Alla mostra del famoso pittore cinquentesco o impressionista

Alla mostra del famoso pittore cinquecentesco o impressionista c’è tanta bella gente.

C’è il Custode della Sala. Se ne sta lì, tutto il santo giorno, su una scomodissima sedia di plastica a consultare la ricetrasmittente con cui comunica in klingon coi colleghi della altre sale. Spera tanto che qualcuno lo interrompa e gli chieda lumi su uno dei dipinti esposti, dipinti di cui sa tutto dato che ascolta la visita guidata tredici volte al dì da diversi mesi. E sperando in questa occasione si è pure documentato in proprio, a casa, la sera.
Invece le uniche domande che il pubblico gli pone sono “Scusi, sa dov’è il cesso?”, “A che ore chiudete?”, “L’uscita?”, “Ha per caso visto mio marito?”
Il Custode di Sala ha un’unica soddisfazione: poter riprendere il…

Maldestro. Quello che viene sgridato da tutti custodi di sala. Una volta perchè si avvicina troppo al quadro col rischio di far suonare l’allarme o di esser trapassato dai sensori antintrusione a raggi laser. Un’altra perchè scatta le foto, cosa espressamente (e inspiegabilmente) vietata da grandi cartelli all’ingresso. I custodi lo ammoniscono da lontano con un fischietto e un gesto, tutti lo guardano male, qualcuno mormora un “che pirla”. Lui si allontana a capo chino e, quasi per scusarsi con l’organizzatore, all’uscita compra il catalogo senza guardare il prezzo, ma solo al momento di pagare scopre di non avere i 250 euro dovuti.

C’è la Signora senza Invito. Un cubo di signorona attempata, di solito con vestito a fiori & impermeabile, altezza metri 1,30, sesta di reggipetto. All’ingresso esibisce spavalda un misterioso tesserino sgualcito scaduto dal 1967, ma siccome non la fanno entrare lei prende la rincorsa e tenta di sfondare il posto di blocco del botteghino a testate. La fermano di nuovo, lei tuona che è una vergogna, un sopruso, minaccia di incatenarsi ai tornelli, di scrivere sui giornali. Chiede di poter parlare col direttore della mostra o almeno col ministro ai Beni Culturali.

C’è l’infame scolaresca. Classe terza elementare, 14 alunni. A nessuno di loro fotte niente di quadri. Passano il tempo rincorrersi per i corridoi e a picchiarsi, inseguiti dalle maestre.

C’è la solita coppietta. Lei, appassionata di arte, impiega venticinque minuti per esaminare ognuna della 324 opere esposte. Lui, più rapido, o meno interessato, è avanti di almeno un paio di sale. Torna indietro a cercarla, non la trova, da nessuna parte. Nulla, si sono persi. Chiede aiuto al Custode della Sala ma l’identikit non basta, e no, gli annunci agli altoparlanti non si possono fare, anche perché di altoparlanti, nelle sale, non ce ne sono.

C’è pure il Professore, anziano docente di storia dell’arte in pensione. Vedovo, vive solo ma, da quando ha smesso di insegnare, a casa si annoia e così per ammazzare i pomeriggi conduce le amiche coetanee a visitare mostre e musei.
Spiega i quadri ad altissima voce, con gesti ampi, citazioni, complicati rimandi ad altri pittori sconosciuti. Alla fine, tutte le coetanee si sono un po’ innamorate di lui e cercano di intervenire con domande fuori luogo per attrarre la sua attenzione. Lui sorride e si gode il fugace momento di gloria.

E poi ci sei tu. Forse stasera piove e hai lasciato l’ombrello nero all’ingresso. Era l’ombrello buono, quello nuovo di mammà, che si era tanto raccomandata. E ora, all’uscita, l’ombrello non c’è più. O meglio, c’è, ma di colore verdolino, più corto, sciupato, e con il manico rotto.

 

Questa voce è stata pubblicata in cose. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

73 Responses to Alla mostra del famoso pittore cinquentesco o impressionista

  1. spad dicono:

    e poi ci sono anch’io.. sono quello che cerca il link dei commenti sotto i quadri..

