E allora hai pensato: adesso vado a far la spesa. Ma sì. E quindi, al tavolo, cominci a compilare la lista. E a scriverla per bene, in maniera scientifica. Per una volta, controlli il frigorifero, gli armadietti in cucina, la riserva dei detersivi, e tutto il resto. Poi la rileggi: una lista della spesa davvero buona, per esser una lista della spesa.
Un elenco preciso, lungo ma completo di ogni cosa, anche di quelle che di solito si dimenticano, come il sale grosso o il dentifricio.
Quasi un’ora di lavoro, ma ne è valsa la pena.
Che soddisfazione.
Si parte, il viaggio non è breve. Parcheggio, scale: ora sei dentro il supermercato. Che fortuna, la moneta da due euro, per il carrello, ce l’hai: eccola qui. Bene.
E poi cosa ti serve? Ah sì certo, la lista, la bella lista della spesa.
Devi averla messa nella tasca della giacca.
No, in questa no.
Forse nell’altra.
Aspetta, forse nella tasca dei pantaloni.
No.
Calma, calma.
Occazzo.
E’ rimasta a casa.
La lista è rimasta a casa.
Sul tavolo.
mi viene da piangere per te…
d.
sniff.
capita anche a me….unica soluzione: improvvisa!
a me capita sempre in tutto ciò che faccio. e dico sempre. significa che sono altresì confuso?
imnprovvisa…oppure consiglio un metodo scientifico: decidi se percorrere il supermercato in orizzontale o verticale. E comincia a percorrere nel senso che hai deciso le corsie e i reparti guardandoti attorno. Sicuramente le cose urgenti affioreranno alla tua memoria vedendole, oppure troverai le offerte che non immaginavi, ad ogni modo avrai potuto vedere tutto quello che c’è…e il carrello si riempirà…e, provato, ci si mette anche meno tempo
Succede sempre anche a me.
Presagivo una fine diversa.
… un secondo, prima vado un momento in bagno…..
..
..
..
…Aspetta, forse nella tasca dei pantaloni.
No.
Calma, calma….
FINITE VOI LA STORIA,
CHE FINE HA FATTO LA LISTA?
GEPS: Eh, giusto! Se qualcuno vuole, faccia pure. 🙂
mi sarà capitato una marea di volte…
poveri umani…
succede purtroppo…
CHE FINE HA FATTO LA LISTA DI PC
è evidente, per uno con due iniziali del genere: l’attuale governo, per vendicare l’eversività del soggetto in questione, con un raggio laser dal satellite del ministero degli interni gliel’hanno polverizzata sul tavolo mentre egli, belbello, pisciava.
tutto ciò ha un vantaggio secondario non da poco: senza una lista ordinata e razionale delle cose di cui si abbisogna aumenta sensibilmente la probabilità di comprare un mucchio di cazzate inutili e questo, come sapete, fa bene all’economia italiana come un lassativo fa bene al povero costipato.
così sia, andate in pace,
Peter
Oh beh, mica mi scoraggio…Ti sposo ugualmente e poi ti regalo un bel voice recorder per liste della spesa e appunti volanti per i prossimi post…(sempre Delia, e, a proposito, ho letto a ritroso gran parte dei tuoi post ed ho la conferma che masculo sei…pfiuuuùù!! Ma forse ti avrei sposato anche se fossi stata femmina…) 😉
la soluzione è la spesa on line…non prendi freddo…non fai tre piani di scale con le buste stracolme…puoi anche salvare la tua lista in digitale per sempre…la conservano loro…hai un sacco di tempo per fare un sacco di altre cose…tipo: andare a comprare quello che hai dimenticato di ordinare con il pc!
miao
s/c
sono momenti drammatici, non c’è proprio niente da ridere 🙂
ho la lista di confu§o.
la cedo per un tiket restaurant da 6 euro.
jS
mio padre non solo fa la lista ma si porta anche dietro una penna per cancellare quello che ha già preso.
io invece vado a fantasia ed ispirazione, adesso che sono a dieta non mi ci avvicino nemmeno all’esselunga.
