GRAFFITI

Ovvero, del travolgente bisogno di esprimersi. Non so se anche lì da te sia così, ma passeggiando per le cadenti metropoli del sud europa, mi son reso conto che i muri son coperti – completamente coperti – da quelle strane scrittine che credo chiamino “graffiti”. Non mi riferisco ai bei murales con disegni, forme e sfumature (alcuni davvero notevoli) ma a quelle firmette piccole e stortignacole che appaiono un po’ ovunque sugli edifici alti più di un metro e che se non ho capito male rappresentano una derivazione – come dire – sfigata dal vero e proprio “graffito”, e son indicati, tra gli adepti, semplicemente come “writings”. Che poi vuol dire "scritte", ma all’inglese sta meglio.

Ora, secondo me, c’è una bella differenza tra i veri disegni a spray a colori belli grandi e ben fatti e codesti scarabocchietti, eppure proprio questi ultimi sono assai più diffusi – si vede che anche tra i writer pochi san disegnare – però tutti hanno diritto ad dar sfogo alla propria irrefrenabile creatività, e quindi largo ai firmaroli.

Perciò ho deciso: mi faccio writer pure io. Innanzittutto, ho comprato una bomboletta dal colorificio qui sotto. Poi ho pensato di andare a far la mia prima firmetta su un muro: stavo per mettermi all’opera ma era mezzogiorno, e la gente che passava mi guardava malissimo, finchè è arrivata la polizia che si è messo a urlare e voleva pure portarmi in questura se non la smettevo. A quel punto ho intuito ciò che ogni vero writer di lungo corso sa già: le scritte si fan di notte, quando in giro non c’è nessuno.

Così stanotte ho puntato la sveglia alle quattro e mezzo, mi sono coperto per bene (persino il passamontagna, hai visto mai) e son sceso in strada a fare il mio bel autografo sulla casa di fronte. Ed è stato a quel preciso momento che dal portone della stessa casa è uscito il signor Peppe.

Il signor Peppe è una celebrità del quartiere: alto due metri e mezzo, pesa 200 chili, è un’incrocio fra un pugile e una ruspa e – da quanto ho capito – detesta noi artisti, specie se usiamo come tela la facciata del suo condominio.

Ho tentato di spiegargli le mie ragioni (“Sono un creativo, devo esprimermi!”) ma lui non era affatto d’accordo ( “Ti ho beccato!” ) e anche quando la discussione si è accesa (io: “Giù le mani, sono un artista” ) lui replicava con argomentazioni valide (lui: “T’ammazzo di botte”), detto mettendomi le mani addosso). Insomma, un casino, i graffiti voleva farmeli lui ma in faccia. Ho dovuto fuggire e domare il Basquiat che è in me.
Ma non finisce qui: stasera ci riprovo.

Questa voce è stata pubblicata in cose. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

57 Responses to

  1. utente anonimo dicono:

    le firmette bruttissime che sporcano e basta si chiamano “tag”….solo quelli che tu definisci “bei murales colorati” possono essere chiamati graffiti

  2. utente anonimo dicono:

    comunque quello che io ho sempre pensato è che se i palazzi delle città fossero ricoperti di graffiti e murales nessuno proverebbe a deturparli con delle squallide tag…e invece i palazzi sono grigi

  3. utente anonimo dicono:

    m’hai fatto sganasciare. comunque è una buona idea. magari ci provo anch’io.

    (stone)

  4. PieroIlBello dicono:

    fanno schifo sia i murales sia i graffiti sia le tag.

    gli edifici son fatti per abitare, non per disegnarci.

  5. utente anonimo dicono:

    i palazzi dovrebbero essere colorati, e tutti saremmo più felici, comunque in generale viva i graffiti

  6. Ponski dicono:

    una domanda:

    ma sono solo io che non riesco a leggere le tag oppure questi tagger hanno l’artrosi mischiata al parkinson?

  7. utente anonimo dicono:

    è veramente divertente e interessante questo blog ti metti a leggere un articolo e devi leggere anche quelo successivo veramente bello!

