L’arte di cercare parcheggio

Eh sì, anche stamattina stavi disperatamente cercando parcheggio inseguito da gazzelle dei carabinieri a sirene spiegate, e come sempre, la ricerca è risultata vana: gli unici posti liberi rimasti erano:

A) il parcheggio riservato ai residenti della zona, presidiato da una pattuglia dei medesimi residenti della zona in ciabatte e armati di coltelli da sommozzatore, i migliori per l’uso da taglio di pneumatici e l’incisione della parola “Vaffanculo” sulle portiere;

B) il parcheggio nella via dove ogni giorno, per tutte le 24 ore, sono previste sia la pulizie delle strade che il ritiro dell’immondizia (prima la pulizia, dopo il ritiro dell’immondizia): al centro della strada, uno striscione con la pubblicità “Paga le tue multe online con PosteItaliane.it!”;

C) il parcheggio blu ossia a pagamento, 16 euro alla mezz’ora più iva, piantonato da un venditore di tagliandi con registratore di cassa al collo e fasci di banconote da 50 euro per i resti;

D) il parcheggio riservato ai taxi, al centro del quale c’è un tassista in tua attesa, seduto in poltrona con fucile da caccia e cinturone di caricatori sul petto;

E) l’aiuola di fango, ex praticello di margheritine, che non sarebbe un parcheggio vero e proprio però, di fatto lo è da trent’anni, benchè l’area sia circondata da cartelli minacciosi, panettoni in cemento, cavalli di frisia, filo spinato, poliziotti in orbace, carri attrezzi pronti alla bisogna ecc.;

Al dodicesimo inutile giro dell’isolato, tutto il quartiere ti saluta dai balconi sventolando bandiere a scacchi. Al semaforo un passante ti offre dell’acqua e un limone come si fa coi maratoneti.

Scegli l’opzione aiuola, poi entri in chiesa, ti inginocchi e accendi un cero alla Madonna della Ganasce. Che dire? Oremus. Stasera ci racconterai come è andata.

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51 Responses to L’arte di cercare parcheggio

  1. utente anonimo dicono:

    uahuahauahuah

    (perdonate la risata sguaiata)

  2. c’è poco da ridere, la tua macchina in questo momento è circondata da ausiliari della sosta inferociti.

  3. utente anonimo dicono:

    Io sono assediato da quelle auto rimaste parcheggiate (=abbandonate) da non so quanti anni, con le gomme a terra, il cofano smontato e la batteria rimossa…

    Al cadavere un ausiliario della sosta ha fatto omaggio di un candido mazzetto di contravvenzioni ingiallite.

  4. utente anonimo dicono:

    Epperò… io sono appiedata.

    Quindi se anonimo volesse segnalarmi i suddetti cadaveri..

  5. DevilsTrainers dicono:

    io sono di bologna e già qui è piuttosto dura coi parcheggi, ma forse ancora ci se la fa.

    non so come fate voi a Milano… le volte che sono venuto là dopo sono stato depresso per tre giorni. vi stimo, e sono piuttosto affascinato dalle vostre esistenze.

    peter

  6. Zu dicono:

    the answer my friend

    is sharing in the wind

  7. catepol dicono:

    possibile che nella seconda fila oltre quella sul marciappede (dove si lascia lo spazio davanti ai portoni per consentire l’uscita) non ci si stava? neanche in terza fila? non sonpo più i tempi di una volta…ma una bici no? e i mezzi publbici neanche? io comincerei a pensarci

  8. E’ che a Milano i mezzi pubblici, in pratica, non esistono. In giro non se ne vedono da anni.

  9. palladipelo dicono:

    Complimentoni… pensa a Firenze che è un quarto di Milano…. e le macchine sono praticamente le stesse… mentre i motorini sono di più!!

  10. Ho una certa preferenza per il parcheggio denominato”riservato ai clienti del supermercato”: parcheggio, acquisto in quel supermercato un quadratino di lievito di birra entrando nella categoria “cliente del supermercato” e poi lascio l’auto finchè necessito. Il lievito costa meno del parchimentro. E poi, puoi farci la pizza. E’ tutto un magna-magna, direbbe qualcuno!

  11. utente anonimo dicono:

    io vorrei il cucchiaio della signora minù, così la rimpicciolisco…

    oggi invece ho parcheggiato tra l’auto della passeggiatrice della sera e l’albero di piccioni… nn oso immaginare come troverò la macchina…

  12. stone dicono:

    Ci sono anche i simpatici parcheggiatori abusivi che subito dpo aver parcheggiato ti salutano con un “buonasera” tutto carico di sottintesi.

