Sono in ufficio. Risentimento.
La mia capa è una donna di circa 40 anni, di buona famiglia milanese. Abita in pieno centro storico. Parla con una erre rotondissima, alla francese. I soldi le hanno permesso di ringiovanire: si è fatta rifare il naso, siliconare le labbra, alzare gli zigomi, correggere il taglio degli occhi e ingrandire i seni. Lo racconta lei stessa. Non ha potuto avere la bellezza, perché la chirurgia estetica non basta, a volte. Questo però non lo dice.
È una tipa nervosa, fin dal primo mattino. Mentre beve il primo dei suoi tredici caffè giornalieri e mi fuma in faccia, racconta con un sorriso finto e un po’ forzato che la sera prima è stata nel locale chic dove ha cenato nella stessa sala dove sedevano la figlia del primo ministro di questo paese. Oppure descrive con minuzia la villa dei genitori a Malindi, in Kenya. I suoi genitori, entrambi italianissimi, vivono a a Malindi, in una enorme casa con piscina e servitù. A pranzo la mia capa torna sull’argoment e mi spiega che a Malindi spesso organizza dei picnic nella savana con Flavio Briatore. Lo dice davvero. La mia capo è amica di Flavio Briatore, e anche di Naomi Campbell. “Con Flavio ci diamo del tu”, dice lei, fierissima e ilare.
Provo un forte risentimento verso lei, Briatore e pure Naomi Campbell.
Su una rivista ho visto Briatore in Kenia mentre mangiava gli spaghetti con le mani. In una villa da sogno con gente molto figa. Son cose