  2. e pure il permalink.

  3. mu dicono:

    e i trackback.
    e i feed erressess.

  4. oppiodeipopoli dicono:

    Perchè nessuno spiega che i quadri devono essere guardati da lontano per apprezzarli meglio, mentre di solito si crea una rissa a 30cm dall’opera?

  5. Effe dicono:

    Perché la gente vuole vedere a che ora sono stati postati

  6. joyx dicono:

    ci sono anch’io, quella che non ne capisce una mazza di pittura, ma che quando, una volta ogni 15 anni nonsòcome, si ritrova dentro una mostra, guarda tutti i quadri attentamente annuendo ogni tanto con aria pensosa e chiedendosi dove cacchio hanno messo l’uscita.

  7. jorma dicono:

    Io sono ovviamente il lui precoce della copietta, sputato alla tua descrizione.

  8. oshoosho dicono:

    e poi c’è il deluso, che pensava di trovare i capolavori dell’artista e si ritrova tra disegnini, schizzi e prove d’autore…

  9. utente anonimo dicono:

    A Milano siamo specializzati nelle mostre truffe, tipo “Rembrandt a Milano!”, poi entri, paghi 20 euro e solo dopo una signorina gentile ti spiega che Rembrandt poverino putroppo è dovuto tornare in Olanda, però ci sono ancora delle opere di un suo cugino meno conosciuto ma b-ra-v-i-s-s-i-m-o!

  10. fangoeghiaccio dicono:

    e c’è anche la bigliettaia, quella che ogni volta che entro interpello per sapere se appartengo ad una categoria che ha diritto allo sconto, ma che mi dice sempre di no NO NO NO…e di categorie ce ne sono molte..dal touring..alla Associazione protettori delle talpe bianche…ma lei, implacabile mi rimbalza sempre

  11. tt dicono:

    gli allestimenti-truffa, non si chiamano “mostre”, si chiamano “eventi”.

  12. urmf dicono:

    ci sono anche io che sostituisco gli ombrelli all’ingresso. Appropò: ho il tuo ombrellonerodimammà

  13. M’ha fatto venir voglia… la prossima volta ci sarà anche la signora in difficoltà con passeggino e bimbo indemoniato… piuttosto: era quella del 700? come è?

  14. LadyK dicono:

    E poi ci sono i giornalisti, che entrano gratis alle mostre, quindi vanno a vedere qualsiasi cosa anche se non conoscono l’autore (tutta cultura, eh). :-)

  15. utente anonimo dicono:

    Personalità confusa, sei davvero GRANDE!!!

    :-)

  16. Quanto entusiasmo, troppo buoni, troppo buoni.
    (Spezza, non era quella:p)

  17. LadyK dicono:

    Mi manca la signora con regolare invito, agghingata in modo strano, capelli biondo chiarissimo cenere, vestito di velluto rosso damascato, cintura di cuoio con fibbia enorme color oro, stivali di coccodrillo bianchi, labbra rosse e ombretto azzurro… Che ti domandi se sia un’artista o una pazza…

  18. sabra dicono:

    Ecco. Lo sapevo. La prossima volta ti do’ l’ombrello di plastica trasparente a paperelle gialle che PapyX§ ha comprato dal marocchino…

  19. E poi c’è quello, tipo me, che vorrebbe essere ispirato dalle opere esposte, vorrebbe il lacrimone da commozione artistica (anche detta Sindrome di Stendhal), vorrebbe che l’Arte lo avvolgesse e col suo potere inducesse in lui qualche forma di catarsi…e ci prova anche, a provare una di queste emozioni, a provare a capire come e perchè certe persone siano tanto felici di andare a una mostra di pittura o scultura o quant’altro…ma poi s’accorge che in fondo non gliene frega nulla.

    Aò, io alle mostre, nonostante m’impegni, m’annoio sempre!

  20. tt dicono:

    beh, se alla mostra sono tutti colti da sindrome i Stendhal allora non ci vado.. poi mi impressiono…

  21. la signora con regolare invito un po’ strana è facile da riconoscere: se è platino è Sozzani, se è grigia è Barzini, se sembra un venidtore di tappeti è Marzotto, se non sai proprio chi sia allora è Sotis.

