ESTATE

Ah, come si sta bene a Milano, in questi giorni. Si crepa dal caldo, la città al sole sembra ancora più sporca e brutta, e non si è nemmeno svuotata: sulle autostrade non so, ma alla cassa veloce del supermercato di via rubattino, ieri mattina, c’era una gran fila.

CONFUSELLO

Confusello era un normalissimo bambino con il naso all’insù, gli occhietti rossi e le orecchie di peltro: due orecchie di cui andava tanto fiero, quando a pranzo ci lasciava sbrodolare dentro minestre roventi.

Confusello aveva poi una coda lunga lunga, irsuta di anelli e di spilli.



Un bel giorno Confusello se ne stava sdraiato sotto il sole a godersi il pigolìo dei rinoceronti marini che pascolavano sul prato del parco davanti a casa sua, e all’improvviso venne molestato da alcuni insetti parlanti. Costoro – bzz bzz – gli annunciarono l’arrivo del famoso temporale degli ombrelli  – il chè significava proprio che dall’alto, oltre ai tuoni e ai lampi, sarebbero piovuti pezzi di legno da due chili, e in testa fanno male. Ma Confusello era un tipo previdente,  e di corsa si rifugiò nell’automobile di carta igienica. Entrò nel veicolo, si sedette tranquillo al posto del passeggero, accese la radio e a questo punto vide che al volante c’era il simpatico Uomo dalla Testa di Pesce. Questi sputò il limone che teneva in bocca e gridò "Partiamo!". Ingranò la marcia e a gran velocità si diresse verso il centro del laghetto.



Quando i pompieri li tirarono fuori da laggiù, il temporale di stoffa e bastoni era oramai finito. L’Uomo Pesce uscì, ringraziò i pompieri e se ne volò in cielo, e nell’allontanarsi cantava l’Aida.



Si fece tardi, davvero notte fonda: i pompieri scapparono a sirene spiegate e pure Confusello tornò a casa.

Era pensieroso e rifletteva su come avrebbe potuto ammazzare le ultime ore che lo separavano dalla mattina: decise di trascorrerle travestendosi da mazzo di insalata belga.

La preparazione alla mascherata durò molto tempo: una volta pronto, Confusello si guardò allo specchio e si complimentò con se stesso per la buona riuscita. Poi, per il pinzimonio, versò nella vasca da bagno tutto l’olio che aveva in casa, tre litri d’aceto balsamico e un cartone di sale fino, e vi si tuffò.



Rimase a macerare nell’intingolo; quindi, fradicio di condimento e conciato da carnevale, si infilò nel suo letto a forma di cuore, senza nemmeno essersi lavato. Si mise a guardare il soffitto con attenzione e soltanto all’alba si alzò, ancora nel suo costume da insalata belga, tutto unto come unte erano le lenzuola.

Andò in cucina e qui trovò la sua sorellina Mobuta, l’inventrice dell’imbuto. Lei aveva appena terminato di consumar la colazione, e chiese a Confusello di accompagnarla prima nella tuba della spazzatura e poi nel tombino delle fogne, dove per ore giocarono a rotolarsi nelle feci e a tirarsele addosso.



Trillò il telefono, e solo allora Confusello si destò, aprì gli occhi e si accorse di aver sognato.

E poichè il telefono continuava a scampanellare, Confusello si disse che era giusto andare a rispondere al misterioso salvatore che lo aveva liberato da un sogno tanto lungo, insensato e bizzarro.



Così, sollevò la cornetta di marzapane. Ne morsicò un boccone e udì provenire dall’altra parte del filo la buffa vocina dell’allevatore di barbagianni impagliati.

LAMPADA

Mi vergogno, ma te la racconto lo stesso. Tanto mica ti conosco.

Che siccome ero un po’ smunto, diafano tendente al verdino chiaro, e siccome ero circondato da giovani reduci dal weekend a santamargherita o a pietra ligure tutti belli abbronzati, e siccome sfiguravo, m’hanno detto: ma dai fatti una lampada.



