Interludio nell’ufficio della capa di mattina presto (con digressione sulle deiezioni canine)

Mattina presta per le strade di una decadente metropoli dell’Europa Meridionale. Cielo spento, freddo polare, milioni di automobiline tristi in fila, al volante ognuno è solo, tappato nella sua gabbietta con le ruote. Montagne di spazzatura agli angoli delle vie, cacca di cane accuratamente spalmata sui marciapiedi. Qualche anno fa una coppia di amici croati sono venuti a Milano ed erano sbalorditi:
– Ma è pazesco, kuì in Italìa ci sono miliaia di merde per strada.
– Ti riferisci alle persone?
– Ma no, non mi sono spiegato bene. Intendo merde di animali.
– Ah, certo. Da voi, a Zagabria non è così?
– Non ci sono cani a Zagabria! A Zagabria solo ki ha un giardino o abita in kampania ha un kane. Li altri non possono permetersi di comprare karne tutti i giorni per un cane.

Anni dopo l’ho vista, Zagabria. E’ meglio di quanto ci si aspetti. Ha un centro storico piacevole, la gente sembra allegra. Sarà perché i croati prima di ogni pasto bevono sempre (sempre) un paio di grappe a stomaco vuoto, cosa che giova al buonumore (ma non al fegato).

Ma sto divagando. Sono qui nella tracotante Milano, la capitale morale dei miei stivali, ho appeno parcheggiato e scendendo dall’auto, per poco non pesto una merda di cane con l’anfibio sinistro. Entro nell’ufficio e dalla porta della stanza della mia capa esce musica ad alto volume. Oramai è all’esaurimento nervoso. Si è portata lo stereo da casa. Nei corridoi si spandono le note di Sabato Pomeriggio di Claudio Baglioni, che non sentivo da almeno quindici anni. Adesso scrivo la cosa più scontata del mondo: a me Baglioni (sia lui sia le sue canzoni) fa venir voglia di vomitare.

La scema è tutta fiera. Sta convocando i colleghi, a turno, nel suo ufficio per far sentire la mielosa voce del suo idolo. Poi squilla il mio telefono. E’ lei.
– Dai vieni qui, vieni a sentireeeee…
– Grazie, lo sento già da qui.
– Ma daiiiiii vieni a sentireee…
Vado nel suo ufficio. Il suo portacenere trabocca di mozziconi di sigaretta, e sono solo le 9.30 del mattino, la mia capa ha le occhiaie fino alle ginocchia, ma è raggiante perché può tenere la musica alta nel suo ufficio: è una dirigente. Mi guarda orgogliosa come se le canzoni del Claudio le avesse composte lei: (ciò che lei dice è in grigio scuro).
– Bella musica, vero?
– Sublime. Celestiale.
– Senti, dunque, cosa dovevo dirti? (accende una philip morris superlight e assume il tono professionale) Ah sì, quel tizio, quel napoletano che ci ha scritto che vuole 11.700 euro per il lavoro, quei pannelli colorati che ci ha fatto. Noi non gli diamo una lira! Non gli diamo un fico secco!
– Brava! Così si fa!
– E adesso noi glielo diciamo!
– Evviva!
– Dunque, tu gli telefoni…
– Come? Avevi detto “Noi”, prima persona plurale, non “tu”, seconda persona singolare.
– Tu. TU telefoni a LUI, e TU dici a LUI che NOI non paghiamo LUI.
– Ma scusa perché devo chiamarlo io? Non puoi chiamarlo tu, che sei il capo, la nostra impavida guida?
– Ecco! Ci risiamo. Ascolta, non perdiamo tempo con la solita polemica.
– Quale polemica?
– Insommaccristo! Fino a prova contraria io sono appunto il tuo capo e quindi tu esegui quello che io ti chiedo di fare! Altrimenti…
– Altrimenti cosa?
– Altrimenti, se non ti piace, ti devi cercare un altro lavoro.
– Lo sto già facendo, ma non lo trovo.
– Neanche io.
– Neanche io cosa?
– Neanche io lo trovo.
(Exeunt)

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6 Responses to Interludio nell’ufficio della capa di mattina presto (con digressione sulle deiezioni canine)

  1. utente anonimo dicono:

    Sei semplicemente grandiosa…
    Qua mi sa che mi sto innamorando, ma c’è un problema perchè io in realtà non esisto, sono solo l’alter-ego ipertecnologico del vero giannisbuso, che di tecnologia non capisce niente ma si trova veramente a budapest. E’ fantastico come Internet e il blog (inteso come content management) stia permettendo a lui a di avere un strumento così potente e flessibile per tenere aggiornati tutti i suoi conoscenti. Semplicemente si infila in internet cafè, o si mette sui computer all’univesità e spara libero tutto quello che gli viene in mente. senza preoccuparsi di niente di tecnico.

    sembra un furto di identità, ma io rappresento i suoi interessi digitali.
    che ridere…

    giannisbuso.remailer

  2. alessiaonline dicono:

    non ti preoccupare, siamo tutti l’alter ego di qualcunaltro! e soprattutto c’è sempre qualcunaltro che è il nostro alter ego! (mammamia, che vaccata, eh?)

  3. utente anonimo dicono:

    certo che la tua capa e’ da conoscere… no, ok, come non detto, lascia perdere :-)

  4. BillieJoe dicono:

    dovresti scrivere un film su quella lì…ci sarebbe da ridere al cinema :)

  5. utente anonimo dicono:

    No dico, e poi?
    Nel senso: l’hai chiamato?
    l’hai (2 per sing), l’avete ( 2 per plu) chiamato o pagato?
    Mica puoi far cadere il post come la telefonata…
    Ansia da pannelli non pagati…

  6. alessiaonline dicono:

    se devo dirla tutta, io quello là NON lo ho ancora chiamato (sono passate 24 ore)! sarà grave? boh, vi farò sapere…

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