EUROSTAR
(ovvero: il treno che credeva di essere un aereo)
Buongiorno a tutti vi parla il comandante dell’Eurostar 345632bx78 Milano-Roma. Benvenuti su Trenitalia. Il treno è in partenza. Effettuerà le fermate di Bologna, Firenze e Roma. Buon viaggio. Adesso leggo il messaggio in inglese, cercherò di imitare l’accento dei piloti di aeroplani. Ladies end gentelmen uelcam…
Buongiorno a tutti vi parla il comandante dell’Eurostar 345632bx78. Un caloroso benvenuto su Trenitalia, in particolare ai passeggeri di prima classe. Noi di Trenitalia siamo molto contenti di viaggiare con voi. Cosa dovevo dire? Ah sì, certo. Si avvisano i gentili passeggeri che nella carrozza 5 è aperto il servizio ristorante. Il menù di oggi prevede antipasto di capesante gratinate, pappardelle alle ostriche vive, trionfo di aragoste e scampi, selezione di bianchi delle nostre cantine. Per i pezzenti invece c’è il bar in piedi: dovrebbero avere avanzato qualche tramezzino e un paio di panini al cotto.
Buongiorno a tutti vi parla il comandante dell’Eurostar 345632bx78 Milano-Roma. Evviva Trenitalia. Si avvisano i signori passeggeri che d’ora in avanti leggerò solo annunci in italiano, l’inglese non lo so mica. I signori passeggeri stranieri sono pregati di chiedere la traduzione di questo annuncio ai signori passeggeri italiani seduti di fianco a loro.
Buongiorno a tutti vi parla il comandante dell’Eurostar 345632bx78 Milano-Roma. Si ricorda ai gentili passeggeri che su questo treno è proibito fumare. Però tra poco arriviamo a Bologna, ci fermeremo lì per un minuto e mezzo: i signori tabagisti possono scendere sul predellino e farsi una sigaretta veloce veloce. Io invece qui in cabina son da solo e perciò fumo quanto mi pare e piace. A dopo.
Buongiorno a tutti, vi parla il comandante dell’Eurostar 345 e altri numeri che adesso non ho voglia di dire perché non me li ricordo Si avvisano i gentili passeggeri che stiamo entrando nella stazione di Firenze. Alcune note culturali su questa nostra meta. Firenze è una bella città, ci abita pure il fratello di mia cognata. Vi sono un sacco di monumenti da vedere però d’estate fa caldo. Evvabbè, non si può avere tutto. Ok, adesso torno a guidare il treno. Arrivederci.
Buongiorno signore e signori passeggeri, sono il comandante. Come potete vedere guardando fuori dal finestrino, stiamo sorpassando un interregionale pieno zeppo di pendolari in ritardo da ottomila minuti. E’ un treno senza aria condizionata e con tutti i cessi fuori uso. Fate ciao con la mano ai vostri colleghi viaggiatori meno fortunati.
Buongiorno a tutti, amici. Un bel applauso di benvenuto ai passeggeri saliti alla stazione di Santa Maria Novella. Sì, io sono il comandante del treno, embè?
Buongiorno a tutti, sono sempre il comandante. Si avvisano i signori passeggeri che sul bracciolo alla vostra destra c’è un display luminoso e un buco per le cuffie. Ebbene: è l’impianto di filodiffusione. Sì, come quelli sui voli aerei. Forte, vero? Però non funziona. D’altronde non lo ha mai usato nessuno, e poi la musica è orrenda e si sente male.
Buongiorno. Parla il comandante. Si avvisano i signori passeggeri che tra 4 chilometri è previsto un corteo di manifestanti che protestano seduti sulle rotaie. Cercheremo di travolgerli al fine di non accumulare altri ritardi. Tanto, secondo me, alla fine si spostano. Ci scusiamo per il disagio.
Buongiorno parla il comandante dell’Eurostar. Benvenuti da Trenitalia. Tra poco arriviamo a Roma. Il viaggio sta quasi terminando, grazie a dio. Speriamo siate soddisfatti, ma se così non fosse potete prendervela con i controllori di biglietto, ché quelli non fanno una mazza a parte i buchini con la pinzatrice. Vi ringraziamo di aver viaggiato con noi. A presto.
Inciso. In effetti, non ci volevo andare, gli ho detto "Granieri, ho paura, ma che vengo a fare, io conto come il due fiori quando la briscola è cuori, e poi sono il peggior oratore del mondo". Ma lui, rassicurante, mi ha spiegato che tanto il mio intervento avrà luogo alle 10 del mattino di un giorno feriale, e che a quella ora le persone serie lavorano o sono in università a seguir corsi, e gli altri stanno dormendo. Per cui in sala ci saremo solo io, l’omino che passa l’aspirapolvere sulla moquette e il moderatore se ce la fa.