui, maestro, continui pure. Vuole un’altra birra?
– Non me lo lascio dir due volte, amico mio. Tuttavia, uno dei punti di vista capitali della filosofia critica è che – burp, mi scusi – prima di procedere a conoscere Dio e l’essenza delle cose bisogna indagare la facoltà del vedere se sia capace di adempiere quel compito: voler conoscere dunque prima che si conosca è assurdo, non meno del saggio proposito di quel tale Scolastico d’imparare a nuotare prima di arrischiarsi nell’acqua.
– Lo Scolastico?
– Sì, poiché l’uomo non è altro che la serie delle sue azioni.
– Questa me la ricordo persino io, dal liceo. Senta, però, caro professor Hegel, avrei un’obiezione…
– Mi dica.
– Tutto il suo bel chiacchierare mi sta facendo assopire.
–  Anche a me.
– La accompagno alla porta, professore.
– Aspetti un momento. Una domanda, prima.
– Lei che fa una domanda a me, Herr Hegel?
– Sì, se non le spiace.
– Mi dica, maestro.
– Quante birre le son rimaste nel frigorifero?
– Ne ho ancora una lattina, credo. Perché?
– Non è che me la posso portar via?

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62 Responses to Conversazione serale con Hegel redivivo

  1. Franfiorini dicono:

    Hegel e il mio sglaps condividono il compleanno, questa cosa mi preoccupa.

  2. utente anonimo dicono:

    lo sapevo che era un alcolista.solo un alcolizzato può giustificar tutto a quel modo,dopo una serata di weizer.

    matlock

  3. IRI dicono:

    la parte che preferisco è il – burp, mi scusi –

  4. Lutherbell dicono:

    Cazzarola, Pertz.

    Ancora non hai imparato che per divertirsi bisogna vedersi con persone che assumono lo stesso tipo di additivo.

    Ma insomma.

    …..

  5. kj dicono:

    peperoni fritti hai detto?

  6. Sì. Verdi, mi pare.

  7. malessere dicono:

    Uno dei (pochi) motivi per cui sono contento di aver fatto il Tecnico Industriale….

  8. utente anonimo dicono:

    In questi giorni di insonnia dovuta a un accumulo galattico di problemi lavorativi ed esistenziali ho deciso di leggere il libro più pesante della storia dei libri.

    “La strada che porta alla realtà” di Roger Penrose.

    Sono 1200 pagine di matematica, fisica e modelli teorici di topologia nel campo dei quaternioni in cui valutare le rotazioni immaginarie degli spinori.

    Ogni tanto riesco ad afferrare qualche concetto, non vedo l’ora di arrivare a capire di cosa siamo fatti, ma nel frattempo mi addormento benissimo dopo 4 minuti netti…

  9. boinz dicono:

    “Hegel”? Preferisco “Una donna per amico”.

  10. Effe dicono:

    d’altro canto la quale, sostanzialmente e per di più, di base, il dibatito, compagni, nella misura in cui.

  11. Azioneparallela dicono:

    Questo è un colpo basso. Scelga una delle risposte/citazioni di Giorgio Guglielmo Federico e ci facco un filosofico post

  12. sciroppato dicono:

    La Sua foto comunque sia ben fatta ;)

  13. utente anonimo dicono:

    l’Assoluto è il trionfo bacchico in cui non c’è membro che non sia ebbro

  14. vincentz dicono:

    Dopo essersi estraniata dalla natura, l’Idea può portare a compimento il circolo dialettico ritornando in se stessa arricchita dall’esperienza della negazione.

  15. diamonds dicono:

    l’amore è un dardo

  16. palladipelo dicono:

    Si vede che erano peperoni fritti… ma mi sa che non ha bevuto solo Hegel… vero?

  17. Sì però la dialettica viene usualmente considerata come un’arte estrinseca che arbitrariamente porta confusione in concetti determinati e produce una semplice apparenza di contraddizioni in essi in modo che non queste determinazioni ma quest’apparenza si annulli e l’intellettivo invece sia – groan – vero.

  18. spad dicono:

    quella foto è vecchia.. ora Hegel ha i baffi e fa la pubblicità della birra Moretti..

  19. simoneonline dicono:

    Soffrirai mica d’insonnia?

