BREVE DISCORSO SU COME SI POSSA STUDIARE L’UNIVERSO ANALIZZANDO I PALINSESTI TELEVISIVI DELLE EMITTENTI LOCALI DOPO L’UNA DI NOTTE
Che questi sia l’Età Aurea, e che non dovremmo lamentarcene, lo si vede da molte cose.
Per dire. Dopo molto tempo mi è capitato di guardare la televisione a notte fonda, cosa che non facevo da anni. Non c’era nulla di rilevante e quindi mi sono buttato nel magico mondo dei canali regionali, tanto per curiosare. Chi non lo ha fatto, almeno una volta? Ebbene, laggiù è cambiato tutto. Penserai: lo so, le solite signore attempate che indovinano i numeri al lotto e ragazzine bielorusse che leccano il telefono e ti implorano di chiamarle subito altrimenti non si levano il reggipetto. Cioè le due categorie di imbonitrici che, secondo l’immaginario collettivo di noi dormienti, regnano invitte nei palinsesti antelucani per la gioia di scommettitori disperati e degli adoloscenti segaioli, insomma due categorie che rappresenterebbero bene il pianeta che siamo, o che crediamo di essere: un popolo di poveri illusi senza una lira e senza amore.
Ebbene, sbagliato. Codeste due categorie di imbonitrici (maghe del lotto e sgallettate extracomunitarie che si infilano il cordless nelle mutande) sono pressochè estinte dal mondo del commercio (si fa per dire) telemediatico notturno.
Adesso la parte del leone spetta ai concessionari di porsche decapottabili e ai televenditori di rolex d’oro. Sono tantissimi. E non esiste televendita che non offra prodotti sotto i ventimila euro. Giuro.
Che cosa si evince da questo mutamento mal percepito? Qualcosa di simbolico. Insomma, si deduce che non siamo né poveri né illusi. Siamo ricchissimi, ricchi sfondati. E il bello è che non ce ne siamo neanche accorti.