COME CAVARSELA NELLE CONVERSAZIONI
(chapter 1: “cosa stai leggendo”)


Nella conversazione trendy, può accadere che l’interlocutore si metta a cianciare di quanto sia bello l’ultimo libro del tale autore all’ultima moda. E può accadere che tu non abbia letto codesta opera imperdibile. O che addirittura non abbia mai sentito nominare l’autore.

A questo punto, anziché fare la solita figura da fessi disinformati & fuori dal giro, rilancia.
Invéntati un nome di scrittore verosimile e dichiara che tu a tua volta stai leggendo quest’altro romanziere contemporaneo, ancora più imperdibile. Il nome del tuo autore inventato deve essere pronunciato con enfasi, come se si trattasse di roba da gran intenditori.

Meglio che i nomi degli autori inventati siano inglesi. E’ più facile inventarsi un nome inglese che uno olandese o indiano. Inoltre gli scrittori di moda di questi tempi sono quasi sempre americani. Evitare nomi inventati italiani. Se dirai: “Ah sì, tu starai leggendo David Foster Wallace ma io invece ho preso l’ultimo di Giampaolo Lopesce ed è fantastico” l’interlocutore penserà male di te. Tra un Foster Wallace e un Lopesce, resterà sempre e comunque più trendy il primo.

Il nome inventato dell’autore trendy ha sempre un doppio cognome o almeno una lettera puntata (ad es.: G. J. Rodgers, Paul H. Simson, D. Johnson Wax, ecc.) Attenzione a pronunciare correttamente la lettera puntata sennò ti sgamano subito (non: “pol acca simson ma: “pol eic simson, con una eic sicura, se possibile bella secca come vi aveva insegnato la professoressa delle medie alla lesson one: the alphabet).

Per stravincere potrai inventarti di sana pianta anche particolari o citazioni fasulle (e qui sfogherai tutta la tua fantasia in trame assurde e deliranti – più son deliranti meglio è).

L’interlocutore assumerà un’espressione ebete, poi potrà solo fingere di conoscere davvero l’autore inventato. “Ah, bè, certo, come no?” Ma confesserà di non averlo ancora letto. Uno a zero per te.

Immagina quindi l’interlocutore, il giorno dopo, tutto preso a chiedere ai commessi della feltrinelli dove possa trovare codesti autori inventati. L’interlocutore non ricoderà l’esatta grafia del nome inventato (nè avrà osato chiedertela) e passerà tutta la giornata con il povero commesso, a far tentativi di ricerca sul computer del negozio: “provi a digitarlo con la h”, “provi senza”, “o forse era…”

(continua?)





















NOTIZIE SUI BLOG
[avvertenza: post marchettaro & abbastanza autoreferenziale - son cose]


Oggi, zuppa: per una volta si parla di blog. Ohè, capita. In primis, buone notizie per i blogger del sud: possono incontrarsi il 10 luglio al
Presidio del Libro di Castellana (BA), dove troveranno Miss Proserpina, Arsenio Bravuomo (storici blogganti) e Lello Voce (poeta quasi blogger e impenitente organizzatore di poetry slam, cioè gare di lettura di poesia). E poi non dite che ‘ste iniziative si fanno solo a Milano, eh?

In secundis:
qui mi chiedono chi sia il più poveretto tra Personalitaconfusa (=moi) e altri due blogganti (Livefast e Giulia Blasi). Bè, che domande.
Personalitaconfusa è un vero morto di fame. Non possiede nessuno degli status symbol che i nostri tempi richiedono.
Non ha l’ipod. Non ha l’adsl. Non ha fastweb. Non ha la playstastion. Non ha l’aria condizionata in macchina. Non ha il pinguino de longhi in camera. Non ha il cellulare che fa le foto, né l’umts. Non ha l’autoradio. Non ha l’abbonamento a Sky. Non ha il mac. Non ha il palmare. Non ha il telepass. Non era al concerto di P.J Harvey del heineken jamming festival. Non ha nemmeno i cd, di P.J. Harvey.

