INTERVISTA AL PERSONAGGIO DEL MOMENTO

Buonasera cari lettori, e benvenuti al consueto appuntamento con la rubrica di spettacolo. Oggi abbiamo qui con noi il personaggio più chiacchierato dell’anno, reduce da successi strepitosi quanto insperati dopo anni di oblio e di dileggio. Credevamo fosse morto e sepolto, invece, osservate voi stessi, è in gran forma. In esclusiva mondiale sul podio della nostra intervista, è con noi… il… il… il Razzismo!

Buonasera a tutti.

Buonasera a lei signor Razzismo. Prima di cominciare, le ricordo che questa è una rubrica di intrattenimento, ossia un’intervista sulla sua vita privata. Niente ideologie, niente propaganda: trattiamo solo di pettegolezzi amorosi, della sua famiglia, del tempo, di cose allegre e leggere. Cerchi di non fare la solita figuraccia, d’accordo?

Certo. Anzi, la ringrazio di avermi invitato, io ho una missione, devo appunto sfatare un luogo comune. Non sono così cattivo né così antipatico come descrivono. Sono un tipo alla mano, uno come tanti.

Davvero, caro Razzismo?

Mi creda, stasera dimostrerò che resto una persona a modo, un abile conversatore con tante altre cose interessanti da dire. Peraltro, a mio avviso, i neg…

Fermo lì, signor razzismo, torniamo a noi. Dunque. Lei oramai è un divo, in questi giorni non si parla che di lei. Ebbene, tanta attenzione le dà fastidio o viceversa, adesso che le chiedono l’autografo in istrada, tutta questa fama le ha dato alla testa?

Glielo ripeto: pur cosciente dell’apprezzamento del pubblico, non ho perduto la proverbiale semplicità di un tempo. Veda, sono il solito ragazzo di sempre. Mi piacciono la natura, una serata in pizzeria con gli amici, le cose genuine di tutti i giorni. Però, secondo me, gli zing…

Alt! Si concentri, risponda alle mie domande. Avanti, signor Razzismo, ci racconti la sua quotidianità. A che ora si sveglia la mattina, cosa ha mangiato ieri a pranzo? Preferisce la doccia o la vasca da bagno? Meglio l’autunno o la primavera? Mare o montagna?

Dipende, dipende. Tuttavia, la mia opinione è che ai musulm…

Ancora? Ah ma allora non ci siamo intesi. Non è questo l’argomento, non oggi.

Sì sì, ho capito. Ma lasci che le spieghi: a me, tutti ‘sti cines…

A proposito, colpo di scena! C’è qui in sala un gruppo di suoi parenti Razzismi, venuti appositamente dall’estero per incontrarla.

Saranno mica degli immigr…

Ma no, ma no, questi sono Razzismi veraci, amanti delle loro rispettive patrie, vivono in paesi lontani e non si muovono mai da casa loro. Ma per lei – caramba che sorpresa – soltanto stasera fanno un’eccezione. Venite ragazzi, è tutto vostro.

Ehi, aspetti un attimo, non è come pensa lei… ahia, ahiaaaa!

Piano, piano, quanto affetto. Cari lettori, purtroppo l’intervista termina qui, gli amici Razzismi stanno fraternizzando e in segno di affetto, come loro costume, se le danno di santa ragione. Urca, però mi sa che servono delle ambulanze. Basta così, arrivederci, alla prossima puntata. Sigla, sigla.

ORAZIONE FUNEBRE IN MEMORIA DEI PRESENTI

Buonasera e bentornati dall’Aldilà. Ma no, suvvia, che cos’è questo toccare ferro e agitarsi di mani a mo’ di corna? Un po’ di ritegno, signori. Lo vedete, stiamo tutti bene, chi più chi meno. Ma saremo previdenti: infatti, il breve omaggio a noi stessi che segue va recitato, amici, nel cinquecentomilionesimo anniversario della  Dipartita dall’Universo delle Cose Fisiche da parte tutti noi oggidì qui riuniti. Cioè quando il mondo, si presume, ci avrà dimenticato. E visto che per quella data nessuno, neppure i discendenti, si occuperanno più di noi, si supplisce hic et nunc all’incombenza da sé anche con anticipo sul tempo.