  22. ma la sotis esiste veramente?

  23. Ma no, non esiste. E’ una leggenda metropolitana.

  24. tt dicono:

    la domanda (malposta) si chiedeva: la signora Sotis circola davvero per i migliori salotti o sta a casa sua ad inventarsi delle regole di galateo?
    E’ talmente atteggiata, le poche volte che appare, che mi chiedo chi mai la vorrebbe a casa propria se non per fare numero.

  25. sphera dicono:

    io non la vorrei. ci pensi? dopo va in giro a sparlacciare in giro a più non posso. una vera signora, non c’è che dire.

  26. Ecco dov’era finito il mio ombrello verdino. E dire che sul moncone di manico rotto ci avevo messo anche tre giri di nastro isolante, perchè non graffiasse.

  27. gattasorniona dicono:

    infatti… e quindi gira effettivamente per dei salotti? E quali?
    E l’ultimo suo libro di cosa parla? Ancora regole di galateo?
    Sai che bello se invece si inventasse ogni cosa? Se ne sta chiusa in casa, con le pantofoline a guardare la defilippi e lavorando a maglia…

  28. Ti sei scordato una categoria (ma forse è solo tipicamente fiorentina): il gruppo di tre-quattro ultra cinquantenni benestanti, che vanno alle mostre perché fa cultura. Parlano a voce alta e sono vestiti tutti griffati. Non hanno la minima idea di quello che stanno guardando.

  29. … tutti con lauree in storia dell’arte vedo ;p

  30. Signorina Sphera, mi renda il mio ombrello e si tenga questo rottame.

  31. sphera dicono:

    gattasorniona: categoria solo fiorentina, temo. A Milano quelli lì vanno a giocare a golf, mica al museo:)

  32. juha70 dicono:

    Signor Confuso, lo scambio degli ombrelli verrà fatto alla mostra. Terza sala, di fronte al quadro coi girasoli. Io la riconoscerò perchè lei ha il mio ombrello e lei perchè io ho il suo. Mi raccomando la segretezza. Questo commento si autodistruggerà.

  33. gilgamesh dicono:

    e poi c’è il trentenne con giacca e dolcevita scuro occhialino piccolo con montatura scura accompagnato da una gnocca molto presa dalla mostra, che non capisce una fava di quello che sta vedendo ma che è estasiata dalla cultura del suo accompagnatore cui la darà la sera stessa colma di gratitudine. Ovviamente lui non sapeva nulla nè dell’autore nè di pittura fino a due giorni prima ma ha passato 36 ore di inferno per leggere la biografia dell’artista e leggere un paio di veloci trattatelli di storia dell’arte. Ne valeva la pena?

  34. tt dicono:

    Capita mai di incontrare un vecchio signore pensoso, vestito di scuro, saggiamente tiene l’ombrello sottobraccio come un bastone da passeggio perchè conosce il mondo, che guarda alcuni dei quadri come se fosse stato presente mentre venivano dipinti, e non dice mai nulla, tutt’al più sorride quando sente pontificare il vecchio professore?
    Io l’ultima volta l’ho incontrato a Torino, una ventina d’anni fa. La volta precedente c’eravamo visti al Cairo, ma di sfuggita. E, come allora, ci siamo fatti solo un cenno, di mutuo riconoscimento.
    Guardatelo bene, se vi capitasse d’incontrarlo, perchè non è dato a molti, in questo secolo vano, di veder camminare una leggenda.
    Il suo nome, comunque, è Ashaevro.

  35. gilgamesh dicono:

    però se gilgamesh menziona vecchi signori, a me viene in mente “Antichi maestri” di Bernhard. un divanetto in una sala del Museo di Vienna e un involutissimo narrare. più reale della realtà.

  36. Amare Melissa P nel senso di conoscerla carnalmente? Perchè come scrittrice (?) la cosa francamente mi pare difficile..

    Titti, bellissimo Bernhard, e molto bella anche l’ambientazione.

