IDEE INEDITE PER FILM MAI REALIZZATI

Il Signore degli Anelli 4. A Frodo cade l’anello nello scarico del
lavandino mentre si insapona le mani. Per dispetto, gli orchi gli uccidono tutti
gli idraulici della contea.




Guerre Stellari 0 – il prequel del prequel (del prequel): l’infanzia di
Chewbecca.




La Passione di Cristo part II – Eh, questo è difficile, bisognerà che
lo sceneggiatore si inventi qualcosa.




Harry Potter contro i Templari – Vincono i Templari.



Oceans Thirteen – Brad Pitt e George Clooney si riducono a rapinare la
ricevitoria snai di un paesino sul lago di Como, scappano ma vengono fermati dal
primo posto di blocco (non sapevano che c’erano le targhe alterne).




Il figlio dell’Uomo Ragno – Non ha superpoteri ma è deforme e peloso, e i
compagni di scuola lo prendono in giro. Film senza effetti speciali ma commovente.




L’Ultimo Bacio 2: La Vendetta – Stefano Accorsi torna a casa dall’ufficio
e trova la moglie a letto col giardiniere.




Matrix Repetitaiuvant – Si sperava fosse finita e invece no, non bastava,
come dice
il titolo – peraltro dopo Reloded e Revolutions, il quarto episodio
doveva per forza iniziare con
Re.



La tragica morte di Bridget Jones – La fortunata serie si conclude con
una svolta inaspettatamente  drammatica e persino splatter.

(continua?)

COS’E’ UN BLOG

[va ora in onda un documento per capire cosa sono i blog, attribuibile (forse) in buona misura a Enrico Ghezzi e da leggersi in asincrono immaginando che la spiegazione venga fornita da uno schermo ove un signore sberuffato parli in asincrono toccandosi di tanto in tanto gli occhiali, come già accaduto qui
altre
volte
]




Ecco… un blog.. ci sarebbe da fermarsi, da
non andare su questo… (ampio gesto del braccio)  fiume… che, in fondo ha questo ritmo lento,
terribile, della vita quotidiana
… un post (cioè una segnalazione, un racconto, una notizia rubata al sito di un quotidiano, un appunto, una barzelletta che però non fa ridere, e così via) continuamente interrotti da quel altro grande post che è… il presente.
Il blog infatti è sempre al lavoro, il blog è già cominciato da sempre, né ha fine e a volte o sempre vien solo interrotto nel suo fluire, quasi un piano sequenza eterno.

Occorre rifiutarsi allora alla narrazione di sè, sempre mortale e peraltro inesorabile: l’aggregazione auto e/o eteronarrante, il.. ‘bloggone’ di quel che sentiamo o vediamo, non è informe ma… troppo.. ineludibilmente formato.. anzi sformato, o straformato. E, una volta sovrimpresso, ci (ri)propone il mistero dell’evidente.
In esso – e per esso (sì, deve esser così…) – nel momento esatto in cui lo si attraversa – ovvero: lo spazio, il luogo – trovare lo sguardo ipovedente, o la parola muta, la voce silenziosa. Inverosimilmente ‘nostra’: una voce libera di starsene muta, ma ascoltandosi. Se si ha coscienza di essere in orbita, vuol dire che si è in orbita intorno a se stessi. Può il pensiero entrare nell’orbita vuota della parola, o della scrittura, che cercando di narrarsi (cioè: di ‘narrare’) se ne va senza nemmeno salutare? No. Se il blog sia un gioco espressivo o inespressivo, lo deciderà la testa dell’autore; ma è un inganno, perchè questo confronto sarebbe già una somiglianza. Ora, il consiglio è questo: leggere, così da capire chi ti sta leggendo da prima che tu fossi o(re)cchio dell’altro.
Buona visione.

LE COSE CHE PARLANO

"Arrivederci e grazie!"
(concluse l’allegro scontrino dell’ipermercato)

"Passare in tintoria!"
(aggiunse il post-it appeso sul monitor da dieci giorni)

"Si accompagna bene con antipasti, crostacei, minestre asciutte e pesce."
(proclamò solenne la targhetta sul vino bianco da 1 euro comprato al discount e da usare soltanto in cucina)

"RIEADDD7 – uni_2_xooo544_USHi020 I#722 codice bic swift: 08201!"
(salutò con aria da mistero l’estratto conto uscendo dalla busta)

"Deters. lavatr., rigoli, spinacine – birra?"
(sussurrò timida la lista della spesa)

"Spingere"
(disse la porta al signore distratto)

"Cretino"
(rise la scrittura infantile tracciata col dito sulla brina del parabrezza di un’auto parcheggiata)

TRAGEDIE IN DUE BATTUTE – # 2

Luogo: ufficio.

Personaggi:
-
Collega dirimpettaia
- io


Collega dirimpettaia (alza la testa dalla rivista molto trendy)
Ma tu ce l’hai l’ipod?