  13. utente anonimo dicono:

    Il metodo del supermercato esposto dal CUSTODEDELLENUVOLE (#10) merita una disamina più approfondita. Ma come funziona? L’acquisto va fatto all’ingresso di mattina o all’uscita, di sera?

  14. _Maxime_ dicono:

    Minchia, ma cerchiamo parcheggio nella stessa zona? C’è anche un bel posto tranquillo davanti la porticina d’ingresso di quella casetta che pare abbandonata, ma dietro il cui portoncino scolorito e scrostato c’è la vecchina malefica armata di bastone per sfondarti il tettuccio.

  15. thedude73 dicono:

    uno dei mille motivi per cui milano ti mette addosso un’angoscia…

  16. sciroccata dicono:

    io proporrei l’eliminazione degli ausiliari della sosta.

    la vita di noi tutti ne trarrebbe grande vantaggio.

  17. IlaLuna84 dicono:

    “e) il parcheggio nella via dove ogni giorno, per tutte le 24 ore, sono previste sia la pulizie delle strade che il ritiro dell’immondizia (prima la pulizia, dopo il ritiro dell’immondizia): al centro della strada, uno striscione con la pubblicità “Paga le tue multe online con PosteItaliane.it!”;”

    Quel che si suol dire una pubblicità efficace! :D

  18. perlineazzurr dicono:

    ciao pers, un favore:

    mi ricordo un tuo vecchio post i cui commenti erano diventati “angolini nascosti di milano”..

    mi potresti gentilmente indicare titolo e data che me lo vado a ripescare?

    grazie!

    ;-)

  19. IceKent dicono:

    ho rinunciato ad usare la macchina quando mi sono accorto che il parcheggio mi costava più della benzina.

    e se bush dichiarasse guerra ai parcheggiatori?

  20. riccitempestosi dicono:

    avrei una domanda: ma a comprare una smart e posteggiarla nel cofano di una macchina normale, bisogna pagare il parcheggio in subaffitto?

    so confusa, si’ lo ammetto.

  21. kj dicono:

    in effetti è sconcertante vedere le smart sistemate nelle più improbabili delle posizioni, “tanto ci sta”. kamasutraparking.

    invece da me, quando è giornata di mercato, se potessero mi parcheggerebbero anche sullo zerbino.

    firmato: quelladelquintopiano.

  22. utente anonimo dicono:

    qui gli ausiliari non vengono più. anzi son venuti una volta sola e hanno multato il mercedes-turbo-4×4-interni-pelle-di-pecora di toniuzzo-o-animale.

    noi del quartiere gli abbiamo dato una mano. sai com’è: oggi a te domani a me…

    la mattina dopo il multone ci siamo alzati all’alba e, bottiglie di birra e paninozzi alle cotiche per ingannare l’attesa, ci siam messi dietro ai bidoni della spazzatura. eravamo in dodici.

    già c’eravamo rotti il cazzo, che noi alla mattina si dorme, e stavamo per andare a farci una grappa quand’ecco che arrivano belli belli, in coppia come i coglioni, verdevestiti, con libretto e penna già tra le zampe di carogna.

    i calci nel culo e gli schiaffoni non li abbiamo contati. toniuzzo però l’abbiamo fermato un attimo prima che scaricasse il revolver in faccia a quello che ha detto “stiamo lavorando”.

    li abbiamo lasciati lì nel cassonetto, che tanto lo svuotano una volta all’anno.

    adesso parcheggiamo anche sui binari del tram e vaffanculo.

    se ci dici dove vuoi mettere la macchina ti facciamo trovare un box in mattoni e se qualcuno c’ha da dire gli facciamo passare la voglia per sempre.

    si perché il tuo blog ci piace, e a toniuzzo lo recitiamo noi che mica sa leggere e agli intellettuali come te ci darebbe tanti calci in culo. però, sappi, ti vuole bene come a un fratello.

  23. _Maxime_ dicono:

    (confuso c’è posta per te su splinder)

  24. IYIarco dicono:

    Sono al terzo giro dell’isolato. Niente posteggi, ne ero certo. Che cazzo di città. A quest’ora è impossibile pensare di poterne trovare uno. Accidenti ai dentisti e accidenti a me, che me ne sono scelto uno in pieno centro. Avessi almeno potuto fissare un appuntamento più tardi. Figuriamoci! Non c’è verso di far valere le proprie ragioni con quella razza di squalo.

