Impietoso raffronto fra i libri a mille lire e il televisore

I never watch tv except when I’m stoned. (David Byrne)

 

Martedì sera. Prima chiacchiero con Zop (zop.splinder.it) di blog e photoblog, di palo in frasca passiamo a discutere dell’idea di pubblicare i blog su carta, e quindi dei gloriosi tempi in cui esistevano i libri a 1000 lire (li dovettero togliere dalle classifiche perché vendevano troppo, adesso non esistono quasi più, vai a capire).

Ricordando alcuni titoli Z. cita il favoloso Elogio della Mosca di Luciano da Samosata (uno di quei sofisti del I sec. che per allenarsi in oratoria componevano elogi sui temi meno elogiabili, come, appunto, la mosca), e il delirante 101 cose da evitare a un funerale di un giovane Luttazzi (“Presentarsi vestito da Elvis”; “Chinarsi sul cadavere e disegnargli gli occhi sulle palpebre chiuse”). Io gli rammento i libretti di Stampa Alternativa che raccoglievano le frasi incise sui cessi delle stazioni e quelle trovate sulle schede elettorali annullate o sulle banconote da millelire.

Un altro librettino di Stampa Alternativa che mi viene in mente è l’antologia incensurata delle trascrizioni delle telefonate a Radio Radicale. Come no, anni fa, per protestare contro la cronica mancanza di fondi, la radio aveva deciso di mandare in onda 24 ore al giorno, ininterrottamente, tutto ciò che veniva registrato sulle sue segreterie telefoniche. Qualsiasi cosa, senza nessun filtro. Pur di riascoltarsi alla radio, migliaia di italiani telefonorano alle segreterie. A parte qualche sprazzo di geniale follia, dall’esperimento venne fuori un quadro antropologico disastroso. Gli italiani telefonavano solo per registrare bestemmie, insulti, parolacce, apologie del nazismo. Una nazione razzista, ignorante, cretina, mandata in onda in tutto il suo lordume. Un mostro.

***

La mia serata prosegue, in solitudine molto confusa, a casa. Ho fatto la spesa online e sto aspettando la consegna. Nell’attesa, per la prima volta in vita mia, ho una voglia autolesionista fare un esperimento: vedere la televisione, ma televisione brutta, quella che ti fa male. Mi addentro nelle malebolge, impugno il telecomando e vado dritto da Italia1.

Il programma è una specie di Musichiere trash, il campione del gioco è l’Uomo Gatto, un essere dai capelli blu e la faccia da pazzo furioso (per nulla somigliante a un gatto, ma vabbe’). L’Uomo Gatto però indovina il titolo di TUTTE le canzoni ascoltandone solo il primo accordo. Ma la sua profondissima (quasi disumana) conoscenza della storia della canzonetta italiana, da Rabagliati all’intera discografia della Pausini nota per nota, non basta a farlo risultare simpatico al pubblico, che trascorre tutto il programma ad insultare l’Uomo Gatto a gran voce. A un certo punto il batterista dell’orchestra interrompe l’Uomo Gatto con un megafono e così, senza motivo, gli dà del deficiente. In quell’istante mi suona alla porta il fattorino dell’esselunga. Mi vergogno, non vorrei che mi prendesse per fanatico della televisione. Spengo per qualche minuto.

Passo sul 3. C’è un dibattito: Cofferati contro D’Alema. Se le danno di santa ragione. Il regista divide lo schermo a metà per inquadrarli assieme, e ciò mette in risalto il colore di D’Alema, verde in viso da quanto è incazzato. Cofferati e l’intero studio chiedono in maniera molto elegante a D’Alema se per caso non sia giunto il momento di cambiare mestiere o di ritirarsi a zappare i campi, ma a D’Alema questa prospettiva non piace, anzi non gli passa nemmeno per l’antibagno del cervello. Provo a girare sull’1, dove i veri avversari di D’Alema e Cofferati, invece, si divertono come matti: il sottosegretario La Russa è ospite di un programma che si chiama Raccomandati. Il format del varietà: un vip presenta un parente o un amico aspirante artista, permettendogli così di esibirsi nel suo momento di agognata risonanza televisiva. Il raccomandato di LaRussa è un comico che non fa ridere nessuno, e in sala è calato il gelo, l’unico che si piscia addosso dalle risa è il LaRussa medesimo. Sfilo sul 2 ma c’è l’imperdibile match calcistico Chievo-Barletta. L’entusiasmo è tale che svengo dopo pochi secondi.

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22 Responses to Impietoso raffronto fra i libri a mille lire e il televisore

  1. zop dicono:

    Creiamo una collana di libercoli a MASSIMO un euro che pubblichi in modo trasversale le riflessioni dei blogger italiani!!!! Una sorta di periodico-antologia… (mensile?) ad abbonamento!!! Che ne dite???? Se si trova un gruppetto di blogguti disposti ad abbonarsi e a creare una massa critica di utenti… giusto per cominciare… io lo farei davvero!!! che ne dite???

  2. arancia dicono:

    spero abbia concluso la serata in gloria con qualche perla del mcshow: non e’ giusto farsi ballaro-vespa e non passare per il padre di tutte le chiacchiere.
    :)

  3. ero anche lì solo per qualche minuto poi ho pensato che non bisogna far troppo male al proprio cervello -però a dire il vero mi chiedevo se mauriziocostanzosciò avesse detto qualcosa su francesco nuti? (del quale ho letto che al tg2 ha dato del bugiardo a mcsciò…)

  4. mu dicono:

    zop – IO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  5. marquant dicono:

    uomo gatto mi provoca un’angoscia pari a quella di una messa nera. Superiore persino a quella provata per quel concorrente mascherato che poi si era smascherato etc.

