MERCANTI

L’argomento è delicato – si rischia di cadere nel politicamente scorretto o nel già detto – ma volevo sottoportelo lo stesso.

Sarà capitato a tutti di stare per la strada, magari in compagnia (amici, fidanzati, ecc.) e di esser avvicinati da un signore dall’accento straniero che vuole a tutti i costi venderti qualcosa – qualcosa di cui in genere non hai bisogno: un libro di fiabe nigeriane, un portachiavi che fischia la cucaracha, un foulard in acrilico, un telefonino giocattolo, un ombrello quando c’è il sole, ecc. – oppure semplicemente chiede degli spiccioli, e con una certa insistenza.

Orbene, il questuante sarà anche un povero cristo con le pezze al culo ma il mestiere di venditore lo sa fare. Il sangue non è acqua: l’arte del commercio, il cosidetto sales marketing, l’hanno inventata secoli fa i suoi antenati asiatici o arabi, mica i milanesi. Che poi il tizio, al momento, si trovi a proporre mercanzie – come dire – un po’ del cazzo mentre i suoi trisavoli vendevano seta e pietre preziose, questo è un altro paio di maniche.

Va detto che l’ambulante, in particolare quello africano, sa sorridere, controbatte le obiezioni, è maestro nel guadagnarsi la confidenza del potenziale cliente (approccio fulminante: “uei ciau amigu come stai”) per poi persuaderlo alla trattativa. Gioca col senso di colpa inconscio dell’avventore bianco (cribbio, hai un debito di duemila anni di colonialismo e adesso non gli compri neanche un accendino?) ma senza esagerare, poichè punta sulla complicità che sulla compassione.

Dunque, ho osservato che l’uomo bianco di fronte a questo tipo di incontro, si comporta in una di queste maniere:

a) : la maggioranza oramai ha imparato a fingere di non vedere il questuante. Lo ignora proprio, come se non esistesse. Sguardo altrove, bocca chiusa, faccia truce. Un metodo infallibile. Se è in auto al semaforo, alza il finestrino e chiude col pulsante tutte le portiere. In questo modo anche il più tenace dei mercanti mori si limita al ‘ciau amigu’ di cui sopra, poi lascia perdere per rivolger le sue premure a terzi. Eppure, a mio avviso, andandosene via, l’uomo bianco, in fondo in fondo, nel suo intimo, non riesce a fare a meno di sentirsi un pochino (ma pochino pochino, quasi niente) un pochino stronzo. Ma è solo un attimo, poi passa.

b) Una variante del caso a) è quella di chi affronta l’esotico interlocutore con posa da persona che ha girato il mondo: risponde al saluto, non si spaventa al tentativo di intavolar conversazione, e quando arriva il momento di parlar di quattrini egli resiste, simpatico ma caparbio, deciso a non cedere, a non comprar niente. Sente di poter rapportarsi alla diversa cultura senza dover aprire il portafogli ma solo per puro scambio d’amicizia fra popoli. Non sa che al moro della sua amicizia non importa una beata fava: l’unica amicizia che gli interessa, al moro, è quella di sua moglie e dei suoi cinque figli che abitano a diciottomila chilometri da qui, in una baracca coi muri in fango paglia e merda secca. Di solito il cortese tipo b) finisce per rifugiarsi nel comportamento a), e pur rincorso allunga il passo senza voltarsi.

c) altra situazione è quello del timido, ossia l’insicuro che tenta di negarsi al forestiero questuante abbozzando, al principio, un sostenuto comportamento di tipo a) per poi cadere in quello b): alla mano nera aperta per ricevere la stretta di saluto il sig. c) capitola ed esce dal mutismo tentando di giustificarsi (quasi sempre ha dimenticato i soldi a casa, sennò – mente – acquisterebbe eccome) lasciandosi però sfuggire un risolino presago – e il moro lo sa – di finale estrazione e condivisione del portamonete.

d) ci sarebbe poi il rarissimo caso di colui o colei che elargisce subito il danaro quasi senza proferir verbo, pur di togliersi di mezzo quello che sotto sotto sembra ritenere un cordiale rompicoglioni. Ma si tratta appunto di una rarità. Chi scrive – se può interessare – si riconosce nelle tipologie c) e casomai b), peraltro con scarsissimi successi nella fuga.

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87 Responses to

  1. keketi dicono:

    Ci sarebbe anche un caso “e”, ma solitamente capita alle donne. Il moro visto che non gli compri nulla, comincia a fare commenti assatanati e la donna malauguratamente incrocia il suo sguardo con il suo ed è la zuffa! Lui ti tira la manica e i capelli della donna e la donna finisce per prendere i suoi accendini e tirarglieli in testa!