Lavora per una piccola agenzia milanese che sta per fallire e abita in un appartamento di pochi metri quadri a pianoterra, situato tra un cimitero e una discarica di monnezza. Non ha i soldi per pagar l’affitto di giugno.
Per fare la spesa usa i ticket restaurant da 1,99 euro nell’unico discount di Milano disposto ad accettarli. Pur vivendo nell’indigenza non può neanche chiedere aiuto ai genitori: loro lo odiano.

Giulia Blasi – oramai non è nemmeno un segreto – è un nome d’arte, in realtà si chiama Giulia Einaudi, come il nonno: infatti è l’ultima discendente della celebre dinastia editoriale, motivo per cui potrà pubblicare
romanzetti erotici per tutta la vita senza troppe difficoltà. Vive nel lusso più sfrenato. Viaggia per il puro gusto di spendere e di passare le giornate nella Business Class del pendolino.

Livefast, dietro una facciata di blogstar decadente e drogata nasconde la vera identità di giovane imprenditore miliardario con villetta a tre piani + piscina nella campagna modenese. E’ talmente ricco che può permettersi di andare a vedere i Pixies fino a
Ginevra quando loro avevano suonato solo due giorni prima a Imola, a pochi metri da casa sua. E’ il tipo che la sera alle feste si fa le canne di fronte a te. Ma senza offrire.

















DIZIONARIO ENCICLOPEDICO DEI RIMEDI CONTRO LE ZANZARE

Autan – Più della Heineken, l’Autan è un po’ il vero sponsor dell’estate musicale italiana. Si tratta di uno spruzzino al gusto di limone particolarmente diffuso in circostanze come concerti serali, festival, manifestazioni in arene estive, festedellunità e in genere eventi di stagione che si svolgano all’aperto. In queste occasioni, tutti hanno almeno una boccetta di autan e se ne aspergono addosso di continuo, peraltro senza alcun risultato. In realtà le zanzare non solo se ne fottono, dell’autan, ma sono persino attirate dal suo gustoso aroma agli agrumi.

Fornelletto – Detto anche “il vape“. Piccolo fornellino alimentato a energia elettrica e munito di alloggiamento atto ad ospitare curiose piastrine blu le quali una volta riscaldate esalano gas nocivi per l’insetto e un po’ anche per l’uomo. Si consiglia di areare il locale prima di soggiornarvi. Mentre stai areàndo il locale, le zanzare entrano di nuovo dalla finestra, a sciami.

Candela alla citronella – Grande candela con stoppino a torcia, sprigiona un puzzo acido molto forte che dovrebbe allontanare gli insetti molesti. Poco efficace ma almeno è più decorativa dei prodotti suoi concorrenti.

Zampirone – Simpatica spirale in gesso combustibile di colore verde, va posizionata in precario equilibrio su un piccolo piedistallo in alluminio. In genere lo zampirone viene venduto in confezioni da due, con una spirale incastrata dentro l’altra. Nel tentativo di separare le due spirali, si spezzano entrambe, divenendo così inutilizzabili.


Cuscino – Antico rimedio contro le zanzare: una volta che siate a letto al buio e l’insetto vi disturbi ronzandovi nelle orecchie o pungendovi attraverso le lenzuola, può tornar utile inseguirlo armati di un cuscino o una ciabatta. Ma attenzione, l’inseguimento andrà per le lunghe: benchè siano le due di notte, l’animale nemico è bello vispo, si diverte un mondo a prendervi per il culo e soprattutto, al contrario di voi, vola e sa camminare sul soffitto.
E nell’improbabile caso che alla fine si riesca a schiacciarlo contro il muro appena imbiancato, l’effige e i visceri rossi del defunto vi rimarranno stampati indelebili a imperitura memoria. O almeno fino all’inverno.









ERA UN ESPERIMENTO
[ovvero: conclusione del Blogrodeo Confuso & premiazione]

Riepilogando, negli ultimi giorni abbiamo sperimentato il Blogrodeo online, ossia una sorta di concorso di scrittura collettiva in rete. Data una traccia, blogger e non blogger erano invitati a improvvisare un breve racconto. E la traccia, una misteriosa frasettina tratta dall’incipit di un testo trovato nonsodove, era questa:

E’ un esperimento, non si sa come andrà finire.”

Hanno giocato a questo blogrodeo in parecchi, e vorrei ringraziarli tutti, uno per uno. Sniff. Son venute fuori 72 storie diverse, storie improvvisate e
pubblicate qui.

