DESPERATE DIRIMPETTAIAS
In onda tutti i giorni feriali per otto ore, in diretta e senza bisogno di decoder e nemmeno di televisiore, un format imbattibile. Protagoniste, miss Dirimpettaia e la sua crew di dirimpettaie da ufficio.
La protagonista – La dirimpettaia, archetipo di se stessa. Modello di serie in tutti gli uffici del globo, è la solita personcina per male di cui già si disse. Capelli freschi di parrucchiere, abbronzatura lampada solo viso, abiti di griffe comprati all’outlet di Serravalle Scrivia, borsetta Prada made in China con dentro il Codice Da Vinci illustrato edizione tascabile, buonumore perpetuo incorporato. Come è noto, passa le giornate a programmare via sms l’aperitivo serale sui Navigli.
Wallpaper sul pc: George Clooney a torso nudo che fa le flessioni col torace cosparso da senape di Digione.
Suoneria del cellulare: una diversa per ogni nome in rubrica, quasi tutte son polifoniche di sigle tratte da telefilm ospedalieri americani o canzoni di Shania Twain.
Mamma – Seduta ad una scrivania completamente circondata da fotografie raffiguranti il figliolo di sei anni, che di pomeriggio sta “coi nonni”. Ogni quarto d’ora lei lo chiama per salutarlo e sapere se ha mangiato la merenda, se ha preso freddo, se ha studiato le tabelline, se è andato di corpo… Il poverino sta cominciando a farsi negare, con scuse tipo "ditele che non posso perchè sto facendo il riposino".
Wallpaper: fotografia estiva del figlio piangente e con i braccioli sulla spiaggia di Punta Ala a Ferragosto.
Suoneria: registrazione dell’infante che recita la poesia al pranzo di Natale 2005.
Donna d’altri tempi – 50enne, nubile, assunta nel 1976, non ha mai lavorato da nessun altra parte, non è riuscita a far carriera, ma è tanto affezionata al suo posto. Trascorre il tempo al telefono con sua madre, con cui vive ancora adesso: parlano di salute, medici, funerali di parenti, previsioni del tempo, estrazioni del superenalotto.. Dietro il sorriso nasconde un animo malvagio. Donna coraggiosa, dichiara apertamente disprezzo per tutte le colleghe purchè assenti, per i capi – ma solo se non ci sono – e in genere per tutto il mondo là fuori, in particolare la pioggia e gli zingari che chiedono l’elemosina in metropolitana nell’ora di punta.
Wallpaper: Padre Pio tridimensionale che ti segue con lo sguardo – porta fortuna, dice.
Suoneria: l’Ouverture dal Guglielmo Tell di Rossini (ma lei non lo sa).
Automa - A testa bassa china sul pc, come un bue che trascina l’aratro. Alza la testa solo ogni tanto, per prender fiato e osservare l’orologio. Gran lavoratrice, molto precisa. Per comunicare con i colleghi usa solo tre termini: “ciao” (quando arriva), “buona serata” (quando esce), “buon pranzo” (quando gli altri escono per la pausa e lei resta seduta per lavorare in maggior tranquillità).
Wallpaper: quello con il logo di windows – ha trovato il pc così e non ha mai osato cambiarlo.
Suoneria: Prì prì prì ascendente.
Stagista – Ragazza volenterosa e piena di speranze proveniente dal Master Universitario in Marketing & Communication alla prima entusiasmante avventura lavorativa seppur non retribuita: credeva di venir qui a ‘imparare’, a “crescere” – e magari a fornire il suo piccolo contributo creativo. Invece la prima capa della sua vita l’ha piazzata in ceppi alla fotocopiatrice multifunzione, con turni durissimi e straordinari di rigore almeno sino alle otto di sera, chè tanto è una stagista e non bisogna nemmeno pagarla. Le compagne di sventura la costringono a far loro da segretaria e non la invitano alla pausa caffè delle nove e un quarto. Ogni tanto lei si nasconde nei cessi a fumare e piangere.
Wallpaper sul pc: quale pc?
Suoneria del cellulare: nessuna, gliel’hanno rubato sull’autobus.