    P.S.: Ma sono il primo commento? Che bello!

  2. sw4n dicono:

    Sarò rarissimo a questo punto, ma la D sono io…

    Vuoi mettere la soddisfazione di levartelo dai coglioni subitaneamente? Non ha prezzo.

  3. ottaluna dicono:

    un semplice “no, grazie” a me di solito funziona… o forse è il tono un po’ truce con cui lo dico, che li allontana?

  4. tommasof dicono:

    con gli indiani che vendono le rose è una figata contrattare…. partono da 1 rosa = 2 euro, e arrivi a 2 rose per 50 cent.

    ;)

  5. utente anonimo dicono:

    Occhio ai libri di fiabe nigeriane. Chuck docet: http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&c=CGPTX0GIYRQLE

  6. utente anonimo dicono:

    Io ho un’altra tecnica, che denominerò caso e. In sostanza, il soggetto si finge più povero del venditore moro in questione e gli domanda, insistentemente, di comprare qualcosa tra la roba più inutile [ogni donna ha con sè qualcosa di profondamenta inutile nella sua borsa (per questo, si tratta di un comportamento consigliato perlopiù alle donne oppure ai travestiti)]:si pensi ad un accendino bic o ad un pacchetto di mentine o anche ad uno di quegli inutili pettinini che servono a tutto meno che alla funzione per cui sono stati prodotti. Non funziona [nel senso ch’è piuttosto difficile guadagnarci qualcosa] ma ti lasciano in pace, e si ricordano di te per cui, reincontrandoli, è matematico che non ti romperanno le balle mai più.

    Ofelia

  7. diamonddog dicono:

    Io di solito rispondo

    “non ho soldi”, eventualmente mimando e/o estraendo gli interni delle tasche vuoti.

    Dalle loro espressioni capisco di no rimanere molto simpatico.

  8. utente anonimo dicono:

    al polso ho diversi braccialettini, e vabè. Però poco tempo fa ebbi questa reazione: Mi danno fastidio gli alti volumi, soprattutto di voce. Via Torino a Milano, tipo Bombay, un casino, ero appicicato alla vetrina fnac mi arriva un “ciau amigu!” a mille decibel e alla sprovvista. Mi spaventa poco ma infastidisce molto: mi giro e gli faccio “shhht!” come fossimo al cinema però, cordiale, non “stai zitto!” da stronzo.

    Lui mi gurda mi fa “shhht…” pianino, e se ne va.

    Surealità meneghina.

  9. lofoten dicono:

    Ci sono quelli che vendono ananas, melenzane, banane, fragole sempre al semaforo. Ho imparato a dire sempre con lo sguardo perso nel vuoto:- Ho la pianta.- e funziona benissimo.

    Funziona meno bene con venditori di accendini e fazzoletti.

  10. diamonds dicono:

    è uno dei tuoi post scritti meglio.Certo mette un po a rischio la tua prossima partecipazione alla tavola rotonda al Leoncavallo(ma preannunci di conoscere il rischio,e ti salvi in corner)

  11. DD (#12): Ohibò, fanno un convegno sui blog pure al Leoncavallo?

    Ofelia (#6): e) in sostanza, il soggetto si finge più povero del venditore moro in questione e gli domanda, insistentemente, di comprare qualcosa.. merita uno studio sul campo.

    Lofoten (#11): “vendono banane ai semafori”? Ma dove? In che via?

  12. utente anonimo dicono:

    Se vuoi, sperimenta, ma sappi che funziona: è provato e comprovato dall’esperienza della sottoscritta [in alcune strade di Roma, fare un passo significa attirare un intero gregge (non sto dando dei pecoroni ai ventori, non mi si fraintenda: è un modo di quantificare come un altro, perdio) di venditori aggressivi, motivati e decisamente fastidiosi]. Fidati.

    Ofelia

  13. jame dicono:

    …questo in italia.

    ma all’estero direttamente a casa loro, la trattativa è diversa o meglio l’approcio.

    il moro si avvicina parlandoti della tua stessa città e tu italiano al 100% ti lasci convincere comprato dall’entusiasmo di sentire pizza mandolino e mafia a 25 milioni di kilometri da lambrate.

    11) lofoten

    gli accendini e i fazzoletti, si piantano a metà marzo…come l’erba medica.

    la pianta degl’accendini, ha pisogno pochissima acqua, mentre quella dei fazzoletti, la esponga a levante.

    jS

  14. utente anonimo dicono:

    Il mio fidanzarto sostiene che i venditori di fazzoletti e accendini sono i più poveri, perché sono gli unici che se non gli compri qualcosa ti chiedono comunque qualche spicciolo di questua.

