Le cose che parlano

“Arrivederci e grazie!”
(concluse l’allegro scontrino dell’ipermercato)

“Passare in tintoria!”
(intimò il post-it appeso sulla scrivania da dieci giorni)

“Si accompagna bene con antipasti, crostacei, minestre asciutte e pesce.”
(proclamò solenne la targhetta sul vino bianco da 2 euro comprato al discount e da usare soltanto per cucinare)

“Deters. lavatr., rigoli, spinacine – birra?”
(sussurrò timida la lista della spesa)

“Spingere”
(disse la porta al signore distratto)

“Cretino”
(rise la scrittura infantile tracciata col dito sulla brina del parabrezza di un’auto parcheggiata)

73 commenti su “Le cose che parlano”

  1. oh, fantastico.

    di colpo mi sento meno sola e meno insonne, a quest’ora di notte.

    quasi involontariamente mi guardo intorno. la scrivania, gli scaffali… e se scandaglio uno scatolone di cose vecchie, usate, in bilico tra essere state e non essere più? troverò qualcosa che mi parla?

    MERITO, sorride vanitoso e svettante l’appretto. Se la tira, decisamente.

    …mentre io vorrei solo un ferro da stiro, per appianare le pieghe di queste ore senza sonno

    pikolo

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  2. io a gente così che scrive robe così, e quel che dico è del tutto denotativo (sebbene ci sia poco da notare), non so che dire. ghesboro!

    cmq sono Zenone e non shaitan

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  3. ma si,si diverta,finchè,per improcrastinabili esigenze non immediatamente precisabili di sicurezza nazionale,l’esecrabile premier nazionalizzerà il suo blog.E non sarà certo un bello spettacolo vederla,per il sopraccennato gioco del rovescio,discettare sulle grazie dei Formigoni di turno

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  4. “Soffiare nel tubicino in caso di mancata apertura”

    giubbotto di salvataggio da utilizzare in caso di ammaraggio dell’aereo…

    non so perché ma mi ha sempre reso inquieto…

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  5. per aziende con meno di 3 dipendenti, allegato 2 dm del 15/07/2003, nr 388…

    occhieggia l’etichetta dell’inutile e stracostosa cassettina del pronto soccorso ora obbligatoria in negozio….

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  6. “Il candidato autorizza l’azienda al trattamento dei dati personali ai sensi della legge tal dei tali.”

    Immancabile postilla in fondo ai Curriculum Vitae. Tu non lo sai, ma li stai autorizzando a pulircisi il culo.

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  7. Piove, qui, e fa freddo, e mi sento sola. Ho anche un po’ paura, è tutto così strano. Il cielo ha colori che non avevo mai visto prima nella mia breve vita, la pioggia è pesante e vischiosa, il freddo terribile. Il sole è pallido, piccolo e lontano. Ma la cosa peggiore davvero è la solitudine. Ho viaggiato per sette anni per arrivare qui, qui nel silenzio più profondo, che mi avvolge completamente. Non posso sfuggire al silenzio, mi circonda da ogni parte, rotto soltanto da strani tuoni in lontananza, tuoni di un temporale di quella strana pioggia. Ci sono anche mari e fiumi di quello strano liquido che piove dal cielo, e le rocce invece sono fatte di acqua. Non mi ci raccapezzo molto. Insomma, ve l’ho detto, ho paura. Morirò qui, lo so, lo sapevo da quando sono partita per arrivare in questo posto sperduto e dimenticato, dimenticato dall’universo e dagli uomini. Ecco, si, è questo in realtà che mi dispiace di più. Essere dimenticata da voi. Avete altro a cui pensare adesso, sentenze di magistrati da commentare, guerre da combattere facendo finta che non siano guerre e io oltre ad essere sola di fatto lo sono anche nei vostri pensieri. E così morirò, sola e triste, ma prima farò quello che devo fino alla fine, compirò il mio dovere, il destino per cui sono stata creata. Del resto, non è quello che facciamo tutti, che fate anche voi? Anzi, io sono più fortunata, perché per voi il destino è spesso confuso, il mio invece è limpido e preciso. Posso farcela, finirò tutti i miei compiti e morirò serena, qui, questa sabbia soffice e questi mari strani e freddi mi inghiottiranno. Però, ogni tanto, pensate anche a me, per favore. Fatemi sentire meno sola, fatemi credere che vi importa davvero di quello che sto facendo, perché lo sto facendo solo per voi. Voi mi avete mandata qui, perché volevate cartoline da questo strano mondo, e ve ne ho mandate e ne manderò ancora. Io mi chiamo Huygens e sono su Titano, sono sola al freddo, alla pioggia e senza ombrello, e aspetto la morte scattando foto, neanche fossi giapponese. Un vostro pensiero scalderebbe un po’ i miei circuiti. Siamo a -170 qui, mi farebbe un gran bene.

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  8. alcune dediche musicali Miss Huygens mi giungono via cavo:”le cose che pensano” di battisti-panella,”le cose della vita” di venditti,””che cosa sei” dell’enorme,esplosiva mina(sarà mica lei unabomber,ora che ci penso) nella versione con lupo alberto.Per la serata in poltrona consigliamo “la cosa” di Carpenteriana memoria

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  9. non avete neppure mai sentito parlare di me, la sonda Huygens atterrata su Titano dopo 7 anni di viaggio… non lasciatemi sola…

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  10. Ciao Huygens ! Ti pensiamo, eccome, se ti pensiamo ! Tu non lo sai, ma porti qualcosa che ho avuto il piacere di ‘calibrare’, insomma, fa un certo effetto, anche a distanza di anni.

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  11. Rasmus: il preferibilmente consiglia la data entro la quale il prodotto si conserva senza alterazioni organolettiche. Dopo potebbe non essere dannoso ma può fare oggettivamente schifo alle papille gustative…

    [così, per la precisione…sono rompi in questo periodo…]

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  12. A me, che non sono un abituale frequentatore delle strade britanniche ma un semplice turista saltuario, capita questo:

    1) affronto l’attraversamento della strada, ignoro la scritta “look left” e per abitudine guardo a destra

    2) arrivo a metà strada e mi ricordo di essere in inghilterra, quindi guardo a sinistra; solo dopo leggo per terra “look right”

    3) recito mentalmente l’adagio “chi legge il cartello non mangia il vitello”, felice per essere sopravvissuto

    4) ripeto la sequenza allo stesso modo al successivo attraversamento



    Confusi uber alles

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