Dopo avere fatto la spesa a cazzo, malendicendoti per avere lasciato la lista sul tavolo, rientri e scopri che non l’avevi affatto dimenticata a casa. Te l’eri solo ficcata da qualche parte dentro al portafoglio, o ti è caduta sotto il sedile dell’auto, o nel fondo della borsa (opzione valida solo per signore), ma tra il parcheggio, il carrello e il caos imperante non eri stato capace di trovarla.
Controlla se hai i pantaloni.
Magari sono rimasti a casa loro.
Taniot
tipico… di voi maski!!!!
miii….
mi succede sempre così!!!!!
E sono donna!
Lo giuro! 🙂
nandina
Il bello e che poi provi a ricordare riga per riga che cosa hai scritto.. e alla fine ti sembra di essere pure soddisfatto perchè ti sei ricordato tutto. Torni a casa, riprendi la lista.. “minchia, il sale!”
Mi pare di capire che siamo un bel gruppetto!
Se sei fortunato, ti sarai ritrovato solo con un paio di prodotti in meno di quelli scritti in lista. Se sei un pò meno fortunato, oltre “all’ammanco” ti sarai ritrovato anche con un paio di prodotti in più….totalmente inutili.
capita anche a me…è una buona occasione per comprare quello che vuoi e non quello che serve
Per quello che di solito la lista va incisa con un punteruolo da ghiaccio sull’avambraccio (che fa anche rima).
Solo che poi compri sempre le stesse cose…o al massimo hai due liste…
un classico, un evergreen, sempre attuale.
bah, tanto alla fine esco sempre col carrello pieno solo di birra, latte, pane e legumi
…cucina creativa…senza lista ispirati a ciò che vedi là…certo che se era finita la carta igienica in bagno di creativo non so cosa puoi fare…
io spunto la lista con uno strappo. aparte quando me la scordo appesa sul frigo col magnete. ^^
ci si rimane maledettamente male, lo so! un’ira che devi contenere,anzi! e vai a memoria…sapendo che stai scordando un sacco di cose…
a me succedeva talmente spesso che ormai la compilo con metodo e poi la lascio a casa apposta
…io mi ti credevo però che avessi scordato il bancomat! prima di leggere il finale…
sul mio tavolo le liste dimenticate dialogano:
“Ce l’hai te la lettiera per il gatto?”
“Celo! E pure agglomerante! Scommetto che tu ce l’hai generica, non agglomerante!”
“… mhhh… accidenti! Però qui c’é scritto alla lavanda! La tua sarà pure agglomerante però puzza!”
Quando torno dopo aver fatto la spesa a memoria trovo sempre le liste attorcigliate l’una sull’altra, come se avessero lottato!
Son cose che fanno riflettere, in effetti. Soprattutto se poi decidi di andare a memoria e compri le uniche cose di cui era già pieno il frigo…
E tu compra a caso. Massì, crepi l’immondizia…
ARGHHHHHHH!
che post angosciante!!!!
PaolaGi
Poco da ridere, non c’è soluzione che tenga.
Si potrà continuare facendo la spesa a istinto, ricordandosi poco a poco la lista. Ma alla fine mancheranno comunque almeno quei due-tre prodotti (tipo le uova, o il detersivo per piatti) che faranno imprecare al rientro a casa.
la soluzione migliore è quella di non fare mai la lista della spesa!ALE
Naaa, non ci siamo: la lista della spesa la si scrive sul cellulare (o palmare, o ipod), così – tra l’altro – è anche più comodo cancellare singole voci man mano che i beni corrispondenti vengono inseriti nel carrello! Io lo faccio già da anni (complice il mio bel p800, che simula in tutto e per tutto la vecchia accoppiata penna-carta, con il suo touchscreen e il pennino), e di recente ho convertito anche mia mamma.
Se non hai voglia di scrivere, puoi registrare una nota vocale, però secondo me è un po’ più complicata.
Certo, c’è sempre la possibilità di dimenticarsi a casa il cellulare, ma, con una cosa in meno da prendere (il bigliettino cartaceo), il coefficiente di “dimenticanza” si abbassa.
Ah, e si risparmia (ecologizzando) sul pezzettino di carta.
Spero d’averti aiutato per le prossime volte 🙂
Francesco Minciotti
sì, però bisogna avercelo, il palmare.
cioè sulla mano?
il cellulare è una grande idea…anche quelli non aggiornatissimi…ti memorizzi tutto in un paio di sms da inviare ed è fatta
bella idea scriverlo sul palmare (se uno cellll’ha)…
ma se poi te lo dimentichi sul tavolo proprio vicino al cartaceo papiro?
scusate, senza offesa per nessuno, ma a me chi scrive la lista della spesa sul palmare un po’ fa paura, ecco, l’ho detto. scusate.
a)compilare la lista
b)memorizzare
c)ingoiare per sicurezza
P.
Io la lista la tengo in pugno anche se lei tenta di scivolare fuori come se fosse unta di olio e strutto.
A volte sguiscia e svolazza nel parcheggio, io la inseguo, ma lei è più veloce, la perdo.
Allora ne faccio subito un’altra, la buco, gli faccio passare una catena che si blocca al mio polso e la fotto.
Alla fine l’abbandono nel fondo del carrello.
C’è sempre qualcuno che ha dimenticato la sua a casa.
una volta ho ovviato al problema della lista dimenticata, riciclando quela trovata in un carrello altrui…
ha funzionato a parte gli assorbenti…
vabbè ma a quel punto tentare di ricordarsela allena la memoria
ecco sì
così succede
la lista
in auto
a casa
dappertutto
meno che con te al supermercato…
FreeFlight
sono antilista. vago randomizzato per il supermercato, comprando beni a caso. andy warhol mi fa una pippa.
strani
Personalitàetc.: Come ha giustamente suggerito Catepol, è sufficiente usare uno o più sms o anche una nota del calendario; io non ho mica un palmare, ho un cellulare di tre anni fa. Figo sì, ma di tre anni fa. E il suo lavoro lo fa dannatamente bene (pensa che esistono applicazioni in C apposta per la lista della spesa!).
Abboriggeno: Non mi stupisco che ti spaventi un “homo tecnologicus”, dato il tuo nick. Però, così come ritengo non ti sappia strano scrivere una lettera o un articolo al computer, oppure memorizzare le tue fotografie su pc anziché stamparle su carta e appiccicarle con la colla su un album cartaceo, perché dovrebbe farti paura chi ottimizza la vita usando un cellulare anziché un pezzo di carta?
Mi pare oggettivamente migliore. Ecco. E ti dirò: senza offesa per nessuno, ma a me chi rifugge dalla tecnologia aprioristicamente un po’ fa paura, ecco, l’ho detto. Scusate. (cit.)
Francesco Minciotti
Caro Minciotti, in effetti col mio nick mi trovo molto a mio agio. Per quanto riguarda le nuove tecnologie sicuramente non sono uno dei fan sfegatati dell’ultimo gingillo in commercio (sono stato uno degli ultimi ad avere il cellulare, non ho l’iPod, né niente che funzioni con blue-tooth eccetera), e sono affezionato a tutte le forma tradizionali del fare le cose, ai vecchi metodi rudi, specialmente il post-it stropicciato della lista della spesa. La stra-presenza del digitale in ogni aspetto della nostra vita mi dà decisamente fastidio, mi sembra “raffreddi” un po’ tutto.
Però dire “rifuggire la tecnologia aprioristicamente” forse è troppo, visto che uso il mio laptop, ho lì tutte le foto (che provvederò a stampare per appenderle e per averle su carta), ho il dvd, quando ho dovuto ho usato connessioni wireless eccetera. Non sono anacronistico.
Mi dica Lanciotti, lei è uno di quelli che pensa che un giorno i libri non esisteranno più?