    A me, a dire il vero, non scocciano molto: gli dico no, grazie e la cosa finisce lì. Altra cosa sono i lavavetri, quelli sono molto difficili da convincere, ed è tragico quando mi stanno già lavando il vetro e devo frugare cercando gli spiccioli mentre la macchina si spegne e il semaforo diventa verde…

  15. utente anonimo dicono:

    ai semafori, oltre al lavaggio vetro, pretendo che mi si ritocchi anche la matita sugli occhi.

  16. utente anonimo dicono:

    ah no mi spiace. i venditori di accendini sono insolenti. ieri uno mi ha persino chiesto da accendere.

  17. utente anonimo dicono:

    Qualche giorno fa assalito da insistentissimo venditore, che cercava pure di fare il simpatico… Comprato calzini.

    Il giorno dopo notato venditore timidissimo, triste, che accennava con fatica ad una implorazione a chiunque. L’ho sorpassato glissandone lo sguardo, poi mi sono fermato e sono tornato indietro. Comprato calzini.

  18. utente anonimo dicono:

    Sapete cosa ho fatto io una volta?mi hanno lavato il vetro a forza malgrado io dicessi che non volevo e quando hanno voluto il mille lire(era tanti anni fa,oggi vogliono minimo 10 euro)io gli ho fatto vedere un diecimila e ho preteso il resto prima di darglielo,il tizio mi ha buttato 9 biglietti da mille dentro la macchina lanciandomeli in faccia e allora io al verde sono ripartito con i suoi 9 mila,i miei 10mila e la sua spazzola sul tetto….

  19. utente anonimo dicono:

    come diceva aznavour.

    ghe sghei de minga, e alura sciopa l’surgat.

  20. e la traduzione dall’armeno?

  21. utente anonimo dicono:

    @ #20

    e lo racconti pure in giro?

  22. jame dicono:

    22) sto recuperando l’ armeno per la traduzione, ma dice che viene solo dopo aver venduto quella partita di mille e seicento accendini..

    jS

  23. malessere dicono:

    Io non sopporto quando cominciano a dire ‘io moglie, 3 bambini…’.

    Ti obbliga qualcuno a sposarti e riprodurti?

    Sarebbe come se io chiedessi l’elemosina e dicessi ‘devo pagare rate macchina’…

  24. beh, forse non è proprio la stessa cosa.

  25. diamonddog dicono:

    Vabbè vai commento serio.

    Quasi tutti i soldi raccattàti con il sistema “lavovetro” vanno a finire nelle mani di un racket che distribuisce le posizioni ai semafori e detta gli orari.

    Tipo la prostituzione, con la differenza che là sei più o meno libero di accettare la “proposta commerciale”, qua si sfrutta la buona fede della gente.

  26. orsodingo dicono:

    “uei pleiboi, come stai tu?”

    Io non so resistere quando mi chiamano “pleiboi”. Come fai a non comprargli il dvd pirata del signore degli anelli ripreso dal cugino in prima fila al multisala odeon.

  27. utente anonimo dicono:

    una volta ho reagito sul genere timida e ho detto “non ho soldi mi dispiace” il ciau amigu mi ha guardata malissimo e mi ha detto “certo te li sei spesi tutti da zara” (era vero avevo un sacchetto grosso così). Volevo sprofondare…

    la reine

  28. man0lo dicono:

    io preferire letra c

    ciau amigu

  29. lofoten dicono:

    C’è uno che conosco che aziona sempre il tergicristalli quando “loro” si avvicinano. Siano essi lavavetri o venditori di cappellini fosforescenti, lui fa girare le spazzole.

    E fa girare “i zebedei” anche ai mercanti.

  30. lofoten dicono:

    Confuso al 13°piano.

    Le banane le vendono qui in Nordafrica. Nell’isola a tre punte.

    Al semaforo di Viale Piemonte Via Principe di Paternò quasi di fronte Villa Sperlinga.

  31. utente anonimo dicono:

    Io appartengo sicuramente alla categoria C, di comportarmi come il tipo A proprio non mi riesce.

    Annalisa

  32. greenwich dicono:

    c’è la E, eccome se c’è.

    E’ quello che contratta.

    Sì, te lo compro, ma a dieci.

    No amigu, dai, vendi.

    Dieci

    Quindisci

    Allora non te lo compro.

    Vabbene amigu, ogghei, diesci ma così ci rimetto io eh

    Inutile dire che io sono il tipo E.

  33. utente anonimo dicono:

    c’è anche il tipo F: solidale

    Comincia a parlare con l’africano della tragedia del post-colonialismo. Solitamente, abbozza qualche termine in nigeriano – che ha imparato in un club med – e lo abbraccia dicendogli: «Ti sono vicino, non mollare, vedrai che tutto andrà bene. E vaffanculo la Bossi-Fini!! Il permesso di soggiorno lo meriteresti eccome!». A questo punto l’africano si deprime (pensa ancora al denaro, però…), comincia a non poterne più e chiede un contributo concreto per la qualità, bassina, della sua misera vita di immigrato clandestino.

    È a questo punto che il tipo F sfodera i suoi contatti e suggerimenti: cooperative sociali, numeri di telefono di amici disposti ad ospitarlo, aiutarlo, dargli un lavoro eccetera…

    Non fa in tempo a concludere che l’africano è già schizzato via incazzato con se stesso per aver perso tanto tempo con uno che non caccia gli euro nemmeno a minacciarlo; e ricomincia con ciau amighu… dall’altra parte della strada.

  34. utente anonimo dicono:

    ci sono anche quelli fuori dai super che ti seguono per riportare indietro il carrello e tenersi la moneta…una volta, due, alla terza (avevo il carrello strapieno) gli ho detto ‘ok, però mi carichi la spesa in macchina’ l’ha fatto…ma poi non mi ha più ‘seguito’ (specifico che è sempre lo stesso allo stesso super)

  35. ellenpeppers dicono:

    Bisognerebbe considerare pure la tipologia dell’aggressivo… se non di indole, indotto.

    Milano, corso Como, esterno notte (di fine estate): un uomo ed una donna (a lei piace lui, lui si interessa di cose di chiesa) sono appollaiati su di un muretto con le loro birre e tentano (invano) di fare un profondo discorso su Dio, la Fede e le varie implicazioni nel quotidiano… insomma, cose grosse. Niente, a parte le zanzare e la percentuale di umidità da far invidia alla foresta amazzonica, dopo la quarantesima interruzione nel giro di mezz’ora, dovuta a questi simpatici venditori di rose e chincaglierie varie, armati della macchina fotografica uscita dall’ultimo Super Story di Topolino, dopo aver sperimentato le varianti a) b) c) d) e) ed f) senza successo, l’esplosione rabbiosa di un “AMIGU, HO DETTO NOOOO, SPARISCIII!!!” (il tutto condito con sguardo truce, posture in pendant con la reazione e gesticolii vari che qui non starei a riprodurre) diventa assolutamente naturale ed inevitabile, delineando in tal modo la modalità g). E, comunque, per completezza, lui non era affatto interessato a lei… mannaggia.

  36. loska dicono:

    beh magari il discorso qui sotto citato lo interrompevano per disperazione!

    ._.”’

  37. kappaprog dicono:

    ahahah io di solito scambio 2 chiacchiere e poi o dico che non ho soldi tanto di solito è vero) o compro qualcosa. la risposta pù bella però è stata(ero appena uscita dal panettiere): soldi non ne ho, ma se ti va ho una pizzetta!”

    gli è piaciuta, suppongo^^

  38. Disorder79 dicono:

    Ma di fronte a quelli (in centro a Firenze ce ne sono, giuro) che ti porgono la mano a mo’ di saluto e se restituisci il gesto ti depositano nel palmo un ninnolo dopo averci rapidamente sputato sopra, come comportarsi?

    Io vado in crisi: c’è l’imbarazzo di aver ricevuto un “regalo” e al tempo stesso la scocciatura per la sostanza organica indesiderata…

  39. IlaLuna84 dicono:

    Lo ammetto: vado dalla tipologia b alla tipologia c, a seconda del mio stato d’animo.

    Tutto questo a meno che non mi serva urgentemente qualcuna delle mercanzie che il suddetto questuante vende. In quel caso, sono io a raggiungerlo. E dopo un po’ non ne può più di me perchè non mi va bene niente!

    Ma questo è un altro discorso.

  40. utente anonimo dicono:

    Non fa ridere. Ma l’argomento è scottante. Io non mi riconosco in nessuna di quelle categorie: in genere appena li vedo li saluto con la mano dicendo loro che ho con me solo biglietti da 200 euro.

  41. utente anonimo dicono:

    Una volta ad un marocchino che voleva lavarmi il vetro ho detto: posso farti la barba?

    Già, perchè insomma: libertà, libertà anche per me, che, tra l’altro ero in bolletta…

    Lui non ha voluto, comunque. E allora io ho deciso: niente lavaggio vetro, e niente acquisto fazzoletti.

