Contro il Piccolo Principe

I grandi misteri della storia umana: uno dei libri più letti al mondo è, ancora oggi, il Piccolo Principe, testi e disegni di tale Antoine de Saint Exupery. Segue breve riassunto dell’opera ad uso e consumo di esegeti e smemorati. Premessa: il Piccolo Principe, di per sè, ci è sempre stato sui coglioni. Ma non divaghiamo, veniamo al capolavoro.

Il Piccolo Principe del titolo è un bambino. Si abbiglia alla maniera aristocratica, con mantello e spadino, e pur essendo biondo e di chiara razza caucasica vive nel Sahara. Ora, cosa ci faccia un bambino da solo in mezzo al deserto e come mai egli non sia purtroppo ancora defunto di sete e fame e nemmanco arso vivo dal sole, ebbene, ciò non è chiaro, ma le stramberie di questo secondo alcuni sopravvalutato romanzucolo non finiscono qui. Al contrario, siamo solo all’inizio.

Torniamo al principe: egli millanta di regnare su un pianeta lontano, anzi a dir la verità un asteroide, insomma un sasso (un po’ come se io dicessi che sono il principe di casa mia o del mio salotto) e ad ogni modo egli ama vantarsi della sua nobiltà con i rari passanti: un giorno incontra fra le dune un aviatore miracolosamente scampato a un incidente aereo, e anziché prestargli soccorso, fornirgli genere di conforto o almeno domandargli se si sia fatto male, gli ordina di disegnare una pecora.

Ora, a questo punto, chiunque nei panni del malconcio aviatore, passerebbe oltre, o scambierebbe il principe per un singolare miraggio parlante – oppure in assenza di altri generi alimentari valuterebbe la seria possibilità di macellarlo e cibarsi dei suoi visceri: viceversa lo sciagurato pilota preferisce assecondare il suo interlocutore, suo e nostro malgrado.

Il principe ha quindi trovato un poveruomo disposto a dargli retta, e siccome non aspettava altro comincia a raccontare di un fiato tutti i fatti suoi. Per diverse pagine noi e lo scalognato povero aviatore ascoltiamo i vaneggiamenti del piccolo principe. Costui prima dichiara d’essersi innamorato di un vaso di fiori, una rosa per l’esattezza, e di soffrire molto in quanto non ricambiato. Poi ci delucida sulla sua passione per le pecore: esse gli servono per liberare dai baobab l’asteroide di cui si è proclamato sovrano: secondo il giovane protagonista, gli ovini una volta dipinti sul foglio di carta dovrebbero nutrirsi dei baobab (?) e deforestare così il pianetino a rischio per via del sovraffollamento di vegetazione.

A rigor di logica, di fronte a simili ragionamenti, l’aviatore dovrebbe telefonare a uno psichiatra e prenotare con urgenza il ricovero del piccolo principe, ma trovandosi fra le dune di un deserto africano, zona per sua natura sfornita di ambulatori, gli tocca prestare attenzione allo sproloquio del giovane folle, che ora elenca i personaggi da lui conosciuti durante i viaggi sulla Terra e altri luoghi dell’universo: un uomo ricco, uno presuntuoso, un alcolizzato, un elettricista, altri stereotipi di vizi o virtù, e infine una volpe, sì proprio una volpe, nel senso di mammifero. Non si capisce per quale motivo, essa pretende dal piccolo principe di essere addomesticata.

Qui il lettore potrebbe esser preso da un nuovo colpo di sonno, e l’aviatore stesso ascolta supponiamo distrattamente l’interminabile farneticare del piccolo principe, o forse sbadiglia, magari dorme (questo però il libro non lo dice), o ha altri pensieri ben più concreti, come la ricerca di acqua o il modo per riparare l’aereo e quindi abbandonare il deserto e il fastidiosissimo principe per tornare fra la gente civile.

Improvviso, giunge nella trama il colpo di scena, forse desiderato dal pubblico in sala: il piccolo principe muore. Alè. Anzi, si suicida. Senza dar spiegazioni sensate, si lascia mordere da un serpente (cose che capitano, se frequenti i deserti) e spira fra gli applausi scroscianti de platea di lettori commossi o sfiancati dalla prosa, dipende dai gusti. Fine.

Postilla: per sfortuna, il 31 luglio 1944, poco dopo la prima pubblicazione di questo testo, il suo autore appassionato di aeronautica viene abbattuto dalla Luftwaffe. E precipita non nel Sahara bensì nel mar Tirreno. L’editoria e milioni di ammiratori lo piangono ancora.

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34 Responses to Contro il Piccolo Principe

  1. PICCHU dicono:

    Grande Confuso, ora vado da mio nipotino e glielo brucio quel libro di merda.

  2. Lo faccia per il suo bene

  3. Bostoniano dicono:

    È un cappello!!! È un cappello!!! È un cappello!!!

  4. utente anonimo dicono:

    Mi hai spoilerato il finale.

  5. Meglio, così non leggi il libro.

  6. Signori, al grido di morte ai principi, qui si parte per la villeggiatura, ossia per una dimora isolata e solitaria lontano dalla civiltà e dal mare: se il blog non viene aggiornato non preoccupatevi. Nel frattempo forse (forse) si fa qualcosina su Twitter.com/confuso, che pare sia di moda e non richiede il piccì.

  7. ioeilmiopc dicono:

    ahahah!
    sei umpàzzo.

  8. utente anonimo dicono:

    mai letto, odio i francesi, la Francia e tutto ciò che toccano

  9. utente anonimo dicono:

    A volte il piccolo principe mi tira i piedi di notte! :-P
    Il Portinaio

  10. utente anonimo dicono:

    Quoto ogni singola parola. Amen. 