    No, perchè stamattina leggevo il tuo capitolo nel libro “La Notte Dei Blogger”, pare che col tempo tu sia arrivato ad un livello notevole nel combattere il problema… Contare le pecore non funziona più, ora si fanno quattro chiacchiere con Hegel…

    Dovrei prendere esempio. :o)

    E comunque, complimenti per il capitolo.

    Simone

  20. PiccoloKin dicono:

    ecco… non sapevo se dirtelo… a dire il vero a casa tua Hegel ce l’ho mandato io perche’ mi aveva svuotato il frigo l’ultima volta :)

  21. utente anonimo dicono:

    Nottola?

  22. utente anonimo dicono:

    Ah, ecco. E’ un pipistrellone.

  23. utente anonimo dicono:

    Se Hegel beveva, Feuerbach mangiava com un maiale. Secondo me sti filosofi se la spassavano più di quanto ci abbiano fatto credere.

    Viva i peperoni.

    DM

  24. sifossifoco dicono:

    Certe doppio malto lo fanno, se ti bevevi la moretti t’appariva direttamente il caimano

  25. baratie dicono:

    davvero, Hegel è pesante ma forse, lontanamente, ha un senso. Ma Shelling….

  26. gepsthenightfly dicono:

    Ma la nottola si chiama così perchè gira di nottole?

  27. utente anonimo dicono:

    mi ricordo di un discorso simile fattomi da un collega che però aveva come oggetto il refresh…ho capito dopo un mese che mi stava solo prendendo per il culo ma io ho continuato a sentirmi cretina come quando mi parlava…in più nn avevo mangiato peperoni verdi fritti, quindi non avevo scusanti

    giuiss

  28. alec dicono:

    Sì, certo, e poi ogni cosa è identica a se stessa, ma, essendo immessa nell’ordine temporale, tende ad andare oltre se stessa, quindi è soltanto uguale a se stessa se viene vista avulsa, astratta, dal processo temporale, ma siccome invece è immessa in un processo temporale, tende a negare se stessa e a diventare diversa da quello che è, diversa da A, cioè tende a diventare B.

    Hic! cin cin !

    ah già, dimenticavo: la vera figura in cui la verità esiste non può essere che il sistema scientifico di essa.

  29. utente anonimo dicono:

    mumble mumble…mhmm…dunque, doveeravamo? chielultimodellafila, chideveancorarispondereall’appello?

    AH; E’ LEI, IL SOLITO PERSO! nonnonò, lei si dovrebbe applicare di più, ma.. le do un’ultima possibilità. Venga, oggi interrogo su hegel: mi sembra sia un suo cavallo di battaglia…, o sbaglio?

    -herr professor -(mica tanto herr)

  30. catepol dicono:

    ahhhhhhh che mi hai fatto ricordare…il capitolone del libro di filosofia al liceo…si il più lungo del tomo…che avevamo lo stesso libro di testo mi sa tanto….ma studiato quello…poi la filosofia era tutta un percorso in discesa…e infatti mi ammisero con 9 all’esame…ma che fatica comprendere ogni riga di ogni pagina di hegel e la sua fenomenologia dello spirito…che detta così, dopo anni…mi suona in testa come un titolo privo di contenuti…;-)

  31. apachel dicono:

    Hegel è stato il mio incubo. Lo odiavo, mai capito. All’esame di maturità ho portato filosofia. Mi chiamano. Io mi alzo e dico alla mia compagna di banco:”tutto meno Hegel..”. Il prof (tcisua):”prego signorina……mi parli di Hegel”.

  32. Tittyna dicono:

    Diamine, ero convinta che questo Don Hegel fosse il batterista degli Eagles, e che la sua filosofia fosse riconducibile al brano “desperado”.

    Mah, non si finisce mai d’imparare.

  33. Certo, certo, gli Eagles, come no, però va detto che uno dei pregiudizi fondamentali della logica dell’ordinario è che la contraddizione non sia una determinazione altrettanto essenziale ed immanente quanto l’identità e quindi per questo motivo viene ordinariamente allontanata in primo luogo dalle cose – burp – e da ciò che è e dal vero in generale e poi vien anzi rigettata sulla riflessione soggettiva che sola la porrebbe come suo paragone (anche se propriamente non si troverebbe nemmeno in questa riflessione perché il contraddittorio si dice ma non si può né rappresentare né pensare poichè vale in generale sia nella realtà sia nella non realtà pensante come – groan, pardòn – un’accidentalità o a guisa di puro transitorio parossismo morboso.