    “Mi dispiace, o domani alle 15 e trenta o fra un mese alle 19. Che fa conferma?”

    Confermo lurida befana d’una segretaria, confermo. “Va bene signora, mi fissi alle 15 e trenta”, che son tre giorni che non dormo per quest’ascesso, stronza! Altro che un mese di attesa.

    O cazzo! Un posto! Cazzo! Veloce, non devo farmelo fregare sotto il naso. Madonnegesumadonna! Un posto… proprio sotto casa dello squalo. Fantastico! Ecco che… EHI? – una macchia mi sfreccia di fianco – EHI BRUTTO FIGLIO DI BUONA DONNA CHE FAI? Il posto è mio! Ma che cazzo…”. Scendo e gli corro incontro. È una donna, figurarsi.

    “Scusi? Ma sta scherzando, vero? Non mi dica che non ha visto la freccia!”

    “L’ho vista, l’ho vista. Ma sia gentile. Devo correre a lavoro…”

    “E chi se ne frega! Io ho un appuntamento. Si tolga, per cortesia, che devo posteggiare.”

    “Lei non capisce, per favore.”

    “No, LEI non capisce. Si levi di mezzo, forza. E anche veloce.”

    “Non mi metta le mani addosso!”

    “Come? Ma che dice, sono a mezzo metro!”

    “NON MI TOCCHI… AIUTO!”

    “Signora, ma che dice?”

    “AIUTO! AIUTOOOO!”

    “Uè ma è scema? Se non la sto toccando!”

    Due o tre passanti si fermano a guardare. Li noto con la coda dell’occhio. Uno è grande e grosso. Sembra il prototipo del camionista o dello scaricatore di porto. Si fa avanti e gonfia i bicipiti. Il problema è che si notano anche da sotto il golf.

    “Ha bisogno signora?”

    “ODDIO! Grazie… Stavo tremando di paura. Questo signore mi sta minacciando.”

    “La sta minacciando?” – Mi chiede la bestia, sempre più gonfia di steroidi e testosterone.

    Meglio farsi sentire. “Ma figuriamoci! Guardi che è lei che mi ha fregato il parcheggio. Sono solo sceso per dirle di andarsene.”

    “Lo sente? Mi sta minacciando. Sono arrivata prima io. Ho un appuntamento, sennò il posto glielo avrei anche lasciato. Ma ho troppa fretta e lui è sceso dalla macchina per farmela pagare.”

    Il portuale guarda la signora, gonna corta, maglietta rossa aderente, bel fisico e faccia da stronza, e guarda me. Barba non rasata e sguardo allucinato dal dolore per il mio dente ribelle. Sceglie la stronza, come temevo.

    “Risalga in macchina.” – mi fa. Gelido come un calippo nel posto sbagliato.

    “Guardi, lei non ha capito.”

    “Le ho detto di risalire in macchina” – ripete, avvicinandosi. È decisamente brutto.

    “Non ci penso neanche. Quel posto…”

    Il primo pugno mi arriva in piena faccia. Fortunatamente sulla guancia sana. Il secondo nello stomaco. Il terzo di nuovo in faccia, sfortunatamente sulla guancia gonfia. La stronza, che mentre cadevo a terra ho visto ridacchiare, chiude la macchina a chiave e ringrazia il suo salvatore con un bacio sulla guancia e un’aria e metà strada fra la ninfomane in astinenza e la scolaretta modello.

    Il risultato è che l’armadio arrossisce come un bimbo. Giuro che se se non ci fossero i miei occhi a testimoniarlo non ci crederei mai. Mentre svengo non mi accorgo neanche del calcio che mi assesta sul fianco andandosene. Così, per buon peso.

    Complice un po’ d’acqua che qualcuno mi spruzza in faccia, nonostante tutti mi guardino un po’ come una specie di mostro di Dusseldorf di quartiere, torno in me e mi tiro su a fatica. Se non altro non sento più male. O meglio, ne sento talmente tanto che non me ne rendo neanche più conto. Quando mi giro verso la macchina vedo che i vigili se la stanno portando via con il carroattrezzi.

    “Scusate, ma… Che succede?”

    “Divieto di sosta. Mi spiace.”

    “Ma come… Divieto di sosta? Ma da dove cazzo siete sbucati?

    “Innanzitutto moderi il linguaggio, per cortesia. Ci ha avvisato il tenente Sarti. Si stava prendendo un caffè quando l’ha vista molestare una signora. Lasciando la macchina in doppia fila, oltretutto.”

