Sull'inappagato desiderio di uccidere animali in casa di notte

Da alcune settimane si sono installate in casa mia due nuove simpatiche bestiole domestiche da salotto, e trascorro le serate cercando di ammazzarle. Non è facile.

La prima arrivare è stata Piera.
Piera  è – credo – una falena, un farfallone dalle ali scuri che sembra uscito dall’allevamento del Silenzio degli Innocenti. Mia madre – in visita pastorale presso la misera abitazione del figliol improvvido – mia madre mi ha detto di star tranquillo: “E’ innocua, che fastidio ti dà? Lasciala stare, poverina.”
“Poverina un tubo,” – le ho risposto io mentre tentavo di accoppare Piera a colpi di scopa puntata sul soffitto – “fa schifo, mangia dal mio piatto e di notte mi fruscia vicino alle orecchie per tenermi sveglio.”

L’altra docile creatura che ha deciso di trascorrere le ferie da me si chiama Maria, o almeno così l’ho battezzata, visto che non conoscevo il suo nome scientifico. Maria è una di quelle enormi e mostruose zanzare con le gambe lunghe lunghe ma lunghe: non so se hai presente il tipo. Appare dopocena, sui muri della cucina. Animaletto mansueto, pare non punga. Ho cercato di convincerla a partirsene dalle finestra spalancata, sventolandole addosso un giornale arrotolato, ma non c’è stato verso. Lei continuava ad andare a sbattere nelle tendine, o volava a casaccio, sghemba e senza traiettoria. Oppure metteva appena il naso fuori e poi si rifugiava ancora dentro, quasi temesse il mondo esterno.

Adesso le due cretine si son sdraiate sulla parete qui di fronte, troppo in alto perchè possa dar loro la giusta morte. Forse stanno facendo amicizia e conversano nella loro lingua muta. O se la dormono beate.

50 commenti su “Sull'inappagato desiderio di uccidere animali in casa di notte”

  1. Fucile ad acqua, prendi la mira. Spari. Se non le becchi al primo colpo e iniziano a volteggiare per la stanza, puoi fare esperienza di tiro. Tanto l’acqua si aciuga. Con questo caldo, poi…

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  2. se facessi anche tu amicizia con loro sarebbe la cosa migliore: magari le potresti convincere gentilmente ad abbandonare la tua casa, senza spargimenti di sangue :)))

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  3. Per quel che mi riguarda i miei gattacci magnano di tutto , anche falene e zanzare . Tu che non li hai potresti attendere la loro dipartita per cause naturali ; magari , che ne sai , la continua caccia sta arrecando loro un sacco di stress che ne comprometterà inesorabilmente la longevità . In ogni caso dopo potrebbero tornarti utili . Sappi infatti che c’è gente che ha una vera e propria fobia per le falene ( e qui entra in campo Piera ) . Una sera ho trovato nel salotto di casa un corpicino di similPiera senza vita e lo ho lanciato addosso ad una mia amica che ne ha il terrore : l’effetto è stato davvero esilarante ! Almeno potrebbe ripagarti dell’enorme rottura che ti hanno procurato in questi giorni!

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  4. Confuso,

    la soluzione migliore è una sana contraerea, ovvero ciabattarle durante il tragitto di trasferimento tra un muro e l’altro, quando non se lo aspettano. 😉

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  5. con mosche, zanzare e scarafaggi mi viene da pensare che nostro Signore Onnipotente, durante quei 6 giorni, si sia lasciato un po’ prendere la mano.

    dico, non poteva fermarsi al cerbiatto?

    senzainnocenza

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  6. “Poverina un cazzo, fa schifo e di notte mi fruscia in giro per tutta la casa.” Frrrr.
    E’ qualcosa di assolutamente geniale 😀
    Comunque sì Confuso, il geco è un bell’animaletto da compagnia, e risolverebbe i tuoi problemi di insetti, zanzare, bestiole volanti varie.
    Kit

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  7. per tre anni, di notte, sono andato a “caccia” senza gli occhiali e ogni volta sullo stesso punto del candido muro della mia stanza trovavo una zanzara, la cibattavo e tornavo a dormire felice… un giorno decisi di rimettermi gli occhiali e per caso mi accorsi che al posto della zanzara c’era un piccolo chiodo nero….

    atroce verità!

    manolo

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  8. Lei, con quella sua aria, finto-buonista.

    Ora lo so: lei è uno di quelli che, d’estate, abbandona la zanzara domestica in un’area di sosta dell’autostrada, e poi romba via.

    E la zanzara, incredula che l’uomo posso essere così crudele, resta là, immobile e speranzosa, con gli occhietti pieni di fiducia che guardano la macchina farsi sempre più piccola all’orizzonte.

