La chiavetta del caffé

La chiavetta o chiavina della macchina distributrice di bevande calde al gusto di caffè, tè o loro surrogati, elegantemente servite in bicchierino di plastica con una listarella anch’essa in plastica atta alla funzione di cucchiaino per mescolare l’eventuale zucchero nel liquido.

Caratteristica principale della chiavetta è la seguente: essa va ricaricata con vil danaro. Una volta effettuata l’operazione di carica, la chiavetta assume in sé il valore economico delle monete infilate, e tale valore non è convertibile in nulla ma può essere speso soltanto in caffè e altre porcherie erogate dalla macchina stessa.

Inserire nell’apposita fessura le monete, attenzione la macchina non dà resto, attenzione la macchina non accetta banconote false, consunte o stirate male, attenzione la macchina può permettersi di rifiutare monete quando cazzo le pare e senza doverne spiegar il motivo.

La chiavetta è usata esclusivamente sui luoghi di lavoro, dove la gente deve ingozzarsi di caffè per aver migliori performance, nel resto del mondo il suo essere non ha alcun senso. La chiavetta ha un suo portachiavi (anzi portachiavetta, direi) che ognuno dei lavoranti ha il diritto e il dovere di personalizzare con l’addizione pendagli, nastri, collari, cinghie, collane, cuori di gomma, pupazzetti, marionette e così via. I più prudenti scrivono il loro nome sopra la chiavina a reclamarne la proprietà: un destino tipico della chiavetta anonima o poco personalizzata è infatti quello di dissolversi nel nulla, specie se lasciata incustodita ma carica di soldi. Talora essa riappare dopo alcuni giorni, ma scarica di valore economico.

Così la mattina, – ogni mattina – in fila indiana tutti insieme i lavoranti si ritrovano nell’antro delegato all’erogazione meccanica di caffeina per tenerli belli svegli, operosi e produttivi. Ognuno ha la sua bella chiavetta da girellare tra le dita.

96 commenti su “La chiavetta del caffé”

  1. In alcune aziende del Lazio si può acquistare la chiavina solo da pochi commessi difficili da individuare che le distribuiscono apparendo per pochi minuti a settimana in un corridoio con 4-5 chiavi da cedere in cambio di smancerie, erba e dati riservati

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  2. Sì, perchè noi futuri medici beviamo un ottimo caffè corretto al cloro a 0,29 cent.

    Confuso, da noi la conquista della chiavetta è più ardua. 5 euro di deposito e l’omino che non passa mai e quindi devo andare avanti con una maxisacca per gli spiccioli ramati…

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  3. Grazie al cielo (od a qualche dirigente illuminato) nell’azienda dove lavoro NON ESISTONO nè macchinettè nè chiavine, ma un VERO E PROPRIO BAR, con tanto di barista, che non solo prepara il caffè con la macchina professionale del bar, ma ha anche succhi, cornetti, bomboloni, gelati et similia.
    Unica differenza rispetto ai bar “esterni”: niente superalcolici… (e forse è meglio così) 😀

    Giovy

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  4. Dunque..sul costo del cofee a Roma lo si ottiene a 0,25 € e se magari non merita proprio la fama di caffè il resto è decisamente buono, soprattutto il cioccolato caldo che certo non sò quanto svegli, ma sicuramente rallegra un bel po’
    Per il resto Le dico, non con un certo rammarico, che per me povera interinale la chiavina è a tutt’oggi l’unico simbolor eale e concreto di appartenenza a questa azienda…..come direbbe Lei son cose :((

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  5. anche noi al politecnico si ha la “chiavetta” (in vezzeggiativo poichè x noi è un traguardo da raggiungere) non ce l’han tutti, devi richiederla in carta bollata a momenti… solo quelli che “ne san di cose” ne vantano una
    poi basta vedere un pirla che la lascia in giro e automaticamente “ne sai un sacco” anche tu

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  6. piu che una chiavina mi sembra una chiav…. sorry ma egregio Signor Confuso… i dispenser non li sopporto. Meglio un sano digiuno e una mela fuori dall’ufficio. Magari in una giornata di sole. ciao Violaviola

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  7. Da noi la chiavetta la puoi acquistare presso gli uffici del personale alla modica cifra di 5 euro….e’ carica di 50 centesimi pero’

    Ha quindi il suo valore economico, e’ quotatissima ed e’ l’oggetto che va piu’ a ruba in azienda.