Quindi, come ad ogni concorso che si rispetti, bisognava eleggere dei vincitori. I meritevoli erano troppi, e così è sembrato giusto affidare la scelta al parere dei lettori, che si sono espressi
qui e qui, utilizzando la funzione commenti dei blog. Qualcuno ha formulato una sola preferenza, altri tre o più.

E il popolo ha votato, e ha votato per costoro: siore e siori, vincitori del Blogrodeo Confuso sono:
Jorma
Kay
Spad
Sphera

Erano stati promessi dei premi (questi) e le promesse vanno mantenute.

Kay, da Bologna, vince l’unica copia al mondo di Compilation Confusa, il cd verbatim masterizzato illegalmente che il sottoscritto ascolta il lunedì mattina al fine di svegliarsi per bene e correre incontro alla giornatina. Roba da volume alto, molto alto. E comunque Kay vince pure un altro assurdo premiettino promesso, cioè l’inserimento nella lista dei link di questo blog, cosa di cui non credo si possa andare tanto fieri.

Anche Spad si piglia la compilation illegale. Gli verrà spedita nel posto in cui abita, se me ne svela il vero indirizzo (lui millanta di aver lasciato Milano per trasferirsi vita natural durante al mare delle Canarie ma nessuno gli crede).

Jorma e Sphera si beccano la Cena Confusa, consistente in ticket restaurant avanzati da consumarsi in mia compagnia presso un esercizio pubblico che accetti i buoni pasto anche di sera. E con noi quella sera ci sarà l’Eterno.

E sì, perchè il più votato è stato un illustre non blogger, tra l’altro autore di un libro molto venduto: ha vinto anche lui. Anzi, Lui. Dio. E con
questo post.
Ecco, il signor Dio o sedicente tale è pregato di manifestarsi. Insomma, di farsi vivo, perché al momento di firmare non ha indicato altri dati oltre al breve e celebre Nome. Venga, caro Dio, venga a ritirare il Suo premio, ossia una cena con lo scrivente.
E sappia, signor Dio, che non ci scappa. Di Lei l’umanità sa quasi nulla, ma adesso conosciamo il Suo indirizzo IP.
Non è poco, avere l’indirizzo IP di Dio.
Son cose.































ESPERIMENTO BLOGRODEO CONFUSO (part 2)

E’ scaduto il termine per partecipare al Blogorodeo Confuso, l’esperimento di scrittura collettiva online di cui si è già parlato
qui.

Esperimento riuscito, a quanto sembra:).
Però adesso è tempo di assegnare gli inutili premietti già promessi. Hanno partecipato 72 autori, che meritano un grazie di cuore. Sono molti, più del previsto, e perciò lo spoglio sarà cosa lunga: tanto più che la misteriosa giuria è piuttosto indecisa. Quindi sarebbe oltremodo gradito un contributo di volontari che si prestino a segnalare i post che sono piaciuti di più. La traccia e i post
possono essere letti qui.
Le segnalazioni dei volontari possono essere fatte:
- nei commenti a questo post, o
- sul sito del Blogrodeo
- oppure
via email.
Naturalmente le segnalazione inviate da anonimi privi di url e/o email non saranno accettate (che poi sennò dicono che imbrogliamo). Gli scrutini terminano alle 19 (sì, si era detto stamattina ma non ce la si fa… son cose.)













BLOGRODEO CONFUSO 2004

Ehi che aspetti? Partecipa anche tu a Blogrodeo Confuso e vinci favolosi premi!

In collaborazione con City Time Ticket Restaurant,
Blogrodeo e ‘Zafferano Marca Tre Cuochi parte oggi Blogorodeo Confuso, la grande kermesse di weblogging estivo.



Come si gioca a Blogrodeo Confuso:
Mercoldì 23 giugno a partire dalle ore 15 fino alle 24 i partecipanti a Blogrodeo Confuso potranno postare (ossia scrivere un post) su un tema specifico. Le regole sono quelle del Blogrodeo. Il titolo del tema, per ora segreto, verrà pubblicato qui
solo alle ore 15. Dalle 15 a mezzanotte i partecipanti a Blogrodeo Confuso potranno pubblicare i propri pezzi qui cliccando su “aggiungi contributi” I post non dovranno superare 2.500 battute (spazi compresi).