  8. catepol dicono:

    si ma se tagghi te ti si riconosce LOL

  9. verdementa dicono:

    Io volevo alzarmi nel cuore della notte per scrivere sul marciapiede, davanti al mio portone, il mio nome seguito da “ti amo tantissimo”…

    Pensa l’invidia dei vicini…

    Ma forse farei una gran figura di cacca se qualche nottambulo mi vedesse!

  10. utente anonimo dicono:

    e non ti si riconosce, e son cazzi, altro che “son cose”!

  11. sw4n dicono:

    Beh… potevi scrivere il canonico

    “io e te tre metri sopra il cielo”

    magari la ruspa umana si sarebbe addolcita… o al massimo avrebbe provato tanta compassione per te.

  12. malessere dicono:

    Allora sei tu che hai fatto quel macello sul muro del mio palazzo!

  13. palladipelo dicono:

    ma come t’hai fatto a sgusciare via dalle grinfie di Peppe?! vasellina?!

  14. tommasof dicono:

    tag e altre scritte fanno letteralmente schifo.

    Generalmente sono il segno di singoli o bande che vogliono delimitare un territorio.

    Cmq i graffiti sono belli, ma solo in zone riservate. Se vedessi uno che sta dipingendo la parete di casa mia con la gioconda, lo ridurrei a brandelli certamente.

  15. manuelcalavera dicono:

    chi si dedica ai tags e non ai graffiti è solitamente affetto dalla sindrome del territorial pissing. la stessa malattia affligge gli adolescenti che, in preda a raptus grafomani, istoriano banchi, muri, porte dei cessi, sedili dei bus.

  16. utente anonimo dicono:

    territorial pissing dei nirvana! Non ci pensavo da anni. Comunque l’incrocio tra un pugile e una ruspa è veramente esilarante. Frà.

  17. Dania78 dicono:

    Fino al 1914, Picasso e Braque, maestri del cubismo, hanno lavorato insieme, anche senza firmare le opere, al punto che è difficile distinguere la mano di uno da quella dell’altro.

    La riflessione sul rapporto tra opera e firma ha appassionato critica e artisti per lungo tempo.

    Mi chiedo però come possa appassionare il prosperare di firme senza opera (salvo che non cerchino di attribuirsi la paternità di muracci zozzi o saracinesche arruginite).

    Con umiltà,

    Dania

    Dania

    Dania

    dania

    DANIA

    d.a.n.i.a.

    Dania

  18. AAAcitrulli dicono:

    P o s s o v e n i r e c o n t e?

    d i c o d a v v e r o !

    ciao

    simon.cì

  19. utente anonimo dicono:

    …Bisogno di esprimersi…

    Meno male che il blog è meno pericoloso!

    … o no?

    J.Rabbit

  20. cronomoto dicono:

    Non credevo che chi scrive sui muri fosse così odiato in questo blog. Io rispetto sia i writers che chi fa le tag, che nove su dieci sono gli stessi.

    Credo nel diritto di manipolazione del paesaggio urbano.

    Firmare il colosseo è un reato, firmare uno schifoso condominio è una presa di posizione politica contro l’uniformazione.

    D.

  21. mi mancava l’immagine di Confuso-Basquiat… aspettiamo dossier fotografico delle opere.

  22. diamonds dicono:

    Ovvia, ma quale odio e odio: li si prendeva solo un po’ per il culo. :-)

  23. diamonds dicono:

    della preistoria sono rimasti solo i graffiti.Della nostra epoca forse neanche quelli(gli argonauti di andromeda dovranno ricostuire il nostro percorso attraverso sedute spiritiche)

  24. Gnegnet dicono:

    e sono già qui..

  25. phoebe1976 dicono:

    Mi immagino gli archeologi del 3000 che cercheranno di decifrare le cose senza senso scritte sui muri. Propongo,per evitare di far loro perdere tempo, di lasciare scritto da qualche parte che non significano una cippa. (sono archeologa ed empatizzo,poveracci)

  26. orsodingo dicono:

    Quia Perugia c’è uno spazio apposito messo a disposizione dal comune per graffitare in libertà. Periodicamente lo ripuliscono: vuoi venire a provare????????

  27. almost30 dicono:

    bellì lì fratello!

    tagga di maledetto il grigiore urbano

  28. utente anonimo dicono:

    Tag mi sembra si chiamassero le firme… o no?