    Tornerà, si ripete, senz’altro tornerà.

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  9. ormai io ci ho rinunciato. Il Vape mi secca le fauci in modo orrendo e trangugiare gin non le tiene più lontane dalla mia epidermide.

    Mi offro ogni notte come lauto banchetto. E le signorine se ne approfittano invitando familiari e amici.

    Sfamo una colonia di zanzare. Devo capire solo come presentargli il conto a fine stagione.

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  10. l’unica sarebbero le zanzariere e chiudere ermeticamente la casa, senza lasciar passare neanche uno spiffero…. poi ovviamente dovresti avere l’aria condizionata. Comunque quella zanzara dovrebbe essere maschio

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  11. ecco… si accerti che Maria non sia in realtà Mario… è molto probabile… in realtà più che amicizia la zanzara sta cercando di portarsi a letto la falena… non oso immaginare il frutto di siffatto connubio!

    son cose.

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  12. io la stimo e la rispetto, confuso, ma la detesto quando cerca di sterminarmi il mondo animale cercando di ricreare la “primavera silenziosa”…a casa sua: un forte ancestrale senso della territorialità!non c’è che dire.Cmq il primo potrebbe essere un banale Lepidottero Sfingide, tranquillo, manca di spiritromba, quindi muore presto di fame, perchè incapace di alimentarsi.Il secondo è un innocuo Dittero Nematocero Tipulide (la zanzarona), non punge, ama lambire liquidi zuccherini, le lasci un po’ di succo dell’anguria comprata alla Pam, ne sarà felice, come un randagio di fronte ad una ciotola di latte.

    la saluto umilmente

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  13. Caro Confuso, di zanzarone siam pieni anche qui: pare che ci sia un tour estivo di avanspettacolo itinerante qua intorno. E pare che il pezzo forte dello spettacolo sia proprio il cancan delle zanzagambe, le Bluebelles dei lepidotteri.

    Voci di corridoio raccontano di infarti (ormonali) in sala di mosconi eccitati… quando si parla di lotta biologica!

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  14. Io vivo in Toscana, ma vengo da Roma. Sono qui da 6 anni, ed ho imparato una grande lezione: tra il topolino di campagna e quello di città, aveva ragione quest’ultimo. Sto iniziando ad odiare la natura: cimici, falene, zanzare (quelle erano peggio a Roma)… Non è tanto lo schifo che mi fanno, ricordandomi quotidianamente l’inesistenza di Dio (o la sua indifderenza nei confronti degli umani): è che non mi pagano nemmeno il subaffitto!

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  15. Son Maria Coscialunga sfrattata da casa Confuso adesso vivo in un camper emoteca e guardo da lontano il mio pasto sottovuoto. Ogni tanto un paramedico gentile mi butta una siringa in un angolo, ma di questi tempi non c’è da fidarsi neanche dei donatori di sangue. Ricordo ancora i miseri avanzi anemici di quella casa confusa e lui che mi inseguiva con le posate dell’insalata a forma di manine aperte e splat splat cercava di schiacciarmi, mentre i miei figli gridavano mamma mamma, nella piccola pozza sotto il lavello della cucina.

    Ora saranno grandi. Mi hanno detto che la sera si ubriacano bucando le vene varicose di Confuso e che presto farà un post anche su di loro.

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  16. ma Fatima e Zamira? stai a vedere che han passato parola e ti si riempie la casa solo per protagonismo. Una specie di casting infinito per il Grande Blog(gher)!

    eheh

    V

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  17. “Pare non punga”… infatti morde, solo che s’è diffusa la leggenda metropolitana della loro innocuità perchè nessuno è sopravvissuto per raccontare la verità… il suo nome scientifico è “Cannibal Holocaust”.

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  18. Caro PersConf, in cucina possedevo (notare il verbo al passato) un bel falenone scuro e dal temperamento vivace. Tramite colpo di fortuna lo segregai all’interno del pensile con vetrina (tra le tazze da colazione e il barattolo del tè), soddisfatta x averlo rinchiuso, pronta a non far mai + colazione pur che morisse, diciamo, soffocato. Nello stesso pomeriggio di quell’infausto giorno, ebbi un colpo (stavolta apoplettico) mentre il mio sguardo veniva attirato sull’anta dell’armadio della camera: il falenone stava meglio di me e sembrava seguirmi: ma come aveva fatto ad uscire dal pensile ben chiuso? Non lo so e lui non ce lo potrà mai dire: mentre se la passeggiava sul mio armadio presi (eh si, ma mica subito!!) lo scendiletto (!) e con ampia manovra da torero diedi battaglia. La fine è abbastanza ovvia: ogni falena va verso la luce, no? Quella giace nel fondo della plafoniera. A zampe in su.

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