ANTIAMERICANATE

A costo di pigliarmi gli strali di mezzo mondo, ovvero: della riprova che gli Stati Uniti saranno anche un grande paese ma sul piano artistico non ha mai prodotto un tubo (a parte il jazz nero, ma quelli erano africani importati e nostalgici, mica americani).

Eppure da decenni siamo sommersi da miti statunitensi che se solo fossero nati in Ciociaria anziché a Philadelphia non se li sarebbe filati nessuno. Per dire: Keith Haring. Ma sì, quello degli omini radianti. Nella sua ahimè breve vita, Keith Haring disegna quasi esclusivamente ‘sti pupazzetti stilizzati, e siccome qualcuno deve avergli detto “Hey, Keith, forti qvesti pupazeti!” lui li replica in tutte le posizioni possibili, con ogni colore esistente. Sempre e solo omini coi raggetti sulla testa, seduti, in piedi, sdraiati a pancia in su, sdraiati a pancia in giù. E’ da quando andavo all’asilo che ci propinano in tutte le salse gli omini di Keith Haring. Il quale, per carità, come grafico sarà stato anche bravino, avrà avuto anche un’idea originale (disegnare trilioni di ometti stilizzati tutti uguali) ma adesso basta, dai. Non se ne può più. Morto un papa se ne faccia un altro. E lo stesso vale per il sopravalutatissimo Basquiat, secondo me famoso non tanto per le sue pitture ma perché si faceva le pere e vomitava nei cessi dei locali più fighi di New York, o per Roy Lichtenstein, il furbone che prendeva le vignette di fumetti altrui, le ingrandiva a dismisura e poi diceva che erano opere sue. Ma per favore.

86 pensieri su “

  1. - Non c’e’ un americano bono nello spettacolo, nello sport, niente

    - I Bitles

    - Chi?

    - I Bi .. I Bitles

    - Ma i Beatles sono inglesi, lo sanno tutti, i quattro ragazzi di liverpool

    (questa e’ facile)

  2. Cito a braccia Guccini (sì, non lo so a memoria…) che diceva di aver letto “Sulla strada” di Kerouac ed aver scoperto che gli americani a noi ci fregano sulla lingua. Portò come esempio questa frase (più o meno) “Eravamo io, Dick e Frank, sulla vecchia Dodge del padre di Frank, e ci facemmo tutta una tirata da Omaha a Tucson”. Ohh. Beh. Che roba. Che poi, tradotto in italiano, suona all’incirca: “Eravamo io, Mario e Gigi, sulla vecchia millecento del padre di Gigi, e ci facemmo tutta una tirata da Piumazzo a Sant’Anna Pelago”. Non rende alla stessa maniera!

  3. Se posso mi sentirei di commentare. L’America è nata fondamentalmente come terra di conquista. L’arte ha risentito molto di questo fatto. E’ chiaro che nonostante il fotografo Stieglitz fino al ’29 avesse cercato di parlare di dadaismo e nuovi linguaggi espressivi di matrice europea gli americani avevano certamente altro a cui pensare ovvero ai soldi, visto che la Ford in quel periodo produceva a spron battuto. La caduta di Wall Street ha fatto comunque nascere un genere che con l’andare del tempo è stato riconosciuto come importante e significativo di un certo periodo storico. MI riferisco ad esempio alla scuola regionalista di Thomas Hart Benton, oppure anche ad Edward Hopper il quale più tardi, riprendendo il tema delle periferie, riadattandolo a circostanze urbane e associando a tutto questo uno sguardo sull’uomo riprese di fatto alcuni temi di quella scuola. Gli USA sono un paese un pò estremista, anche in arte. Da una parte l’espressionismo astratto più totale, dall’altra gli iperrealisti. Comunque in genere l’America ha contribuito molto all’arte del ventesimo secolo, e non solo grazie agli immigrati europei. In parte sì, e per una parte importante, ma non solo. Quantomeno, oltre ai già citati artisti Alfred Stieglitz, Thomas Hart Benton e Edward Hopper, gli americani si sono offerti di ospitare gli intellettuali che erano appena usciti dal Bauhaus quando in Europa arrivarono i nazisti. Questo glielo dobbiamo comunque riconoscere io credo. Un saluto e Buona Pasqua.