Chi può partecipare: Chiunque.

Chi vince: alla chiusura delle urne una Giuria Confusa composta da mio papà, mia mamma e dalla collega della scrivania di fronte selezionerà i migliori post e comunicherà l’esito entro la mattinata del 24 giugno.

Cosa si vince: I premi in palio sono molti
- ticket restaurant avanzati dal mio libretto, da consumarsi presso un rinomato luogo di ristorazione milanese che accetti i ticket City Time anche di sera. I fortunati vincitori potranno quindi cenare assieme, godendo di questo favoloso vantaggio economico. Lo scrivente parteciperà alla Cena Confusa in compagnia di altri blogger famosi, nani, ballerine e ospiti a sorpresa.
- il cd Compilation Confusa: un cd masterizzato illegalmente da personalitàconfusa in persona (urca!) con le canzoni che personalitàconfusa ascolta il lunedì mattino presto in cucina facendo colazione!
- previa liberatoria, i migliori post potranno essere pubblicati sul celebre (?) blog PersonalitàConfusa (questo) con tanto di firma dell’autrice/autore (ci mancherebbe altro) e link in grande evidenza al proprio blog qualora l’autrice/autore ne possieda uno.

Avanti, entra anche nel magico mondo di Blogrodeo Confuso!

Clicca qui per giocare a Blogrodeo!

























COME DIVENTARE RICCHI LEZIONE n. 667
[ispirato a una storia vera]


Per farla breve, oggi a mezzogiorno ero lì in casa mia, a tavola per il mio pranzo in solitudine: giornale e pizza margherita pronta in soli cinque minuti.

Ma in quel momento ho avuto l’Idea.

Ho mollato tutto e sono corso a suonare al campanello della vicina di casa. Poichè non mi apriva, le ho preso a calci la porta:
- Signora, signora! Presto, venga a vedere!

L’ho trascinata a forza in casa mia, come un invasato, e le ho mostrato il piatto:
- Dunque? Non è incredibile?
- Ma che?
- Insomma, cosa vede?
- Una pizza. Peraltro bruciacchiata sui bordi e oramai fredda.
- Guardi meglio, guardi la macchia di pomodoro e mozzarella vicino a quella fogliolina di basilico.
- Boh. E quindi?
- Ma come, signora, è cieca? La macchia! E’ a forma di faccia di Padre Pio!
- Veramente io non…
- Ma sì, guardi, è chiarissimo! La barba, il naso. Persino le sopracciglia!
- Ragazzo mio, stai bene?
- E’ lui, è lui, è il santo! Padre Pio mi è apparso nella pizza!
- A me non sembra…
- E’ un miracolo! Presto, signora, dobbiamo avvertire la gente! Il popolo deve sapere!


Adesso davanti alla porta del mio appartamento c’è una fila di 3.000 persone. La coda arriva fino in strada.
Io me sto all’entrata di casa: ho allestito un piccolo banchetto e faccio pagare 2 euro per l’ingresso al salotto.
Sulla parete dietro la tavola, protetta da un cordone, sta affissa la margherita santa, in una cornice a vetro.
“E’ lui, è lui, adoriamolo!” dicono alcuni mentre si inginocchiano di fronte alla pizza.
Pare che stasera arriveranno anche il sindaco e altre autorità. Prevedo di aumentare il prezzo del biglietto.



























PAGAMENTO PEDAGGIO CON SPORTELLO AUTOMATIZZATO

Autostrada. Attenzione: barriera a 1000 m. Per evitare la coda decidi di imboccare il casello per i possessori di carta di credito, dove invece non c’è nessuno. Eh.