Non staremo certo qui a celebrare il nostro talento (non l’abbiamo mai avuto) né l’intelligenza (e quando mai) né una qualche attitudine fonte di ammirazione altrui (ma va là) o il successo da viventi (figuriamoci). Eravamo, si sa, persone come tante. Gente da passeggio, conversatori che nel corso dell’esistenza hanno parlato molto e combinato poco, mai alcunché di davvero memorabile.

Tuttavia, di noi – e qui l’uditorio dei posteri perdoni l’inevitabile seppur commossa autoreferenzialità – ci piace casomai ricordare le stranezze. La fascinazione per la meraviglia del mondo, il gusto per la chimera d’accatto, l’aria trasognata, il vezzo di portare una foglia di lattuga all’occhiello della giacca.

Noi fummo, sì. Fummo pittori senza dipingere, compositori senza musica, attori senza pubblico di fronte del palcoscenico, poeti senza il grado di firmare un solo verso degno di dirsi tale. Dei poveretti, insomma. La nostra arte fu lieve, priva di merito. L’arte misera di pretendere poco e vagare con lo sguardo perso verso il cielo fra illusione e incanto. Chissà se dio, o chi per lui, almeno di questo avrà pietà.

SEQUENZA DI PENSIERI QUANDO SI E’ IN PIZZERIA ED ENTRA IL SORDOMUTO VENDITORE AMBULANTE DI PORTACHIAVI E/O
PUPAZZETTI

1. O mamma eccolo che arriva.
2. Lo sapevo, adesso viene qua, mi posa due portachiavi di peluche sul tavolo, il bigliettino…
3. Dai, almeno non parla, non disturba, non tenta di convincermi a comprare. E’ discreto.
4. Fammi un po’ vedere che c’è scritto sul biglietto.
5. Ah ecco perché non parlava.
6. Chissà se poi è veramente muto.
7. Anzi, sordomuto.
8. Però il testo incute tenerezza, va detto. C’è pure l’errore d’ortografia.
9. Titolo per una possibile tesi di laurea: tecniche di direct marketing nel frequente arruolamento di individui muti nel commercio ambulante da pizzeria.
10. Madonnammia questi portachiavi di peluche fosforescenti con la lucina dentro sono atroci.
11. Vabbè continuamo a mangiare, va.
12. Adesso provo a gridare voglio vedere se è davvero sordomuto
13. Oppure gli pesto un piede così scopriamo se dice ahia.
14. Ma cosa sto pensando, sono una persona orribile, che razza di pensieri.
15. Però chissà se è d’accordo con quelli della pizzeria.
16. Massì, magari pigliano una percentuale sulle vendite. Altrimenti non lo lascerebbero entrare.
17. Titolo per una possibile tesi di laurea: "Il fenomeno del racket nel commercio ambulante dei sordomuti da pizzeria."
18. Un giorno andrò all’inferno per queste cattiverie.
19. “Signor Confuso, benvenuto al Giudizio Universale: tutto bene, peccato per quella volta in pizzeria che non ha dato gli spiccioli al sordomuto venditore di pupazzetti.”
20. Eccolo che torna a raccattare bigliettini e portachiavi, e non ha venduto niente.
21. Faccio come gli altri  e fingo di ignorarlo?
22.  Oddio, mi sorride…
23. Facciamo così, accenno un gesto, del tipo “non mi serve niente”.
24. Vabbè dai lo compro e poi lo butto via.
25. Però quanto è brutto ‘sto coso…

ANTROPOLOGIA DEL GIORNALISTA MARKETTARO PREZZOLATO

Buonasera a tutti, e benvenuti alla consueta rubrica di lifestyle. Consigli per vivere meglio, stare bene, essere felici e soprattutto comprare i prodotti giusti, ossia quelli suggeriti da me.

