Concita De Gregorio te quiero

Concita De Gregorio, te quiero mucho. Te quiero mucho como la trucha al trucho. Sarà quel nome che allo stesso tempo evoca flamenchi e triglie alla livornese, sarà la tua scrittura affilata, sarà il tuo senso dell’umorismo, Concita mi piaci, e anche parecchio.

49 commenti su “Concita De Gregorio te quiero”

  1. da livornese assicuro che le triglie ballano benissimo il flamenco, mica come quei merluzzi intirizziti di capitan Findus, quelli al massimo ballono la quadriglia…

    per non parlare dei pescispada, quelli danzano che sembra che abbiano ingoiato una lama… ma il tuo tonno liberato nel naviglio sembra che sia insuperabile nel danzare il charlesTONN…

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  2. Hai ragione, non e’ neppure brutta. E sai cosa? perche’ io leggendola, non so il perche’, la facevo sui 55-60 anni, nonostante la verve.

    Poi vedo che e’ ancora in eta’ papabile e rimango sorpreso.

    cordiali saluti sua confusita’,

    abbo

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  3. Conosco una giornalista bravissima,spigliata,capace,ironica,si chiama Anna Depedri ,però lavora per la Gazzetta della Martesana .Avantieri ha scritto un nostalgico e al quanto meraviglioso pezzo sull’Atalanta di Stronberg.Interessa?

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  4. Un contributo. Anche al ciclotimico Francesco Cossiga la Conchita piace mucho…quando era presidente della Repubblica se la sarebbe sposata. Caro Personalità, devi far fuori un rivale temibile.Auguri!

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  5. Vero! come scrive la Concita DeGregorio.. eh!.. Ricordo ancora quell’articolo su.. su.. sugli oranghi mutanti di Aldebarran.. quel suo modo di descrivere, quel suo nome che rievoca concitamenti notturni e invertebrati marini..

    Bisogna ammetterlo: è veramente una gran giornalista!

    P.s. lo ammetto: ho provato anch’io a cercare il mio nome su google.. non potevo resistere alla tentazione di scoprire che non c’è proprio nulla su di me..

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  6. Non ci posso credere, e invece lo faccio. Allora usano ancora le signorette col filo di perle, quelle sempre piazzate bene, ‘che non dico troppo -ma lascio intendere-? ( e quello che lascia intendere, suvvia, non è poi troppo devastante, che a me sembra l’ovvio?-) Mio caro, confrontarci sui gusti, siano merci o persone, è sempre interessante. Uno (a)pensava di essere in feeling, ed ecco che…Concita.Concitata forse, ma ‘nun ce stò’. Sei devi fare un peana, perchè allora no Emanuela Audisio, una schietta e che scrive bene?

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  7. >Insomma non è vero che il blogger senza arte né parte nè soldi provi sempre invidia e quindi avversione nei confronti del più autorevole e pagato scrivano da carta stampata

    e tu come fai a saperlo? tu NON sei un blogghe senza arte né parte. tu sei una blogstar. che c’azzzecca?

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  8. Concita De Gregorio, nata nel 1965, e’ inviato del quotidiano la Repubblica e si occupa di politica e di cronaca.

    Laureata all’Universita’ di Pisa in Scienze Politiche, ha iniziato la professione nelle radio e tv locali toscane passando poi al Tirreno dove, per otto anni, lavora nelle redazioni di Livorno, Lucca e Pistoia. Nel 1990 passa al quotidiano la Repubblica e si occupa di cronaca e politca interna.

    Nel 2002 ha pubblicato “Non lavate questo sangue”, diario dei giorni del G8 a Genova e un racconto per la rivista letteraria di Adelphi.

    Magari fossero tutte così “conciate” 🙂

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  9. Chiedo scusa per il disturbo. Scrivo per segnalare la nascita di Dentro e fuori, un progetto di mediazione tra il carcere e la società civile. Vai su http://www.ilcontesto.org/dentroefuori/index.asp?id=3&at=11 per commentare gli scritti dei detenuti. E’ importante. I tuoi commenti o le tue lettere saranno consegnate direttamente a loro, in carcere. E’ un progetto per portare internet dove internet non può entrare. Grazie dell’aiuto e a presto.

    La redazione di http://www.ilcontesto.org/Dentroefuori

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  10. Buona scelta. Che c’entra il paragone con Zucconi? perché scrivono per lo stesso editore? Non vedo altri paralleli. (Non mi dispiace nemmeno Zucconi, anche quando strafà, o strafa’, ho un momento di crisi grammaticale, qualcuno da queste parti ) dell’Accademia della Crusca?).

    Il mio altarino giornalistico personale è dedicato alla Norma Rangeri. Mi deliziano le sue recensioni del blobbume televisivo. Ma poi anche lei è stata sedotta da Grissom dei CSI, ah, dove andremo a finire…

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  11. sottoscrivo in pieno. noto però un certo malcelato disagio da parte delle “postatrici” donne: urge tributo a un giornalista masculo. Propongo il buon Robecchi, che oltretutto sulle donne esercita un notevole fascino…

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  12. ha una rubrica fissa sul Manifesto, mi pare la domenica (si chiama contrordine); alle 9 di mattina fa una mini trasmissione deliziosa su raitre, “verbavolant”, con Peter Freeman; e poi penso ne combini un bel pò di altre. E’ uno esuberante.

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