    “Il tenente Sarti?” – sarà mica il camionista in gita che mi ha gonfiato?

    “Esatto. Intanto voglia favorire patente e carta di circolazione, grazie.”

    Verbalizzato da una multa lunga un metro e più leggero di cinque punti, dopo un’altra mezzora di contrattazioni mi dirigo finalmente verso il palazzo del mio dentista. Giuro che se non riesce a far qualcosa me lo faccio strappare questo maledetto dente. Così, senza anestesia.

    “Prrrrrrr, Sì?” – odio il rumore di questo citofono. L’ho sempre odiato.

    “Sono Verri, signora. Ho un appuntamento con il dottore.”

    “Prrrrrrrr, Veramente lo aveva un’ora fa…”

    Stronza, pure tu! “Lo so, sono in ritardo. Ma vede… Il posteggio… E poi c’era un tale che…”

    “Prrrrrrr, Va bene, va bene. Salga.”

    Salgo. Per le scale conto i gradini. Mi aiuta a rilassarmi. Sono 79, lo dico per i più curiosi. La porta dello studio è socchiusa. Apro ed entro.

    “Buongiorno.” – e mi fermo, per non dire qualcosa di spiacevole.

    “Buongiorno.” Miss Finto Sorriso mi guarda come se mi vedesse per la prima volta. Saranno le ecchimosi.

    “Sono Verri. Ho un appuntamento con il dottore.”

    “Mi spiace. Il dottore non c’è.”

    “Prego?”

    “C’è il sostituto. Impegni familiari.”

    “Il sostituto?”

    “Non si preoccupi. È bravo e son sicura che le piacerà. Comunque oggi è la sua giornata fortunata. Anche se è in ritardo davanti a lei non c’è nessuno. È incredibile quanta gente non si fidi di un dentista se prima non lo ha provato almeno una ventina di volte. Appena hanno saputo della dottoressa sono tutti andati via.”

    “La dottoressa?” – penso io, ma non lo dico.

    Mi siedo sul lettino. Tovagliolo, bicchierino pieno d’acqua, sputacchiera e lampione negli occhi. Tutto è al suo posto. Chiudo gli occhi e cerco di rilassarmi. Una donna… Speriamo almeno che abbia le tette grosse, così quando si appoggia per lavorare ci si diverte un po’. Mi passo la lingua sulle labbra e sento aprirsi la porta. Ci metto un paio di secondi a inquadrarla, tutta in controluce com’è. Ma quando la metto a fuoco non posso sbagliarmi. Camice bianco su gonna corta e maglietta rossa. Bel fisico e faccia da stronza.

    “Buongiorno, apra bene la bocca che diamo un’occhiata” – mi fa. E accende il trapano.

  25. Deeproad dicono:

    Vivo in una zona residenziale a pochi minuti dalla città, ma per brevi periodi dell’anno mi capita di dover intraprendere qualche esperienza di vita urbana e in quei frangenti mi rendo conto che l’incubo del parcheggio surclassa di gran lunga quello di Freddy Krueger. Di solito dopo aver parcheggiato una volta lascio biodegradare la macchina in quella posizione fino al fatidico giorno in cui deciderò di rientrare a casa. E anche allora la sola idea di doverla spostare mi trafigge il cuore come una lama. Tra l’altro non posso fare a meno di notare che di solito, nel momento in cui decido di spostarla, prima ancora che la mia mano possa anche solo permettersi di sfiorare lo sportello della macchina, un consistente esercito di autovetture mimetizzate in doppia fila ai bordi delle strade accende le frecce lampeggianti come se si fosse improvvisamente destato da un profondo sonno millenario, spingendo nervosamente sull’acceleratore a mo’ di partenza da Gran Premio. Tutto ciò mi ha sempre riempito di ansiosa inquietudine.

  26. fuori tema x #18 (perlineazzurr): ehm, non ne ho idea. prova a cercarlo col motore di ricerca di splinder. :)

  27. kAy979 dicono:

    A bologna non abbiamo neanche le aiuole, perchè ci sono i portici con annessi portieri degli stabili armati fino ai denti. L’unica opzione alternativa al mutuo parcheggio è l’autobus, dove però ti scippano anche se non vuoi.

