Buonasera amici, sono sempre io, il vostro Papa. Sì, Wojtyla. Oramai e noto che ò la password di questo blog e cosi trovo il tempo per scrivere due righe sul faterelo di ogi. Non sapete? Ora vi spiego.
Duncue. Stamatina non era nemeno l’alba cuando mi e piombato in camera da leto Navaro, quel siniore spaniolo che non ò ancora capito se è il mio magiordomo, il carceriere o il capo del’uficio stampa come lui sostiene di esere. Insoma, fato sta che questo e sempre tra i piedi.
Stavo dicendo? A si, mi entra in camera da leto Navaro, io ero ancora in pigiama con la cufia in testa e i tapi di cera nele orechie, percui non sentivo nula ma vedevo che strilava e mi sono tolto i tapi e li ò deto:
“Joaquim, si puo sapere cosa vuoi?”
“Avanti, Karol, sveliati che è tardi, sono gia le cuatro e meza, devi vestirti per oficiare la prima mesa dela giornata.”
“Ufa, Joaquì, che barba.”
“Smetila di lamentarti, vai en bano e poi vestiti. E recordati che devi indosare il giubino.”
“Ma quale giubino, Joaquì, mica fa fredo, siamo in primavera.”
“Il giubino, Karol, quelo di sicureza. il giubino antiproietili, che dopo la mesa andiamo a fari un giro in auto su piaza san pietro, e di questi tempi non si sa mai”.
Cuesta frase mi à fato arabiare e alora li ho risposto per le rime: “Ma basta, Joaquim, metitelo tu il tuo giubino, a me è scomodo e va pure streto. E adeso esci per còrtesia, che io sono il papa mica tuo fratelo.”
Cosi, amici, l’ò mandato a quel paese e per il giro in piaza sono uscito con la decapotabile, senza giubino.
Ora vi saluto, e ci risentiamo presto per farvi gli auguri di pascua a tuti, che la pascua per me e periodo di lavoro duro, devo pure lavare i piedi ai cardinali. Che schifo.
Vabbe’, ciao ciao dal
Papa.
La usi anche per asciugarti i capelli?
ma poverino, pure il giubbetto come i bimbi gli vogliono mettere?
sei un genio, rido da sola in ufficio…
fai come me…obbietta!Disobbedisci! Fai un bel sit-in di protesta davanti a feltrinelli a largo Argentina affianco a quelli che chiedono soldi per i randagi…
grande il Papa dissidente!(faccio la seria solo un attimo:oggi a vederlo sorridere nonostante i viscidi che ha intorno mi sono commossa..sarà la primavera!)
non pensavo di poterlo mai neanche pensare…ma VIVA IL PAPA!!!!
ma lasci in pace il papa, che è una brava persona… piuttosto mi dica della signora Sotis, perché non la ontata e le offre la sua collaborazine per un blog bon ton?
encantada, più del solito. personalità: leggerti è un privilegio
alessandra
muchas gracias, anche io encantado.
spezza: lina sotis (a ridaje) non so come contattarla. lei ha l’email?
signorX§, lei è il mio suXeroe………….
si ingegni… scriva al corriere della sera, la inviti ad un blograduno… secondo me ci verrebbe…
non “spezza”, ma “spin”, prego…
spezza, io preferirei lasciarla a casa sua..
Il tuo Papa mi fa una tenerezza…Vien voglia di correre a liberarlo, poverino. 🙂
Davvero. Anche se mi piace quando fa vedere chi è (sarà che Joaquim mi è antipatico)
non le piacerebbe averla accanto a sé, informarsi da lei sui colorì più in voga per un blog, sul concetto di understatement? Sui caratteri più giusti da usare… scommett che andrebbe d’accordo col Direttore Marketing
Io al prossimo conclave voto confuso!
ci sto. però prima aboliamo il voto di castità, eh.
Bé, in fondo Papa Alessandro Borgia aveva due figli.
propongo una cosa: in barba ai giubbini antiproiettile e alle paure di attentati… domenica 11 aprile tutti in piazza san pietro a salutare il papa… magari riusciamo a farlo fuggire!
il giubbotto antiproiettili?.. boh.. riescono a far crollare le twin towers, riescono a far esplodere 200 persone, riescono a tener testa agli americani.. e non riuscirebbero a mirare alla testa?.. (ok, oggi sono cinico..)
oh, sì dai! Papa Confuso I. Così finalmente potrai licenziare Navarro Valls: chissà nella vita vera che mestiere fa?!
ma signor confuso, ma di che voto di castità parla mai? Il voto di castità lo fanno i frati e i monaci, che decidono per una vita comunitaria, lontana, almeno parzialmente, dai peccati del mondo.