*Minciotti*
Sembrava quasi voluto. 🙂
ho mandato mio padre a comprare la cartaigienica ma si è scordato la lista. Così mi è tornato a casa con delle braciole di maiale.Ed ho provato a metterle nel portarotolo, ma non si infilano nel supporto a cilindro!
Così al SUPER mercato
e soprattutto così:
la domenica…
devo ricordarmi di scrivere sulla lista della spesa di comprare il palmare che poi mi aiuta a fare la lista della spesa senza più sprecare carta che poi se tagliano troppi alberi non ne rimangono più…
però se io sistematicamente mi dimentico la lista cartacea della spesa, come faccio a comprare il palmare per non scriverla più?
e se poi superato questo scoglio mi scordo il palmare a casa?
Forse dovrei andare in giro con un post-it attaccato sulla fronte… faccio la figura del pirla ma se non c’é vento ed il post-it non vola via riesco a comprare quel plantare…
Ehm…palmare, non plantare! Più leggo commenti più mi confondo! 🙂
ma come scrivete sul plantare? e poi, come leggete?
Il tuo blog è grandissimo, enorme, un supermarket dell’ironia, ma non discount, roba buona intendo, e le cassiere sono tutte in bagno. La guardia dell’uscita è uscita.
Leggerti è come ricevere il buono FS per il ritardo dell’eurostar del mese scorso.
Grazie di esistere ed insistere.
Se trovi un lavoro controlla bene che non trovo più il mio.
Era lì ieri sera.
Luigi
sacrosanto.
*sacrosanto* mi fa venire in mente il ciccione dei Goonies
Eximia, mi mandi un sms con la lista della sua spesa, anche io solitamente sono in quel di Rubattino tra le 11 e le 12 di sabato.
Sono quello con le crisi di panico nell’imbuto satanico altresi’ detto corsia della frutta.
geps
Un super-classico 🙂
Sono titolare di una “tessera fedeltà” del mio supermercato. Mi piace pensare che, se un giorno dimenticassi la lista della spesa a casa, potrei chiedere alle direzione di stamparmi un attimo l’elenco di tutti i miei acquisti, diciamo delle ultime 4 settimane. Di sicuro avrei una lista anche più completa di quella eventualmente lasciata sul tavolo in cucina. Perché ormai è così, siamo spiati anche al supermercato.
Abboriggeno: Ben venga la sua pulsione a mantenersi ancorato – quantomeno per alcuni aspetti della vita – ai “vecchi metodi rudi” (che io non giudico tali). Ne ha facoltà.
Io ho scelto (per comodità, non per fighettaggine) di usare quest’altro metodo: faccio prima, non mi dimentico di niente, ho una sola cosa da portarmi appresso anziché due. Onestamente, vedo solo vantaggi; donde, l’utilizzo di questo metodo anziché l’altro. Ma se lei ha dei motivi più validi di questi per tenersi il “post-it accartocciato”, ben vengano. O se non li ha e vuole comunque tenerselo, prego. Di certo non ho né l’autorità né la voglia per sindacare le sue scelte! Qui si fa per parlare.
Ah, sui libri: non ritengo che un giorno non esisteranno più; ritengo che i contenuti diventeranno digitali (già oggi iniziano a diffondersi alcuni “libri digitali”, con della carta elettronica). Un solo libro sul quale caricare vari testi: un vantaggio?
Certo, d’impatto mi verrebbe nostalgia, ripensando ai miei scaffali pieni di libri, o alle biblioteche con le pareti foderate di antichi tomi; però, il lettore è attento al contenuto (e il bibliofilo al contenente), mi pare. Sarà forse un modo come un altro per dare più risalto al testo, e far crescere la percentuale di lettori, che oggi è ridicolmente e vergognosamente bassa.
Un saluto.
vado alla feltrinelli oggi pomeriggio.
faccio la lista della spesa dei libri che devo comprare.
[mi porto dietro il papà, mica pizza e fichi.. mwuahahhaahahha]
Caro Minciotti, in effetti la mia era una provocazione, se lei si trova comodo col palmare buon per lei, ci mancherebbe.