  6. alessiaonline dicono:

    mica male come idea! intanto se volete si potrebbero ospitare i pezzi di blog + interessanti su una rivista gratuita…pb appunto. poi da li a passare al libercolo…qualcosa di può fare!

    se vi interessa scrivetemi!

  7. utente anonimo dicono:

    Una webzine-esperimento (su cui uploadare i contributi di tutti) x farci le ossa inizialmente e poi una vera rivista! Che ne dite??

  8. quarky dicono:

    volevo ricordarvi anche un’ inedito tentativo letterario di Ivano Fossati (sempre lire mille stampa alternativa) si intitolava:

    IL GIULLARE
    profetico no?

  9. utente anonimo dicono:

    Leggendo il tuo post mi è tornato in mente che io ho iniziato a comprare i libri proprio grazie alla collana a mille lire. Mi sembrava improprio comprare un pacchetto di caramelle se con gli stessi soldi potevo avere un libro. Ho iniziato a compraredi tutto e poi la passione per i libri mi ha invaso. A controllare il mio carrello della spesa su Internetbookshop devo dire che ora -ahimè – spendo ben altro che le care vecchie mille lire.

  10. utente anonimo dicono:

    monia, credo che forse sia anche per questo (x farci spendere di + su internetbookshop o dal libraio) che adesso dei libri millelire non se ne parla +:(

  11. looptrain dicono:

    Io ce ne ho a chili di libri della newton e di stampa alternativa. E ammetto che devo leggerne ancora almeno la metà. Tanto sono dei classici, hanno aspettato secoli, possono aspettare ancora qualche anno, noh?

  12. AG dicono:

    io i millelire a cui non tenevo (stampa alternativa e hoepli) o li ho regalati o li ho rilasciati in giro… facendo due traslochi in un anno li ho un po’ censiti: ne ho tenuti una trentina, e – appunto regalati/rilasciati, un centinaio.
    dei mille lire se ne parla ancora (li trovate ad esempio al loibraccio in via larga – milano) ma adesso costano uno/due euro in base al contenuto.
    times go by… baci, Auro

  13. Lucylu dicono:

    Che stupida io all’inizio credevo che l’Uomo Gatto fosse davvero un povero innocente che gli altri maltrattavano e bistrattavano e lui povero non riusciva a difendersi(a chi non è mai capitato questo da bambini), poi la luce mi ha colpito e ho visto chiaro: niente altro che caccia all’audience con mascherone di turno, ora non lo guardo più.Il mio terrore è che fra un po’ lo vedremo ospite alle varie trasmissioni TV. Lucia svegliati fa male credere ancora alle favole in questo mondo atroce!E poi deciditi meglio non accenderlo più questo cassone finche non torna Zelig.

  14. mu dicono:

    fondiamo un movimento per la sterminazione dell’uomo-gatto? :-P

  15. alessiaonline dicono:

    Sììì!!! E sterminiamo anche i suoi inventori, quelli che gli scrivono i testi, il regista, gli esperti di marketing che una mattina hanno pensato che x fare audience e raccogliere pubblicità bisognasse rincoglionire la gente creando personaggi fasulli e mostruosi…
    entriamo negli studi televisivi armati (pare sia facile) – brandendo spade come gli ugonotti e urlando: “w i blog e libri a millelire, morte alle veline e all’Uomo Gatto!”

  16. mu dicono:

    chiediamo a ilenia, che lavora dietro le quinte a canale 5 e italia 1, magari ci dà delle dritte per evadere la security e liberare il mondo da sarabanda…saremo gli eroi del 21° secolo!!! :)

  17. utente anonimo dicono:

    >l’antologia incensurata delle trascrizioni delle
    >telefonate a Radio Radicale

    “incensurata” sta per “senza censure” o “senza precedenti penali” ???

  18. marquant dicono:

    (Mereghetti e Morandini unanimi confermano: El Mariachi è il primo film di Rodriguez. Ciao).

  19. ezechiele2002 dicono:

    Anche io circa un mese fa ho iniziato a fare un mio blog:
    http://unavitainfumo.splinder.it

    Visitalo quando hai tempo, e se sei d’ accordo con i miei obiettivi, linkalo nel tuo sito ed aiutami a diffonderlo !
    Grazie
    Ezechiele2002

  20. Lucylu dicono:

    Sì però liberiamo il mondo non solo da Sarabanda ma anche da Buona Domenica,Domenica in, amici and porcherie varie.Forse basterebbe eliminare la consorte di Costanzo credo…o forse finalmente butteremo via il cassone TV e tutti a riprendere in mano un buon libro, lì la scelta è vasta!

  21. Dulcinea dicono:

    L’uomo gatto è la sciocca, squallida vittima sacrificale di uno dei programmi peggiori di questa televisione rancida. Io abolirei praticamente tutti i programmi che passano a mediaset. Primi tra tutti quelli di e con Maria De Filippi e quelli del più grande viscido italiano: Maurizio Costanzo. Basta! Basta! Basta! Non si sopportano più. Basta la tivvù dell’arroganza, dell’ignoranza, dell’incontinenza (ché questi vanno a ruota libera), basta farci impappinare il cervello da una stronza quale la De Filippi. Basterebbe non guardarla? No, è necessario non trasmetterla! Difendiamo le nostre menti! Ciao Dulci.

  22. utente anonimo dicono:

    ho anche io qualcosa di Luciano da Samosata. Son cose.

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