Saluti dal Papa e dal Dalai Lama

Ciao amici,

ecomi qui ancora, sono io, il Papa. Sì, proprio io. Questo blogher confuso e mio amico, mi a voluto ospitare ancora e mi ha dato la password cosi di nascosto posso scrivere quelo che mi pare, che nel resto dela giornata ci ho sempre adoso Navaro che mi controla cosa dico e cosa non dico. Invece qui oni tanto poso racontare la verita senza peli su lingua e tenere il mio diario segreto.

Dunque. Stamatina mi hano portato in casa il Dalai Lama. E’ una specie di papa pure lui, pero budista. Ride sempre e si veste di rosso, con le maniche corte, le infradito e i bracialeti, beata gioventu.
Dopo la solita paliacciata delle foto e dele televisioni ci ano lasiati soli per cinque minuti nel salotino picolo. Navaro voleva restare a sentire cosa ci dicevamo perche non si fida piu di me, ma io li o deto “Navaro scusa o dimenticato la papalina in sagrestia, fami il piacere e vai tu a prenderla.”

E alora sono rimasto da solo col Dalai Lama e li ho deto: “Senti, Dalai, (ci diamo del tu, lo chiamo per nome anche se non so se e suo vero nome), Dalai, colega, aiutami, portami via con te all’himalaya, in montania a pasegiare coi camosci, che qui non ci volio piu stare: Navaro mi trata male, Ruini mi prende in giro e sostiene che la mesa ora la dice melio lui. Portami con te, e liela facio vedere io ai cinesi. E poi sai cosa faciamo? Fondiamo una nuova religione asieme, io e te, Dalai! Che ne dici? Dai portami via da qui.”

Ma lui mi ha risposto che non poteva e che se mi avese rapito poi in italia non lo avrebero piu invitato, che gia cuesta volta berlusoconi non a voluto riceverlo per via dei cinesi.

Alora li ho deto: “Dalai, amico mio, aprofitiamo che Navaro e Ruini sono fuori, faciamo una pazia: andiamo al balcone sula piassa, io acendo li autoparlanti, che tanto l’o visto dove e l’interutore, ti facio parlare del tibet, salutiamo, parliamo male dei cinesi, lanciamo il mais ai picioni e dopo guardiamo cosa dicono al telegiornale”. Lui rideva, io insistevo. Lo avevo cuasi convinto quando e tornato Navaro con tuti i giornalisti e le guardie svizere che hano portato via Dalai di peso, e sono rimasto qui da solo. Meno male che hano dimenticato di speniere il computer e il modem, cosi poso postare.

Amici, io vi ringrasio per starmi a sentire, mi piace questa cosa di scrivere diario e di esere blogher, ala prosima blogfest ci vengo pure io. Vi abracio, e se volete dopo torno a legere comenti.

Ciao ciao da

il Papa

PS – Scusate l’ortografia e l’italiano incerto ma come sapete io sono polaco mica italiano.

PS2 – Anche Dalai Lama vi saluta.

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39 Responses to Saluti dal Papa e dal Dalai Lama

  1. Effe dicono:

    Se aveva gli infradito, allora doveva trattarsi del Facci

  2. utente anonimo dicono:

    me want smoke ganja with papa / me want be big blogstar / me want be friend personality confused / me good dog . . .

  3. utente anonimo dicono:

    Secondo me al posto del Papa c’è un sosia, puro al posto de bush c’è un sosia, del berlusca,della sora lella del suo gatto e del piccione che se vo magnà.
    il popolo dell’urbe terracqueo e’ sosia…. ma dov é
    la Vita Reale??

    saluti

  4. Effe dicono:

    Darai. Si dice Darai Rama. E’ che i tibetani non hanno la “erre”.

  5. lester dicono:

    Bella idea, il Papa e il Dalai Lama insieme sul balcone a parlare del Tibet. Li avrei voluti vedere.

  6. spad dicono:

    Signora Santità, non è per piaggeria, ma lei parla meglio di Dan Peterson

  7. entropiae dicono:

    abcdefghilmnopqrstuvz.. (chi la capisce e’ bravo.. chi non la capisce e’ sano..)

  8. sphera dicono:

    come non hanno la erre???
    Se non hanno la r non scriveranno mica parole con una lettera che non hanno o.O

  9. LaLimpia dicono:

    Santità, una volta tanto, sia lei a mettere loro il veleno nella minestra. Mi dia retta.

  10. Effe dicono:

    La statua non è di un inglese, ma di un artista italiano, Maurizio Cattelan (che si può quindi tranquillamente scomunicare… ;-))
    Se la nuova religione papisto-tibetana verrà fondata, mi consideri una nuova adepta! ^_^

  11. jorma dicono:

    ssst, che ruini ci ascolta… stiamo tratando, forse ci stanno pure gli scintoisti…

  12. joyx dicono:

    forse vengono anche i ryanair, no, come si chiamano, i raeliani

  13. utente anonimo dicono:

    Visto che vi servira’ una Papa Mobile + grossa non le dispiacerebbe vendermi la vecchia?

  14. roses dicono:

    Non ditelo ma o sentito il capo di scientology poco fa: forse ci sta pure lui. Ma vuole dei soldi.

  15. mu dicono:

    Ahhh no mi dispiace caro Papa ma se vuole i soldi gli dica di no! Provi a chiedere al suo amico Milingo sò che ha dei contatti con la chiesa di Moon, forse ci stanno anche loro.

  16. Giulia_Blasi dicono:

    Siete simpatici, vi volio bene.

  17. omero1974 dicono:

    Non mi interessa il rispetto per le cariche ma per le persone si, quindi beccatevi almeno qualche cenno storico, dopo fate q.c.c.volete.Karol Józef Wojtyła nasce a Wadowice, città a 50 km da Cracovia, il 18 maggio 1920. E’ il secondo dei due figli di Karol Wojtyła e di Emilia Kaczorowska, che muore quando lui ha solo nove anni. Anche il fratello maggiore non ebbe miglior sorte, morendo molto giovane nel 1932. Nel ’41, invece, decede pure il padre così che appena ventenne il giovane Karol si trova del tutto solo.

    Finiti brillantemente gli studi liceali, nel 1938 si trasferisce a Cracovia con il padre ed inizia a frequentare la Facoltà di Filosofia della città. Si iscrive anche allo “Studio 38”, circolo teatrale che durante la seconda guerra mondiale va avanti clandestinamente. Nel 1940 lavora come operaio nelle cave presso Cracovia e in seguito nella locale fabbrica chimica. Evita così la deportazione ed i lavori forzati nel Terzo Reich tedesco.

    A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequenta i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di Cracovia, diretto dall’Arcivescovo di Cracovia, il Cardinale Adam Stefan Sapieha. Nel contempo, fu uno dei promotori del “Teatro Rapsodico”, anch’esso clandestino. Nell’agosto del 1944 l’arcivescovo Sapieha lo trasferisce, insieme ad altri seminaristi clandestini, nel Palazzo dell’arcivescovado. Vi rimarrà fino alla fine della guerra.

    Il primo novembre 1946 è ordinato sacerdote, dopo pochi giorni parte per proseguire gli studi a Roma, dove alloggia presso i Pallottini, in Via Pettinari. Nel 1948 discute la sua tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della Croce. Rientra da Roma in Polonia, dove, come viceparroco viene destinato alla parrocchia di Niegowiæ presso Gdów. Il Senato accademico dell’Università Jagiellonica, dopo avergli riconosciuto i titoli degli studi compiuti nel 1942-1946 a Cracovia e i successivi all’Angelicum di Roma, gli assegna il titolo di dottore con la qualifica di ottimo.
    In quel periodo, durante le sue vacanze, esercita il ministero pastorale tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda.

    Nel 1953 presenta all’Università cattolica di Lublino una tesi sulla possibilità di fondare un’etica cristiana a partire dal sistema etico di Max Scheler. Più tardi, diviene professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino.

    Nel 1964, nominato arcivescovo metropolita di Cracovia, s’insedia ufficialmente nella Cattedrale del Wawel. Tra il 1962 e il 1964 partecipa alle quattro sessioni del Concilio Vaticano II. Il 28 giugno 1967 viene creato cardinale da Paolo VI. Nel 1972 esce “Alle basi del rinnovamento. Studio sull’attuazione del Concilio Vaticano II”.

  18. utente anonimo dicono:

    dimenticavo la fonte: biografie.it
    ciao, mario

  19. Apathos dicono:

    Grasie amico. Pero la tua biografia si ferma prima de li anni miliori.

  20. utente anonimo dicono:

    m lascia in pace il papa!

  21. MaxBukowski dicono:

    da parte di mio padre: HAHAHAHAHAHA.

  22. utente anonimo dicono:

    da parte di mio padre, mia madre e financo mia sorella: HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!

  23. bartleby dicono:

    Grande, soprattutto quella degli altoparlanti :D

  24. utente anonimo dicono:

    Papa,di al tuo amico Dalai che mi ha deluso profondamente.Va bene sapersi vendere al pubblico italiano,ma l’intervista da Costanzo poteva anche risparmiarsela.Fossi in te gli consiglierei di cambiare Direttore Marketing.

  25. utente anonimo dicono:

    l’avete già rotto l’orologio di costanzo vostre santità? che c’era dentro?

  26. Lilys dicono:

    Mi sa che il tuo blog e quello di giusec hanno grossi problemi di hackeraggio… :-)

  27. utente anonimo dicono:

    Ti ho letto un po’, di domenica mattina, più grigia del sopportabile.
    Sei un genio!!! Complimenti. Sil.

  28. utente anonimo dicono:

    Ti ho linkato, spero non ti dispiaccia, ti leggo da tanto e mi rotolo dalle risate, così, magari facciamo conoscenza.

  29. utente anonimo dicono:

    Ehi, ho visto la tua foto sul sito di Gnu: non mi sembri poi così cesso, però il mio giudizio non fa testo perché potrei aver bisogno di mettermi gli occhiali (sto troppe ore al PC, forse mi è diminuita la vista…). :-)

  30. Anonimo dicono:

    bartleby: grazie.
    single: ti confondi con facci, mi sa.

  31. Anonimo dicono:

    santità confusa…
    di solito lo scrive meglio l’taliano…

    non sarà mica una burla …
    non ci vorranno mica fare confusione ideologica..
    lalli

  32. Anonimo dicono:

    Personalità confusa e a volte quasi schizofrenica…ma sempre…inimitabile!

  33. Anonimo dicono:

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