Ed io, che una lampada non l’ho mai fatta in vita mia, ho pensato, cosa credi che non sia capace, facciamoci ‘sta lampada, proviamo pure questo: semel in anno licet spendere 5 euro in vanità. Con fare circospetto mi avvicino al "Solar Center Sun & Sun (and Sun)". Dalla porta escono due ragazzi col viso arancione, e la cosa mi spaventa. Entro: a un banchetto vengo accolto da una ragazza scura scura e sorridente, in camice bianco come fosse un medico o un’infermiera. Mi chiede la tessera. Quale tessera?, dico io. La tessera, la tesserina. Non ce l’ho la tesserina, sono un neofita, madame, abbia pazienza. L’infermiera compila una nuova tessera, che poi non è altro che un foglietto di carta con il mio nome scritto a penna sopra e delle casellette vuote: grazie a queste, dopo 35 lampade ne potrò fare una gratis. Un affare, insomma.



L’infermiera mi accompagna su per le scale, durante il tragitto incrociamo due tizi dalla faccia di un bel viola acceso. Ho paura, chiedo sottovoce all’infermiera se anche io diventerò così. No, questi vengono tutti i giorni, risponde lei.



Mi mostra uno stanzino delle scope, solo che al posto delle scope troneggia la poltrona a raggi uva, sullo schienale un telo di carta a strappo, in un angolo lo spruzzino da giardiniere. Mah. La ragazza mi chiede: 10, 12 o 15. Non capisco, dico io, cosa significa? Quanti minuti, quanto deve durare il "trattamento". Boh, c’è una differenza di prezzo? No, replica lei. Allora facciamo 15, crepi l’avarizia (vostra).



Si parte: l’infermiera mi lascia solo con la poltrona, la stanza si illumina. Su un bracciolo qualcuno ha montato un autoradio, la accendo ma le uniche due stazioni che si sentono sono 105 e radiomaria. Fa un caldo da paura, meno male che la poltrona ha anche una specie di ventilatore incorporato. Mi sento un po’ scemo.



Il tempo passa, poi all’improvviso si spegne tutto. Mi rivesto in fretta e fuggo giù per le scale imbarazzato. Mentre scappo l’infermiera mi urla un arrivederci.

ERA MATTINA PRESTO, MI CHIAMANO ALLA FINESTRA, MI DICONO CONFUSO TI VOGLIONO AMMAZZARE

E basta, dai. Basta. Sole sole sole, sudore e sangue. Oggi sarò assai banale, sconsolato e anche scontato, trito ma anche ritrito (non meno di altre volte) e parlerò di me ma spero anche di te, e se così non fosse mi perdonerai, cara/o viandante che passi da queste parti, ti abbraccio forte forte forte e che dio te ne renda merito, ma d’altro canto, lallalà, questo è un diario e si scrive un po’ alla viva il parroco (o morte al parroco, dipende dai gusti): Gesù di legno, da dove vieni? Dalla Corea, dal Canada o da Taiwàn?



Difficile sempre più difficile, e intanto nutrire profonda, profondissima devozione per il dio di spinoza e inginocchiarsi al suo cospetto – il chè secondo alcuni vuol dire che esser atei o agnostici o entrambe le cose, e fossero questi i problemi. A la santè. Vogliamoci bene fra di noi che là fuori son tutti nemici, e il pesce rosso ha la memoria dei tre minuti: ricorda solo ciò chè accaduto negli ultimi tre minuti. Lui.



Amore & musica di New Orleans, e vaffanculo a tutto il resto. Il resto, come dice il poeta, sarebbe meglio che sparisse.

Perchè il resto (tutto il resto) è brutto.