    Se cerco un parcheggio sul motore di ricerca di Splinder dici che lo trovo? :D :D

  28. utente anonimo dicono:

    Hai dimenticato l’opzione parcheggio in doppia fila! Sapete che ora ti becchi la prigione se lo fai? Si ok poki giorni tipo 15 ma è lo stesso prigione. Almeno questo è quanto è successo dalle mie parti!

  29. utente anonimo dicono:

    ehi confuso, sono felice che tu abbia trovato un nuovo lavoro!

    anche io tra l’altro, senza neppure riprendere il tuo vecchio e rottamato…

    bonne nuit,

    cri nel monolocale

  30. riccitempestosi dicono:

    Spetta, spetta… PsTCnF hai trovato un nuovo lavoro? Quindi ne hai lasciato uno vecchio! Mi dici dove, cosi’ casomai lo prendo io?

  31. sifossifoco dicono:

    ci vorrebbe, un dio del parcheggio

  32. laMelaMarcia dicono:

    io quando lascio la macchina dove non dovrei ho i sensi di colpa.

    è grave?

  33. Florescenza dicono:

    Oh adoro questo blog….

    Flo.

  34. utente anonimo dicono:

    ehehehe…da adesso in poi quando non troverò parcheggio non mi incaxxerò più ma mi verrai in mente tu….

    ora però, visto che il mio collega ha perso il suo evidenziatore verde e per questo è incacchiato nero dici che mi devo preoccupare visto che ha preso in mano una luuuunga riga e la agita minacciosamente girando per la angusta stanza come una specie di farfallone impazzito?…ah ecco ora si è quietato!

    giuiss

  35. batblackonga dicono:

    Ho sentito di gente che tutte le mattine esce di casa tirandosi dietro oggetti ingombrantissimi (televisori, lavatrici) per poter parcheggiare dove un cartello indica “consentito solo carico e scarico merci”

  36. utente anonimo dicono:

    e dagli ‘sti sei euro alla mezz’ora, fai il signore …

  37. TheMadHatter1 dicono:

    opzione h) stanco e dopo aver bestemmiato tutto il calendario (che porto sempre con me per queste occasioni)lascio la macchina con le quattro frecce accese al centro della strada con un cartello: “torno subito”

  38. a me hanno fatto una multa assolutamente ingiusta. non stavo nemmeno facendo parcheggio acrobatico…

  39. orsodingo dicono:

    da oggi in edicola:

    “come dare una testata ad un ausiliare del traffico e non farsi male” in 10 pratiche dispense; con il primo numero in regalo gli altri nove ed un finto permesso per portatori di handicap.

  40. severine dicono:

    It’s a parking life

    Zona Bovisa Solidale

  41. utente anonimo dicono:

    quando sono arrivato a Milano ho posto una sola condizione. Sono andato in un’agenzia immobiliare, ho chiesto all’addetto di mostrarmi una mappa della città, ho indicato dove avrei lavorato, ho preso un compasso e ho fatto un cerchio attorno a tale punto il cui diametro corrispondesse a circa 500mt. Dopodiché ho proferito la seguente frase: a me non interessa cosa lei mi proporrà, l’importante è che sia in questo raggio dal posto dove dovrò lavorare! Addio parcheggio:)

  42. utente anonimo dicono:

    La soluzione è girare con un camion lava strade. Però se parcheggi dove lavano le strade, entri nel paradosso e l’universo implode. occhio!

    stranig.

  43. utente anonimo dicono:

    Eh no, qui a Tripoli non ci sono problemi di parcheggio, il problema è arrivarci vivi al parcheggio!

  44. babi82 dicono:

    da me nelle marche ce ne sono parecchi di parcheggi, solo che purtoppo il mio istruttore di guida nn è riuscito per bene ad insegnarmi come non incollarsi i paletti della luce o semplicemente come evitare di ledere macchine altrui…ma va bhe son dettagli!io lavoro nella portineria di un albergo..ho passato tutta la notte a leggere il tuo blog ti ringrazio hai evitato il mio solito pisolino sopra la tastiera del pc per poi risvegliarmi con tutte le lettere stampate sulle gote vergognandomi quando la collega mi da il cambio..ciaoo

  45. bimodale dicono:

    mi passate la canna?

  46. ivyphoenix dicono:

    letto e mi ci sono ritrovata.. non ne posso più! credo mi comprerò un monopattino elettrico

  47. mi spiace ma pare diano la multa pure ai monopattini. son cose.

  48. orsodingo dicono:

    ho un sacco di amici creativi, non nel senso che creano, ma nel senso che la sera escono e di giorno si svegliano a mezzogiorno.

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