  34. utente anonimo dicono:

    Tarapia tapioca come se fosse antani con la supercazzola prematurata con scappellamento a sinistra.

  35. simoneonline dicono:

    Del commento #35 mi sfuggono le parole “burp” e “groan”…

  36. Infatti tutti i passi citati son tratti dalla bibliografia di tale Georg W. F. Hegel (1770-risorto), esclusi i ruttini al doppio malto.

    .

  37. utente anonimo dicono:

    Ma vuoi mettere con “La cosa coseggia, il mondo mondeggia nello specchio del giro dei quattro”, voglio dire “La cosa” di Matrin Heidegger?

    Che birra gli hai dato, Tennet’s super? O è andato di birre frappiste?

    Autet

  38. alla fine gli ho detto che era birra ma in realtà gli versavo del gasolio (non se n’è mica accorto).

  39. utente anonimo dicono:

    da decenni – e non scherzo – seguendo il metodo omeopatico quando ho mal di testa leggo un po’ di fenomenologia dello spirito. funziona,è meglio dell’aspirina.

    e rileggo i miei commenti a matita fatti quando fui costretta a studiarla, devo dire che stimola anche il senso dell’ironia.

    son cose…da matti naturalmente.

  40. IlaLuna84 dicono:

    Mi hai fatto tornare in mente il liceo. Avevo 9 in filosofia, ma Hegel non l’ho mai del tutto capito.

    Ad ogni modo, spero che alla prossima seduta non ti capiti Kant!

  41. stone dicono:

    Quando i tedeschi ci danno giù, ci danno giù. Ricordo che a Bolzano (Bozen per i tedeschi) si sedevano al bancone del bar e mandavano giù una birra dopo l’altra senza spiccicare mezza parola.

  42. utente anonimo dicono:

    Abbagnano – Fornero? :)

  43. catepol dicono:

    si proprio l’abbagnano…e ricordo che mio padre aveva in casa l’edizione universitaria…tre tomoni ancora più grossi…rinunciai all’istante ad aprirlo e cercai bignamini o altri capitoli “hegel” meno ponderosi da digerire

  44. Mitico Abbagnano. Anch’io avevo la versione tre volumi ma per il liceo. Mai aperti. Appena terminato l’esame di maturità li ho venduti in blocco per poco più di 50 carte a una tipa bionda con la ricrescita. Poveri tomi!

  45. neroinchiostro dicono:

    E così constato che su blogitalia sei ai primi posti della classifica.

    Felicitazioni!

  46. callmyname dicono:

    Capitata qui x caso…be si..la confusione regna e merita!

    Tri

  47. geggina dicono:

    Le personalità cretive sono notoriamente anche un pochino problematiche: Sigmund Freud: si dice cocainomane, Henri de Toulouse-Lautrec: alcolista, Rimbaud, Van Gogh, Picasso, Hemingway: assenzio dipendenti, Fernand Boissard ed anche Kant e Balzac oltre che Charles Baudelaire e Theophile Gautier fumatori di marijuana. Muore di droga Amedeo Modigliani, già alcolista.

    Insomma …per essere menti eccelse bisogna anche avere anche qualche problemino…e io non faccio fatica a crederci…anche dall’alto (o dal basso) della mia professione.

  48. utente anonimo dicono:

    …ma dai….e’ stupendo!!!

    Vai avanti cosi’

    PaolaGi

  49. mondoleone dicono:

    bravo,bravissimo. hegel spiegato da kojeve e poi interpretato da lacan, andrebbe preso tre volte al giorno dopo i pasti, al fine di capirci qualcosina di quello che ci accade, e noi mondoleone, modestamente lo facciamo. Vedere per credere, grazie

  50. orsodingo dicono:

    cribbio,

    questo hegel chi sarebbe? mi sembra ce parli come Baget Bozzo.

    Possiamo candidarlo?