    Siamo o non siamo tutti eguali?

    Guido Premola

  42. Ellen80 dicono:

    Dimentichi l’approccio “Ehi ciau modela…”

    Quando dicevo che ero disoccupata sai cosa mi rispondevano “E’ perchè non hai voglia di lavorare, se vuoi il lavoro c’è”.

    Ora ce l’ho un po’ su con la categoria in generale, non posso nasconderlo.

    Anche se fa taaaaanto politicamente scorretto. Ma io, grazie a Dio, politicamente corretta non lo sono mai stata.

  43. tremori dicono:

    Tutto sta a stanziare una somma massima quotidiana e tenerla in una tasca separata dal portafoglio onde elrgirne modiche quantità a ciascuno dei poveretti… non credo esista altra chance… sono troppi, questo è vero… ma sono anche troppe le inutili stronzate che compriamo altrove spendendo annualmente il doppio di quello che sfamerebbe 10 loro famiglie… qualunquismo?… ditelo a loro che si tratta di “qualunquismo” e vedrete quanto gliene stracatafotte!

    Mario

  44. utente anonimo dicono:

    Altra tipologia alternativa: mia madre, da me detta Nostra signora della carità. Quelle poche volte che esce, si ferma a elargire palanche almeno al 75% di quelli che incontra, cercando addirittura di instaurare un minimo di comunicazione umana. Superfluo dire che io, tipo A/ C, resto in disparte ad aspettarla, digrignando i denti. :-D

    Dionysus

  45. utente anonimo dicono:

    Ah vabbè, dimenticavo di specificare che son genovese…

    D.

  46. utente anonimo dicono:

    Fuori da un supermercato quando piove capita che ti aspettano con l’ombrello, ti accompagnano alla macchina e ti caricano la roba, mentre tu stai beota sotto l’ombrello che ti hanno prestato. Come fare a non lasciargli il carrello con relativo euro, soprattutto se ti salvano dall’acquazzone e ti guardano bagnati fradici perchè hanno ceduto a noi il loro riparo? Mi sono sentita terribilmente e sinceramente in colpa quando una volta tornata a casa, mi sono ricordata che quel carrello aveva dentro una moneta da 20 cent! :'( Ma non è colpa mia se ci entravano anche altre monete!

    G.

  47. ivyphoenix dicono:

    uhm se sono sola appena vedo che uno mi fissa o si avvicina dico un “noooooooo” ma non sempre funziona.. e allora passo oltre nonostante spesso mi gettino addosso braccialetti portafortuna urlando “regalo, regalo” (poi ovvio ti chiedono però in cambio i soldi per un caffè).. mi spiace per i solo braccialetti che cadano a terra ma, se dico no è no.

    Se sono con mia figlia, allora imbastiamo tutta una serie di scenette.. questo ci saluta e io a lei “ma non ti sembra maleducato questo signore che senza conoscermi mi dice ciao, dandomi addirittura del tu?”…

    ora mi spiace per questi vu’ cumprà ma nella mia città sono davvero troppi.. ne incontri una quindicina/ventina ad ogni uscita e il numero è in difetto.. inoltre se per una volta cedi poi da quello ci metti mesi per schiodarti.. li rispetto, capisco che devono campare.. capisco la diversità di cultura… noi siamo abituati ad andare in un negozio se vogliamo qualcosa non che il negozio venga a casa nostra cercando di venderci la roba ma magari per loro è l’inverso.. ma se mi mostrassi più generosa non vivrei più uscendo.. e di questo mi dispiace

    sul serio

    ciau

  48. fotoreportress dicono:

    Agli uomini dicono – ciao amigo – e finisce lì, ma con le donne scatta prima il complimento – ciao bella – anche se hanno a che fare con una cozza, e se la donna applica la soluzione A, hanno di rito la frase – che sei arrabbiata? – come a dire – che c’hai il mestruo? -, sperando che reagisca alla provocazione in un moto di emancipazione, il mestruo, si sa, è una naturale schiavitù e loro lo sanno bene.

  49. orsodingo dicono:

    io adoro gli oggetti che vendono quei ragazzi sordomuti.

    Chicche imperdibili quali portachiavi a forma di polipo che si illumina, pistola-accendino, jukebox/accendino/pila, pupazzetto peloso etc. etc.

    Sarò malato?