ISTRUZIONI DELLA LAVATRICE SCRITTE SU UN FOGLIETTO

Caro maschio che sei rimasto in città mentre la mamma – o la moglie o la ragazza o la convivente, vedi tu – insomma quella là se ne è andata al mare: hai seri problemi con la manutenzione dell’appartamento?

La cucina in disarmo, il letto disfatto da una settimana, le piante stanno crepando di sete e tu, poveruomo, ti sei ridotto a cenare in mutande sul divano davanti alla tivù, con in una mano un mazzetto di wurstel crudi e nell’altra la bottiglia dell’acqua minerale da cui – orrore – stai bevendo a canna. La cesta della biancheria rigurgita camicie e mutande zozze e nel water si stanno riproducendo i licheni. Ahia. La vita domestica estiva ti sta piegando?

Non ti preoccupare: da oggi personalitaconfusa®, il tuo blog preferito, ti aiuterà.

E lo farà con una serie di preziosi consigli che ti permetteranno di diventare un bravo pulito inappuntabile ometto di casa, e al suo ritorno, quella là resterà stupita.



Cominciamo proprio dalla lavatrice. Lo so, a vederla incute timore. Non aver paura, e affrontala. Stampa questa pagina e appendila in bagno, sopra l’odiato marchingegno, in modo che tu possa leggere durante l’operazione.



Innanzitutto, come dice la pubblicità, è preferibile che la lavatrice funzioni a tarda notte, verso l’una o dopo: il ciclo dura pochi minuti e perciò il rumore non disturberà nè te nè i vicini.

Cominciamo.

1) Apri il rubinetto dell’acqua calda.

2) Metti i vestiti nel cestello. E’ molto importante che siano di colore diverso: le magliette rosse, arancioni, verdi (ma come cazzo ti vesti?) o tinte vivaci  si lavano meglio se accompagnate da camicie bianche e lenzuola candide come la neve.

3) Ora riempi un misurino di detersivo e versalo sopra i vestiti, insieme a un bicchiere di varecchina.

4) A questo punto individua la manopola con la temperatura: seleziona 90° (o anche oltre, se possibile).

5) Chiudi il cestello, premi il tasto di accensione e vai a letto.

6) La mattina successiva, lascia pure che i capi bagnati restino ben chiusi all’interno della lavatrice: d’estate non occorre stenderli. Si asciugheranno da soli, là dentro. Potrai tirarli fuori anche tre o quattro giorni dopo, e profumeranno di più.



Bene, per oggi la lezione è finita. Facile, vero? Nei prossimi giorni capiremo perché, nei mesi caldi, occorra tenere il frigo aperto (la mattina, prima di uscire, è bene lasciargli lo sportello socchiuso e fargli prendere un po’ d’aria, come ogni brava massaia sa – e poi così rinfresca pure la casa); quindi impareremo a stirare col ferro a vapore, la cui temperatura va testata direttamente sull’avambraccio nudo. A domani.

LA CINA

2000-2005 – Comincia l’era cinese. L’economia cinese cresce, e le principali multinazionali occidentali chiudono le loro fabbriche europee per riaprirle in estremo oriente, dove il lavoro costa molto meno (ma molto, molto meno). Una sconosciuta azienducola cinese si compra metà dell’IBM.



2008 – La Cina aggredisce l’economia occidentale con copie perfette di elettrodomestici di lusso messi in vendita a soli 50 euro nei supermercati e nei discount. Crollo di Wall Street.

2009 – La Cina travolge i mercati con un modello innovativo di automobile, un’imitazione perfetta della mercedes cabrio turbodiesel che però costa dieci euro anzichè centomila. Crollo di Wall Street.



2011 – La mattina del 2 gennaio, tra lo stupore generale di economisti e studiosi, la frigittoria cantonese "Da Pao Sao Lin – Take Away" lancia l’OPA sulla Mc Donald’s Corporation. La scalata alla colossale catena di fast food viene portata a termine nel primo pomeriggio. Crollo di Wall Street.