    (cribbio)

    s.b.

  51. non so, non credo si possano candidare anche i morti, alle elezioni.

  52. utente anonimo dicono:

    veramente noto dai cartelli elettorali che candidati morti in giro ce ne siano parecchi. uno poi, lo si nota perchè è truccato sapientemente dai becchini. lo riconosci perchè sorride sempre.

    ila

  53. Ellen80 dicono:

    Oh Gosh! La filosofia, questa sconosciuta….

    Anna

  54. orsodingo dicono:

    mi consenta, (cribbio)

    ma forse lei non sa che tra i miei poteri di Presidente di tutti gli italiani c’è anche la capacità di resuscitare i morti. Pensi che Fedele Confalonieri era nato nel 1530 e morto calpestato da un cavallo nel 1578.

    Credo che alle prossime regionali potrei proporre Giulio Cesare come capolista nel lazio, (cribbio).

    e poi di Baget Bozzo non so più cosa farmene.

    Lo vuole lei?

    (cribbio)

  55. utente anonimo dicono:

    Notizia ANSA: Berlusconi annuncia che, dopo aver eliminato l’Ici, provvederà a bandire la filosofia dalle scuole. E così, dopo aver votato Berlusconi, gli italiani potranno finalmente smettere di pensare.

  56. utente anonimo dicono:

    Comunque Hegel ha scritto anche delle cose belle. Tipo questa sull’amore, che spiega come il senso dell’Io sia nel Noi, come l’autocoscienza si realizzi solamente quando ama ed è amata.

    “L’amore è un differenziare due esseri che non sono senz’altro differenziati l’uno per l’altro. La coscienza, il sentimento di questa identità, di questo essere fuori di me e nell’altro: questo è l’amore; io ho la mia autocoscienza non in me, ma nell’altro, nel quale soltanto io sono soddisfatto; [..] questo altro ugualmente, essendo fuori di se stesso, ha solo in me la sua autocoscienza e tutti e due siamo soltanto questa coscienza dell’esteriorità e dell’interiorità, questa intuizione, questo sentimento, questo sapere dell’unità. Questo è l’amore ed è vuoto il discorso sull’amore se non si sa che esso è il differenziare e il superamento di questa differenza.”

  57. orsodingo: sì dai, datecelo, vivo o morto.

  58. squeezeand dicono:

    comunque Hegel non si sarebbe mai *scusato* di un rutto. Anzi, probabilmente vi avrebbe fatto una sua Fenomenologia.

  59. Questo è poco ma sicuro.

  60. ByronCorner dicono:

    Probabilmente questo sito già lo conosci. http://www.filosofico.net se ti interessa la filosofia. E’ molto ben fatto. Mi piace il tuo modo di porti, con giusta ironia. Pure io la penso come te…solo che il mio blog è piuttosto scarno. Una volta scrivevo di più, ma dopo quindici anni che scrivi, più che scrivere ti torna la voglia di leggere cose altrui. E’ molto più rilassante. Ciao Personalità Confusa. Un saluto.

  61. Bladedrummer dicono:

    Io.

    Sono un essere strano: soffro perché faccio del male. Soffro sinceramente, e sinceramente faccio del male. Ho scrupoli nel non avere scrupoli. Sono falso nella mia cattiveria, finto nel mio amore; ipocrita in ambedue. Non riesco a liberarmi di questa ipocrisia come non riesco a liberarmi della mia vita: quella che mi hanno data e quella che mi son costruita. La mia natura contraddittoria mi consuma da dentro, gonfiandomi fuori. Brucio in infinite nuvolette di inesistenza, di mera sopravvivenza. Il sapere gli altri simili a me mi fa’ venire la pelle d’oca; diversi mi sprofonda nell’amarezza. Mi terrorizzano le persone, terrorizzo me stesso, terrorizzo gli altri e mi terrorizza la vita. Sono il pupazzo dell’incertezza, la marionetta della carne e della ragione. Due burattinaie pazze che rendono me un pinocchio grottesco e schizzoide. I miei fili si annodano, divento un essere inutile. Essere maschera della menzogna e della verità.

    Un non-essere? (echi di amletiana e pirandelliana memoria…)

  62. utente anonimo dicono:

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