– Et voilà! Eccomi qui caro lettore per il nostro spettacolino giornalier…
– Avanti, Personalitaconfusa, sentiamo un po’ cosa hai da dire oggi. Forza.
– Sì, certo, subito.. wwww… lux aeternaaaaaa…
– Cos…?
– No, non è nulla, solo un capogiro, scusa. Allora, vediamo un po’… Oggi, siore e siori, post sulla tassonomia dei panettieri ah ah, per esempio c’è il panettiere antipatico, quello simpatico… (mentre parla inciampa nella stringa slacciata e cade a terra, di faccia)
– Oddìo, ma sei a pezzi! Drogato alle nove del mattino.
(rialzandosi) – No, no, che dici? Sto benissssimooo… uugrvbxuh…
– Dai avanti. Dimmi qualcosa di simpatico.
(schiarendosi la gola) – Eeeh… sì, allora… ci son due coccodrilli e un orango tango, due piccoli serp…
– Ma no, racconta una storia.
– D’accordo, cominciamo: l’altra sera il Direttore Mark…
– Ebbasta con il Direttore Marketing, ha rotto. Qualcos’altro.
– Allooora, c’è il Papa che…
– Ancora con ‘sto Papa! Fa’ qualcosa di nuovo, su.
– Eeee… allora, vediamo un po’. Pensavo ai diversi tipi di scritte sui muri dei gabinetti delle stazioni ferroviarie.
– Già sentita, già sentita. Un’altra.
– Ti faccio l’imitazione di Enrico Ghezzi: “La verifica incerta… ecco, la presenza dell’assenza o anche la visibilità immateriale, che è fenomenica e trascendente al tempo stesso come in quel… grandioso… blog di Fritz Lang…”
– No, dai, che noia. Perchè non mi racconti uno di quei tuoi fatterelli personali?
– Hai ragione. Dunque, stamattina mentre mi esplodeva la marmitta nel pieno del traffico stavo pensando… eh… coff, off…
– Vabbè, senti, mi sa che ci vediamo domani
– Fermati, dove vai?
– Oramai è tardi, ho da fare, non posso stare qui a perder tempo.
– Ma no, dai, resta.
– Non posso, te l’ho detto.
– Aspetta! Dove stai andando? Posso venire con te?