Il rinoceronte di Dürer

La vicenda e’ già stata narrata da altri, ne esiste persino una versione zeppa di bugie in un (pessimo) libro di Lawrence Norfolk. Vale la pena di riassumerla brevemente qui.

Nel 1515 l’ammiraglio portoghese Alphonso de Albuquerque, di ritorno da un viaggio in India, portò con sé il dono offerto dal Sultano di Khambhat agli invasori: un rinoceronte vivo. Negli ultimi mille anni, anzi sin dall’epoca dei Romani, nessun europeo aveva mai visto di persona un rinoceronte, animale leggendario, reputato inesistente, frutto di fantasie da scrittori di bestiari.

Il rinoceronte fu quindi scortato in processione per le strade di Lisbona, tra la folla incredula e felice. Tutti volevano vederlo, tutti volevano toccarlo.

Lo si condusse di fronte al re del Portogallo. Costui ne rimase assai impressionato e volle tenerlo in giardino, come trofeo vivente da esibire alle feste. Il rinoceronte era trattato come una divinità, simbolo della potenza coloniale. Passò quindi alcuni mesi nel parco, a razzolare e a produrre popò sui prati.

Il re, colmo di ammirazione verso il suo ospite, per dimostrarne la superiorità pensò perfino di farlo combattere con un elefante.

In Occidente l’elefante era invece conosciuto: lo si vedeva spesso alle fiere, nei serragli itineranti in arrivo dall’Africa; diversi esemplari venivano importati dalle conquiste d’oltremare, sempre per il sollazzo di monarchi vanitosi.

Si organizzò il duello. Al centro di un’arena, con tutta la città sugli spalti, i due erbivori si fronteggiavano. Senza troppa audacia, però. Erano entrambi mansueti, o forse solo intontiti dai viaggi e dal caos della moltitudine. Il rinoceronte ignorava bellamente l’avversario, e si limitiva a brucare i ciuffi d’erba per terra. Dall’altro lato della piazza, l’elefante restava immobile e calmo cercando di capire cosa diavolo stesse accadendo, poi si allontanò verso un angolo in ombra a dormire, e questo suo contegno fu preso come un segnale di resa: fra le grida del pubblico pazzo di gioia, il re decretò la vittoria del rinoceronte.

Il rinoceronte divenne una celebrità. Gli dedicarono un ritratto. Il grande pittore Albrecht Dürer, sulla base delle descrizioni, ne disegnò il profilo in una oggi famosissima incisione.

Un giorno il re decise di mostrare il rinoceronte all’uomo più importante della mondo, allora come oggi il papa. Con gran fatica il quadrupede, restio a viaggiare e forse presago di guai, fu imbarcato su un veliero.

Tuttavia, di fronte a La Spezia la nave si imbatté in una burrasca e affondò. L’equipaggio si rifugiò sulle spiagge, ma il rinoceronte pesava tre tonnellate, e non sapeva nuotare: nessuno riuscì a salvarlo.

Lo recuperarono giorni dopo, in pessimo stato e, cosa piu grave, morto. Il re comandò di imbalsamarlo e spedirlo lo stesso in regalo al papa.

Il quale  non gradì. Dodici anni più tardi, nel corso del Sacco di Roma, alcuni soldati lanzichenecchi, con estrema sorpresa, trovarono ben nascosto nei sotterranei delle cantine papali, un rinoceronte impagliato. Naturalmente non compresero la portata della scoperta. Ritenevano si trattasse di una brutta scultura. Ne fecero un falò, per scaldarsi.

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13 Responses to Il rinoceronte di Dürer

  1. Lofoten dicono:

    ho letto che oggi ormai tutti i rinoceronti al mondo hanno il microchip nel corno.

  2. r3dz dicono:

    peccato non esserci stato: il combattimento rinoceronte vs elefante dev’esser stato avvincenterrimo.

    • Rossella dicono:

      Si capisce come ,da sempre,l’uomo non abbia avuto il dovuto rispetto per la vita ! E purtroppo i non evoluti non si estinguono !

  3. Rots dicono:

    Dice così caro confuso perchè non ha mai assaggiato la tartare di rinoceronte, una vera leccornia, da servire con una spolverata di san pietrino ed un torsolo di mela cotogna affumicato.

  4. grisou70 dicono:

    E il rinoceronte di Dürer, con le sue imperfezioni anatomiche, divenne il modello con cui per molto tempo si conobbe questo animale misterioso in Europa.

  5. Hai scritto: ‘… Il rinoceronte era trattato come una divinità, simbolo della potenza coloniale. Passò quindi alcuni mesi nel parco, a razzolare e a produrre popò’. Molto divertente!

  6. FirmatoCkf dicono:

    Ma io questi bifolchi ignoranti non li sopporto, non potevano guardarlo in tv su Geo&Geo come tutti noi?

  7. grisou70 dicono:

    Dürer era un grande naturalista. Al contrario di noi italiani, cercava di rappresentare le cose come le vedeva. Non come voleva che fossero nella sua testa: http://grisou70.wordpress.com/2012/03/15/le-erbacce-di-durer/

  8. quellochepiùtipiace dicono:

    Pian Piano sto leggendo tutto e mi pare tutto una leccornia… cibo per la mente ed a mio gusto gli ultimi scritti anche più dei primi. Quel lievemente strasfigurato che rilassa e soddisfa tutta la curiosità che genera all’impronta. Per me è quasi come visitare un luogo di fiaba, serale… descrizioni che fanno evadere verso accadimenti particolari in luoghi storici e geografici lontani ma anche così “vicini”. Accompagnano verso sogni tranquilli e riescono a lasciare in bocca sempre una certa qual piccola insoddisfazione che invoglia a rileggere… Bellissimo

  9. Rossella dicono:

    L uomo ha sempre dimostrato di essere l animale più stupido e crudele …

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