Io
No. E tu?

Collega dirimpettaia
Non so nemmeno cosa sia. Però voglio comprarmelo.

(Sipario)

TRAGEDIE IN DUE BATTUTE

Luogo: distributore di carburante per auto.

Personaggi:
-
Collega dirimpettaia (seduta al volante della sua auto)
- Omino in tuta brandizzata Shell impiegato presso la stazione di servizio omonima

Omino in tuta (preoccupato)
Signorina, guardi che lei ha finito l’olio!

Collega dirimpettaia
Ma cosa dice, la mia macchina va con la benzina verde, mica a olio.

(Sipario)

CASA INFESTATA

Il fantasma del pollo Gianni, rimasto ucciso alcuni mesi orsono presso gli stabilimenti della società Aia di Verona (Italy) e successivamente tumulato all’interno di una delle due spinacine di cui ahimè mi sono nutrito iersera nel corso di una cena diciamo piuttosto frugale – il di lui fantasma, dicevo, vaga nottetempo per casa mia, e in ceppi.
Vaga nudo, in quanto prima dell’assassinio fu spennato dai suoi stessi aguzzini.
Ogni tanto fa coccodè.
Non mi lascia dormire, e fin qui. Ma pretende pure del mangime per animali da cortile e nella richiesta specifica la marca del prodotto. Oppure domanda di esser preso in braccio ad altezza finestra così che egli possa veder la neve fuori, ché poverino lui la neve non l’ha mai vista.

Poco fa mi ha chiesto un campari soda.

AMICO®

Sei costretto a pranzare solitario al ristorante ma il tavolo con un unico coperto ti fa tanta malinconia?
Vorresti andare al cinema a vedere l’ultimo film del tuo regista iraniano preferito ma non trovi uno straccio di nessuno disposto ad accompagnarti?
Hai preso due biglietti per il tale concerto ma la persona che doveva venire con te ha tirato il pacco all’ultimo momento?
Oppure: hai voglia di uscire ma tutti i tuoi conoscenti si negano causa impegni in altre faccende tipo "verrei volentieri ma non posso mi spiace devo uscire con la fidanzata scusaciao"?

Nessun problema: abbiamo la soluzione che cercavi! Da oggi c’è Amico®!

Amico® ti accompagna ovunque tu voglia! Se hai voglia di chiaccherare, Amico® corre a casa tua a qualsiasi ora del giorno e della notte e ascolta senza contraddirti. Inoltre Amico® è sempre simpatico allegro, vivace e di buon umore. E soprattutto a lui piacciono le stesse cose, gli stessi film, la stessa musica, le stesse boiate che piacciono a te!
Non è magnifico?

Scopri anche tu le migliori tariffe di Amico®: un’ora di Amico® a 100 euro ivaesclusa!!!!
L’abbonamento settimanale ad Amico® con possibilità di utilizzare Amico® full time a soli 9.000 euro!!
Amico® c’è sempre, e solo per te, e per ricompensa  vuole solo dei soldi: i tuoi. Ma, si sa, l’amicizia non ha valore – cosa sono poche centinaia di euro al giorno in cambio del bene più prezioso del creato?

[eventuali spese (trasferte, ingresso dell'Amico® in cinema o teatri, sue consumazioni di cibi alcolici, tabacco e qualsiasi altro costo sono carico dell'utente - per evitare equivoci Amico® gira senza portafogli)]

Cerchi lavoro? Bene, perchè Amico® cerca personale! Per soddisfare l’elevatissimo numero di richieste, Amico® assume: è un mestiere facile ma divertente e i guadagni sono garantiti! Dai cosa aspetti diventa anche tu un Amico®!

MONOLOGO

Ultimamente, ma non so dirvi il perchè, ho perso tutta la mia allegria.

Ho infatti abbandonato ogni mia abituale occupazione, e sono così aggravato nel mio spirito che questa vaga fabbrica, la Terra, sembra a me uno sterile promontorio…

(Promontorio? Fabbrica? Ma che dice?)
(Straparla, come sempre)
(E’ impazzito, è impazzito: son mesi che dà di matto)

Questo eccellentissimo padiglione, l’Aria – badate! [alza il braccio verso il cielo] – questa splendida Volta del Firmamento, questo maestoso tetto costellato di fuochi aurei… ebbene, a me non pare null’altro se non una fetida, pestilenziale aggregazione di vapori…

(Ossignore, si è drogato. Di nuovo)
(Ho capito, ho capito: fa satira. Parla di Milano. C’è lo smog, si sa)
(Ma va, è l’amleto)
(L’avrà imparato al liceo, ih ih)
(Lo sapevo, adesso si atteggia pure da letterato, si atteggia)
(Sì, letterato ma de ‘sta ceppa)
(ah ah)
(Ssst, zitti, ricomincia)
(Che barba però)
(Oh, qualcuno ha un mazzo di carte?)