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  8. anche noi studenti abbiamo la chiavina o chiavetta cdsv! al politecnico è inflazionatissima, anche se continuano ad aumentare il costo del caffè.siamo arrivati a 40 centesimi, non è un pò troppo per dei poveri studenti squattrinati?

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  9. Mi fai morire…quanto sei vero!!!!…in tutto quello che dici …in come lo dici…pensiamo le stesse cose e questo mi preoccupa…pensavo di essere il solo a fare certe considerazioni tra me e me…ed invece…non sono poi cosi’ unico come credevo…o almeno non lo sono a tal proposito!

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  10. Aaaaaaahhhhhhhh……….dimenticavo!!!!!……Puoi linkare Davide per favore?? ci tiene tanto poveretto!…….grazie…dai che ti costa?

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  11. oopss, credevo che fosse un pen drive.
    anche qui (university of bologna) costa tutto 0.35: l’acqua -gelida-, il mokaccino bollente e ogni pozione che esce con fragore dalla macchina infernale.. ma siamo sempre lì. ci vogliono i soldini di ferro. uffa!
    ciao
    isabeide

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  12. Da me costa 0,30 il caffe’, 0,35 il cappcioc/mocaccino/cioccolata forte (che si puo’ prendere solo per 2 gg dopo il rifornimento della macchinetta). Ma la magia e’: con chiavina lo 0,30 scende a 0,26. Lo 0,35 resta invece immoto! Son cose..

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  13. Bel post! me lo sono gustato come il buonissimo – e gratuito – caffè della macchinetta Lavazza a cialde senza chiavetta che troneggia nella “Sala Momenti Inutili” dell’ufficio dove lavoro. A volte basta veramente poco per sentirsi dei privilegiati.

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  14. la cosa più bella per quanto riguarda il caffè aziendale l’ho vista alla ansaldo di Napoli, li non ci sono distributori, passa un omino con un carrello e dei thermos due o tre volte il giorno, se manchi il giro lo puoi andare a cercare nel cucinino in un sottoscala dove prepara il caffè con la moka bialetti

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  15. skyclad, io conosco qualcuno che ce l’ha fatta a crackarla, dopo lunga e penosa sofferenza, ma l’ha crackata, e ora si aggira per l’università ad offrire caffè, cioccolate, salatini e cocacole al mondo intero.. speriamo non li becchino..

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  16. ogni volta che leggo queste cose sono felice di essermi licenziata dalla gloriosa multinazionale dove mi attendeva un radioso futuro e dove possedevo una chiavetta tutta mia e un simpatico badge che se tardavi 5 minuti perdevi la mezz’ora di stipendio…non è vero che per denaro si fa tutto! precaria, incasinata, senza chiavetta ma felice, vale

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  17. nel mio studio, fino a qualche tempo fa, ci si coalizzava per uscire a prendere il caffettino nel bar vicino. un giorno è comparsa la saeco”incanto”. tanta roba, un caffe veramente buono. l’antefatto però è tristissimo. Il boss l’ha ricevuta in regalo dalla figlia per natale. il biglietto diceva: così non potranno uscire neanche più per un caffè… il boss l’ ha tenuto appesa sulla macchina per un mese. forse pensava di essere simpatico.

