IL CORANO A FUMETTI
Caro amico, presto sarò alla Mecca, Arabia Saudita.
Il motivo è presto detto.
Da tempo ricevo lettere di protesta: lamentano che troppo spesso qui si ironizza sulle religioni. E non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che la religione derisa è una sola e sempre la stessa, ossia quella cristiana.
Per cui, da più parti mi si domanda che si prendano in giro anche le altre, per equità, per pareggiare il conto. Ma quali altre? Lo scintoismo? Lo sciamenisimo, forse? La wicca neopagana? Apollo? Manitù? No. A mo’ di esempio mi si richiede, con una certa insistenza – chissà perché -, di prendere in giro l’islamismo.
Ma vedi, amico mio, l’islamismo non posso irriderlo. Perché se escludiamo il personale della "Pizzeria Take Away Da Ibrahim" che sta qui sotto gestita da pizzettari egiziani peraltro simpatici, dediti alla birra e ahiloro al culto delle canzoni di Laura Pasini sparate ad alto volume e comunque assai migliori nonché più economici dei loro colleghi italiani quando si tratta di cucinare la quattrostagioni da asporto – ebbene, fatta eccezione per costoro – semplicemente, io l’Islamismo non lo conosco.
Non ne so nulla. E in tutta franchezza, non riesco a conversare di un argomento quando non lo padroneggio.
Giuro, non ne so niente di niente: non compro giornali, non guardo mai la tivù, non sono mai stato in vacanza a Sharm El Sheik. Ho solamente sentito dire che questo gran parlare è cominciato qualche anno fa quando un gruppo di tifosi musulmani in aereo ha tentato di atterrare dentro un grattacialo cristiano sbagliando manovra. O qualcosa del genere, non ho capito bene. Ma per il resto, l’islam è un mondo a me del tutto ignoto.
Tuttavia, l’insipienza non è mai bella e va colmata. Non solo la mia: anche la tua, la nostra. Le religioni vanno spiegate alle altre culture in maniera semplice e chi le professa deve farsene. Mi dicono che ogni culto ha un manuale di istruzioni o un libro di storie, e anche l’islamismo ha il suo, chiamato il Corano. L’ho comprato, questo Corano, al fine di erudirmi sul tema, però non ci si capisce niente, visto che l’hanno scritto in caratteri incomprensibili, forse stampati male per sbaglio.
Ma soprattutto: è senza figure! Perché? Ecco l’errore madornale.
Occorre un rimedio.
L’idea cui sto lavorando, da solo e in segreto, è dunque la seguente: realizzare una versione illustrata del Corano. Il Corano a fumetti. L’umanità intera potrà consultarlo in maniera allo stesso tempo simpatica e divulgativa (già mi immagino le strip di Allah, buffo con la sua barba riccia e l’orecchino, tipo genio della lampada), così finalmente tutti potremo capire l’Islam e quindi, dopo, parlarne a ragion veduta.
Sì, si tratta di una pensata geniale, grazie. Quando i disegni saranno pronti, mi recherò in Arabia Saudita, per farli vedere alle autorità locali e ai sacerdoti, e domandare loro di finanziare il progetto.
Quanto gli mostrerò li lascerà a bocca aperta.