Espositore girevole di cartoline postali

Lungomare all’italiana, XXI secolo d. C.
Che bello sfogliare l’espositore girevole di cartoline di fronte al negozio di Sali e Tabacchi convertito in retailer di souvenir.

Le cartoline che vorrebbero esser spiritose, quelle con le due chiappe in primo piano e la scritta Saluti da (segue nome di località balneare a scelta).

L’immagine rustica: la Viuzza Caratteristica. Il Pittoresco Cortile. L’Angolino Suggestivo. L’Incantevole Porticciuolo.

Le cartoline vintage, in bianco e nero o virate seppia, serie “Gabicce d’altri tempi”, con il solito pescatore del primo ‘900 ritratto mentre ricama le reti da pesca sul molo che non c’è più, o la “scena di strada” con asino, bove e/o cavallo aggiogati a barroccio con botti e conducente mascherato in costume tipico.

Il tramonto arancione, inevitabilmente in controluce. La visuale aerea su mari di un blu sovrannaturale causa photoshop. La piazzetta della chiesina, peccato per quelle automobili parcheggiate là a destra, guastano la poesia.

La panoramica di litorali deserti come non son stati mai. Almeno, non prima dell’alba. Ritrae la spiaggia più visitata del luogo ma priva di ombrelloni, sdraio, lettini, chioschi, pedalò da 20 euro all’ora, folla di omini urlanti coccofrescococcobello. Il consueto bailamme reale scomparso nella virtualità di una fotografia scattata chissà quando – o chissà dove.

44 commenti su “Espositore girevole di cartoline postali”

  1. sì, ma le cartoline più o meno autentiche delle località balneari hanno un loro perché. poi qualcuno ci mette un punto interrogativo e qualcun altro le compra e addirittura le spedisce.

    ma vogliamo parlare delle cartoline dei PAESINI? niente turismo, niente di caratteristico, niente di niente. solo la piazza principale e tante auto immatricolate nel ’78. non sono meravigliose?

    e questo sproloquio ha il proprio perché? mah. saluti da qui. senza nemmeno le chiappe.

    Rispondi
  2. oh bene allora. la prima nota positiva della giornata, che un mio sproloquio non causi fastidio. e la seconda: leggere “salento”, la miiiiaaa teeeerra (modo di parlare tipicamente melodrammatico) che mi maaaanca e la cui visione mi rieeeempie il cuore.

    torno a “parlare” normalmente: alcuni posti in salento sono davvero splendidi, soprattutto quelli dove il turismo non è granché organizzato e dove ci sono ancora le cartoline anni ’80 perché nessuno le acquista. solo indigeni e figli di emigrati. mare trasparente. e io qui a desiderarlo e morire di caldo.

    basta per oggi non sproloquio più, anzi magari taccio del tutto.

    di nuovo…

    Rispondi
  3. e in montagna?

    mucche anni ’70 quando ancora avevano le corna, stella alpina o rododendro a margine, frugoletti in lederhosen (brache di pelle), chiesetta e ristorantINO con fiat 124 beige e ford capri verde pisello

    alpeggiononc’èmaifine

    Rispondi
  4. E allora i paesaggi marini al tramonto disvelati dalla scritta “ciao” nell’odiato comic sans ms su fondo nero? Oppure le rastrelliere girevoli lasciate dai primi tepori di aprile ad ottobre al sole, con il risultato di far virare sul seppia tutte le cartoline (invendute) presenti, o di arricciarne i bordi con distacco della patina plasticante? Che poi, mentre ti chiedi chi mai può comprare la cartolina con donna nuda, la vedi nella mano di un festoso parà…

    Alemae

    PS: Ho voluto escludere la classica “Gabicce di notte”, che ha caratterizzato tutti gli anni ’80. La cito adesso.

    Rispondi
  5. Berlino- estate 2004.

    Una semplicissima scatolina trasparente applicata alla cartolina con dentro pezzetti del Muro. Giuro che l’ho vista con i mei occhi.

    E poi conosco un tizio che colleziona cartoline orrende da tutto il mondo. E’ una collezione che vorrei iniziare anche io… Ne ho una strepitosamente orrida che comprai in Norvegia. Bianco e nero, trazzera di campagna, maiale di dimensioni equine cavalcato da due poderose vichinghe contadine. Rigorosamente vera.

    Rispondi
  6. confuso mi dispiace ma questo post non è all’altezza del tuo blog!!!

    io apprezzo il tuo stile particolare e talvolta ironicamente tagliente manifestato nei post precedenti… ma questa **** delle impressioni estive??? una carrelata di luoghi comuni e banalità!

    piuttosto evita di postare per una volta in attesa di una bella idea.

    Rispondi
  7. Anonimo #15, spiacente ma posto quando e quanto mi pare, anche (e soprattutto) le banalità. Anzi, domattina scrivo che fa caldo.

    (E poi: se qui sopra scrivessi solo per piacere al prossimo, sarei da ricoverare.)