In effetti i motivi che mi lasciano ancorato a certe vecchie abitudini sono per lo più emotivi (non di nostalgia per, quanto di maggior piacere e affinità con).
Per quanto riguarda l’altro discorso credo che il legame con la carta non tramonterà mai. Per quanto aumentando la diffusione di apparecchi digitali portatili, e magari diminuendo gli effetti collaterali della lettura su monitor, il digitale potrebbe aumentare notevolmente il suo spazio, e perché no, far crescere un po’ la percentuale di lettori.
leggetevi “la notte dell’oracolo” di paul auster.. tutta la magia della carta… un libro così non poteva essere scritto su digitale. non avrebbe avuto motivo di esistere.
ila
l’altro giorno al supermercato ho visto uno con un portatile sul carrello. Lo teneva aperto sul seggiolino per i bambini (o borse da signora). L’ho seguito un po’ ed ho visto sullo schermo che stava controllando la lista della spesa: una signora lista, con riferimenti alle cose da prendere documentate da immagini e varie animazioni. Per ognuna c’erano varie alternative al prodotto desiderato. Tutta fatta con power point, dove poteva spuntare le cose già prese. C’era addirittura la piantina del supermercato (in 3 D), tutti i corridoi e gli scaffali con i vari prodotti – aggiornata in tempo reale dal collegamento al supermercato stesso (proprio come funziona il satellitare nelle auto).
mi sono sentito così antiquato col mio pezzettino di carta in mano…
#27
l’hia rubata tu la mia lista!!??
Abboriggeno: Vede che, dialogando, si trovano punti in comune…
Ad ogni modo, sono convinto che la carta sparirà: forse né io né lei vedremo quell’era, ma si andrà per forza di cose in quella direzione. La carta è fatta dal legno, e il legno sta scomparendo, a ritmi sempre più frenetici. Della carta riciclata non se ne sente a momenti manco più parlare, mentre il digitale non importa alcun problema.
Onestamente, non so dirle se mi piaccia o meno; sarà forse che lo vedo come un traguardo lontano, ma non riesco ad esprimere un giudizio compiuto. Però arriverà, credo: dall’audiocassetta al cd, dalla videocassetta al dvd. Manca solo la parola stampata, a fare il grande salto.
Ah, per inciso (e magari per farle fare pure un’altra bella risata): io sono anche uno di quelli che Repubblica lo leggono in pdf 🙂 Pregi: costa la metà, la mattina posso far colazione leggendo il giornale senza essere uscito di casa, e non spreco la carta (uso un portatile, ovviamente).
Francesco Minciotti
lancetti
ricordati che il laptop deve morire!
lancetti
vivi a milano, eh?!
ecco…il portatile sul carrello al posto del palmare, al posto del cellulare, alposto del post-it, al posto del foglietto del block notes, al posto del retro di uno scontrino riciclato…e per 2 soldi la spesa comprò… 🙂
ovviamente quella del portatile nel carrello non era vera (anche perché credo che un portatile non ci starebbe). Però potrebbe esserlo: immagina un supermercato che mette a disposizione carrelli con schermo piatto all’altezza del “manubrio”, magari un touchscreen, con porta usb laterale. Si tira fuori la propria chiavetta con il file della lista e s’inserisce nella porta. Automaticamente vengono evidenziati gli scaffali sulla mappa del supermercato dove si trovano i prodotti che c’interessano, con tanto di puntino luminoso che indica la propria posizione.
Se il carrello viene lasciato incustodito per troppo tempo scatta il blocco che può essere disattivato solo col proprio pin.
Fra le varie possibilità – tutte da inventare – c’è quella di prenotare il numero al banco degli affettati e della carne ed essere avvisati quando è il proprio turno.
Da non sottovalutare i vari banner che indicano le offerte della settimana, come ad esempio per i vini.
questa idea naturalmente non è coperta da copyright
ah già: forse sarebbe meglio che la voce, come quella nei satellitari delle auto, sia udibile solo con le cuffie, altrimenti sai che casino!