    Anche se ormai l’HTML s’è indegnamente appropriato di tale poetico, urbano, trasgressivo lemma…

    Vai, tagga, e facci sapere…

  29. utente anonimo dicono:

    Tagga in tanga senza targa. Così non potranno identificarti.

  30. utente anonimo dicono:

    odio chi insozza i muri della città. questa non è arte è il trionfo dell’egocentrismo anarchico.

    Lofoten

  31. No Perso, per l’odio non mi riferivo al tuo post. Nei commenti precedenti, con sorpresa, ho visto astio verso le firme sui muri. Anche se uno non le apprezza, credo ci siano ben altri problemi. Quello dei parcheggi, ad esempio. O quello della lista della spesa (tu mi insegni), ancora ad esempio… quello dei drogati che si fanno gli spinelli nel braccio… Ecc ecc…

    D.

  32. greenwich dicono:

    Difatti qua a Lambraà, ci sono due palazzi ormai prossimi alla conclusione, che seguono questa strada.

    Uno è fucsia scuro.

    L’altro color fegato.

    Suppongo che lei, sig. Confusa, li abbia notati….

  33. utente anonimo dicono:

    condivido. Ci si becca alla metro, che è ancora più da uraiter serio.

  34. Naera dicono:

    31esimo piano:

    ma che c’entrano i problemi sociali?

    vuoi dire che chi odia i maledetti insozzatori non sa che esistono problemi molto ma molto più grandi tanto grandi che è perfino sminuente parlarne qui?

    Lofoten

  35. IlaLuna84 dicono:

    Beh, chi fa i graffiti veri e propri per arte, difficilmente insozza un muro con millemila tag (le scritte), nè deturperebbe monumenti o case di un certo valore. Piuttosto un writer serio firma attorno al suo lavoro… Ma a parte questo… Anche io, quando mi ha fermata il maresciallo dei carabinieri con lo spray in mano, si è incazzato non poco quando ho detto:”Sono un’artista,devo esprimermi!” Sarà anche per quello che di graffiti non ne faccio più e mi sfogo con i fumetti? ^_^

  36. utente anonimo dicono:

    No! Non farlo! Altrimenti dovremo venire a trovarti in ospedale. Oppure fallo. Ma prima imbottisci di sonniferi il signor Peppe.

  37. utente anonimo dicono:

    —–una domanda:

    ma sono solo io che non riesco a leggere le tag oppure questi tagger hanno l’artrosi mischiata al parkinson?——

    di molti piani sotto,

    una risposta: è colpa di un pessimo marketing, insomma non è roba per te

    ciao

  38. SORRISOLACRIMA dicono:

    Lofoten:

    per me non sono “maledetti insozzatori”, tutto qua…

    Quella dei problemi sociali era un’ironia…

    D.

  39. ValZeo dicono:

    Amo le scritte sui muri…

  40. tommasof dicono:

    trp una tega qst blog!!! Cmq a me i writer mi stan simpa, basta k non scrivano su casa mia!!!

  41. utente anonimo dicono:

    le tag fanno schifo. E dire “ci sono problemi ben peggiori” non è una scusante.

    Se uno si appropria della parete di casa mia per un’orrenda e schifosissima tag lo strofino con la faccia sul muro finchè non cancella la sua firma.

    E’ un modo di appropriarsi della proprietà altrui, oltre ad essere inutile e per niente decorativo.

    Gli anarchici imbrattino le pareti (magari interne) di casa loro.

    …e non ditemi che sono intollerante ;)

  42. tommasof dicono:

    Gli anarchici se ne fregano della tua “tolleranza”… Spero ti imbrattino tutti i muri della casa…

    D.

  43. utente anonimo dicono:

    non è il luogo per fare flame o augurare sventura.

    Io ho esposto la mia idea. La proprietà altrui è altrui per determinati motivi.

    L’istinto animale di segnare il proprio territorio, lasciamoglielo agli animali. O non stupiamoci se veniamo catalogati come tali.

  44. utente anonimo dicono:

    Dai, non ti ho mica augurato sventura… spero tu stia bene comunque, anche se con qualche scritta sul muro… ciao

    D.