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  18. Chiavetta…. 😀
    Carico quella degli altri ogni tanto (2 euri) e poi prendo il caffè (26 cent.) tutti i giorni.. 😀
    Comunque il caffè qui fa decisamente schifo e non trovo mai l’omino per dirglielo di persona…
    Complimenti all’Ansaldo di Napoli, lì sì che se la godono con il caffè, altro che ‘sta sciacquatura di piatti……

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  19. vouvoltar…il tuo post è la cosa più triste della giornata! ma un simpatico omaggio floreale di carciofi, gramigna e ortica alla figlia del bosso più triste del mondo non l’avete mandato? lavorare fa schifo, decisamente.
    vale

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  20. Nel mio ufficio le opzioni sono 2: caffè Lavazza/the/cioccolata a 0.35 euri a cialda, oppure caffè mokarabia gratis.
    Niente chiavina, quella è solo per le antipatiche macchinette dell’università.

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  21. qui tutti a lamentarvi, almeno dove state voi avete la chiavina. qui per avere qualcosa da bere devi scendere al bar (ma la cosa è abbastanza proibita) oppure… niente… niente… niente. io stavo architettando di comprarmi un bollitore portatile, per farmi il tè delle cinque… mi porterei anche il mug da casa, anche le bustine, porterei tutto io… ma mi dicono che è vietato “cucinare” in ufficio!
    io il tè, però, mica lo cucino! io voglio solo l’acqua calda!

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  22. X§, le annunciamo magno cum gaudio che ci è testè arrivato (alle 9:30) con postacelere il libretto “X§°nalità Confu§a Unplugged” e Mistràl lo sta già leggendo, in attesa di dedica :o)

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  23. anche da me si dice chiavetta
    In università dove bighellonavo e facevo un cazzo tutto il giorno ne avevo trovate 4-5 e di quelle mi facevo ridare dietro i soldi della cauzione…
    Al lavoro in 6 mesi ne ho già perse tre…
    L’ ultima l’ho ottenuta l’altro ieri… caffè e derivati lavazza a 26 eurocents… caffè e derivati sottomarca (de orsola) qualche cent in meno…
    e poi bibite, snacks, gelati, panini… senza chiavetta in multinazionale sei nessuno…

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  24. x§, lei mi ha ingannato. Io ho ordinato una copia del blog su carta, e lei invece, manomettendo paypal, me ne ha inviato due. Che farne? Una copia doveva essere un regalo per la mia amica D***, sua grande estimatrice. E fin qui tutto bene, o quasi. Il libercolo giunge infatti a destinazione, ma senza la frase di accompagnamento che avevo scritto sul modulo di Jumper, e la povera amica a chiedersi per alcune interminabili ore se per sbaglio non avesse regalato l’intero credito della sua carta alla coraggiosa ditta milanese (più relativa preoccupazione, “io non ho ordinato nulla, mi crederanno pazza…”). La seconda copia arriva a casa ieri mattina, la sfoglio, recupero la lettura dei due post su 32 che ignoravo, la abbandono sulla scrivania. Nel pomeriggio ho un’illuminazione. Proporre il libro a mia madre. Le spiego, con parole semplici, che è stato scritto da un tizio che tiene un blog, come la sua adorata pargola. Spero in questo modo di attenuare la sua idiosincrasia per il calcolatore elettronico e tutte le diavolerie che, a suo dire, esso contiene. E prego segretamente perché il suo “ma sei sempre attaccata a quel coso, a scrivere su quel b… blob, guarda che non ti darà mica da campare” riempia in futuro il 30% delle nostre conversazioni, e non più il 90. Dopo qualche minuto la trovo in difficoltà con gli occhiali, che non riesce ad inforcare per i movimenti scomposti del suo corpo, in preda a spasmi da risata. Mi dice, non articolando bene le parole, “la coppia in pizzeria… si sono conosciuti su internet… lui è un…”.
    Ecco, io ora non so se domani sarà più indulgente nei confronti dei blob, o se magari mi chiederà ogni tanto, “mi fai vedere il sito del tizio del libretto blu”. So solo che se per caso un giorno le verrà in mente la conclusione “vedi figluola, lui ci ha perso un sacco di tempo in quella diavoleria, ma almeno può vedere un risultato tangibile, tu invece…”, io assoldo un paio di hacker e ti faccio oscurare il sito!

