ORAZIONE CONTRO GLI OROLOGI DA POLSO

Da molti anni, appartengo fieramente alla razza di coloro che non posseggono il cellulare ma neppure l’orologio. Quello da polso, intendo.

Inciso. Il fatto di non possedere un cellulare mi impedisce di poter guardare l’ora sul telefono, come invece fanno molti finti non-proprietari di orologio.

Non avere l’orologio risulta assai comodo, e consente di essere perdonati quando si arriva in ritardo agli appuntamenti.
"Ehi, ma sei in ritardo! Da quaranta minuti ti aspetto qua come un cretino!"
"Aspetta, ho un’attenuante: non possiedo l’orologio."
"Ah, scusa."

I benefici del non avere un orologio restano comunque numerosi. Tale privazione permette di non doversi preoccupare di caricarlo, di sostituirgli le pile, di controllare che sia troppo avanti o troppo indietro, di levarselo prima di andare a dormire o di indossarlo la mattina.

Un altro dei vantaggi del non possedere l’orologio: si evita di conversare per strada con seccatori i quali, a loro volta, non hanno l’orologio:
"Sa mica che ore sono?"
"No."

Viceversa, e per paradosso, noi mancati detentori d’orologio, possiamo tuttavia chiedere l’ora ai passanti. Un piacere antico di cui oramai s’è persa la memoria. Il proprietario di orologio, una volta interrogato, si sente utile, è parecchio orgoglioso di saper rispondere.
"Senta, può darmi un’informazione?"
"Mi dica."
"Sa mica che ore sono?"
"Ma certo! Sono le sedici, cinque minuti e ventiquattro secondi."
"Grazie, ben gentile."
"Grazie a lei d’avermelo domandato!"

Tuttavia, sconsiglio a tutti di entrar a far parte del club dei mancati detentori d’orologio. Si vive meglio, certo, ma se avete un orologio, per favore, tenetelo. A qualcuno dovremo pur chiedere l’ora.

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42 Responses to

  1. Franfiorini dicono:

    Concordo.

    Io porto l’orologio solo quando lavoro, però.

  2. utente anonimo dicono:

    Non porto l’orologio, ma quando mi chiedono l’ora fingo di guardare il polso e poi invento: è divertente…

  3. lofoten dicono:

    Si vede che sei un libero professionista…

  4. utente anonimo dicono:

    La volta che arrivi in ritardo ad un appuntamento importante (ad es. la “donna”, il matrimonio, il capo che vuole darti un aumento ma ahime non ci sei…) è la fine ;)

  5. utente anonimo dicono:

    Concordo con #1. L’orologio è lavoro, l’assenza di orologio è vacanza.

    Com’è che tu sei sempre in vacanza ?

  6. FirmatoCkf dicono:

    da quando ho ckapito cke non potevo usarli ckome sckudi antiproiettili, ho smesso di usare gli orologi

  7. utente anonimo dicono:

    non vale, lei si organiza guardando l’ora dei commenti…

    per questo ha aperto un blog.

    jS

  8. In effetti i commenti sono un ottimo orologio da scrivania.

  9. Lofoten: ‘professionista’, nel mio caso, mi pare un termine un po’ forte. Diciamo che sono ‘libero’, e basta.

    #5: magari.

  10. diamonddog dicono:

    Inciso. Il fatto di non possedere un cellulare mi impedisce di poter guardare l’ora sul telefono, come invece fanno molti finti non-proprietari di orologio.

    Oh bella, e io che pensavo di aver ingannato tutti-ma-proprio-tutti.

  11. Bostoniano dicono:

    Non avere l’orologio e il cellulare è un po’ datato, per lo snob al passo coi tempi ora porta non avere un account su Facebook :-)

  12. lofoten dicono:

    Noi non lo abbiamo affatto.

    E poi che è sto facebook?

  13. nephie dicono:

    Non avere un orologio ti dispensa anche dall’obbligo morale di dover correre per la stazione con la speranza di non perdere il treno.

    Camminare (e non correre) alla stazione… questo sì che è veramente snob.

    ;-)

  14. diamonddog dicono:

    Ma è meglio essere snob essenzialisti (no clock) o tamarri esibizionisti (daytona doro)?

  15. lofoten dicono:

    Già lo stesso fatto di conoscere questo daytona che presumo essere un orologio di gran marca, è un po’ da esibizionisti.

    Mi scusi diamonddog è per puntualizzare.

    Io che sono snob minimalista ne sconosco l’esistenza, o meglio, ne sconoscevo.

    Ora per colpa sua rischio di diventare tamarra anch’io.

  16. diamonddog dicono:

    Il Rolex Daytona (d’oro, che esiste anche più tamarro ancora, in acciaio) (perchè se c’è una cosa più tamarra del tamarro è la copia economica) è stato portato al pubblico dominio da Paul Newman che lo indossava in non so quale film e alla 24 ore di Le mans (la corsa, non la valigia).

    Ma io mica l’ho mai visto nella Realtà.

  17. Bostoniano dicono:

    Ma no, lofoten, è MOLTO più da snob sapere che il Daytona è un modello di Rolex desideratissimo dai tamarri e ignorarlo ostentatamente sapendo che esiste che non sapere che esiste! Non ti intamarrerai per questo!

  18. utente anonimo dicono:

    Gentile Perso, a quando la dismissione degli abiti sulla pubblica via?

    La via dell’ascesi è costellata di non spiacevoli rinunce, sembra ;)

    Nina

  19. PICCHU dicono:

    Ehy Confuso pensa che io ancora osservo il sole per sapere che ore sono.

    Sono avantissimo.

  20. utente anonimo dicono:

    L’unico valido motivo trovato finora per non chiederti un appuntamento, sig. Confuso.

  21. A proposito, qualcuno sa che ora è?

  22. diamonddog dicono:

    Sig. Boston Celtics, se ho ben interpretato le sue parole eastcoast, ergo io sarei un supersnob?

    Mmmm. Ci devo pensare.

  23. lofoten dicono:

    Bostoniano io mica l’ho capito quello che hai scritto. Che forse manca un accento in qualche “e”?

  24. zauberei dicono:

    Confuso senta.

    Anche io sono una non detentora di orologio. Certo con cellulare, ma siccome sono una donna Mary Poppins, cioè che tiene di tutto nella borsa oltre il clelulare, mi è fatica tirare fuori il lampadario per sapere l’ora.

    tuttavia sono tipa scontrosa, e amante dell’avventura – per tanto io non chiedo l’ora. Io sbircio avidamente l’orlo dei polsini di chi mi sta vicino finchè non scorgo a che punto siamo della giornata.

    Esorto per altro i portatori di orologio a non acquistare mai orologiacci digitali, ma attenersi a quelli con le lancette. Molto più eleganti.

  25. diamonddog dicono:

    Massì va, spezziamo una lancetta per chi porta l’orologio sul polsino.

  26. desian dicono:

    Buongiorno a tutti,

    Essendo io flippato con l’esatta determinazione del tempo (sarà ansia da controllo?) posseggo sia orologio che cellulare e li guardo entrambi compulsivamente durante la giornata. Malgrado questo, sono ancora sano di mente. Credo.

    Un solo problema: avendo da anni e anni solo uno swatchettino (però in acciaio!!!), come devo considerarmi sulla scala tra ganzerrimo essenzialista e tamarri silvista? E sopra il polsino, invece, andrebbe bene?

    salute

  27. PICCHU dicono:

    Confuso è l’ora di ieri a quest’ora.

    Faccio ridere come Brunetta in pausa pranzo

  28. zauberei dicono:

    desian sarei per il tamarro storicamente determinato.

    Se invece di questa tamarritudine hai assunto consapevolezza, ma come i veri fichi te nefreghi, un po’ come gli analisti junghiani ar terzo ciclo di analisi, non guariscono ma ahò si assurge alla categoria dei ficherrimi.

    Ha le lancette però ve?