  50. sw4n dicono:

    Ora che mi fai riflettere… In sicilia quest’estate ho comprato 20 tovagliette con su scritto “minchia, in sicilia fui” giusto per levarmi dalle balle altrettanti venditori ambulanti…

  51. diamonds dicono:

    in campania insistono coi fantasmini(che poi io,non avendoli mai seriamente presi in considerazione per un remoto senso della virilità,mi spavento sempre)

  52. utente anonimo dicono:

    c’è un altro sistema. che è quello che uso io… Giro perennemente con le cuffie dell’IPOD nelle orecchie. anche se è spento, ma “loro” non lo sanno…sono molto meno insistenti

  53. #42 (e altri): non vuole far ridere. Forse alcuni lettori non hanno inteso che il vero tema del mediocre pezzullo non sono gli ambulanti stranieri (per quanto mi riguarda, possono pure venire tutti a milano e raderla al suolo) ma le reazioni impacciate, imbarazzate, goffe di noi nativi occidentali di fronte al fenomeno. Peraltro, trovo che un mondo dove vi siano persone costrette a umiliarsi passando le giornate a un semaforo pur di campare, sia un mondo surreale e orribile.

  54. Ellen80 dicono:

    Anch’io penso che sia un mondo surreale e orribile. E me ne vergogno. Sabato sera ero in Stazione a Bologna, e davanti a strazianti scene di barboni, avvolti in un plaid con le loro bottiglie d’alcool, non ho potuto reagire.

    Sarebbe una scemenza cercare di esaurire un argomento cos’ delicato in così poche righe.

    Concludo il mio monologo, dicendo solo che l’unica cosa che mi fa veramente incazzare, sono le Signore Gaga, le signore bene con la pelliccia che appena una persona di colore le ferma, si tappano il naso.

    Riflettiamo un po’ sulla mancanza di spessore umano di questa gente.

  55. utente anonimo dicono:

    Sannazzaro è un buonista. Gira con pacchetti di banconote da distribuire e afferma che si tratta di pedaggio doganale da una zona cittadina all’altra. Però a me ha rifiutato un prestito di diecimila euro.

    Personalmente ho già narrato in Napoli che muore(4) e Napoli che muore(3)

  56. personalmente… dove?

  57. diamonds dicono:

    “la vita è una faccenda offensiva dall’inizio alla fine” e tu sei qui a ricordarcelo con uno strano sorriso

  58. diamonds dicono:

    a roma ho visto(oltre ai bastioni di orione in fiamme e altre cose che voi non potreste capire)una comitiva di polacchi che dormiva nel marciapiede,come una cucciolata di randagi.Uno ammassato all’altro.Ci saranno stati tre gradi

  59. Antolla dicono:

    Che coincidenza trovare questo post, quando è da un paio di giorni che, in piena tipologia sub b), ho fatto amicizia con un coetaneo senegalese, sedicente Mustapha (non è assolutamente il suo vero nome, ne sono sicuro).

    Sono, quindi, diventato profeta della variante b) bis, che è la seguente:

    intavoli la discussione, diventi conoscente, stringi la sua mano, ti senti chiamare da 50 metri “ciau bellu”, lo vedi correrti incontro per abbracciarti e poi gli elargisci qualche spicciolo, chè gli africani -a differenza dei rom- sono simpatici.

    In alternativa, 1 volta su 3, preso da sindrome omofobica acuta, faccio il giro largo dell’isolato, mannaggiammè.

  60. ilTotaro dicono:

    metodo infallibile del tipo a) è parlare (o finger di parlare) al cellulare. difficile un approccio con uno che non c’è con la testa.

    p.s. b) o c) anche per me.

  61. utente anonimo dicono:

    Vendo colanine, brasciali e statue legno: 5€, 10€, 15€.

    Soldi vanno mio baese, non magnaccia che mi da roba da vendere: giuro!

    Contattare me su scellulare 0039-338 – 184763866033

    (non è numero per ricaricare telefono)

    X autore lettera: se mi ami compra e zito. Poche storie, baternali e morali: pfù!

    Chiamami, rispondo io: tuo “FRATELO”.

  62. utente anonimo dicono:

    se proprio devono radere una citta’ al suolo che vadano a Genova visto vi stiamo tanto sul culo noi di Milano!

  63. Franfiorini dicono:

    Io adotto il sistema: “non ho il portafoglio appresso” (indicando la tasca vuota e mostrando la faccia dispiaciutissimissima)

  64. utente anonimo dicono:

    In effetti il momento della mano per l’aggancio è la tecnica più efficace nella teorica del direct marketing, inevitabile quindi bypassarla scegliendo un solo “amigo” di fiducia. Questo comporta quattro tipi di benefici:

    1-in primis sa che un comportamento eccessivamente proteso allo spillaggio può allontanarci definitivamente.

    2-inoltre ci dà la possibilità di chiamare in causa la nostra fedeltà aziendale quando siamo avvicinati da altri concorrenti senza sentire colpa ma vvertendo anzi un senso di fedeltà alla marca.