Quale opera d’arte è l’Uomo! Quanto nobile per la sua Ragione! Come è infinito nelle sue facoltà, nella forma, nel movimento! Quanto è perfetto e ammirevole nell’azione: simile a un Angelo nell’intendimento, anzi, simile a un dio!
[oramai grida] La Bellezza del Mondo, il Paragone degli Animali!

(Eddaie con ‘sta lagna)
(Presto, chiamate gli infermieri: l’utente dà i numeri)
(Bloghér, facci divertire! Facce ride!)

Eppure, perchè a me sembra soltanto… polvere?

[a capo chino] L’Uomo non mi diletta, no, e nemm..

(Ma bastaa!!!)

[fitto lancio di pomodori]


HANNO FATTO IL PONTE

E così, è finita.
Dopo diciotto giorni di vacanza passati all’addiaccio in una capanna abbandonata, senza acqua e senza riscaldamento, i giovani Giuseppe e Maria possono finalmente tornarsene a casa. Non è stata granchè, come vacanza. La signora Maria tiene ancora il muso perchè il consorte ha voluto portarla in giro a piedi proprio nel periodo di gravidanza a termine. Non si porta una signora incinta di nove mesi a fare trekking nel deserto. E no.

E infatti, proprio durante la gita Maria ha dovuto arrangiarsi partorendo in un luogo di fortuna, cioè in una stalla.
Maria benchè coniugata è ancora una teen-ager, e nel
momento difficile se l’è presa con l’impacciato Giuseppe. Per fortuna ad assisterli sono accorsi alcuni pecorai e bovari che passavano di lì per caso e certe bizzarre creature con corpo umano e ali di uccello.

Insomma, una villeggiatura di poco riposo. Di giorno, nessun divertimento. La notte faceva un freddo becco e poi non si dormiva perché il neonato aveva le coliche, frignava sino all’alba e sputava il ciuccio addosso a Giuseppe.

Gli sposini son rimasti lì per
tutto questo tempo: Maria avrebbe voluto anticipare il ritorno ma suo marito aveva dato appuntamento nella stalla a tre astronomi miliardari per il giorno di Santo Stefano. Costoro invece si son perduti per strada e son arrivati con un ritardo clamoroso, soltanto il 6. Maria era furibonda e a quei tre non gli neanche rivolto la parola ("scusatela, è di malumore, sapete, la depressione postparto" – tentava di giustificarla Giuseppe davanti agli ospiti).

Adesso le ferie di Giuseppe son finite – il poverino lavora come interinale in un mobilificio – e i due anzi i tre hanno caricato i bagagli, salutato gli amici pastori e son partiti a dorso di mulo. Il rientro si preannuncia difficile causa maltempo, traffico intenso, code ai caselli, cambi di pannolino volanti e posti di blocco ordinati da un governatore pedofobo, il sig. Erode.

Se tutto va bene, per Pasqua vanno a sciare.

ULTIMA ORA

Continua l’occupazione militare della città di Milano da parte dell’esercito alieno sbarcato nottetempo nelle regioni settentrionali della nostra bella Italia.
La notizia per ora non è stata diffusa sui normali organi di comunicazione ma presto sarà resa nota al resto del paese: bisogna aver pazienza, il popolo non è pronto alla cruda realtà che lo aspetta, cioè una dittatura di marziani sanguinari e armati fino ai denti.

Europa meridionale, megalopoli in piena decadenza, anno interstellare 2005 dopo cristo. Gennaio. Fervono i lavori nella piazza del duomo di Milano. Dopo aver raso al suolo una grande chiesa bianca che fino a ieri sorgeva sul sagrato, gli alieni stanno costruendo quivi uno stadio per combattimenti tra polli, loro sport preferito (loro ossia dagli alieni, non certo dai polli). Nel centro storico sono previste altre nuove costruzioni: una colossale base missilistica nucleare al posto del teatro alla scala e un campo di concentramento per amministratori delegati nel luogo già conosciuto dagli indigeni con il nome di “Università degli Studi”.

E a tale proposito, su gentile richiesta di alcune testate giornalistiche locali, gli invasori hanno organizzato una conferenza stampa. All’articolata domanda di un noto cronista del corrieredellasera che per farla breve chiedeva spiegazioni sul futuro della città, il generale alieno Tuqqqwhklgh ha risposto ‘Ma vaffanculo stronzo’ e gli ha sparato in bocca. La sala si è svuotata molto in fretta, mentre il generale ancora arrabbiato per certi cavoli suoi prendeva a revolverate laser i fuggitivi e anche un incolpevole cameriere addetto al cocktail con buffet che doveva seguire l’evento.

Il 2005 comincia sotto i migliori auspici. Secondo alcune indiscrezioni, domattina presto nel cortile all’aperto del Castello Sforzesco, il sindaco verrà arrostito vivo su un grosso spiedo e servito con polenta ai soldati affamati. (continua?)