  37. regà, qui ci hanno preso per canale 5: temo che metterò una tassa sulla pubblicità off topic nei commenti (magari ci tiro su qualche quattrino). intanto cancello, che dite?

  38. sphera dicono:

    non so… magari c’è quache porcone tra i suoi lettori, signor confuso… cancelli domani ;P

  39. Cancelli, cancelli. Anche un’ombrellata non guasterebbe, comunque.

  40. comunque pensavo che quel libro lo aveste oramai letto tutti… manco solo io, ma fino al 2005 o roba usata o libri per l’infanzia, spiacente

  41. tt dicono:

    comunque non mi solletica… sarà la vecchiaia immagino

  42. già, cancelli. i maniaci si infilano dappertutto. abbinare il suo post a melissa p. ce ne vuole di fantasia. quasi quanto Manfredi in “Vedo Nudo”. :-)

  43. silviagordiani dicono:

    e io che vado perché si passi voce che mi interesso di cultura, ma poi scambio il cartello del divieto di fare foto per un’opera particolarmente all’avanguardia nel rifiuto dell’esteriorità… (bello il pezzo sul custode… ti ci è scappata della poesia dentro)

  44. Io, quella dei vernissage su invito che interessata o meno impressiona tutti con un pò di facile critica, scontati confronti tra autori ed entusiasmo per la stessa mostra vista a NY un anno fa. Poi se ne va prima di tutti e pensa alle cazzate inventate. Tanto ne sanno sempre meno di te perchè vanno lì per il calice di sauvignon offerto al buffet ma amano pensare che frequentano persone “colte”…

  45. ah un vernissage… comprendo. No, ad un vernissage coi bambini non ci si può andare…

  46. Però la mostra sul 700 mi piacerebbe… è bella o è una sòla?

  47. silviagordiani dicono:

    posso fare la mamma in difficoltà, quella che si perde il figlio e quella che fa una gaffe madornale, tutto in un colpo solo. Però l’ombrello no! A quello ci tengo.

  48. sphera dicono:

    ma sai il 700…questo neoclassicismo un pò cupo, tutti ritratti…non so…a milano poi?? vuoi mettere invece un “General Etienne-Maurice Gérard” di Jacques-Loius David visto al Metropolitan Museum of Art di NY…tutta un’altra cosa.

  49. Ma Jean Louis David non faceva il parrucchiere?

  50. utente anonimo dicono:

    si, vabbè, New York, e poi? altro? allora è una sòla.

  51. … epperforza! prova tu ad allacciare scarpe senza stringhe…
    ma che strana idea quella che i p. sporchino la bocca… certo non condivisa da questa Melissa, se ci fa i miliardi… alessandro, comunque, tu non sai che ti perdi! amò, questi maniaci della pulizia… ma dove li trovi? :-)))

  52. utente anonimo dicono:

    nb: i commenti di un certo signor troll sono stati cancellati. il signor troll che era venuto qui poco fa è pregato di rivolgersi altrove. grazie

  53. e povero Altrove… ammò, ma tu gli vuoi male?
    P.S. mi auguro che tu non debba passare troppo tempo con il cancellino in mano. ki§§

  54. ma sì, mi pare che il signor troll ammiratore di tale melissa p si sia già rassegnato. amen. una prece.

  55. spad dicono:

    che mi sono persa?

  56. mmmm spadin spadò… mi sa che non sarai accontentato. così, a naso. vero, amò? :)

  57. Zidayah dicono:

    dai spad insisti, che magari ci censurano.

  58. e poi c’è l’ARTISTA. E’ seduto su un divanetto, magari per terra, gli occhi vanno da quadro al blocco da disengo.Tra tutti, è quello che sempre mi colpisce di più: per il suo sguardo necessariamente diverso da tutti gli altri, perchè sembra l’unico a non essere lì per caso, fermo, a percorrere la tela, interpretandone le linee e le pennellate. Perchè mi fa sentire esclusa da un mondo che comprende meglio di me. Perchè probabilmente disegna meglio di me, e ha avuto il coraggio e la fortuna di studiare qualcosa che ama davvero. E io lo invidio.