    3-la fiducia che si verrà così a creare è la base per acquisti successivi di merci rare e pregiate in cui il rapporto personale è determinante per il buon esito della transazione, in temini di qualità e rapporto soldi/peso.

    4-il nostro spillatore unico conoscerà il nostro nome. Questo, in molte tipologie di gruppi sociali, fa figo.

  65. utente anonimo dicono:

    Io non sono nessuno dei tipi descritti..Rispondo ai mercanti con un “no grazie non mi interessa” secco e deciso ma cordiale, e proseguo per la mia strada.

  66. SimEliNu dicono:

    Ciao! E’ la prima volta che vedo e leggo il tuo blog…bellissimo! Complimenti.

    S.

  67. mariodesantiss dicono:

    io il pezzullo lo condivido come analisi e racconto. Io alcuni li evito, altri non elargisco per principio, come i rom (anche la Caritas si è pronunciata CONTRO l’elemosina ai poveri cristi perchè si tratta di fianziamento di mafie specializate nel traffico di esseri umani, specie dalla Romania) con gli africani ogni tanto ci casco, ma dopo aver comprato qualche libro dico come bartebly “preferirei di no” alle profferte. in genere poi con gli ambulanti di chincaglierie e sciarpette quando compro non chiedo sconto. Non so se questa specie di protezionismo al contrario sia corretto oppure no, proprio perchè li vorrei rispettare come mercanti nel senso se non nobile, normale del termine io, altrettanto, vorrei comportarmi da cliente nel senso normale del termine.Dopodiché se devo fare un bilancio, devo dire che spesso giro al largo per non elargire.Faccio male? E tu PerCo, quale è il compirtamento tu/vostro personale, al di là dell’analiso che fate? ad ogni semaforo 50 cent? (lo chiedo non per polemica ma perchè è sempre più difficile far coincidere i principi con i comportamenti individuali. Da qui il dramma delle nostre “personalità confuse”.

  68. utente anonimo dicono:

    Per FRATELO.

    Compro 10 collanine, 3 braccialetti e 2 state in legno.

    Ok tutto 100€ ?

    E’ per i regali di Natale, non ho tempo di andar girando, myself!

    Lory

    ah… “Do you take plastic”?

  69. vitarosa dicono:

    Non posso più fare a meno del cingalese che mi riempie i sacchetti al supermercato, porta il carrello alla macchina e li sistema nel bagagliaio. Né potrei fare a meno dei calzini acquistati per strada, sono ottimi per i miei figli. Se proprio non devo comprare nulla gli offro un caffè (1 euro). Senza nessun imbarazzo.

  70. utente anonimo dicono:

    Per gli e-buyers.

    Prego favorire documenti e fatture. Per la venidta via rete occorre pagare: l’imposta sulla vendita (income tax), il dazio se la merce proviene dall’estero e la tassa sulla spazzatura…

    Scommetto che non siete in regola.

    Domani perquisizione.

    Milano 9.11.06

    Comandante

    Gennaro La Mazzetta

    Guardia di Finanza (fiamme gialle)

  71. utente anonimo dicono:

    Vendo, con regolare scontrino, completi intimo “la merla”. Colori: blue, rosa confetto, pervinca, fuxia e nero-viola.

    Prezzi modici:

    Sleap e mutanda: 16€.

    Reggicalze: 7,50€.

    Body: 8,60€.

    Sono e mi chiamo Aristide Del Pennino: intracomunitario. Cell 337-0003380.

    Perchè non comprate da me? Ho una realtà difficile, e sono bianco. Non faccio più pena a nessuno. Perchè?

  72. utente anonimo dicono:

    personalmente dove?

    in WWWtantopercapirciblogspot.com

  73. Mmmmhhh, decisamente b.

  74. zorroontheroad dicono:

    B, anche Zorro è decisamente un tipo B, con alcune infiltrazoni (dipende dalle giornate) del comportamento C. Già…

  75. utente anonimo dicono:

    bhe’… una volta uno di loro ha voluto lavarmi a forza il vetro della macchina nonostante i miei espliciti ‘no, grazie, no guarda non voglio, ho detto no!’ cosi’ ho fatto quasi mezzo metro in accellerazione nella sua direzione con la mia agila.

    lui mi ha detto qualcosa in qualche gergo fuori dalla mia comprenasione, e quando ho messo a folle e tirato il freno a mano e fatto per uscire, e’ corso via.

    da quel giorno non l’ho piu’ visto a quel semaforo.

    a che categoria faccio parte?

    londinese per caso.