2012 – In un brutto mercoledì di novembre, una manufatturiera di accendini luminosi a forma di gatto silvestro e imitazioni di foulard prada, la "Chin Sao Lin & Figli Export",  in tre ore acquista la Esso, la Coca Cola, la Microsoft e l’American Express. Il giorno dopo tutte le filiali del mondo di queste società vengono chiuse e i dipendenti occidentali costretti a trasferirsi negli stabilimenti dello Xuaoxing, al confine con la Mongolia, pena il licenziamento e la fustigazione. Crollo di Wall Street.



2014 – La Cina è oramai il paese più importante del pianeta. Gli involtini primavera diventano il cibo più consumato sulla Terra (sorpassando il pane), il dialetto mandarino la lingua più parlata e insegnata a scuola e nelle università. A Pechino la nazionale cinese vince un’epica finale dei mondiali di calcio per 19 a 0 contro il Brasile.

Kim Sao Lin, un ragazzino che fino a pochi anni prima vendeva dvd pirata in un chioschetto sul porto di Shangai, si compra la Walt Disney: crollo di Wall Street.



2015 – La Cina si annette il Giappone e la Kamchatka. A Roma sale al trono Deng Sao Lin I, primo papa cinese. Nelle megalopoli asiatiche si ingrandiscono i ghetti abitati da immigrati italiani, fuggiti dal loro paese in cerca di lavoro: fioriscono le pizzerie e i ristorantini di cucina toscana.



2017 – La notte del 25 dicembre, un’immensa armata di 800 milioni di cinesi incazzati attraversa a piedi lo stretto di Bering e invade il Nordamerica.

In pochi giorni i cinesi conquistano il Canada e gli Stati Uniti. Crolla Wall Street, nel vero senso della parola: il quartiere degli affari viene raso al suolo dall’esercito occupante. Nel corso di una spettacolare diretta sulla CNN (acquisita dai cinesi dieci anni prima) la Statua della Libertà è abbattuta a cannonate da enormi portaerei taiwanesi, costate 5 euro l’una. Il nuovo governatore degli USA, Hing Sao Lin, in conferenza stampa sul prato della Casa Bianca (sullo sfondo, il celebre edificio in fiamme) proclama l’inizio della legge marziale, la revoca dei diritti civili e l’abolizione della lettera R.



(continua?)

CRESCE L’OCCUPAZIONE (bum!)

Risultati dal motore di ricerca annunci lavoro del più autorevole (?) quotidiano di questo paese:



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NON HA FATTO IL MILITARE

Ad uso et consumo degli adolescenti d’oggi che passino di qui per puro caso: non so voi ma io mi ricordo, c’era il ‘servizio di leva’. Per gli amici: ‘il militare’. Si diceva: "parto per il militare", "porcogiuda quest’anno ho il militare".



Nell’immaginario di molti coetanei di quei tempi neanche troppo lontani, il militare era visto come un pericolo da eludere, una seccante perdita di tempo e, soprattutto, una gran rottura di coglioni.

Spesso, nei truci racconti degli amici congedati o in permesso, codesto ’il militare’ ci veniva rappresentato come un anno da trascorrere in uno sperduto paesello del Friuli, lontano chilometri da amici e fidanzata, dentro una camerata di letti a castello ripieni di uomini pelosi, puzzoni e russanti, e un pirla di sergente che la mattina all’alba ti avrebbe svegliato urlando “alzatevi mezzeseghe sono già le 6” o qualcosa di poco più cortese, per poi condurti fuori a: a) marciare, o b) sparare in aria, oppure c) strisciare in un campo di fango e guano, e in tutta sincerità non vengono in mente tre attività più inutili di queste. Ma la quarta attività di cui ci narravano era di certo la più terribile e temuta. Consisteva nel non aver nulla, ma proprio nulla, da fare. Nulla tranne che annoiarsi, e aspettare.

Dice: ma va là, quante balle.

Può darsi, non saprei. Non so se fosse davvero così, perché io, ‘il militare’, mica l’ho fatto.

                                           § § §

A noi pacifisti antifascisti estremisti anticristi – insomma, brave persone – questo militare proprio non andava giù, e di conseguenza occorreva inventarsi qualcosa per scamparlo.



Le alternative a il militare erano:



- soffrire di reali o – quasi sempre – presunte malattie che precludessero le flessioni, la corsa e l’esercizio fisico antelucano, tanto virile e marziale (s’è mai visto un bersagliere zoppo? No. E infatti).

In questo caso, il sedicente invalido veniva rinchiuso ed esaminato in un luogo che i racconti ci descrivevano come ancora più orribile e mitico della caserma stessa. Esso era da essi chiamato l’Ospedale Militare. Una sorta di carcere fatiscente popolato da crudeli medici nazisti che facevano di tutto per smascherare il finto infermo. Prospettiva umiliante, quindi scartata.



- aver seri problemi familiari: infatti il signor ilmilitare, bontà sua, dispensava dai servigi categorie quali l’orfano di entrambi i genitori, il ventenne con prole a carico e il fortunato terzogenito con due fratelli che avessero già assolto l’obbligo al posto suo.



- la terza possibilità era quella del contratto di lavoro all’estero. In quel caso, il giovane lavoratore emigrato in terra straniera non avrebbe potuto ottenere il periodo di aspettativa, e quindi per legge era esonerato dalla leva. Ma per un ragazzetto senza arte né parte, un contratto di lavoro, un contratto vero, firmato e a lungo termine, era una chimera allora come adesso. E perciò.



Perciò restava la quarta opzione, forse la più meritevole: diventare non un militare ma un obiettore.

Per farla breve, so che non gliene importa un fico secco a nessuno, ma qui, com’era facile prevedere, si fu obiettori.

E su questo ce ne sarebbero di cose da dire, ma casomai si parlerà domani, o un’altra volta, che per oggi si sproloquiato abbastanza.

Riposo.

UNA GIORNATA ALLA MALPENSA

"Si comunica ai signori passeggeri che a causa di un guasto ai sistemi informativi gli sportelli check-in numero 1, 3, 5, 7, 7bis e tutti i multipli di 2 rimarranno chiusi sino ad un orario da definire.

Restano aperti gli sportelli 11 e 13, forse. Ci scusiamo per il disagio e certi della vostra collaborazione vi auguriamo buon viaggio."



"Si comunica ai signori passeggeri che, per motivi tecnici, il nastro trasportatore dei bagagli è impazzito, e quindi le valigie dei passeggeri diretti a Stoccolma sono state spedite a Crotone, mentre i passeggeri diretti a Crotone sono stati spediti a Stoccolma, e – come già avrete capito – i passeggeri diretti alle Bahamas purtroppo dovranno trascorrere le loro vacanze a Varsavia, la quale peraltro di questa stagione è bellissima, anzi possiamo consigliare un ristorantino gestito da certi italiani che fanno una pizza niente male – però le loro valigie proseguiranno per Brindisi o qualche altra città del pianeta. Ci scusiamo per il disagio, e certi della vostra collaborazione vi auguriamo buon viaggio."



"Si comunica ai signori passeggeri che a causa di una disposizione erroneamente impartita a tutto il personale di guardia, d’ora in avanti sarà vietato fumare non solo dentro l’aeroporto, ma anche fuori da esso. In qualsiasi momento e ovunque voi vi troviate. Anche a casa vostra, tra due anni, per dire. I trasgressori verranno puniti con sanzioni pecuniarie, reclusione e scudisciate sulla schiena nuda. Ci scusiamo per il disagio, e certi della vostra collaborazione vi auguriamo buon viaggio."