Vocina registrata:
- Benvenuti! Inserire il biglietto nell’apposita feritoia prego.
- Sì.. un momento…
- Inserire il biglietto nell’apposita feritoia prego.
- Un po’ di pazienza, insomma.
- Inserire il biglietto nell’apposita feritoia!
- Mmm.. ma dove l’ho messo?
- Lo vedo io da qui: lo hai posato sul sedile del passeggero.
- Ah sì, giusto.
- Avanti. Inserire il biglietto nell’apposita feritoia, prego.
- Qui?
- No, quella è per la carta di credito. Più in alto.
- Questa?
- Sì. Veloce, non vedi quante macchine ci sono alle tue spalle, ormai? Il tizio nell’auto in fila dietro la tua sta già pensando che sei un imbranato. Tra poco gesticolerà nel tuo specchietto e suonerà il clacson facendoti fare la solita figura da fesso.
- Ci sono, ci sono.
- Importo dovuto: euro 4,15.
- Urca.
- Inserire la carta di credito nell’apposita feritoia.
- Quella in basso?
- Sì, c’è pure il simbolino a fianco, non vedi? Sveglia. Diomio, ma tutti a me capitano?
- Un attimo, un attimo solo, prendo il portafogli..
- Ma non potevi tirarla fuori prima?
- E… un secondo..
- Forza, molla la Visa, sbrigati, perdìo.
- Sì, è che…
- La prossima volta invece di fare il furbetto te ne vai in coda come tutti gli altri al casello normale, quello con l’omino. Che per la gente come te noi tecnologie siamo troppo evolute, siamo. Allora, arriva ‘sta visa o vogliamo passar qui il capodanno?
- Puff.. eccola, eccola… finalm…
- Tempo esaurito! Operazione interrotta! Il sistema ha appena richiesto l’intervento di un sorvegliante umano.
- Oddio no, che vergogna..
- Non scendere dall’auto per nessun motivo al mondo.
- E adesso cosa succede?
- Un addetto di servizio verrà ad assisterti, pirlone.
- Ma no, dai, non serve, io esco e riprovo a introdurre la carta.
- Ah ah, ma smettila.
- Ora scendo e…
- Non scendere, ho detto!!! E’ pericoloso! Eccolo, sta arrivando il sorvegliante… e poi, benedetti ragazzi, fatevi il telepass, se non sapete usare il casello automatico.
- Dai, alza la sbarra e lasciami andare..
- Col cazzo. La sbarra te la do sul cofano, la prossima volta che osi passare di qui.
- Io comunque questa autostrada non la prendo più. Siete scortesi.
- Ecco, bravo, prendi la statale, che qui mica abbiamo tempo da perdere.
- ….














































TONNO SUPERSTAR


Non dirlo a nessuno ma sto allevando in casa un tonno vivo di 10 chili: per ora lo tengo nella vasca da bagno. La sera mi siedo di fianco a lui, sullo sgabello, e a lume di candela gli leggo le fiabe.

Mi ascolta sorridente, fa le bolle in segno di approvazione e poi, piano piano, si addormenta.

La mattina lo sveglio presto, lui apre gli occhi, mi fa ciao con la coda e poi comincia a nuotare. Quel poco che si può nuotare in una vasca da bagno lunga meno di un metro e mezzo. Un luogo angusto, ma lui mi ringrazia sempre. Sporge la testa dall’acqua con sguardo lucido di commozione, come se volesse dirmi:
“Grazie di preservarmi da questo mondo cattivo con noi animali: senza di te forse ora sarei dentro un’insalatina rio mare.”
In quel momento capisco: mi vuole bene, poverino. Povero illuso.

Ieri. Su un pianale a ruote ho montato una teca piena d’acqua, e dentro ci ho messo il pesce. Così, trascinando il carrello con una corda, ho portato il tonno a fare un giro ai giardinetti pubblici di via Palestro. Le signore con i cani ci guardavano sorprese, una mi ha anche chiesto come si chiamasse: non ci avevo pensato, a un nome. Sono tornato a casa con il mio tonno a rotelle senza nome.

Quale futuro per un tonno vivo di 10 chili allevato in una vasca da bagno a Milano:
a) Venderlo al buyer del banco del fresco all’esselunga
b) Liberarlo nel Lambro
c) Trasformarlo in 10 chili di salsa tonnata
d) Imbalsamarlo e appenderlo in salotto come fosse un trofeo di pesca.
















ANALISI DEL RISTORANTE CINESE

Può capitare che una sera un gruppo di esseri umani stia cercando un luogo per cenare: occorre trovare accordo sul dove, e tra le varie proposte esce quella dell’“andiamo al cinese!”

Cose che si dicono dopo che è stato proposto di andare al ristorante cinese:
1) “Sì sì daaai andiamo al cineseeeeee!!!”
2) “No vi supplico al cinese no, ci sono stato ieri sera.”
3) “Che schifo il cinese, quello sotto casa mia è stato chiuso dall’ufficio d’igiene perché in cucina hanno trovato bacarozzi di quattro chili che avevano imparato a camminare in posizione eretta e aggredivano i cuochi.”
4) “Prende i ticket restaurant?”

Posate. Si entra e ci si accomoda. Lanterne rosse, draghi, acquario di carpe cinesi, tavoli cinesi.
Di fianco al piatto, le bacchette, ancora confezionate.
E’ all’apparizione delle bacchette che si fa avanti saccente un commensale italiano che siede sempre alle cene presso ristoranti cinesi. Egli è l’Esperto di Bacchette Cinesi. L’esperto di bacchette cinesi sa maneggiarle benissimo perché le usa anche a casa al posto di coltelli e cucchiaini da caffè. Nel ristorante, passa la serata ad insegnare la corretta impugnatura a tutti gli altri e anche a qualcuno dei tavoli vicini. Mostra anche alcune acrobazie zen: ad esempio si fa bendare e poi con le bacchette afferra al volo un singolo chicco di riso sputato dagli amici all’altro capo della sala.
A lui si contrappone il più ostinato degli allievi, l’Odiatore di Bacchette Cinesi: malvagio individuo che se ne fotte del folklore e pretende di servirsi con banali posate europee. Finisce che i due litigano e si danno appuntamento fuori dal locale.

Cameriere Cinese. Tra tutti i tipi di camerieri, il Cameriere del Ristorante Cinese ha il compito più difficile. In primis perché tra tutti i i tipi di camerieri è quello che fa più fatica con l’italiano (come è naturale, poveretto: è cinese). In secundis perché tra tutti i tipi di camerieri è anche quello costretto a parlare di più per spiegare i piatti, visto che dai nomi scritti sul menù cinese non si capisce una ceppa. E tutti i clienti gli chiedono cos’è questo e cos’è questaltro, per ore e ore (“Scusi, come sono i Jing-ton bolliti? E lo sformato Lao Pin con i sam yum alla mandarina? E …” e così via.) Il cameriere cinese passa intere giornate a spiegare milioni di volte gli stessi piatti cinesi in una lingua a lui quasi sconosciuta e piena di doppie e di “gl”. Però è un tipo allegro, paziente e cortese.

Ad un attento esame, la lista del menù cinese risulta composta da due diverse categorie di pietanze.
- La prima è quella dei cibi inesistenti, descritti solo per impressionare il cliente e farlo sentire in un luogo esotico. Sono piatti immaginari che nessuno ordinerà mai e quindi non vengono neanche preparati ma solo elencati alla carta: meduse cinesi fritte in sugo di banane e ceci. Zuppa di alghe cinesi in aceto cinese alle mandorle e uova di pescegatto cinese alla piastra. Maiale agrodolce con fichi cinesi al vapore. Pinne di squalo cinese in brodo di anacardi cinesi. Trionfo di anatra cinese sepolta viva in guano rovente di rondine cinese con frittura di fiori cinesi.
- La seconda comprende i cibi veri, gli unici cinque che sono cucinati sul serio, quelli che poi, alla fine, tutti chiedono: a) i wanton fritti, b) l’involtino primavera, c) il riso cantonese. d) gli spaghetti di soia. E Il pollo cinese, che nessuno sa bene cosa sia però c’è il pollo, animale ben conosciuto e quindi rassicurante.


La birra cinese. Al ristorante cinese, al momento di ordinare le bevande, è obbligatorio scegliere la birra cinese. E’ una legge non scritta. Fuori da ristoranti e supermercati cinesi, le birre cinesi perdono tutto il loro fascino, non sono in commercio e non le beve nessuno (a parte alcuni cinesi).

Eccoci qui. Si pilucca dai vassoi. Niente pane, siam cinesi. In piedi sul tavolo girevole, il vasettino di salsina picante ti fissa minaccioso da ogni angolazione.
Dopo i lychees e il liquorino cinese in tazzina cinese, arriva l’onesto conto cinese.