Una giornata di Immanuel Kant

Kant era un tipo mattiniero: il suo maggiordomo aveva l’ordine di svegliarlo alle cinque antimeridiane in punto. Alle sette spaccate Kant usciva di casa per andare in città ad occuparsi delle sue faccende. Tornava alle undici e quarantacinque, puntuale come un cronometro. Pretendeva di pranzare sempre allo stesso orario, le dodici e un quarto, in compagnia di tre selezionati commensali per la sua conversazione. Alle due e trenta cacciava gli ospiti senza scuse e intraprendeva la consueta passeggiata pomeridiana, momento di solitudine in cui usava meditare e digerire. Rientrava regolarmente alle tre e cinquantaquattro, non un minuto dopo. A partire dalle sedici e ventisette e zero secondi, Kant si chiudeva nello studio a scrivere o a pensare. Ne usciva alle 18:36, non prima né dopo, ad adempiere il rituale di fumare la pipa bevendo un bicchiere di vino renano. Alle venti sedeva di nuovo a tavola, e per veder giungere la cena non aveva certo bisogno di dar ordini alla servitù, abituata a quel perfetto rigore di tempi che non ammetteva ritardi. Ogni sera, alle ventuno e zerotré, Kant immancabilmente posava forchetta e coltello con cui aveva sbucciato la frutta, piegava il tovagliolo con geometrica meticolosità e quindi si alzava per recarsi in giardino a riflettere. Alle dieci meno un quarto era in camera da letto a indossare il pigiama: i domestici sapevano bene che 4 minuti e mezzo in anticipo le finestre della stanza andavano chiuse senza lasciar il benché minimo spiraglio di luce (Kant amava dormire nel buio più completo). Alle 22:00:00 Kant si coricava e spegneva la lampada sul comodino: dopo quindici secondi esatti, era già addormentato, e principiava a russare.

Questa voce è stata pubblicata in informazioni errate. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

16 Responses to Una giornata di Immanuel Kant

  1. gio dicono:

    Lui sì che aveva la legge morale dentro di sè…

  2. Rots dicono:

    Mica male uno che ti invita alle dodici e un quarto e ti caccia alle due e trenta. Io i filosofi contemporanei, quelli che non hanno una mazza da fare tutto il giorno, non li sopporto.

  3. r3dz dicono:

    si tramanda che i compaesani regolassero l’orologio sulla base della passeggiata pomeridiana di kant: lo vedevano uscire a passeggiare e dunque regolavano l’orologio sulle 14.30.

    mi è sempre stato sul cazzo kant. ma ti sto adulando.

  4. kestress dicono:

    di cinque orologi in giro per casa (compresi pc e tv) non ne ho uno che segni un’orario uguale all’altro…non sarò mai kant :(

    • imma dicono:

      A chi lo dici…mica solo gli orologi, per quanto mi riguarda anche i calendari segnano pagine diverse…per fortuna un’amica ogni tanto mi sistema il tutto!

  5. FirmatoCkf dicono:

    lo credevo un tipo più stabile mentalmente, immaginate ogni passaggio all’ora legale che sconquasso gli creava nella vita :(

  6. sandra dicono:

    notevole è anche il metodo che usava per avvolgersi nella coperta prima di distendersi a letto, narrato dal domestico Lampe e testimoniato mi pare nel libro “Gli ultimi giorni di Immanuel Kant” di De quincey e forse anche in Vita e dottrina di Kant di Cassirer: egli si avvolgeva nella coperta praticamente come una mummia, o una sorta di larva imbozzolata…. sarà anche questo un simbolo della disciplina severa di tutta la sua impresa filosofica? Certo è che egli era anche amabile e piacevole conversatore ed assai ricercato dalle signore per pranzi conviviali…

  7. confuso dicono:

    non va peraltro dimenticato che, sempre secondo i suoi fidi biografi, Kant era ghiotto di formaggi stagionati. E non vide mai il mare.

  8. Litsius dicono:

    eh eh eh! Gli aneddoti sui personaggi celebri sono sempre interessanti, anche perchè alcuni episodi sono inventati di sana pianta o comunque deformati.
    Riguardo al maggiordomo di Kant, ho letto da qualche parte che non solo aveva l’ingrato compito di svegliare Immanuel alle cinque in punto, ma che, oltretutto, ogni volta veniva ricoperto di contumelie… Poveraccio :-)

  9. Vale dicono:

    Sì ok, però che noia di giornata.

  10. sandra dicono:

    noia? sì , rispetto ai nostri parametri. senza tv, senza vacanze, senza cinema… in realtà pare che kant non la percepisse affatto : la fatica della incessante speculazione lo teneva così occupato che non aveva tempo per annoiarsi.

  11. zauberei dicono:

    Invero, certi suoi passaggi autobiografici lo facevano preconizzare discepolo di Woody Allen, o anche di Onan, ossia si ammazzava de pippe e trovava la cosa assolutamente congrua. Invece le cronache mondane riportano un Kant non solo puntuale che tutti ci sistemavano l’orologio, ma anche molto simpatico e graziuoso nelle conversazioni. Doveva allora essere uno scorfano, mi sono detta se co tutti i salotti rimaneva così quotidianamente amico di Onan.

  12. Lofoten dicono:

    Scusassi il fora argomento: ma stu cazzu di mail la dobbiamo mettere ogni volta?
    Riguardo Kant soffriva di emorroidi e quando si sciusciava il naso se metteva un ditino lì a mò di contenimento.

    da “Vite di filosofi”

  13. cere dicono:

    Pare anche che Kant non abbia mai posseduto un orologio. Comunque spazio e tempo sono forme a priori.

  14. Franco dicono:

    Lui sapeva, perfettamente, come determinare la sua volontà.
    Niente di più
    Niente di meno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *