SIMULAZIONE DI UN ACQUISTO DI BIGLIETTI SUL SITO DELLE FERROVIE DELLO STATO
Buonasera, vorrei un biglietto del treno.
Buonasera, benvenuto sul sito delle Ferrovie dello Stato.
Grazie.
Digiti la stazione di partenza e quella di arrivo.
Ecco fatto.
Ed ecco a lei gli orari, caro amico. Selezioni quello che preferisce.
Uh, questo delle 17.13 fa proprio il caso mio.
Mi spiace, quello non è vendita. Vede? Non c’è il simbolo del carrellino, a fianco: al suo posto sta scritto la parola NO. Mi sembra evidente.
E perché non posso comprarlo?
Eh, quante domande. Provi a sceglierne un altro.
Uffa ma io volevo quello delle 17 e..
La smetta! Prenda quello successivo.
Va bene. Non si arrabbi, per cortesia.
Ora indichi la tariffa fra quelle qui sotto elencate:
– 39/As
– Flexi Amica Titolari Carta Blu
– Conc. spec. III viaggi isolati
– Conc. spec. III 30% con accompagnatore WQA.
E… quella normale, per noi mortali, non c’è?
Normale in che senso, scusi?
Dico: la tariffa normale, per un adulto maggiorenne, senza convenzioni, senza niente.
Pare di no, non c’è. Strano, fino a poco c’era.
Quindi?
Nel dubbio, ne scelga una a caso. Magari la prima, 39/As.
Cosa vuol dire questa sigla?
Mistero, forse nulla. Procediamo?
D’accordo. Se lo dice lei.
Desidera avvalersi della consegna biglietti in modalità self service?
Eh?
I biglietti, li vuole in modalità self service?
In che senso?
Non mi risponda con un’altra domanda, perdio.
Scusi. Certo, desidero il self service, qualsiasi cosa esso sia. Tanto risulta l’unica opzione disponibile.
E comunque, nella sua stazione di partenza non è previsto il self service.
Ah. Allora non posso partire?
Sì, invece, può. Basta che paghi. Era un tentativo di disorientarla. Così, per scherzo. Procedo all’acquisto?
Proceda, proceda.
Ottimo. Digiti la password.
Quale password?
Oggesù, un altro. Il duemilaottocentoventiquattresimo soltanto stamattina. Non ha la password. Lei è impazzito, vorrebbe comprare un biglietto senza password, si rende conto?
Che c’entra, scusi. Se compro i biglietti in stazione mica mi chiedono una password!
Sì ma qui è diverso: siamo su Internet. Vogliamo la password.
E io non ce l’ho.
E allora deve registrarsi.
Nooo…
Sì, purtroppo. Purtroppo per lei, intendo. Deve andare dal mio collega qui di fronte – quel signore laggiù, si occupa delle password – compilare questo modulo e aspettare. Ci risentiamo tra un po’. Vada, vada.
Rieccomi, pant. Ora ho la password.
Bravo.
Per ottenerla ho dovuto litigare col suo collega e prenderlo a schiaffi, voleva a tutti i costi fregarmi con domande a trabocchetto, iscrizioni a newsletter truffaldine e quesiti di cultura generale. Ma alla fine me l’ha data, la password.
Me la mostri. Perfetto. Ora però deve cambiarla.
Di già? Ma se me l’avete appena mandata!
Sì ma questa è una password nostra: provvisoria. Ora deve digitarne un’altra, definitiva. Una parola di sua fantasia. Deve sceglierla lei.
E non potevate farmela scegliere subito??
In effetti… Però la pianti di lamentarsi, per cortesia. Cambi ‘sta password così concludiamo.
Quanta pazienza. Dunque, la mia nuova password è… questa qui.
No, deve contenere sia lettere sia numeri.
E figuriamoci. Voilà, ho aggiunto un 2 in fondo.
La ridigiti, per sicurezza.
Madonnamia aiutami: la riscrivo, sempre la stessa. Adesso, mi può lasciare il mio biglietto?
No. Mi scriva qui da dove vuole partire e dove vuole arrivare.
Ancora? Me glielo ho già detto prima!
Quella sessione è finita, e io mi sono dimenticato tutto.
Ma sono sempre lo stesso, quello di prima!
Impossibile: quello di prima non era registrato, lei sì.
Insomma, dobbiamo ricominciare daccapo?
Esatto. Buonasera, signore, e benvenuto sul sito dello Ferrovie dello Stato.
Buonasera a tua sorella.
Digiti la stazione di partenza e quella di arrivo.
Però non è giusto, dai.