  45. sw4n dicono:

    In effetti farebbero prima con una bella pisciatina all’angolo. Invece ogni settimana, nell’ascensore della metro, tutto in acciaio, dopo la ripulitura fioriscono di nuovo le tags, accompagnate dal tradizionale pisello stilizzato.

  46. Io e XS Tre metri sotto terra.

  47. sciroppato dicono:

    (dai non litigate).

    #33: sì, ohimè.

  48. loska dicono:

    Non ti manca la bomboletta, ne ho uno di scorta ;). Prego, Sr Confuso, non puoi farmi un apprezzamento sulla mia pagella finale. Grazie tanto.

  49. diamonds dicono:

    02rfch2f2frleç°)”&%!=(“/)?!=(“(/!?(?8

    ecco.

    Scusa Confuso ma sai, sono una creativa, devo esprimermi!

  50. Ellen80 dicono:

    eppure come fossero astrusi geroglifici a me pare di cogliere significati proprio in quelli meno traducibili(non sto mai alla larga dal simbolismo,per principio).E quando vedo il piattume di certi quartierini mi viene davvero molto spontaneo tifare per questi Ghostwriter molto particolari(not in my garden,of course)

  51. bazzigonza dicono:

    Quando avevo 15 anni la cabina dell’Enel sotto casa mia veniva completamente invasa da quelli che gli autori chiamavano Graffiti e io definivo scempio.

    Ora è il turno della mia vicina di casa. Davvero graziosa. I suoi spasimanti, almeno, hanno un minimo di talento aritstico.

    Anna

  52. utente anonimo dicono:

    l’italia x il mondo writer graffiti etc è scettica , negli usa la polizia ti ammanetta anche x le cazzate + cazzatissime! Insomma sti writer dove si possono sfogare ? Dopo possono manifestare i loro sentimenti ? DOVREBBERO CREARE SPAZI , Muri , recinsioni , e metterle a disposizione degli “anonimi writers” così tutto sarebbe piu’ artisico meno grigio e monotono e poi chi l’ha detto che sono antiestetici? se così fosse l’arte non sarebbe piu’ uno strumento per esprimersi ma una cosa senza senso!

  53. utente anonimo dicono:

    artisico

    aridaje col parkinson?

  54. utente anonimo dicono:

    Ma no, forse solo problemi polmonari causati dal gas delle bombolette…G

  55. capito oggi sul tuo blog e leggo a casaccio: anch’io ho una personalità un po’ confusa! da quando sono senza lavoro cazzeggio sul web in cerca di annunci ma mi perdo sempre da qualche altra parte, per altre vie all’apparenza uguali- poi all’improvviso mentre sto per mettermi a piangere senza più orientamento alcuno, ritrovo la strada,il graffito come faro nella nebbia ai naviganti….

    tu continua a graffitare,il Peppino una notte dormirà pure santodio!,io adesso ho un appuntamento di lavoro ma domani mattina, vedrai ce la farò a ritrovare la strada

    :-) gallinamoderna

  56. Anonimo dicono:

    ok- d’accordo, gallinamoderna, ammettiamolo, non è il massimo del nick ma d’altro canto anche personalitàconfusa lascia piuttosto perplessi. E’ che già quell’utente anonimo mal mi corrisponde ( soffro di atavico protagonismo ) e li per li la prima cosa che mi è venuta è stata quella. Oppure le tue perplessità non sono dedicate al nick ma alla X§ del messaggero!chissà! ho meritato ben 3 – (tre ) ??? hai mai pensato al dramma che si compie quando alla fine di una frase compare quell’asta conficcata nella riga come una spada nella roccia, che si chiama esclamazione? l’esclamazione è nel suo punto d’affermazione così tacitamente categorica da nn ammettere repliche, suppliche, recriminazioni, appelli, dubbi o distorsioni. Il punto esclamativo è di destra? o di sinistra? chi mai può dirlo oggi come oggi? oggi che il vento da nord soffia su queso cielo milanese che sembra quello delle ramblas, che mi punge la punta del naso protesa verso l’alto in attesa che finalmente qualcosa si compia….:-)

    Mary Poppins

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *