I 4 bar dove passare la pausa pranzo con i ticket restaurant

Alle 9.30 del lunedì la garrula collega del primo piano mi ha già telefonato per chiedermi “Ma tu oggi dove vai a mangiareeeee?” Bel problema, amica mia. Per certa gente, una delle maggiori preoccupazioni della schiavitù da lavoro in ufficio è la scelta del modo in cui trascorrere l’ora di pranzo. A Milano esistono diverse possibilità:

Il Bar Triste; una piccola sala con luci al neon e polvere sui pavimenti. Locale totalmente privo di areazione benchè tutti, compresa la cameriera, fumino come turchi. Sul banco, dietro una vetrinetta unta, l’equivalente vegetale delle Luisone di Stefano Benni troneggiano: sono le insalatone colorate. Il prosciutto è verdolino rancido, i tuorli delle uova sode azzurri, la rucola beige. Il ragazzo addetto alla preparazione delle stesse ogni tanto, per condirle, si mette le mani sotto le ascelle. I panini sono solo tre e si chiamano Tirolese (speck e salsa aurora), Campagnolo (cotto e salsa aurora) e Vegetariano (pomodoro, lattuga e salsa aurora).
Il cesso del Bar Triste si trova in fondo al cortile di un remoto edificio ad alcuni isolati di distanza, per andarci bisogna chiedere le chiavi al barista, che le cede malvolentieri.

Il Bar Medio: la specialità della casa sono i primi riscaldati al microonde, ma il simpatico proprietario offre anche un menu di panini dagli attraenti nomi esotici, nomi che però nulla hanno a che fare con gli ingredienti: Giamaica (salame, mozzarella, salsa aurora), Formentera (manzo, tonno in scatola e salsa aurora), Seychelles (piadina, gorgonzola e salsa aurora), Haiti (maionese, avanzi di altri clienti, rucola e salsa aurora), Varadero (due fette di pane raffermo spalmate di salsa aurora).
Anche il Bar Medio fallirebbe, se non fosse per l’angolo dedicato alle slot machine e ai videpoker fattura più di alcune multinazionali.

Il Bar Bello: innanzitutto non chiamarlo bar ma Cafè, alla francese, altrimenti si offende. Dinamici camerieri in livrea ti portano la carta, da cui puoi scegliere tra i toast d’autore, i tortini salati, i dolci fatti in casa. Pulizia estrema e quotidiani a disposizione degli avventori. La filodiffusione trasmette “musica chill out o cool jazz”.
Tutto elegantissimo, peccato che un tramezzino e una bottiglia d’acqua consumati in piedi si spendano 90 euro.

La Pizzeria Bella Napoli: tenuta da pizzaioli egiziani che ti accolgono con grande entusiasmo e simpatia (“Ma ciaooooo!”), fanno i giocolieri con la pasta sfoglia e pretendono di coinvolgerti nelle loro discussioni sul calcio. Controindicazioni: ti servono la pizza dopo tre quarti d’ora, quando la tua pausa pranzo sta scadendo e tu hai già mangiato sei pacchetti di grissini.

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36 Responses to I 4 bar dove passare la pausa pranzo con i ticket restaurant

  1. utente anonimo dicono:

    precisa come sempre…. ;)

  2. zop dicono:

    senti… oggi sei già busy a quanto vedo… ma domani pranziamo assieme? IL POSTO LO SCELGO IO!

  3. dege dicono:

    il bar dei fighettini?? intorno al mio ufficio ce ne sono tanti… strapieni di Vips che mangiucchiano panini da 13Eipos e campari appena svegli quando tu già hai lavorato 4 ore… fanculo

  4. utente anonimo dicono:

    a pranzo con Zop??? eddai, ci vengo anch’io… ;)))))

  5. utente anonimo dicono:

    sono anonima, ma esistente… solo che non ho il tempo per loggarmi…. paco

  6. utente anonimo dicono:

    Ma che fai, dimentichi la mensa aziendale? Uno dei topoi letterari più suggestivi?

  7. alessiaonline dicono:

    boh? io qui non ce l’ho la mensa aziendale…mammammia, tutti i santi giorni in fila col vassoio davanti allo scaffale delle posate – deve essere terribile, no? basta, ho deciso, mi licenzio, chiudo tutto (anche il blog) e vado a lavorare in una mensa aziendale delle Isole Aran….

  8. Dulcinea dicono:

    Cos’è la salsa Aurora, di grazia? A quando l’incontro tra Contessa e Principessa? A presto. Dulci.

  9. marmaid dicono:

    Io lavoro in zona Bovisa, vi lascio immaginare lo squallore che ci circonda. Da un po’ di mesi ho intrapreso la dieta “salute e ricchezza” assieme a Victoria. (ormai non è più un segreto, Victoria ed io lavoriamo insieme) che vuol dire portarsi la schiscia da casa. Si evita lo stress di decidere dove andare, di mangiare male e di spendere troppo.
    E in più,così facendo siamo più magre e più ricche.

  10. utente anonimo dicono:

    anche io voglio andare a vivere sulle isole aran!! ma hai visto il documentario di ieri??? =) fran

  11. utente anonimo dicono:

    non e’ vero che e’ dura la vita! la vita e’ una figata! anche io sono dentro oggi a pranzo cosi’ leggo la mia personalita’ confusa, il mio noncicapisco, e mi sento un po’ meno solo, e percepisco questa giornata come un po’ meno inutile e scialba. Gustati gli avanzi, che io mi faccio portare un panino dal vicino di ufficio..

  12. alessiaonline dicono:

    dulci, ma dove vivi?:))) la
    salsa aurora è quella salsa rosa che trovi a condimento del 99,9% dei panini imbottiti, almeno qui a milano – ma forse a roma siete + bongustai:) – w le isole aran – io nel 2001 c’ero sopra, altro che documentario:-)

  13. betablog dicono:

    A roma si dice salsa rosa

  14. marmaid dicono:

    Salsa “Aurora” è un tentativo patetico di rendere più altisonante il famoso intingolo.

  15. utente anonimo dicono:

    sei stata SULLE isole aran??? =O hai mica fatto delle foto?

  16. martebip dicono:

    Ti manca l’esperienza delle mense scolastiche: tutto viene servito su plastica, sicché, se è troppo caldo, il cibo si incolla al piatto e devi usare il solvente per staccarlo. Poi si procede a una degna sepoltura nella pattumiera.
    Il tutto al modico prezzo di euro 4 (escluso il solvente).

  17. gonio dicono:

    il Sandwich Manager del Fortune500 Bar qui di fronte [atroce privilegio di lavorare nel banking neighborhood] è un creativo di buoni studi classici, “dismissed during a recent restructuring”. Vi fa omaggio del suo fortunatissimo claim: “salsa aurora: l’apostata rosa tra le parole ho fame”.

  18. sacla dicono:

    AAAHHHH! Tremenda la vita della Pausa Pranzo…

    Alla fine io e Cla’ Patatina la soluzione l’abbiamo trovata i pasti caldi dell’Esselunga!

    Per fotuna che ci sono loro!

  19. utente anonimo dicono:

    Da me nonostante la mensa, il resto non è male… in questa legoland, che è la seconda milano, abbiamo il laghetto i cigni e anche quello stronzo di Fido che gira…

  20. utente anonimo dicono:

    ed io che mi lamento della cucina del cuoco della mia mensa… :P Taurie

  21. catepol dicono:

    sul naviglio pavese c’è un posticino dove si mangia bene e si paga pochissimo…
    si chiama Pronti Via
    io di solito se mi trovo mangio là…ve lo consiglio

  22. utente anonimo dicono:

    ah… le mense scolastiche… uhm… chissà perchè quando tornano a casa i pargoletti odorano sempre di aglio (o quando va bene cipolla)???? pers, ma Sofia ha chiuso tutti e due i suoi blog???? è andata a vivere definitivamente in Spagna???

  23. signorina, non le hanno insegnato che non si staziona al centro della stada?!
    Lei è una che staziona troppo per i miei gusti! Vedi la foto di quel faccione con l’acqua dalla bocca ;)

  24. martebip dicono:

    No, da noi niente aglio… niente sale, niente olio. In compenso, a volte, salta fuori la pizza con una patina giallastra sopra che chiamano formaggio e che invece temo sia una forma di vita extraterrestre scappata dall’area 51 :(

  25. utente anonimo dicono:

    Grazie per le risate durante la mia pausa pranzo, qui al burger king in Astoria, Budapest.
    Ciao
    Sbuso

  26. utente anonimo dicono:

    certo che questo nuovo millennio, ne ha portato di benessere, di cibo genuino, di salutare vita agiata… eh????

  27. utente anonimo dicono:

    CATEPOL: ho cercato il posto che dici tu, non l’ho mica trovato…. :( Taurie

  28. tequila dicono:

    quante rosette col salame milanese davanti al picci’ (non nel senso di partito comunista)… eppure a ripensarci… erano buoneeeeeeeee

  29. utente anonimo dicono:

    Bello! Well Done!

    “Com’è la cotoletta?”
    “Mah, è… aiutami, non mi viene l’espressione corrispondente in italiano, mi viene solo in americano.”
    “Davvero?”
    “L’americano ce l’ho ancora nell’orecchio cosa vuoi, ho vissuto tanto là da ragazza. Hanno dei modi di dire tutti loro, questa cotoletta è, è…”
    “Dillo in americano, là come direbbero?”
    “Very good.”

    Walter Fontana, “L’uomo di marketing e la variante al limone” ed. Bompiani.

  30. lsslba dicono:

    meglio di stefano benni.. ;-D

  31. utente anonimo dicono:

    Sì….è dura la vita.

  32. utente anonimo dicono:

    sONO PER L”ULTIMA SOLUZIONE PAUSA PRANZO.PERCHE?VOLENDO TI PUOI ANCHE STIRACCHIARE IN MODO GATTESCO

  33. utente anonimo dicono:

    immagino tu abbia letto bar sport…

  34. Lathi dicono:

    e la mensa aziendale dove la mettiamo?

  35. utente anonimo dicono:

    Ne hai saltato uno: la “rosticceria Maria”!!! Pasta fatta in casa e clima amichevole. un quartino di vino a torni in ufficio cretino. Il tutto a 5 euro!! Una categoria a parte, molto rara. Grazie alla “Maria” le giornate sono meno pesanti. W RIMINI!!!

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