L’artista che voleva lavarmi i piedi

Fra i tanti artisti incontrati nel corso dell’annuale sagra della creatività, tenutasi recentemente nella grande metropoli dell’Europa meridionale, quello che più mi ha colpito è stato il signore olandese che si offriva di lavare i piedi al pubblico per poi raccogliere l’acqua residua del lavaggio e quindi lasciarla evaporare ricavandone una sostanza che non potrei definire in altro modo se non come la “sporcizia dei piedi”, materia esigua, scura e granulosa con cui egli realizzava piccole sculture. Un’idea senza dubbio originale. Con professionalità e orgoglio, l’artista mi spiegava che nella sua vita ha dovuto lavare i piedi a migliaia di persone pur di ottenere depositi sufficienti a plasmare le opere. Un’esistenza non facile, ammetteva, guardandomi le scarpe.

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