Dell’impartire lezioni di grammatica ai passanti in attesa del tram

– Signore?

– Dice e a me?

– Sì. Posso? Ha un minuto di tempo a disposizione? In questa attesa del mezzo pubblico vorrei intrattenerla con qualche consiglio che di certo potrà esserle utile nel resto della sua esistenza.

– Guardi, non compro nulla, mi spiace.

– E io nulla intendo venderle, signore, ci mancherebbe altro: desidero soltanto parlarle della d eufonica.

– Della che?

– La d eufonica, naturalmente. Mi ascolti, giacché debbo raccomandarle di stare attento alla d eufonica: ed, ad, od – ha presente? – e alla corretta applicazione. Questi ed, ad e od, infatti, vanno impiegati con estrema parsimonia, ossia soltanto quando la parola che segue comincia con la medesima vocale. Altrimenti, la d non serve. Anzi, non deve manco farsi vedere. Ha capito? Insomma si scrive, e si dice, “e altro”. Non “ed altro”.

– S-sì, sì, certo adesso, però, mi scusi ma…

– Bene. Passiamo alla “È” maiuscola, la voce del verbo essere in terza persona maiuscola. Le ricordo che non si scrive con l’apostrofo – E’ – ma È, con l’accento sopra la testa della lettera. Accento grave, beninteso. I giorni della settimana e i mesi son sempre minuscoli, così come i punti cardinali (“andiamo verso sud”) a meno che non indichino una regione precisa (“l’Irlanda del Nord, l’Oriente”). Lo stesso vale per i popoli: gli italiani, gli americani: sempre minuscoli. Solo quelli antichi (“i Romani, i Maya”) vogliono la maiuscola. Tutto chiaro, giovanotto?

(si guarda intorno cercando soccorso) – Sì, la ringraz….

– Mi duole ricordarle che i puntini di sospensione sono sempre tre. Mai due, mai quattro, comunque mai più di tre. E un’altra cosa: prima di “eccetera”, o di “ecc.”, non si mette la virgola, poiché, lei mi insegna, eccetera viene dal latino “et cetera”, che significa “e altre cose”. Perciò la congiunzione c’è già: quella virgola non serve. L’uso di “etc.”, poi, è severamente proibito, creda a me.

– Sì, dai. Va bene. Ora ha finito?

– Quasi, mi lasci impartire una lezione di vita sui trattini, sia gentile. I trattini sono di due tipi. Il trattino breve, senza spazi prima e dopo, usato per congiungere parole (“L’impero austro-ungarico”) è cosa assai diversa dal trattino lungo, con spazi prima e dopo, utilizzato per gli incisi, al posto delle parentesi e delle virgole (“Quello lì – povero analfabeta – non sa nemmeno quale differenza corra fra i trattini brevi e quelli lunghi”) o prima di un discorso diretto.

– …

– E i termini inglesi plurali, signor mio, quando sono adoperati in un discorso in lingua italiana, non prendono mai, e sottolineo mai, la s del plurale. Pure i termini francesi vengono considerati invariabili se finiscono per consonante – “i feuilleton” – ma non se finiscono con una vocale, nel qual caso prendono la s finale: le élites.
Ma vedo che giunge il nostro tram, potremo continuare la nostra conversazione comodamente seduti.

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13 Responses to Dell’impartire lezioni di grammatica ai passanti in attesa del tram

  1. Firmato Ckf dicono:

    davvero ho imparato cose nuove, ma sebbene mi dolga approfittare ancora di cotanta gentilezza, la mia invadente curiosità mi impedisce di esimermi dal chiederLe come si scriva il trattino lungo usando questi infernali dispositivi chiamati tastiere. Per il suo prezioso insegnamento passato e spero, se Sua Grazia me lo concederà, non posso che porgerLe umili ma sentiti ringraziamenti

  2. r. dicono:

    Pardon, ero sullo stesso tram ma dovendomi appropinquare all’uscita non ho potuto ascoltare la fine della lezione. Ma dunque, nella forma plurale, è più corretto curriculum o curricola?

  3. deep dicono:

    Ogni tanto ci provo a scrivere “a esempio”, ma poi corro a piangere rannicchiato sotto la doccia.

  4. maestra dicono:

    Gentile signor Confuso,
    il suo occasionale interlocutore reagisce proprio come i miei alunni; quale soddisfazione!

  5. Rots dicono:

    Uau! Estremamente utile questo post…queste si che son cose. Ha pensato di scrivere un galateo della grammatica? Se costasse 4,99 correrei a comprarlo

  6. Cristina dicono:

    Io ho un problema: starei volentieri ore e giorni a sentire una persona esprimersi in questo modo; se poi ha anche un bel timbro vocale è la fine.

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