    Con affetto, Claudia

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  25. Questo post mi ha aperto tutto un mondo! Erano giorni che non si batteva chiodo sul fronte tesi-di-laurea…..ma ora sento che questa sbirciata nel segreto e misterioso MDL (mondo del lavoro) mi ha dato una sferzata di energia e nuova motivazione: prima mi laureo, meglio è….Sento che da qualche parte, nel mio futuro, c’è una chiavina che aspetta anche me!….Ah, adesso sì, che gli ultimi 5anni di università acquistano un senso!
    Grazie! 😉
    A.

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  26. ARSEL: volgare? 🙂
    LANTICAMERADEL.. : sì, la tua chiavina, da qualche parte nel mondo aspetta te. lasciala aspettare, se puoi.
    PESCETROMBETTA: il racconto della mamma lettrice è commovente. 🙂 tuttavia non capito bene quale sia il problema della sua amica D** (?) – se vuole spiegarmelo – ahem – meglio anche via email farò di tutto per risolverlo, mettendo se serve una buona parola con l’editore;)
    CAVALIERE: grazie;)
    GIANNABIO: no, però mi interessa… è vero che la trielina?

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  27. Quella volpe della mia collega ha pensato che la migliore soluzione x non perdere la preziosissima chiavina fosse quella di inserirla nel mazzo delle chiavi della macchina… Risultato: un sera è tornata a csaa in tram….

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  28. Nottata di straordinario forzato. Non c’è nessuno in tutto il piano. Anche la sciura delle pulizie vi ha salutato con una risatina perfida. Cercate conforto in una calda bevanda della macchinetta.

    Inserite la chiavina/chiavetta contenente gli ultimi 30 centesimi.
    Digitate il numero della bevanda.
    Scende il bicchiere.
    Rumori oscuri provengono dall’interno della macchinetta. Recuperate il bicchiere.
    Vuoto.

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  29. Dott. Confuso, sono un’amica di pescetrombetta e D**. Sa, sembra che nella nostra cerchia Lei faccia presa sulle mamme: ho fatto leggere alla mia l’ultimo post del papa e lei è rimasta talmente entusiasta della Sua ironia e delicatezza che da brava signora tecnologica ha imparato il Suo indirizzo e, più tardi la sera, ha voluto coinvolgere nella lettura anche mio padre. Chissà che non possiamo contagiare anche la nonna… Silvia

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  30. l’amica D**aniela non ha avuto alcun problema se non quello di investigare sulla provenienza dell’unplugged giunto senza sua previa ordinazione e senza alcun biglietto. Sorpresa comunque graditissima
    D**aniela

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  31. Bisognerà foraggiare l’editore con della porchetta di Ariccia e del dolcetto d’Asti, che va giù che è ‘na meraviglia…. 🙂
    …Oppure far inseguire il postino da un Toro, magari proveniente dalle parti di Pamplona!!!! 😀

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  32. Hai perfettamente descritto il rito preferito nel nostro uffico caro Sig. Confuso, rito da noi celebrato non solo la mattina bensì circa tre volte al giorno. Con la piccola variante che “prodotto” è gratis almeno per noi di questo piano. E purtroppo o perfortuna che noi sappiamo perfettamente cosa mandiamo giù. (Vede i vantaggi di lavorare nella divisione mangiarefuoricasa di una multinazionale!!!) Se volete metto in vendita una chiavina passpartou, funziona senza soldi, al miglior offerente. Ciao MAD

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  33. a me ha sempre fatto una certa impressione leggere “bevanda al gusto thè”

    minkia,… ha solo il gusto del thè! chissà con cosa è fatta: strutto, pollo, olio di fegato di merluzzo, rosmarino, ali di mosca…

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