I preti non fanno assolutamente nessun voto di castità… prendono un impegno “deo juvante” = con l’aiuto di Dio, proprio perché stando in mezzo al mondo può capitare di errare, e il cattolicesimo, in genere, è comprensivo con le pecorelle smarrite… (io vi mando come pecore in mezzo ai lupi, etc et etc… o preferiva credere nella grazia impartita alal nascita contro la quale nulla si può?)
Ma io non so, ma che fate le scuole confessionali a fare, se poi manco sapete che pensa o fa la gente con cui dividete la giornata?????
Boh!
Già, non ci sono più le scuole confessionali di una volta.
beh, se io stessi tutto il giorno con della gente che mi minaccia di bruciare tra fiamme inestinguibili, per l’eternità, io vorrei almeno sapere cosa esattamente gli da fastidio…
SIGNOR CONFUSO: mi permetto di ricordarle che navarro, prima di accudire l’ex sciatore, faceva il ventriloquo con lo pseudonimo di luis moreno… 🙂
signor marlboro, se fosse vero questo spiegherebbe molte cose…
Buonasera, Sua Eminenza, vorrei invitarLA a Viareggio il 6 aprile in occasione di DONNAèWEB…chiedo troppo? :-))
troppo, troppo carino leggere il tuo blog prima del weekend. Buon fine settimana MAD
grazie:).
x adeletta: ma… sei sicura?
Hej X§! Visto che ti sei intimo, non puoi chiedere al papa gli eurivaticani? A quando gli euriconfusi?
Dai che sarebbe una figata! Tutti in colonna dalla notte prima in piazza del Duomo!!!
Attendo notizie nuove di zecca!
Il fatto è che mi accorgo con sgomento che ormai per me il Papa è questo: devo fare un violento sforzo mentale per ricordarmi, ogni volta, che non è davvero lui (e non riesco comunque a esserne del tutto sicura).
ti chiami Marco?
Ho letto il tuo “Brava Gente”. Sono un belga e imparo l’ italiano (sono fiammingo e parlo il neerlandese). In realtà non sono anonimo, ma scrivo dal computer di mio figlio. Ho voluto tenere corrispondenza con i miei nipoti italiani, purtroppo a loro non piace scrivere, lo penso. Mio cognato dice, come un oracolo, l’ italiano E’ difficile. In ogni caso a te non dispiace scrivere! Evidentemente la letteratura, il scrivere è la tua seconda natura. Quando sto frugando nei tuoi blog sono in estasi! Trovo testi freschi, fantasia, la vita quotidiana e tutti quanti…
E scritto in una lingua vivacissima. In bocca al lupo (io). Spero leggerti per tempi lunghi lunghi. Grazie!
Ah il testo sul Papa. Comprendo bene che parla così.
Penso pure che nel mondo blog si può dare del tu, come ho fatto io, se no ha che dirmelo.
Pensa che sarebbe meglio avere un altro nome? Avevo aperto il dizionario, bammmmm, >>>, nome. So che significa, ma un nome deve essere seducente, no?
dekapnavarrpapamobil… e vai!
lo sai che hanno rapito il tuo cartellino del blograduno???? credo sia stato chiesto un riscatto…:-DDDD ci hai paccato, ma vedo ora che hai linkato il Pueblo.. alla prochaine??? Kiara
Un sorriso prima di un week end di puro studio.
ahahhaha e io che pensavo il pappa fosse berlusca
ps il testo della ragazza tim è bellissimo
Decisamente divertente, complimenti.
grazie a tut(t)i, troppo indulgenti.
sciroppato, non mi chiamo marco (marco? perchè mai marco?) però sì, qui ci si dà del tu 🙂
kiara, la ‘prochaine’ sarà a milano, e sarà colossale… presto notizie su qvesto blog.
X§ ..la prochaine mi sa che sarà ancora prima..:-S mi sa che ci si riaggiorna tutte e due…attendo notizie da MilanoLand..qui Torinopassaechiude:-)))!!!
La castità, nel Rinascimento, i preti se la tramandavano di padre in figlio.
Così come, nei bei tempi andati, la verginità veniva trasmessa di madre in figlia.
No, Sciroppato, non si chiama Marco, bensì Gennaro (che fa tanto Old Economy da quando la New Economy si è sgonfiata, e Confuso sta sempre al passo coi tempi; lui è avanti, è “oltre”…). 🙂
AAA
Vendo papamobile usata, come nuova, datata 1982.
Ottime condizioni, soltanto un paio di forellini sui fianchi. 4000 euro trattabili. Ore pasti
Cosa ne pensi santo padre della beatificazione di silvio da arcore?
ma perchè, è morto?
No, ma sta emendando la legge sulle beatificazioni. Più aureole per tutti.
peccato, mi ero illuso.
Basta aspettare, signor Confuso, basta aspettare.
fossi in te aprirei un papablog. sennò quasi quasi imparo il romanesco, o il polacco che magari mi è più facile, e lo apro io. già che sono in me.