  76. utente anonimo dicono:

    77 appartieni alla categoria “borghesi”.

    Un vero insulto qui.

    Poi vivi pure a Londra. Vergogna, capitalista!

  77. utente anonimo dicono:

    capitalista? borghese?

    ma se faccio la cameriera per vivere e pagarmi parte degli studi e in italia guido un agila sgarrupata?

    offendi il mio sangue salentino.

    londinese per caso

  78. OdioiNick dicono:

    L’ultima volta che, presa da bontà, ho lasciato che il tipo mi lavasse il vetro.. si è accanito con tanta forza da far oscillare (di parecchio) la macchina..sembrava che nella mia micra fosse in corso un orgia!

    SpaSSoso!

  79. utente anonimo dicono:

    Vendo sterei, amplificatori, casse “bose”, lettori cd, computer protatili, cellulari, registratori, lettori mp3, televisori al plasma.

    Merce pulita, comprata da amici in difficoltà.

    Sono presente in proprio, o tramite colleghi fidati, nelle migliori stazioni d’Italia.

    Contattami sul canale 37 del VHF. (24h su 24); comunica le tue coordinate e

    chiedi di:

    CONDOR

  80. utente anonimo dicono:

    Condor,

    io avrei bisogno di casse “bose”. Ma non è che poi incorro nell’incauto acquisto?

    Saluti da

    “FIDARSI è BENE, ma non fidarsi… è meglio”.

  81. utente anonimo dicono:

    Mercantiiii… Mercantiiii!!! Ndò state?

    Che me volete venne? Droghe, merce rubbata, chincaglerie africane? Ve compro tutto, che me frega de li sordi, pago. Tanto un giorno saremo tutti uguali, nè uomini nè donne, nè froci nè checche rosa, nè belli nè brutti, e vivremo tutti insieme, nà “comune”.

    Nun ce saranno più diversità e manco più i mercanti!

    Nun ve sta bene?

    E allora nun ve lamentate.

    Spartaco

    Memorizzate:

    “Degli uomini son varii li appetiti: a chi piace la chierca, a chi la spada, a chi la patria, a chi li strani liti”.

  82. utente anonimo dicono:

    Ai mercanti:

    posso avere lo sconto? Lo sconto è un atto d’amore.

    Suvvia: sconto-sconto-sconto.

    Oppure mettete i saldi! SALDI-SALDI-SALDI!

    Con i Saldi… meno Soldi!

    ciao dalla:

    Upim

    (sciura milanese)

  83. ViperaVenerea dicono:

    Suvvia, io glia ccendini li compro sempre, E le fiabe nigeriane, e tutto, e se non ho i soldi almeno offro una siga. Non lo contempli un caso e): la persona che col venditore ci fa quattro chiacchiere, se può gli compra qualcosa e non lo considera affatto un rompicoglioni?

  84. utente anonimo dicono:

    Mercanti di blog.

    Leggete il mio blog, leggete il mio blog, LEGGETE IL MIO BLOG!

    Antonio

    il mercante di Venezia

  85. utente anonimo dicono:

    Mercanti d’arte.

    A gennaio, nelle migliori gallerie d’arte, troverete a prezzi modici:

    1) La giocosa;

    2) La vergine delle marche;

    3) L’ultima scena.

    Tutto autentico, per veri intenditori!

  86. utente anonimo dicono:

    Merchant Music.

    Let’s share mp3 play listes.

    My music: rock, jazz, fusion.

    Your music: NO latino-americana; NO italiana (neanche Ramazzotti che canta con Tina); NO intellectual, fake rock, hip hop & fusion di gruppi stranieri i cui nomi non sapete pronunciare.

    Frank Zappa

    [yeesss ..sono io —> Francesco Zappatori, Bacoli, NA]

  87. ilTotaro dicono:

    Ci sarebbe poi la variante lavavetri (non prorpiamente mercante, più che altro prestatore di servizio). L’affinità sta piùttosto nel comportamento dell’avventore (in questo caso l’automobilista).

    Ecco la strategia (osservata ogni mattina all’icrocio MarcoPolo-Cristoforo-Colombo di Roma): avvicinandosi alla coda di auto ferma al rosso, l’automobilista insofferente si mette a una congrua distanza di sicurezza dall’auto che lo precede (una distanza di sicurezza buona per frenare in tempo se vai a 180 in autostrada), in modo che, quando il lavavetri si avvicina, ci sono 10 metri di strada liberi per scansare il malcapitato. La stessa strategia l’ho sperimentata (cioè subita) andando a fare interviste agli automobilisti ai semafori delle strade.

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