Mese: Novembre 2002

Pierre Auguste Renoir

“Non ho ne’ regole, ne’ metodi, sono un piccolo tappo di sughero gettato in acqua e trascinato dalla corrente”. A una mostra dell’immenso Auguste Renoir. Uno spettacolo. Non ci sono i capolavori più celebri, naturalmente, ma quasi tutti quadri sono di una commovente bellezza, alcuni anche molto famosi come La danse à Bougival o Le ferme des collettes.

Sogno della Terza Guerra Mondiale

Ho sognato la Terza Guerra Mondiale. Era un pomeriggio d’autunno, su una grande veranda sul mare. Stavo davanti alla tv con tutta la famiglia, cugini, zii, zie… Guardavamo uno di quei programmi insulsi, chiacchierando. Qualcuno cambia canale quando passa un annuncio in sovraimpressione: “E’ iniziata la Terza Guerra Mondial…”. Boato nella sala. Poi un silenzio pensieroso. E’ una guerra tra Oriente e Occidente, America ed Europa contro Asia e Africa. Qualcuno rompe il silenzio gridando: “Evviva!”, poi tace con la testa tra le mani, si accorge di aver detto una vaccata. Dalla finestra si vedono già le corrazzate incrociare al…

Il Presidente

]Il capo di questa aziendina (40 dipendenti) è il Presidente. Ha un nome e un cognome, ma tutti lo chiamano il Presidente, come se fosse un capo di stato. “Buongiorno Presidente!” E lui risponde, gongolando: “Buongiorno!”. I subalterni lo chiamanno così anche quando è assente. “Il Presidente ha detto che..” oppure “Il Presidente pensa che…” Il Presidente dà del lei a tutti, ma spesso chiama le persone col nome di battesimo. Specialmente le donne. “Senta, Chiara…” e Chiara: “Mi dica, Presidente!” Il Presidente ha più di una cinquantina d’anni. Il Presidente ha i capelli brizzolati ed il sorriso perennemente stampato…

El Jabida

Ricevo un email con una recensione di Vivimilano (l’inserto locale del Corriere della Sera) e un perentorio invito ad una cena di amici presso l’ignoto locale ivi recensito, “El Jabida” o qualcosa del genere. Milano, zona Ripamonti. Non lo conosco. Ma mi rivelano che “si mangia couscous e kebab”. Bizzarrie di questi tempi. A Milano, città notoriamente razzista con la cultura musulmana, ebbene proprio qui è di moda l’ etnico: i mobili marocchini, la danza del ventre, la cucina turca e nordafricana, i tessuti del Pakistan… Distrattamente, accetto l’invito senza pensarci troppo. Freddo. Parabrezza appannato. L’insegna si vede da lontano,…

La Biblioteca

“I suoi scaffali registrano tutte le possibili combinazioni dei venticinque simboli ortografici (numero, anche se vastissimo, non infinito) cioè tutto ciò ch’è dato di esprimere, in tutte le lingue. Tutto: la storia minuziosa dell’avvenire, le autobiografie degli arcangeli, il catalogo fedele della Biblioteca, migliaia e migliaia di cataloghi falsi, la dimostrazione della falsità di questi cataloghi, la dimostrazione della falsità del catalogo fedele, l’evangelo gnostico di Basilide, il commento di questo evangelo, il commento del commento di questo evangelo, il resoconto veridico della tua morte…” (J. L. Borges, La biblioteca di Babele) Visita alla Biblioteca di Babele, pescando volumi a…

Effetti terapeutici della lettura dei quotidiani

Una collega mi racconta di un signore che aveva un gatto triste. La bestiola mostrava i sintomi della malinconia: si sentiva solo e trascurato. Allora quel signore seguì il suggerimento di una vicina e prese a leggergli il giornale, per fargli compagnia. Pare che il gatto stesse attento mentre dalla poltrona il suo proprietario, serissimo, leggeva ad alta voce il corriere della sera. Il gatto, assorto e immobile, ascoltava i titoli della pagina di cronaca locale.

L'oroscopo

“Ma tu di che segno sei?” è una delle domande che sento sempre più spesso dai miei coetanei. Mi cascano le braccia se debbo trattenermi con chi esordisce con un quesito del genere. Capisco subito che l’interlocutore o non sa cosa dire oppure è poco intelligente, e lo capisco senza conoscere il suo, di zodiaco. “Allora? Di che segno sei?” Se me lo chiede qualcuno che non conosce la mia data di nascita, rispondo nominando il primo segno astrologico che mi viene in mente. “Lo sapevo, infatti i Pesci sono proprio come te, perchè sono sensibili, un segno d’acqua, la…

Il mio capo

Sono in ufficio. Risentimento. Il mio capo è una donna di circa 40 anni. E’ di buona famiglia, abita in pieno centro storico. Parla con una erre rotondissima, alla francese. I soldi le hanno permesso di ringiovanire. Si è fatta rifare il naso, siliconare le labbra, alzare gli zigomi, correggere il taglio degli occhi e ingrandire i seni. Lo ammette lei stessa, anche se non ha mai parlato dei seni. Ma non ha potuto avere la bellezza, perchè la chirurgia estetica può nascondere i difetti, ma non dare la vera avvenenza, che è solo naturale. Ed è per questo che la…

Serata

Alla televisione un tipo bercia dei motivi per cui ha cominciato a fare l’attore. La sento ma non la guardo: è come un rumore di sottofondo, come se tenessi la lavatrice accesa per non sprofondare nel silenzio. Il mio lentissimo collegamento internet sta scaricando delle canzoni di Cesaria Evora da un computer lontano e sconosciuto. La tv accesa ma completamente ignorata urla scemenze come se volesse farsi notare da me. Sembra quasi che il volume si sia alzato da solo. Non è allucinazione, C’è un motivo: la pubblicità. Le reclame vengono trasmesse ad un livello sonoro più alto. Lo fanno per attirare…

Inizio

Diario di una personalità che in una giornata di maltempo apre il suo blog. E’ un esperimento, non si sa come andrà a finire. Daltronde gli esperimenti si fanno proprio per vedere come andrà a finire. Milano, Europa Occidentale, novembre 2002 dopo Cristo: tempo grigio, freddo, pochi soldi e idee piuttosto confuse in testa sul futuro e anche sul presente e sul passato.