"Si comunica ai signori passeggeri che a causa di un inconveniente elettronico, da almeno due ore gli schermi trasmettono indicazioni sbagliate e ingannevoli circa partenze e arrivi. Non fidatevi. E una volta imbarcati chiedete alle hostess se veramente state andando dove vorreste andare. Ci scusiamo per il disagio, e certi della vostra collaborazione vi auguriamo buon viaggio."



"Si comunica ai signori passeggeri che a causa di un malfunzionamento alle tubature, tutte le toilette dell’aerostazione hanno preso a rigurgitare liquami addosso ai loro utenti. Pertanto si sconsiglia di usare i bagni sino ad un orario di cui per adesso non è dato sapere.  Ci scusiamo per il disagio e certi della vostra collaborazione vi auguriamo buon viaggio."



"Si comunica ai signori passeggeri che a causa di un guasto all’impianto di ristorazione ai bar dei gate A01-A999, da questo preciso istante e a prescindere dalle richieste dei clienti, verranno serviti solo coca cola light sgasata, panini freddi salame-maionese e bevande calde purché inizino con la lettera T. Nessun reclamo sarà accettato. Ci scusiamo per il disagio, e certi della vostra collaborazione vi auguriamo buon viaggio."



"Si comunica ai signori passeggeri che a causa di un problema tecnico ai radar, il volo Milano-Varadero delle 17.15 è stato scambiato per un velivolo alieno e quindi subito dopo il decollo verrà abbattuto dalla Base Missilistica Contraerea situata a pochi metri della pista. Ci scusiamo per il disagio, e certi della vostra collaborazione vi auguriamo buon viaggio."



"Si comunica ai signori passeggeri che a causa dell’avaria ai metal detector, tutti i passeggeri in partenza verranno spogliati e perquisiti a mano da militari addestrati. Siate cortesi con loro, perché son gente rude ed è facile che si incazzino o vi maltrattino. Ci scusiamo per il disagio e confidando nella vostra collaborazione vi auguriamo buon viaggio."



"Si comunica ai signori passeggeri che a causa di motivi tecnici che in tutta sincerità non riusciamo a spiegarci neanche noi, il bus che dovrebbe portarvi dal gate KV54 all’aeromobile AzV34gzzI9X, ebbene, questo bus anzichè recarsi al luogo dell’imbarco uscirà dall’aeroporto, prenderà la tangenziale per Milano, effettuerà alcune fermate intermedie e un breve giro turistico del centro storico della città. Ci scusiamo per il disagio e certi della vostra collaborazione vi auguriamo buon viaggio."



"Si comunica ai signori passeggeri che per miracolo siano giunti a bordo, che il pilota di questo volo ieri sera ha fatto indigestione di frittura di calamari, la specialità della moglie che poverina non lo vedeva da tre giorni – peraltro lei è un’ottima cuoca, e.. vabbè, a causa del malore del comandante, il volo è stato cancellato. Sarà rimpiazzato da un servizio di corse automobilistiche sostitutive, in taxi. Vi preghiamo di slacciare le cinture, scendere e raggiungere le apposite vetture già pronte sulla pista. Ci scusiamo per il disagio, siamo certi della vostra comprensione. Ah sì, vi auguriamo buon viaggio."

LA SVOLTA

Stavo pensando che è giunto il momento di reinventarsi una vita e diventare un freelance, come si dice, o un libero professionista imprenditore di sè, e cominciare un’attività in proprio. Un’attività di marketing generation senza skill ma con molte opportunity in un’ottica di focus sul core business secondo un mix di supply chain selfmamagement e un minimo di outsourcing, target B2C (ma anche B2B) e portfolio spread sul new market di prospect.

Ad esempio, un bel chiosco di fiori. Me ne starei lì, nel mio baracchino di latta e i miei mazzetti colorati per tutte le occasioni, margherite, rose rosse e crisantemi. Il fioraio. Ecco, mi piacerebbe fare il fioraio.