Come vivere e sfamarsi senza dipendere economicamente da nessuno (ma proprio nessuno)

Per risolvere i miei problemi con sussistenza caroprezzi, inflazione e l’economia che non mi vuole, sto considerando seriamente l’ipotesi di dotarmi di un bel acquario ove tenere sogliole e cuccioli di merluzzo. Li alleverei con amore, gli darei da mangiare quelle polverine nausebonde, gli parlerei sussurrando dolci paroline dal vetro. Poi una sera, una di quelle sere di frigorifero vuoto e mesto, invece di preoccuparmi mi avvicinerei all’acquario con il retino e quatto quatto pescherei una sogliola, per farmela impanata.

Nell’acquario potrei metterci anche dei molluschi, che so, le cozze. Chissà se i negozietti di acquari oltre ai pesciolini rossi, quelli tropicali e i piranha vendono pure i molluschi. Mi vedo già al banco dello AquaZoo Minimarket, paradiso degli acquariofili, qui di fronte. Dlin dlòn, entro, passeggio furtivo tra le vasche in esposizione e poi mi avvicino al commesso:
– Buongiorno, desidera?
– Buongiorno. Mi dà un chilo di vongole per cortesia?

Anche ai mitili riserverei le mie cure. Chissà cosa mangiano, le creaturine: mi informerei, comprerei un manuale per educarle. Le terrei nella vasca, tra anfore finte e stelle marine, e darei un nome ad ognuna di loro. Sara, Maria, Piera, Caterina. Le lascerei figliare e riprodursi secondo le regole dell’amore libero. Poi un bel giorno, fuori tutte! – e via con un bel piatto di spaghetti allo scoglio.

Tutto sommato potrei anche dedicarmi all’agricoltura. Di fronte al mio appartamento, tra il parcheggio e il cancello, c’è un prato che per il momento pare abbandonato a se stesso. Qualche metro quadrato, niente di più. Ma vorrei piantarci delle melanzane o dei carciofi, e trasformarlo nel mio orto. E se gli altri condomini non dovessero lamentersane potrei donar loro qualche verdura, e infine, fra qualche anno, acquisire l’appezzamento per usucapione.
La mattina saluterei il vicino di casa mentre esce per andare al lavoro. Ci incontreremmo davanti all’ascensore, pronti per la giornata. Lui diretto in ufficio con la valigetta di pelle e le chiavi dell’auto, io col mio rastrello e la zappa. “Buona giornata, ingegnere, ha visto come mi viene su bene la lattuga? E pensi che tra poco metto giù il grano per farmi il pane.”

77 commenti su “Come vivere e sfamarsi senza dipendere economicamente da nessuno (ma proprio nessuno)”

  1. Io avevo iniziato a pubblicare un’intera serie, si intitolava “anch’io sono un autarchico”, ma dopo due puntate, sull’orto in casa e sulla sartoria artigianale, ho rinunciato a quelle sui mobili fai da te, e sulle case autocostruite. Sono un mollaccione, preferisco comprare,mi ci devo rassegnare.
    Ciauz, Omar

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  2. Abito in campagna e ciò ke scrivi l’ho messo in atto!!é vero nn ci sono più nè sabato nè domenike con gli amici (ma mi sono rimasti poi degli amici??) ma vuoi mettere cogliere l’insalata ke hai visto crescere e i pomodori? i commenti a tavola si sprecano..”Certo si sente ke è roba nostra…” ti dirò di più ,a 40 anni sto facendo la pasta fatta in casa ..i biscotti..ke non avevo mai fatto in vita mia! In parte mi piace,è un ritorno alle origini, è anke aguzzare l’ingegno per risparmiare la difficoltà è trovare tempo per se stessi …saluti Barbara

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  3. altri due suggerimenti per l’autarchia, tutti sperimentati ed apprezzati: la scatolina con i cereali. Tu basta che scegli: soia, azuki, fagioli, lenticchie etcetc. ; basta cambiargli l’acqua per qualche giorno e alla fine ti ritrovi con i germogli belli pronti per l’insalata.
    ed ancora: il mitico jogurt. prendi i lactobacilli e dagli da bere il latte, anche acido, ogni mattina. loro ringrazieranno e produrranno delizioso jogurt.

