Ho notato che nelle giornate di chi vive in città ci sono momenti in cui il tempo è irrimediabilmente perduto, se non si reagisce in qualche modo.
Il primo momento è: l’attesa solitaria in automobile nel traffico. In questo caso bisogna avere la radio accesa, possibilmente a un buon volume.
Per un certo periodo la mia autoradio si era guastata. Allora ho dovuto farmi prestare una piccola radiolina portatile, una di quelle che in genere si tengono nel bagno o in cucina.
Poi. Occorre guardare il fantasmagorico campionario delle facce dei poveri cristi al volante sulla corsia di fianco o opposta. Tutta gente che, come te, se ne sta buona in fila. Ognuno è isolato nella sua scatoletta, perché in città, quasi tutti gli automobilisti guidano senza altri passeggeri che se stessi. Li osservo: qualcuno canta (ha la radio accesa, evidentemente), la maggior parte ha gli occhi persi nella pioggia dei pensieri, altri restituiscono lo sguardo come a voler dire “Ma che vuoi?”.
Bello Marcovaldo.