  11. seneca29 dicono:

    Io sono tra quelli che applaude  ; )

  12. utente anonimo dicono:

    Finalmente qualcuno che condivide il mio punto di vista, e di cui condivido il suo. L'ho letto, e me ne pento. Ahi, che perdita di tempo…

  13. ioeilmiopc dicono:

    posso spendere qualke opinione favorevole alpìkkolo principe?

    vabé, ho kapito: meglio tagliare lakòrda.

  14. utente anonimo dicono:

    A me piace quando incontra la volpe

    :-)

    Parzialmente Sclerata

  15. utente anonimo dicono:

    A me il piccolo principe é sempre stato sulle palle. Non l’ho mai letto per principio e questo post mi é piaciuto moltissimo.

  16. Salinaversosud dicono:

    (Segue simulazione)

    Salina: "E la volpe?" 

    Confuso: "me la sono mangiata!" 

  17. utente anonimo dicono:

    Il famoso “pane e volpe”?

  18. exxxanonimo dicono:

    Sì il piccolo principe mi è sempre stato veramente antipatico. Già dal nome.

  19. Il Piccolo Principe è chiaramente un bugiardo e un mitomane.

    La volpe del Piccolo Principe? Una puzzola con l'henné!

  20. Salinaversosud dicono:

    @17: …il famoso "pane e volpe"! 

  21. utente anonimo dicono:

    Confuso dov'è finito? abbattuto anche lui dalla Luftwaffe?

  22. E' in ferie su un asteroide.

  23. utente anonimo dicono:

    Please come back belin!

  24. utente anonimo dicono:

    Io l'ho dovuto leggere a scuola… IN FRANCESE!!!
    Non lo auguro neanche al mio peggior nemico.

    Morgana

  25. exxxanonimo dicono:

    Morgana ho i brividi alla sola idea … i miei complimenti!

  26. dors_venabili dicono:

    concordo, bel post. fa il paio con questo video visto su youtubs tempo fa.
    però c'è da dire che citare frasi del piccolo principe a caso fa sempre effetto su un certo tipo di persone. ci cascano regolare. diciamo che leggerlo da ragazzini è diverso, perché capisci quello che capisci. è molto peggio quando sono gli adulti a farne un baluardo di saggezza.

  27. RobySan dicono:

    Il pilota della Luftwaffe che abbatté Saint Exupery, era un lontano cugino di Thomas Mann. Giuro.

  28. blackmamba dicono:

    Ho riso dall’inizio alla fine. Complimenti per il post!

  29. vitty dicono:

    Sublime!!! Mi hai fatto schiantare dal ridere,bravo!!!!

  30. Grun.D.ge dicono:

    Allora, permettiamo che a me il Piccolo Principe è sempre piaciuto molto da sempre, nonostante questo sono sempre aperto al dialogo ed a cambiare i miei punti di vista su ogni cosa.
    Eppure dalla lettura dell’articolo e dei commenti ho potuto capire diverse cose:
    Primo, che la maggior parte di quelli che hanno commentato il libro l’hanno a mala pena letto e quindi lo odiano o a prescindere (causa titolo o cazzo so io) o per poter essere più alternativi degli altri (hipster del cazzo).
    Secondariamente, degli errori nella descrizione della storia, ai quali non mi attaccherò visto che qui è un problema di fondo, non di come sia stata descritta la trama.
    Terzo, forse non vi è chiaro che questo è un libro per bambini per quanto possa essere profondo (Perché sì lo è e pure molto) quindi non penso vi possiate aspettare sta gran cazzo di logica del perché un bimbo sia in un deserto.
    Infine, io ribadisco la mia apertura al dialogo ma questo articolo è davvero scritto di merda, con un tono strafottente da sborone in cui si vuole solo dimostrare agli altri quando si è troppo più alternativi perché si sfotte un capolavoro, un applauso per tanta coglionaggine.

  31. Arioch dicono:

    Se “Il piccolo principe” é un capolavoro i fumetti dell’uomo ragno meritano di essere scolpiti nell’imperituro marmo, per poi dar vita in un prossimo futuro a un nuovo culto mistico. L’autore dell’articolo è stato financo magnanimo nella sua critica dato che anche oggi, a molti anni dalla sciagurata decisione che mi portò a leggere il libercolo in questione, la gastrite fulminante mi coglie al solo sentirlo nominare. Che merda.

  32. Luna berry dicono:

    Neanche a me è piaciuto! Concetti morali sbandierati in maniera molto banale, troppo semplice, zuccheroso, non c’è neanche un antagonista, ‘sto principe incontra dei tizi con dei difetti da favole di Esopo e di Fedro e finge di inserirci anche delle morali…. Peggio di una saga young adult,intrattiene ma non fa riflettere!!! Uff! Non pretendo che un libro per l’infanzia sia un dialogo filosofico, ma qui si casca nella melensità! Alice, Pinocchio, il Mago di Oz, Cuore, I ragazzi di Via PAL, Gian Burrasca, questi sì che sono dei grandi classici per l’infanzia… Ah,per la cronaca, non sono una persona superficiale né ho vissuto un’infanzia difficile,forse sono un po’ cinica, ma pretendo dei romanzi di qualità, che mi facciano volare con la fantasia ma mi facciano soprattutto RIFLETTERE e non solo intrattenere…Dostoevskij mi piace un sacco, ma amo i romanzi distopici (classici) (il mio preferito è Arancia Meccanica) perché c’entrano l’obiettivo!

  33. Pipo dicono:

    Poveretti, per essere alternativi dovete criticare tutto, non capite un cazzo e non avendo la minima personalità per apparire dovete sparare cagate come fece con voi quella puttana di vostra madre. Nel Sahara meritereste voi di crepare con da bere solo una latta di olio motore, alla salute!

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