Qual’e’ il problema? Per quanto mi riguarda potrei farmela tatuare sul braccio, la lista della spesa: 100gr bresaola – 1 lt di latte.
Che ci vuole, benedetto figliolo.
mi sorge un dubbio: non è che carrelli del genere esistono già da qualche parte all’estero?
ma se la carta sparirà con che cazzo ci puliremo il culo?
e carrelli già pieni e pronti, parcheggiati presso le casse? (della serie, guarda i prodotti che ci sono dentro e se ti aggradano ti metti in coda alla cassa).
bah.
#75
…le spostano apposta le cose nei supermercati perchè non si trovino e si comprino altre cavolate che non ci servono, altro che mappa!
embè?
Le blogstar hanno tempo da dedicare all’ozio?
…. ma perchè fate tutti la spesa? e soprattutto, perchè io non la faccio?
francesca
la lista dimenticata sul tavolo è un classico. quand’è così, io copio dagli altri carrelli.
Minciotti: me lo sarei potuto immaginare! In effetti glielo avevo detto che lei è uno di quelli che mi spaventano! 🙂
Comunque ribadisco che prima di vedere un maggior uso di piattaforme digitali a svantaggio della carta bisognerà aumentare la diffusione a basso costo di apparecchi portatili, connessioni satellitari o wire-less cittadine (all’estero ci sono) e soprattutto migliorare i monitor che ancora spesso producono fastidi agli occhi alla lunga. Altrimenti per ora chi me lo toglie il piacere di leggermi Repubblica in Autobus o in treno?
Chi lo fa a casa è un altro discorso.
Se un domani dovessi fare come lei in ogni caso mi mancherebbero il fruscio del giornale e le pagine stropicciate…
A proposito degli alberi, io non credo che la carta sarà necessariamente esaurita. Vede, bisogna essere troppo ottimisti (e io credo invece che la nostra specie regredirà per via di guerre o cataclismi ben prima dell’esaurimento della carta) però tecnicamente gli alberi si possono ri-impiantare ad un ritmo che consettirebbe il loro utilizzo per stampa, a differenza del petrolio che oltre inquinare un casino non è reperibile così tanto da continuare con l’uso attuale.
Certo che partiti dalla spesa abbiam preso una bella tangente eh..:)
[Ci scusi Personalità!]
Io non lo so mica come funziona un blog…
Io so solo che mi sono divertita nei giorni passati a leggere vecchi racconti, indirizzata qui da una pagina del corriere on line.
Io so solo che da tre giorni il mio amante mia ha lasciato, ha smesso di chiamarmi, di rispondere alle mail.
Perchè sono qui?
Perchè sono in città studi, perchè ho visto la vacca aerografata, e so bene qual’è l’odore che si sente percorrendo su e giù il perimetro di veterinaria ed agraria… L’odore di stalla, l’odore di vita, l’odore di questa città in fondo.
Sono qui. Magari qualcuno mi ascolta, magari no.
Ma mi fate sorridere.
Ed ora è tutto.
Grazie…
utente anonimo al piano 86.
manda a fanculo l’angoscia. io ti abbraccio.davvero.
un caloroso benvenuto all’utente 86. 🙂
Minciotti e soci, fate come foste a casa vostra, io esco un momento. 🙂
Suvvia, era peró fresco di studi, avrá dimenticato al massimo sale grosso e dentifricio.
P.S. Giá due Euro per il carrello ? Credevo di essere emigrata da poco
STIAMO RACCOGLIENDO FIRME PERCHè IL PREMIER POSSA AVERE UNA STRADA A LUI DEDICATA! SPERO DI POTER CONTARE SU DI VOI GRAZIE!
Al padrone di casa: Meglio un mazzo di fiori, una scatola di cioccolatini o una bella e fragrante porchetta per il disturbo? 🙂
Casomai, per le prossime discussioni il blog lo metto io, oppure possiamo trasferirci nei commenti di Abboriggeno 🙂
Per quest’ultimo: Concordo sull’oggettivo ed inverecondo stato di diffusione (tanto a livello istituzionale quanto a livello di masse) delle nuove tecnologie di comunicazione. Veltroni accese due o tre access point a Villa Borghese e a Fontana di Trevi e a momenti venne nei pantaloni…
In Olanda (terra in cui sono stato qualche mese fa) praticamente ogni albergo ha gli hot-spot wi-fi. E non alloggiai di certo allo Sheraton 🙂
Per quanto riguarda Repubblica in auto(bus), lo può fare già oggi: si scarica tutto il giornale in pdf (meno di 8mb) e se lo legge dove vuole. Al di là della battuta, su alcuni palmari con uno schermo ampio si può già fare con comodità. Per il fruscio, lo campioneremo in mp3 e lo associeremo all’avanzare pagina 🙂
Concordo sul fatto che, probabilmente, moriremo prima per cazzi nostri che sperimentare l’effettiva mancanza di carta (anche perché significherebbe non avere più alberi, il che starebbe per morte da intossicazione da anidride carbonica), però ce la faremmo sul serio a tener dietro, coi reimpianti, alla domanda di carta, legname da costruzione e da ardere, e, forse più importante fra le concause, la deforestazione a scopo edilizio?
Francesco Minciotti
Boia che ladri a Milano! 2 euri il carrello??? Qui a Livorno, 1 euro (e ce lo freghiamo, tzé)
—
Il Salta
qui invece ce li fregano loro (rimangono incastrati nella fessura del carrello)
Minciotti: fiori e cioccolatini no grazie. Se proprio vuole portare un regalo, qui sarebbe assai gradito un bel mazzo di banconote da 500 euro, ecco.
orpo. questo post. ce l’avevo sulla punta della lingua…xhara
cazzo, fantastico questo blog
Sergiao
Sono l’utente 86, volevo ringraziare il padrone di casa e l’altro amico per le parole gentili.
Vedete, mi sono espressa male forse.
Lui è sposato, io sono l’amante.
Tre anni e passa ad aspettare, e poi, un giorno, il benservito.
Ma sì, che tanto dovevo aspettarmelo, che potevo desiderare?
Caro Personalità confusa, vuoi una bella storia su come si fregano le persone?
Non parlo di donne, non parlo di uomini…
Parlo di chi ti illude, di chi ti fa credere davvero qualsiasi cosa, al punto di lasciarti il cellulare della moglie, dei figli (grandi), il numero di casa.
Di chi ti dice:
“Aspetta, vedrai che cambierà tutto, se tu lo vorrai”
E tu ti sbatti, tu ti getti in questa prova, tu respiri, cammini, studi, lavori… Tu vivi per quello.
Per dimostrare di essere una che si sbatte, respira, studia e vive per lui, per renderlo felice.
Ma poi basta, poi vaffanculo, poi lui si stanca, lui forse trova un’altra, lui non si degna neppure di mandarti due righe.
E tu sei così scema da non fare nulla, tu che hai i numeri di telefono, tu che sai anche come si chiama il suo commercialista, o dove abitano i suoi genitori.
Tu ti fermi, ti guardi tra le mani… Puoi fargli davvero male, puoi rovinarlo, davvero.
Ma leggi le mail come fossero dei regali ancora incartati, riguardi le foto, accarezzi un pezzo di carta.
Non mi ha mai regalato nulla, non ero l’amante da cena elegante o anello.
Ero una persona, che credeva in qualcun altro.
Ed ora sono una persona che ha solo una voragine nella testa.
Sì, la testa… Il cuore batte sempre.
Sono i pensieri che non si possono controllare.
Non si può controllare questo vuoto, questa melma.
Questo fango nero, questa argilla che nessuno, ora, vuole più plasmare.
Sì, mi piaceva essere toccata da lui, mi piaceva diventare quello che lui voleva, senza però mai perdere quella che io sono.
Ora mi resta questo, quella che io sono, non mi piace, mi piace poco. Mi piacerà.
Mi serve solo un po’ di tempo.
Grazie ancora per questo spazio.
L’utente 86
suvvia, facci un altro sorriso 🙂