    ivo

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  4. Ai lati dei binari ferroviari (e probabilmente anche altrove) sopravvivono ancora moltissimi “orticelli di guerra”. Mi dicono che in tempi di guerra, appunto, i cittadini fossero stati esortati a crearsi questi orticelli e i miei nonni sostenevano che ce n’erano anche in piazza del Duomo (non so se sia vero). Comunque che ne sono ancora molti, bellissimi, perfetti, curatissimi, con i riquadri di verdure delimitati da file di iris e narcisi. Io proverei, se fossi in lei. Pomodori, fagiolini eccetera a me crescono benone sul terrazzo. Quast’anno impianto anche una vasca per le cozze, mi ha convinto.

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  5. Bah… Dove studio io ci insegnano che il libero scambio alloca le risorse in maniera più efficiente e permette consumi maggiori dell’autarchia. Poi però non so, perchè dove studio io ci insegnano anche che il consumatore razionale ha un bel gruzzolo da parte e può spenderlo solo in due beni, tipo biro blu e biro rosse…

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  6. finalmente! in-cuor-mio…. tu sì che hai capito tutto! lo scopo era proprio quello: farsi invitare a cena. altro che autarchia! chi nu cianze nu tetta…
    e perconfù si ricorda (vagamente) delle origini. però è da capire… scrive: “per risolvere i miei problemi con caroprezzi, inflazione e l’euro….” insomma! che deve fare uno per sbarcare il lunario. comunque, a parte lo scrocco, X§ è commensale piacevole (a giudicare dai post). E ALLORA, SOTTO CON GLI INVITI!

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  7. io ricordo un tale che,disponendo di una grande vasca riempita da un ruscello, penso’ bene di metterci delle trote e nutrirle.
    L’obiettivo era ovviamente quello di mangiarle prima o poi.
    Ando’ a finire che a furia di dar loro mangime e di passare pomeriggi ad osservarle nuotare ci si affeziono’ e le trote sono ancora li’.. 🙂

    Devo dire ad onore di cronaca che la moglie di questo tale e’ una vera virago..e forse, a confronto, i pomeriggi in compagnia delle trote erano il paradiso 🙂

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  8. Beh!meno male che si trattava solo di scroccare pranzi e cene. Non so dove abiti, ma dalla descrizione dei tuoi racconti non dev’essere un ambiente salubre per coltivarci le zucchine! per la cronaca, non t’invito! Gli ortaggi del mio orto ed i pesci che pesco in mare li divido solo a ragion veduta con chi ha almeno due X nella 23a coppia di cromosomi!

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  9. io ho già adottato una lumaca, potrei portarla ad abitare nelle tue future lattughe! non dirmi di no! la poverina mi sembra un po’ spaesata nella tazzina che le ho riservato 😉

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  10. Be’ senti, ho una mia amica che vive un po’ fuori (città non di testa) ed ha un bel gruppetto di galline che ogni mattina le fanno l’ovetto. Poi ha un bell’orto con pomodori, insalata, verdure e frutta di stagione. Una svolta vera.

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  11. Chi si offre come prima cavia? eddai, cavia….. nn esageriamo, suvvia. cmq lo ius primae cenae credo spetti di diritto a neparliamoacena. ha anche l’amica di campagna che gli fornisce le uova fresche….

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  12. xÇ, sei la francesca neri della blogosfera!! (ha ragione gilgamesh, viaggiamo appaiati.. siamo la stessa persona io e sapo???.. una specie di fight club nella blogosfera?.. io faccio edward norton..)

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  13. ah xÇ, il riassunto di “2 di 2” te lo faccio io.. due amici, uno bello e interessante, l’altro sfigato e sfigato.. uno muore.. l’altro, non avendo ancora un blog, mette su un orto.. fine..

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  14. sapo, nessuna censura, è che da oggi c’è splinder 2.0: è un sistema automatico, accetta solo commenti intelligenti. riprova, sforzati (ma anche no).

    çpad, ma allora siete tu e sapo i protagonisti di “2 di 2”! chi dei due fa quello che muore?

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  15. Molto “il tricheco e il carpentiere” (cfr. Carroll, Lewis, “Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò”)… Ma è tutta invidia da parte di una che è riuscita a far morire pure una piantina di menta. Come si dice il contrario di “pollice verde”?

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  16. incuormio, tante sono le sere che s’inseguono una dopo l’altra e cenare è abitudine ahimè quotidiana. non si preoccupi! ogni invito aiuta la quadratura del bilancio (maledetto euro) ed io son certo che se neparliamoacena rinunciasse, X§ sarebbe assai lusingato di iniziare dal suo generoso desco. è talmente socievole….. vero, perconfù? 😉

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  17. no, dottor confuso, la prego, non legga due di due che le si brucia quella miliardata di neuroni. Esca a farsi un birrino che magari le viene qualche magnifica idea come l’innesto fra melanzane e fragole per il suo orto. Respect, Elettra

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  18. Comunque, per allevare anche SOLO i pesci rossi (che non so quale sapore abbiano) devi avere un appartamento grande, l’acquario occupa spazio, le piante vive – necessarie al benessere degli inquilini – costosissime, se poi lo trascuri sei finito. Insomma… se finisci male, forse ti conviene andare al Pane Quotidiano. 🙂

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  19. per restodelmondo: il contrario di “polliceverde” è di norma detto ” napalm”.
    per confù. anche la tazzinetta benefica è un’encomiabile istituzione milanese. però se vuole un’invito a cena, faccia un fischio ( se non ama fischiare, le dico il numero del citofono… )

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  20. Da una cozza mi aspetto almeno un Deborah con la “H”.
    Comunque il tuo piano diabolico ha un solo punto debole….trascura la manutenzione dell’acquario. terribile, te l’assicuro….
    laVale

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  21. biologiche=non avvelenatemi; eque=non lesinate sulla quantità; solidali=assolutamente gratuite, ovvero non porto il dolce. 😀

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  22. Teoricamente l’idea è ottima! Però mi sa che sia di difficile attuazione. Non puoi dare il nome ad un pesce e poi metterlo in pentola! Io non ce la farei mai! E una volta diventati grandi per stare dentro l’acquario, gli darei la mia vasca da bagno ecc.

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  23. Adeletta, è facile, se segui il link: l’idea dell’autarchia è stata ripresa dai commenti del post precedente, quello su Paola e le sue sorelle, dove la discussione si è sviluppata nella direzione: prova ad allevare in casa animaletti e/o vegetali edibili.
    Come ricompensa, ci basta tu faccia da guida indiana a Napoli quando veniam giù a S.Valentino a fare da claque a X§.. o magari ci suggerisci un Bed&Brekfast carino e conveniente vicino a Galassia Gutenberg.
    Spad, se tu sei Edward Norton, Sapo sarebbe Brad Pitt? Naaah.. comunque bellissima l’idea.. mi sembra quasi di sentire Eloisa LaPizia che declama “prima regola del blog: non si parla del blog” mentre voi, fingendo di sbagliarvi, anzichè tra voi scazzottate lei.
    Eerdbeer la contrapposizione tra autarchia e libero mercato in favore del secondo e posta in quei termini deriva dal fatto che i corsi accademici oggi sono pesantemente influenzati dall’etica protestante di Sam Weber e riecheggiano ancora le teorie del terribile Adam Smith. Io consiglierei a tutti di considerare invece l’etica hacker
    Baci e abbracci,

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  24. Una volta mia madre aveva comprato tre anguille (ovviamente vive) da cucinare per Natale. Sono state alcuni giorni nella vasca e io e i miei fratelli abbiamo fatto terribili capricci perchè volevamo farci il bagno insieme. Non ce l’hanno permesso, però, uffa.

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  25. ma allora si compri una capretta e un ‘oca, l’oca per le uova, e la capra per il latte (che poi è pure ad alta digeribilità), così non uccide nessuno…
    Poi si prende la formaggera (c’era in commercio, la faranno ancora?) così si fa dei bei formaggini di capra “primo sale”, mangia germogli e veste di lino grezzo (costosissimo)… è un po’ in ritardo per il trend “zen”, ma in fondo… che imprtanza ha?

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  26. …uhm, quasi quasi mi ricredo sull’allevamento pesci personalizzato. Potrei giocarci insieme, mangiarmeli, oppure regalarli!:”ditelo con un pesce”.
    Ho anche dei precedenti.
    Quella volta che preparando la cartella all’asilo rubai dal frizer un pesce surgelato per farne dono alla suora. Era d’estate. Non so precisamente che cosa dissi alla suora con quel pesce, ma ho una mezza idea di cosa la suora disse a mia madre. Magari se il pesce fosse stato fresco… tutta un’altra poesia.
    No?

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  27. No, nell’acqua a temperatura ambiente: era estate. E poi le abbiamo rimesse nel loro barattolo di vetro con la garzina sopra per non farle scappare (sono scappate, poi, ma questa è un’altra storia).

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  28. commento numero 71: per la smorfia napoletana è l’omm i mmerd. OT? No, è per introdurre il galassia2004 alla mostra d’oltre mare a Napoli. Lo porti te il pallone? Cioè, vieni realmente?

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  29. Ciao Personalitaconfusa,
    mi chiamo Antonio laureando in Sociologia a Napoli e con tesi sui blog come forma di comunicazione. Sono passato sul blog di galassia gutemberg e ho visto stasera quello che ha scritto il giornalista R.Genovese sul blog come espressione di comunicazione. Serena ha risposto egregiamente ma mi interessava sapere il tuo parere visto che sei uno dei blogger più quotati. Grazie e complimenti per la tua bravura.

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  30. gentile personalitàconfusa, lei che è uno dei blogger più quotati, ci fa a noi non blogger non quotati ciao-ciao con la manina ( tipo benedizione papale?)… 🙂

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  31. Oh cacchio.. proposte indecenti mio caro persyconfy.. eheheh, queste sono proposte alla BlogRage di Firenze 😉
    x Antonio: conosco almeno 3-4 persone che hanno fatto una tesi sui blog, sono presente anche in 2 di queste con tanto di intervistina e commenti.. ma la vera domanda è questa, MA PERCHè IO MI DEVO SPACCARE IL CULO AD INGEGNERIA?

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  32. Profeta, sembra un attacco di Marzullite: “si faccia una domanda e si dia una risposta”.

    Posso provare io?
    Perchè quando ti sei iscritto all’Università hai pensato che una bella carriera da professionista fosse più redditizia, e che una laurea in ingegneria serve a tante cose, non solo a fare l’ingegnere.. e quindi come tanti che studiano per elevarsi non solo moralmente ma anche socialmente, hai ristretto la scelta, come un mio vecchio amico che a 19 anni, oltre vent’anni fa proclamò “o Ingegneria o Legge!” col tono con cui qualcun altro deve aver declamato “o Roma o Morte!”.
    Lui poi ha scelto Giurisprudenza, s’è laureato senza infamia nè lode e ora lavora in banca. Quando ci siamo reincontrati, anni fa a una cena con i compagnetti e le compagnette delle elementari (si, siamo rimasti nella stessa classe dalla prima elementare all’ultimo anno del liceo, poi persi di vista per vent’anni), pensando a una tremenda canzone di Venditti gli ho detto:
    “..e sei finito in banca pure tu”.
    Lui ha sorseggiato il vino, m’ha guardato, ha scosso la testa e con un residuo della telepatia da lunga frequentazione che ci univa un tempo ha mormorato:
    “Si. Non mi sono salvato.”

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  33. Un amico di un bel po’ giovane di me, che sta studiando ingegneria, qualche tempo fa mi ha detto “Se tra dieci anni mi trovi impiegato in banca, con la cravatta e la ventiquattr’ore, uccidimi”.

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  34. x profeta: vabbè invito te e personalitaconfusa a cena allora se vi sorbite le mie domande ma intanto nessuno è venuto a rispondermi sul blog di gutemberg manco il giornalista. Cmq se siete a Napoli allora è meglio invitarvi a una pizza.
    Mi diresti gentilmente chi sono le persone che hanno fatto la tesi sui blog?

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