Per esempio, avete letto il nuovo romanzo di Mariolino Truffador? E’ splendido, il definitivo capolavoro della letteratura moderna. Una scrittura travolgente, lo si finisce tutto d’un fiato. Sissignori, c’è poco da fare, siamo di fronte a una storia magnifica e immortale. Bè, in effetti io non l’ho manco aperto, però quanto sopra è ciò che sta scritto in quarta di copertina, e siccome non avevo certo tempo di mettermi a leggere 800 pagine fitte fitte, ho copiato quel testo paro paro. E comunque resta un grande libro: lo dice il comunicato stampa e me lo continua a ripetere un caro amico, e lui se ne intende, di mestiere fa il direttore marketing nella casa editrice che ha pubblicato l’opera. Vabbé, l’autore è mio cognato, ma che c’entra?

Passiamo ai viaggi: dall’alto della mia esperienza sul campo, consiglio a tutti di andare in vacanza al Grand Hotel Truffaldin di Laigueglia: uno spettacolo d’albergo a dodici stelle, con piscine e bagni turchi ovunque, persino in ascensore, dentro le camere più costose c’è persino una spiaggia privata col mare artificiale. Da non crederci. Infatti non ci credo neppure io, che pur scrivendone non ci sono mai stato, a Laigueglia: sto semplicemente recitando a pappagallo il comunicato stampa appena ricevuto via email dal direttore marketing di quella catena. Il quale, peraltro molto gentile, mi promette eterna gratitudine e pagamenti in contanti.

Ma a parte questo, mi auguro che tutti voi abbiate già acquistato la nuova crema  multiuso dei Laboratori Tryuff, altrimenti siete pazzi. Essa funziona contemporaneamente come dopobarba antibrufoli per lui e mousse rassodante delle chiappe per lei. La devo ancora testare, ma l’azienda produttrice, mentre mi infilava il comunicato stampa nella tasca, sosteneva che se mi piace e ne parlo bene loro mi inviano una fornitura settimanale, vita natural durante, di loro prodotti per me e famiglia.

Ehi ehi ragazzi maniaci dell’hi tech, ascoltate un suggerimento davvero disinteressato: la videofotocamera della Truffanon è davvero i-m-p-e-r-d-i-b-i-l-e. Lenti create a mano da Carl Zeiss in persona, un sensore da 400 milioni di megapixel, lo zoom d’oro… Hanno dovuto regalarmene tre per convincermi che era un buon prodotto, ma ci sono riusciti. Che poi questi arnesi non nemmeno usarli, di solito gli omaggi li rivendo al mercato nero: però voi forza, correte a bruciare il vostro stipendio di questo mese, e magari già che ci siete aprite un mutuo. Per citare il comunicato stampa, ne vale la pena.

VOCABOLARIO ESSENZIALE PER SCRIVERE UN ARTICOLO GIORNALISTICO DI RESOCONTO A FENOMENI METEOROLOGICI LOCALI MA DI UN CERTO RILIEVO

Il maltempo:

- “L’ondata di maltempo”

- “…all’insegna del maltempo”

- “L’emergenza maltempo”

- “Il maltempo non accenna a frenare / non dà tregua /  / ha provocato gravi danni / ha flagellato / ha messo in ginocchio / si è abbattuto sul Nord Italia / l’Europa / l’entroterra di Frosinone / l’Universo”

La città:

- “La città in tilt”

- “La città nel caos”

- “La città paralizzata “

La neve:

- “La città si è svegliata sotto una coltre di neve / una fitta coltre bianca  / una fitta nevicata”

- “I fenomeni a carattere nevoso”

- “Nonostante la presenza delle spargisale / degli sgombraneve / di un solo spazzaneve / della polizia a cavallo / dei trichechi ammaestrati”

I grandi classici:

- “L’ allarme della protezione civile”

- “La morsa del gelo” (oramai desueto: peccato)

- “Il violento nubifragio”

“L’assessore invita i cittadini ad usare i mezzi pubblici / a non prendere la macchina / a restarsene a casa / a barricarsi sottoterra e aspettare la primavera”

- “I disagi causati dalla tormenta / dalla pioggia / dalla spaventosa bufera / dalla tromba d’aria / dal maremoto / dal tornado / dal temporale / dall’acquazzone / dalle pozzanghere".