  4. basta fare uno sghiribizzo, stamparlo su una maglietta e farla indossare a Vieri (o magari Totti) ed è subito moda! (vedi Guru che alla fine ha fatto solo una margheritina che tutti i bambini delle elementari sanno disegnare)

  5. Il fatto è che non si torna indietro dalla Storia. Ma ci si può resettare il cervello. Prendere tutto il buono, anche quello americano perchè c’è, e gettare via l’erbaccia. Ma per fare questo occorre una poderosa AUTOCRITICA. E umiltà. E fuori dalle balle tutte le ideologie preconcette! Foss’a maronna! Me pare nu film ‘e fantascienza!Auguri.

    Ueuè di: http://www.tantopercapirci.

  6. Dopo la morte di Van Gogh , ho paura che l’arte non si sia mai ripresa dallo shock di aver sottovalutato l’artista olandese.Indi per non sbagliare più , tutta la MMerda (ci metto anche Andy Wahrol viene subito riscattata onde evitare un altra figura del genere.Bon nuit.Galloz

  7. …beh, scusate se mi intrometto, ma Keith Hearing a me piace molto.. e vi state dimenticando del grande Andy Warhol, anche lui americano, no?

    poi non sono un’esperta d’arte e le perorazioni della causa le lascio a persone più competenti, ma il discorso che è stato fatto su Keith si può fare su altri tremila artisti, americani e non, pseudoastratti o graffitisti ecc. (per esempio questo, che sono sicura non vi piacerà: http://www.davewarnke.com ).

    è un po’ una generalizzazione come quelle che tutti sono capaci di fare.

  8. ma siamo proprio sicuri di quello che andiamo cianciando o parliamo solo per invidia. Copiamo dall’America tutto perfino i pantaloni stracciati…. ma dai, siamo un pò più seri.

  9. D’accordo, specie su uno i cui quadri sono venduti all’Ikea

    Non attaccherei Andy Warhol che, a differenza di molti altri, credo avesse ben chiaro di non essere un artista. E’ come se in un certo senso si fosse divertito a prendere per il culo un po’ tutti, riuscendoci alla grande. Consiglio sul tema “Andy Warhol era un coatto” di Tommaso Labranca.

  10. il mio professore di inglese delle superiori, super appassionato di arte, sosteneva che guardando un quadro bisogna capire cosa ha ispirato l’artista e cosa egli vuole comunicare… e ciò vale soprattutto per gli artisti post-moderni… opere di keith haring, basquiat o wahrol apparentemente stupide e alla portata di un bambino hanno invece un significato profondo, una volontà celata di denuncia di un mondo che non funziona, una forte manifestazione di dissenso a ciò in cui la massa crede… insomma, bisogna capire ciò che ci sta dientro, un pò come con il Kinder cereali!!! ;)

  11. Gli Stati Uniti hanno i musei, tra l’altro splendidi, pieni di opere d’arte europee e non solo. Capolavori che la storia dell’arte ci ha lasciato, riposti in musei organizzatissimi e frequentatissimi, sempre aperti. Questi artisti contemporanei, qui citati, sono espressione del loro tempo e del loro ambiente, l’America appunto.

  12. Spiace dirlo, sarà pure scorretto ma qui ‘sto pugno di graffitari bolliti e stracotti ci è rimasto sul piloro, e non si riesce proprio a digerirli. Punto. Aridatece l’europa. Americà, facce Tarzan.

  13. Bel problema che sollevi. Ridateci l’Europa, dici. Perché dici “ridateci”? Qui secondo te chi ci vive? Americani o europei? L’Europa potremmo anche avercela se ci rendessimo conto tutti che l’Europa viene dal desiderio, nato 50 anni fa, di superare i conflitti fra gli stati membri e il dolore che da sempre deriva da questo fatto. Infatti l’inno europeo è l’Inno alla Gioia, e non il De Profundis. Ora tu guarda bene gli artisti contemporanei europei, quelli che vanno di più, che vendono di più e trovamene uno che non faccia della condizione del dolore la base fondamentale della sua espressione artistica. Nel dolore ci si crogiolano tutti, artisti per primi, e spesso lo fanno perchè a moltissime persone piangere piace da morire. Se gli artisti, i quali dovrebbero essere quelli in grado di vedere oltre il contingente, fanno tutti così sarà ben difficile creare un sentimento comune fra tutti gli europei per rispondere positivamente ed energicamente agli Stati Uniti. Non ti pare? “Ridateci” è una forma di supplica, alla quale da sempre – lo sappiamo benissimo tutti – non si può che rispondere “no”. Un saluto.

  14. Ucchebbello, un po’ di sano e gagliardo snobismo intellettuale nei confronti degli Stati Uniti… in realtà secondo me un certo potenziale artistico lo hanno anche loro, ma solo nell’esprimere il vuoto assoluto di cui vivono… come il mio autore contemporaneo preferito, Bret Easton Ellis, superbo cantore del nulla.

    Dionysus

  15. si vabe’, ma cos’è l’arte?

    io comunque apprezzo molto il Mutandari e in casa ho anche uno Staconlanana.

    rendi anche tu il tuo blog protagonista del 900!

    S!!

  16. I graffittari so’ troppo fighi perchè ammeregani? Ok. Quindi gli italianissimi Lucio Fontana, Piero Manzoni o il trendissimo Maurizio Cattelan sono meno furbetti? Dai, li abbiamo anche noi europei i nostri artisti del quartierino, su.

  17. Ma Donna Summer? e Barry Manilow?

    P.S. Saluti da Duccio. Ieri il mio cagnaccio pippo l’ha incontrato nel torrente appena sopra il Santuario di Oropa.

    Dice che finalmente è riuscito a dimenticarti, ha imparato meglio l’italiano (è rumeno!) e stà con un pretino timido che ha fatto il voto del silenzio. (Ma pippo mi ha confidato che, vista l’espressione di Duccio, il pretino non ha certo fatto il voto di castità! ma si sà, pippo è un gran pettegolo!!)

  18. Assolutamente d’accordo. Ci hanno spaccato le palle questi “geni” del nulla. Che vadano a lavorare questi cialtroni. In miniera. Vedrai dopo come gli passa la “creatività”.

    Il signor G.

  19. Se posso commentare: apprezzo il tono della discussione da bar su un tema “alto” (non sembra ma per certi versi è un complimento) tuttavia a me pare che il problema, caro confuso, sia un altro: ad esser bolliti e stracotti siamo proprio noi europei, abitanti di un continente del tutto ancorato al passato. E in quanto tali siamo inevitavilmente destinati ad esser invasi da produzioni culturali “made in usa” (e il discorso non andrebbe limitato solo all’arte ma anche alla letteratura, per non parlar del cinema, eccetera). Non dovresti prendertela con gli americani, che almeno sono (stati) capaci di esportare contenuti e idee buone o cattive che siano, ma proprio con quegli europei che non ne esportano più perchè da decenni (dal dopoguerra, direi) di idee non ne producono alcuna. L’America di sè racconta com’è, l’Europa continua raccontare com’era. L’Europa non è vittime: più semplicemente è alla frutta. Non ha più nulla di nuovo dire. E’ la storia, caro mio.

    p.g.

  20. “progetto e destino”

    di giulio carlo argan

    edito da einaudi

    collana saggi

    diretta da

    giulio calro argan

    è un libro

    introvabile

    mai ristampato

    e se conosci qualcuno che ne ha una copia



    ciao

    d

  21. commento pulizer al 42.

    magnifica interpretazione del taglio digitale.

    (digitale, è corsivo, ma non sono capace).

    eppoi al 4antesimo piano..lofoten…

    lei ha scoperto il nuovo progetto segreto della moratti.

    sono vigili sperimentali.

    ma questo, è un ot te.

    jS

  22. Ah ecco come si chiamava quello degli omini!

    Mai piaciuto.

    Manco Lichtenstein, no.

    Manco quello!

    Del resto non è bello ciò che è bello e a me quelli non mi piacciono…

  23. Ohhh jameS al 50° piano.

    L’ho sempre detto io al Confu§o che spesso leggo veloce veloce i suoi post, capisco una cosa per un’altra e faccio il solito commento che non c’entra una mazza.

    Vabbè son cose anche se lo leggo con attenzione.

    zia Lò sotto i fumi dell’agnello pasquale

  24. trattasi di Merda d’Artista. presente il barattolo ideato da Piero Manzoni? Ecco.

    Dice “vabè, ma ero buono a farlo anche io!!!” bene, e allora perchè non l’hai fatto?

    :-)

  25. Ma parli sul serio in questo post? Perché credo che affermare che gli americani non abbianio mai prodotto alcunché sul piano artistico sia una cosa palesemente falsa. Keith Haring può piacere o meno, qualcuno può non considerarlo un artista. Ma in teoria si può fare lo stesso discorso per molti altri artisti, musicisti ecc. di qualsiasi nazionalità. Comunque basta informarsi un po’, o semplicemente essere un po’ più attenti per capire che anche gli Stati Uniti hanno dato e danno molto all’arte (intesa in senso esteso…pittura, scultura, musica ecc).