    Rispondi
  8. LOFOTEN,

    una simile collezione, con anzi regali vicendevoli, l’ho fatta per anni con un amico mio. La chiamavamo la collezione delle BBELLE cartoline (dall’immancabile commento di quando le si vedeva: “Mmmmmmh!!! BBELLA!!!”). C’erano regole strettissime: non valevano culi e donne nude. Non valevano scritte tipo “Ciao” o “Avevo proprio bisogno di ferie”. Non valevano pupi. Tramonti tollerati purché avessero qualcosa di particolare, se no banditi anche quelli. L’idea era di trovare tutto ciò che di orrendo era stato prodotto da genuine buone intenzioni, magari addirittura con intento artistico. Esagerazioni di stampa o errori clamorosi di offset con effetto psichedelico un plus. La migliore della hit parade a mia memoria: un angolo di Latina particolarmente geometrico, residuo non eccellente di architettura di terza scelta del Ventennio. Una 127 parcheggiata davanti. L’insegna “Bar Tabacchi Qualcosa” in quel carattere cicciotto in plastica color limone-chiaro-sporco anni Settanta. Non si vedeva un albero, una persona, il cielo. E quando andavi a vedere la didascalia, il trionfo: “Latina: Bar Tabacchi Qualcosa”. Seconda classificata: un meraviglioso Duomo di Milano con i tre colori sfalsati, qualcosa di autenticamente lisergico

    SB

    Rispondi
  9. l’altra sera il tuo blog si vede che aveva le sue cose perché non mi lasciava scrivere da anonima!

    oppure mi si è bollito il neurone, non so.

    ciao gringo

    V

    Rispondi
  10. ehy lofo, cell’ho quella cartolina di berlino prima e dopo: il mio pezzetto di muro è verdino acido, molto trendy quest’anno. Tanto tanto tanto tanto tanto!

    V con la maionese, la mostarda l’ho finita

    Rispondi
  11. Allora aggiungo: abitavo in un piccolissimo paesino del senese. Il bar affiliato all’Arci (filarmonica, si chiamava. Forse in onore della banda municipale, 7 elementi) esponeva, attaccate ad una mensolina, solo cartoline di maggiorate con sfondi generici di mare. “Saluti da Riccione”, poteva essere. Non avrei mai pensato che tanti posti al mondo avrebbero pensato alla tettuta testimonial…

    Alemae

    Rispondi
  12. trovo gustoso il fatto che un commentatore qui sotto parli di cartoline ritraenti mucche al pascolo, e poi si firmi Alpeggio (Non C’è Mai Fine) [spazi e parentesi miei]

    Guardi, caro Confuso, che lei mi salta tutto il merchandising di quadrettini da regalare agli amici rimasti a casa, con la scritta

    “A Nomeluogo andai

    e questo ricordo ti portai”.

    Imperdibili.

    Rispondi
  13. ho speso le mie fortune da ragazzino in cartoline formato manifesto. erano cartoline grandi come la gazzetta dello sport e per scriverle dovevi usare una bomboletta. poi quelle di forma circolare. mai arrivate.

    chi se l’è fottute?

    rivoglio i miei soldi. lei confuso ha idee a riguardo? magari confuse…

    la ringrazio per lo spazio concessomi

    jame

    Rispondi
  14. Quello che trovo geniale, è che anche i messaggi scritti sulle cartoline sono standardizzati da decenni, fatta eccezione per la recente comparsa delle “k”!

    Rispondi
  15. Per anni, in gioventù, mi sono divertita a mandare cartoline con indirizzi del tipo: “La casa giallina in fondo alla via che parte sulla sinistra della chiesa, quella con il tiglio davanti, al secondo piano, la porta a destra”.Arrivavano, sempre.

    Rispondi
  16. sphera, forse è quella la modalità giusta! Allora la colpa era nostra, se le lettere non arrivavano (o ci mettevano anni): non dovevamo scrivere la via e il cap… Come nella puntata dei Simpsons in cui, all’atto dell’adesione alla loggia massonica dei tagliapietre, veniva svelato il vero numero della polizia (912 invece di 911)

    Rispondi
  17. dal tabaccaio di p.za Bausan (bovisa-milano) vendono una mer(d)avigliosa cartolina con vista della suddetta piazza in una giornata di sole.

    Kush

    Rispondi
  18. mia zia una volta

    m’ha disegnato il costume

    sulla signorina nuda

    ritratta su una

    cartolinella

    da spedire

    ad un amico sporcaccione.

    ma si puo?

    un bacio di luce,

    Serena von teese

    (e le violette per te, confuso)

    Rispondi
  19. Alemae (di cui al commento #34): BELLISSIMA la puntata dei Simpson sulla loggia dei tagliapietre! Praticamente la mia preferita, dopo quella della gara del chili dove Homer ha tutta una serie di visioni tra le quali spicca la “tartaruga guida”!

    Rispondi
  20. Tremori, è vero (è anche per me una delle migliori). Ma la mia preferita rimane la doppia puntata sull’omicidio di Burns. Meravigliosa.

    PS: Scusi, Dott.Confuso, se ci facciamo gli affari nostri in casa Sua.

    Rispondi
  21. Ehm… scusa Confuso… avrei lasciato il frigo vuoto ed il cesso pieno… consapevole che avresti preferito il contrario, prometto che la prossima volta eviterò almeno di perdere la chiave… 🙂

    Rispondi

Lascia un commento