  29. desian dicono:

    Zau, lancettatissimo gl’è!

  30. Zauberei #24, guardi, siamo uguali: al tempo degli orologi a lancette sbirciavo persino i cruscotti delle macchine parcheggiate.

  31. lofoten dicono:

    io uso l’orologio del forno.

  32. utente anonimo dicono:

    Anche al lavoro?

  33. Bostoniano dicono:

    diamonddog: certo che sì, e dei migliori!

    lofoten: no no no, la frase è un po’ intricata ma non manca proprio nulla.

  34. thepinkinside dicono:

    Capitan Uncino sarebbe fierissimo di questo post.

  35. lofoten dicono:

    32, se ti riferisci a me sì.

    Però è un tormento quando i colleghi vogliono dare una riscaldatina al pranzo.

  36. utente anonimo dicono:

    …non c’è bisogno neanche di andare agli appuntamenti senza orologio… la gente aspetta svariati minuti e poi va direttamente via :)

  37. Acustico dicono:

    Confuso, è ora che te lo compri.

  38. Strato2006 dicono:

    Toglietemi tutto, ma non il mio Breil…

  39. utente anonimo dicono:

    ORAZIONE(sic!!!!!)

    SONETTO IN LODE DELL’ASINO

    O Sant’asinità, sant’ignoranza,

    Santa stolticia et pia divotione,

    Qual sola puoi far l’anime sì buone,

    Ch’human ingegno et studio non l’avanza.

    Non gionge faticosa vigilanza

    D’arte qualumque sia o ‘nventione,

    Né de Sophossi contemplatione,

    Al ciel dove t’edifichi la stanza.

    Che vi val curiosi il studiare,

    Voler saper quel che fa la natura,

    Se gl’astri son pur terra, fuoco et mare?

    La santa asinità di ciò non cura;

    Ma con man gionte e ‘n ginocchion vuol stare

    Aspettando da Dio la sua ventura.

    Nessuna cosa dura,

    Eccetto il frutto de l’eterna requie,

    La qual ne done Dio dopo l’essequie.

    (Giordano Bruno)

  40. lofoten dicono:

    Mizzica vero è.

  41. superbibi dicono:

    non ho l’orologio…e mai mi pieghero’ al tempo…..

  42. utente anonimo dicono:

    Ah però! Non avevo mai pensato al vantaggio del non dover rispondere ai passanti che chiedono l’ora…

    Nel mio caso, appartenendo alla categoria di gente che controlla l’ora sul cellulare, il procedimento risulta assai lungo e complesso:

    – dare un’occhiata al polso per far notare al seccatore che ha fermato la persona sbagliata (e anche un po’ perché dopo decenni di esercizio certe abitudini sono dure a morire, lo ammetto);

    – frugare per minimo trenta/massimo cinquanta secondi nella borsa allo scopo di individuare l’agognato oggetto del desiderio (altrui) che in genere si individua seguendo un percorso acustico, al momento precluso;

    – notare che sul display compare un anomalo grigiore e dire: “Mi spiace, è scarico… oh, aspetti, era solo spento.”;

    – alzare un sopracciglio che in modo deciso affermi: “Sì, ho ancora il 3330… c’è qualche problema? Ah, ecco…” e finalmente dire: “Dunque: sono le…”;

    – fare una pausa per decidere se sia meglio enunciare l’ora in formato digitale (sono le 15 e 53) o in formato analogico (sono le quattro meno cinque… quasi);

    – rincorrere il seccatore che ha avuto l’indecenza di andare a chiedere a qualcun altro e dirgli: “Comunque là c’è l’orologio della farmacia” per vendicarsi;

    – condividere un senso di mutuo imbarazzo notando che il precitato aggeggio segna le sei e un quarto.

    Insomma… è un bordello! Forse non sarebbe una brutta idea liberarsi del cellulare… ma come faccio? Io non ce l’ho un fiume dietro casa :(

    Lo sapevo che avrei dovuto trasferirmi a Milano, cavoli!

    Saluti da Genova :P

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