4 scuse per evitare di pagare il conto al ristorante

1 – “Tutto buonissimo, complimenti, soprattutto le ostriche. Senta, mi hanno detto che la toilette è nel cortile e che per andarci bisogna uscire dal locale, può darmi la chiave per cortesia?”

2 – (con la mano la tasca) “Occazzo, ma non è possibile, ho dimenticato di nuovo il portafogli nel cruscotto della Porsche! Non si muova, torno subito!”

3 – “Ho scoperto solo adesso che non accettate le carte di credito e la cosa mi stupisce molto: va bene che questa è una trattoria a conduzione familiare e voi commercianti non volete pagare le tasse, però io di solito ci compro tutto, con la Visa. Sì, sì, certo che accetto le sue scuse, buonuomo, si figuri, e no, non sono un ufficiale della Guardia di Finanza in borghese, e comunque non c’è problema: vado a fare un prelievo e ritorno col contante, arrivando ho notato che c’è uno sportello proprio a due passi da qui, nel frattempo, lei mi faccia un caffè lungo, e anche una grappa, sì, secca va benissimo.”

4 – “Ah, già, non si può fumare, che sbadato. Senta, allora io esco un attimo per una sigaretta, sì, mi porto anche la giacca, sa, fuori fa freddo, lei intanto mi prepari il conto, per favore.”

47 commenti su “4 scuse per evitare di pagare il conto al ristorante”

  1. “vado a fare un bancomat”

    ti capirebbero solo in un raggio di massimo 70/80 kilometri da milano, nel resto del paese (per fortuna) siamo rimasti a “fare un bidet”

    alpeggiononc’èaifine

    Rispondi
  2. per evitare questi inconvenienti, personalmente prendevo in ostaggio il figlio-minore/fidanzata/suocera/nonna/vicino-di-casa della persona..

    ..adesso che il mio stipendio non basta più per mantenere i 25 bambini che giocano e saltano in salotto.. e non sopporto più le 7 suocere che chiacchierano e litigano in cucina.. mi sono reso conto che non è stata proprio un’idea brillante..

    Rispondi
  3. Se sei stato servito da più persone, funziona molto bene indossare la giacca con nonchalance lasciando la mancia sul tavolo. L’occhio del cameriere di passaggio è irrimediabilmente portato a cascarci sopra e sarà sua premura accelerare la tua uscita di scena per accaparrarsi la mancia.

    Poi magari chiederà al collega:”Ha pagato a te?”

    Rispondi
  4. Basta ribaltare il conto sotto il piattino, alzarsi con disinvoltura, lasciare qualche spicciolo sul tavolo, dare la mano al cameriere in cui avete messo cinque euro di mancia “alla prossima vecchio mio”.

    …

    per funzionare funziona…

    …

    spesso…

    …

    per amore della verità devo pero’ aggiungere che una volta mi sono venuti a prendere in spiaggia…

    Rispondi
  5. una volta abbiamo usato in tandem la scusa 3-4 assieme…

    Il casino è che quando si mangia in due è così.

    In comitiva però mi ricordo, una volta, che al momento del conto ero al bagno e poi causa alterato tasso alcolico dei compagni di cena non mi è stato chiesto più nulla… bah.

    Rispondi
  6. noi lo chiamavamo take away, in fiero spregio dell’ormai inarrestabile invasione di burghy e wendy e paninerie varie. A segnale convenuto, di corsa fuori. Corro benissimo anche sui tacchi, sciocchini!

    V

    Rispondi
  7. a nome della categoria dei ristoratori, danneggiata dal presente post, chiedo una puntata riparatrice. tipo “frasario utile per convincere i clienti a pagare e liberare il tavolo prima di aver consumato”

    kush

    Rispondi
  8. “Operazione: salva il mio blog”.

    Non mi conosci, probabilmente non hai mai letto il mio blog http://kaspar.splinder.com . Leggilo: ora, o mai più. Il mio blog infatti sta per chiudere, perchè tu non lo hai mai letto.

    E’ un blog che parla di politica, attualità, cultura, sesso. Rumino e digerisco per te, tutto ciò che altrimenti ti resterebbe sullo stomaco.

    Se vuoi che il mio blog non chiuda, spargi la voce e leggilo. Hai tempo fino a domenica 17 aprile.

    Se il contatore delle visite non avrà superato 3500 contatti, entro domenica, il blog verrà chiuso.

    Ciao

    Kaspar

    http://kaspar.splinder.com

    Rispondi
  9. la terza che hai detto! il capello nel dolce non e’ male cmq. Qui a dublino in mezzo ai noodles presi in un ristorante cinese ci ho trovato un pezzo di plastica. I tipi mi hanno chiesto scusa e fatto lo sconto (!). Sono un pivello…

    Rispondi
  10. …ma dove e’ finito il mio commento di ieri, in cui dicevo che per la prima volta leggo un post del confuso che non mi piace ???

    era il n.31…

    oggi e’ sparito…

    mi ero fatta l’idea che questo blog fosse per la liberta’ di esepressione..

    Rispondi
  11. evidentemente. ma solo quelli non compiacenti.

    tutti gli altri commenti da me postati finora – altrettanto anonimi, tutti positivi ed entusiastici – non sono mai stati rimossi !

    ti ammiro molto confuso, e se sai accettare le critiche ti ammiro anche di piu’.

    Rispondi
  12. Mi spiace, maa questo blog rappresenta soltanto una terapia prescrittami dall’analista: il dottore mi ha detto di non accettare critiche se non motivate e firmate. Ne va della mia già troppo bassa autostima.

    Rispondi
  13. ciampaglia: qui a Milano in mezzo ai noodles presi ad un ristorante cinese ho trovato una matassa di capelli grigi. Quando ho protestato mi hanno detto che la ricetta è proprio così.

    kush

    Rispondi
  14. bisogna aggiungere che Annared mi ha fatto ridere,proprio qui sotto,con quello “stronzo” senza senso alcuno,scoordinato;e in sè anche la risposta di confused.

    “Ho portato direttamente spugnetta e il Nelsen,se per cortesia,buon cameriere,mi indicaste il lavabo coi piatti da nettare,sarei pronto”

    Marte

    Rispondi

Lascia un commento