  26. 55) parla sul serio….

    anche quando ha portato il polpo alla luciana in piscina, o come quando parlava con l’uovo sodo, o anche quando parlava con il papa…

    ma io dico…..

    selezioni meglio i suoi commentatori caro per§onalità, qui, la prendono per visionario senza cultura…

    pS: mi saluti billaden, è un pò che non lo vedo a far merenda

    jS

  27. L’ arte !!! nel 2007 !!!!

    Che è ?

    Per ricordare le cose vecchie si evitano di vedere le nuove

    Per come vedo io le cose, gli americani sono i più grandi artisti del momento ma nemmeno gli europei scherzano per non parlare poi degli estremisti

    Non lo voglio dire con ironia o cinismo ma considero la guerra la più vera manifestazione d’ arte che oggi si manifesta.

    La tv ad esempio è solo una cornice

  28. caro #55, mi secca dirlo, ma lei ha ragione: non si fa di tutta l’erba un fascio eccetera. Eppure, qui si ha la pretesa e l’usanza di sostenere ciò che altrove sarebbe insostenibile. Questo non è un giornale, assomiglia più a un capannello di strada.

  29. E ti avrei voluto vedere l’altra sera a palazzo Farnese guardare un tizio che con un riflettore fingeva di impallinare i corvi impagliati di Kounellis, appesi lungo la facciata, che di giorno mi immagino quanto rallegrino gli impiegati de l’ambassade. Ripiglio fiato.

  30. beh il fesso è chi produce schifezze (e ci fa un sacco di soldi) o chi ammira schifezze? qualcuno ha già ricordato che anche in Italia non siamo da meno (basti pensare a magliette comprate solo perchè hanno su margherite, cuori etc… ) siamo vittime dell’assurdo, spettatori non pensanti, sentiamo il bisogno dell’inutile e ci nutriamo di marche. Gli americani sono dei maestri in questo, e noi, pecore erranti, ci andiamo dietro.

  31. Ma anche no a confù…il fatto che a te non piaccia haring lo posso anche capire, ma non puoi dire che non è un artista

  32. Grande! come ti condivido ed hai nominato anche la cara e bella ciociaria…ed io da ciociaro non posso far altro che ringraziarti…e poi davvero sopravalutati. Si chiamerà anche pop-art.-….ma a me un pò ha rottto. e la tua di arte , ominoconfuso come si chiama ? ;-)

  33. Ma parliamone…è l’idea di artista che è in discussione.

    Per molti, Basquiat potrebbe essere un artista solo per il fatto che

    1. si faceva le pere e vomitava nei cessi dei locali fighi.

    e questo perché ci sono un mucchio di coglioni che si fanno le pere e vomitano, ma nessuno di questi vende scarabocchi per milioni di dollari.

    2. Magari per il tipo di locale dove se le faceva (perché l’atmosfera è importante, cacchio). Se ti fai una pera a casa, da solo, sei demodè, andiamo…

    3. Per per come vomitava (magari aveva un getto pop, pieno di stelline e colori dell’arcobaleno che riempivano le sale)

    4. Perché ha ricercato forme primordiali per rappresentare un malessere, un campanello d’allarme. Per farlo ha scelto un modo trasversale, che può essere inteso o no. É un pò il vecchio tema di dove finisce la vita dell’artista e comincia l’arte. E viceversa.

    Io propenderei per l’ultima, anche se, come tutti gli artisti inquieti, ha venduto merda per pagarsi pause dal mondo e chiudere gli occhi(droga).

    Sono in ritardo e non ho il dono della sintesi, ok. Sono nuovo, sorry…mi zipperò quanto prima.

    Wake Up.

  34. A me piace Pollock, m’è sempre piaciuto: per niente concettuale, per niente astratto, fatto per sprofondarci. Warhol lo trovo funereo, al limite della necrofilia. Haring ha creato un bel logo.

  35. a te non piacciono, ma sono comunque dei grandi artisti, che entrano a tutto titolo nella storia dell’arte contemporanea.

  36. Su Basquiat e Lichtenstein secondo me hai perfettamente ragione, per quanto riguarda Haring però non posso fare a meno di pensare che qualcosa in più ce l’aveva. Oppure il mio cervello è ormai talmente traviato dalla cultura pop che non riesco più a distinguere il bene dal male…. anche questa è una possibilità…:P

  37. si vede subito che nn capisci niente di arte keith haring intanto è stato un grande e faceva piu lui in un giorno di quanto tu possa mai fare in tutta la tua vita. e poi nn capisco la tua espressione “morto un papa se ne faccia un altro “vuoi dire che dovremmo dimenticare tutti i grandi artisti?? ma si tanto loro mica avevano talento chissa come mai sono conosciuti in tutto il mondo … ti senti grande e invece sei piccolo

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