  59. sphera dicono:

    ma di tutti questi, qualcuno comprerà qualcosa? O tutti lì a sbafarsi la roba del buffet e a fregare ombrelli?

  60. ma spezza, non mi pare quel tipo di mostra… l’ingresso si paga, il catalogo ha un prezzo astronomico, ci sono le scolaresche, il custode, il maldestro… no no sarà pure un’inaugurazione: il nostro X§ è ormai conteso a questi livelli, se lo disputano, si danno di gomito “quello è perconfù” “per… chi?” “perconfù, ma dai… non mi dire che non lo conosci?” “quel perconfù?” “siiiiiiiii” “dai, avviciniamoci. voglio vederlo da vicino… che eccitazione! perconfù! domani, sai che invidia quando lo racconto in ufficio…”. Ecco, spezza… quello che manca dal post. ehm… son cose.

  61. tt dicono:

    Mi hai fatto ricordare: quando avevo quindici o sedici anni un mio fidanzatino (più grande) mi ha portato a vedere questa mostra di pittura. Io studiavo arte, e va bene. Ma avevo quindici anni e dal tizio in questione volevo tutto tranne che quadri. Non so, io quel pomeriggio me lo ricordo come un incubo. E ancora adesso non ho capito se: a) fosse un modo per dimostrarmi quanto era colto e artistico e fascinoso (mica c’era bisogno); b) fosse un elaborato modo per mettermi alla prova; c) non sapesse dove diavolo portarmi (aveva quattro fratelli e sorelle che gli riempivano la casa e fuori era inverno e faceva un freddo becco).Ora, io lo amavo, ma diosanto, non poteva portarmi al cinema?

  62. alec dicono:

    probabilmente si annoiava pure lui, ma credeva che la giovane studentessa di arte non aspettasse altro che il biglietto ad una bella mostra…

  63. quando ero giovanissima, al primo appuntamento mi facevo portare in libreria. i primi 10 minuti erano decisivi. o ci univa la passione della lettura, oppure le mie “prolungate” ricerche tra gli scaffali diventavano un credibile pretesto per – far dileguare lui con onore (dal mio punto di vista); – sfuggire abilmente alla maniaca, dei libri s’intende (dal suo).

  64. va bene, alle mostre nei musei è una cosa, ma costì a Milano caro X§ c’hai un sacco d’inaugurazioni aggratisse quasi tutti i giorni, perché non ci fai un salto? Un po’ perché potrebbero essere interessanti (il condizionale è d’obbligo con l’arte contemporanea) e poi perché c’è il rischio d’incontrare personaggi curiosi e buffi.
    Ma la cosa che di sicuro può far piacere anche al meno affascinato dell’arte sono i pantagruelici buffet! Se non ti va di cucinare fai un salto su exibart.com, clicca in alto sulla scritta inaugurazioni, scegli il giorno e la galleria più vicina nella tua zona e zac! C’è il rischio di uscire a pancia piena e abbastanza ubriachi. Te lo assicuro!
    ciao !

  65. urca. si mangia e si beve gratis? non è che mi chiedono l’invito, all’ingresso? o che non mi fanno entrare per via dell’abbigliamento?

  66. veste così male signor confuso?

  67. alec dicono:

    diciamo che sono molto casual, ma poco trendy.

  68. utente anonimo dicono:

    sarebbe? ussignur, non avrà mica i dreadlock???
    Per le donne, grazie a madame sphera, abbiamo appurato che quest’anno va il rosa… ma per gli omi? cosa è trendy per gli omi? come si veste un omo trendy oggi?

  69. Anonimo dicono:

    cheffai spezza? ce provi? eh? smamma…

  70. Anonimo dicono:

    X§°, non ci vuole mai l’invito per una mostra in galleria…e non sono delle feste private con i buttafuori all’ingresso, ci mancherebbe. Anzi, puoi addirittura portare degli amici dicendo loro “questa sera offro io !”

  71. Anonimo dicono:

    …e comunque sempre senza mai neanche sorridere!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *