Italian Psycho

Un’estate lontana e grazie a dio dimenticata, nella compagnia degli amici vigeva una regola tacita: leggere American Psycho di Bret Easton Ellis. Chi non lo avesse fatto era emarginato, escluso da buona parte dei discorsi. Cose che si si fanno per essere accettati dal branco.

Così lo lessi pure io, sulla spiaggia, e a parte qualche sporadico impulso ad alzarmi dalla stuoia e ammazzare senza motivo il vicino di ombrellone, quel libro mi ha lasciato solo un po’ di nausea e dei ricordi confusi.

Dopo tanti anni, l’unico episodio che mi è davvero rimasto in mente è questo: il protagonista deve uscire con la fidanzata che non ha mai amato. Cena a lume di candela in un bel ristorante, è il di lei compleanno.

Lui deve organizzarsi il regalo. Allora ruba uno di quei panetti igienici tipo WCnet da un cesso pubblico. Lo porta nella pasticceria più chic della città e lo fa ricoprire di cioccolato e incartare in una confezione elegante, con il marchio del negozio bene in vista.

A tavola la fidanzata è costretta a assaporare il gustoso dolcino. Le viene da vomitare ma non può. Non si possono vomitare in pubblico i dolci di Cova. Anzi, bisogna fingere che siano buoni.

Ecco, domani l’odiosa Collega Dirimpettaia della scrivania di fronte compie gli anni e mi invita alla festicciola. Non la sopporto. E allora stavo pensando di farle un regalo…

 

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61 Responses to Italian Psycho

  1. BillieJoe dicono:

    io non ci andrei proprio alla sua festa. meglio l’indifferenza a volte.

  2. gilgamesh dicono:

    Mais non, chèrie. Non sei purtroppo nella posizione adatta per costringerla a mangiare qualcosa di disgustoso. E rischi ritorsioni.
    Un bignè addizionato di un bel lassativo inodore, incolore ma MOLTO POTENTE non lascia tracce, fa consumare il dolcetto con gusto, ti farà pure ringraziare ed avrà un effetto altrettanto gratificante.
    Una domanda: ti sei mai sentita vittima di mobbing, in quel posto assurdo dove lavori?

    Baci, e pacca di conforto sulla spalla
    Gilgamesh

  3. francilastrega dicono:

    fa-fa-fa-fa – faffa – fa-fa-fa fa fa…

  4. utente anonimo dicono:

    anch’io ho letto american psycho e l’ho veramente amato fino a quando tiene dei toni erotici/sessuali, notevole davvero, quando comincia a fare a pezzi le persone, l’ho mollato
    ricordo bene la serata a tre con la prostituta e l’amica… quello è un pezzo grandioso

  5. alessiaonline dicono:

    run run run run run run run away

  6. onan dicono:

    Consiglio il Guttalax.

  7. ganjagio dicono:

    se ti sta antipatica secondo me dovresti non presentarti alla festa e fargli recapitare una bella torta formato gigante con all’interno un militante di Hamas imbottito di tritolo…..

  8. gilgamesh dicono:

    Carissima, era la risposta alla domanda sul mobbing o semplicemente canticchiavi sul ritmo di Franci?
    Onan, no, il Guttalax è blando come lassativo, ha un gusto riconoscibile se usato in dosi massicce. Meglio farsi consigliare dal farmacista.
    Baci,
    Gilgamesh

  9. alessiaonline dicono:

    Gilgamesh, confermo: questi bastardi mi stanno mobizzando. Ma alla grande!

  10. PatBateman dicono:

    stamattina alla Stairmaster c’era troppa coda. Ho fatto tardi da Nell’s

  11. utente anonimo dicono:

    Personalità, questa da te non me l’aspettavo proprio! Ti leggo dall’inizio (6 novembre 02) e questa è la prima volta che lascio un commento. Ho deciso di farlo perchè American Psycho è uno dei miei libri preferiti. Esso è il frutto della vacuità degli anni ’80 e della cultura del nulla propria del periodo, è veloce e asciutto e non si perde in inutili virtuosismi o artifici letterari. Con quest’opera, Ellis mette in scena un viaggio senza possibilità di ritorno nella follia, nell’orrore. Pazzia che aumenta a mano a mano che il libro procede fino ad esplodere completamente verso la fine, dove ci si rende conto che il protagonista è oramai prigioniero di se stesso e dei propri incubi visionari. Quello stile di cui parli è voluto: è frutto di una precisione quasi chirurgica nella scelta degli espedienti narrativi e di una prosa adulta, mai ridondante e auto referenziale col quale l’autore consegna un trattato sociologico dove le paure dell’inconscio e l’incomunicabilità umana sono messe impietosamente a nudo. E tramite un utilizzo delle descrizioni analitiche e minimaliste, a tratti esasperante, ma funzionale allo scopo prefissato, mette a confronto due diversi tipi d’orrore. Quello degli omicidi, del sangue e delle perversioni più efferate perpetrate dal protagonista senza rimorsi e quello del clima di totale amoralità e disimpegno della società e dei comprimari che lo circondano. Forse è proprio questo secondo aspetto il più terribile, quello che terrorizza maggiormente. La solitudine di un mostro fra mostri peggiori di lui, che vivono nell’indifferenza, nella più totale amoralità e superficialità. I riferimenti alle marche, ai vestiti, ai profumi, sono un condimento da humour nero a tratti involontario e marcatamente fumettistico. Patrick Bateman esiste: è intorno a noi, tutti i giorni.

  12. utente anonimo dicono:

    E poi non dimentichiamoci che, i nuovi romanzieri americani (da Palahniuk a Vollmann), non possono che dichiararsi figli della scrittura trasgressiva, frenetica ed elettrica di Bret Easton Ellis

  13. gonio dicono:

    [si scambiano blog come biglietti da visita] ho un problema di lettering

  14. utente anonimo dicono:

    “E quando tutto andava a catafascio, Nessuno ci faceva tanto caso”. Talking Heads

  15. janex dicono:

    4 fialette di LASIX così piscia per 3 giorni…

  16. janex dicono:

    forse con 4 però l’ammazzi…

  17. onan dicono:

    Guarda anonimo che il commento sui nuovi romanzieri americani dovevi postarlo su Tribook, non qui. Avevi + finestre aperte? :)

  18. utente anonimo dicono:

    Sono sempre io certo, ho commentato a rate …

  19. alessiaonline dicono:

    Signor anonimo, io ti ringrazio. E’ vero, mr Ellis scrive da dio e quel romanzo è senza dubbio coinvolgente, molto + complesso di quanto io abbia detto in poche parole, e sono d’accordo con la tua analisi su tutto o quasi (ehm… che lo stile fosse voluto lo avevo capito, eh eh :)
    Tranne che su un punto: se non ricordo male, a tratti dietro le dettagliate descrizioni di violenza e torture mi pareva di riconoscere un certo malcelato compiacimento da parte del signor Ellis. Come se mi stesse vendendo una di quelle cassette di ‘snuff movies’ – di cui se non erro lo stesso Ellis parlava ne precedente romanzo (di cui non ricordo il titolo). Non trovi?

  20. PatBateman dicono:

    gli snuff movies sono un topos di Meno di Zero. Durante le feste dei liceali loasangelini, si proiettano snuff di ogni genere. La violenza anzi quella violenza genera per forza compiacimento…è un romanzo sulla distruzione, sull’annientamento. E’ lo stesso compiacimento che prova Ferreri con la Grande Abbuffata

  21. alessiaonline dicono:

    Orca, qui sotto c’è Mr Bateman in persona! Venga Pat, le presento la mia collega… perche’ non la invita a casa sua?

  22. utente anonimo dicono:

    Il Romanzo era Meno di Zero, altro capolavoro…
    No, assolutamente! Quella del compiacimento da parte di Ellis è una storia vecchia (primi anni 80) messa in giro in America da alcuni detrattori (e anche da alcuni fans che lo mitizzarono stupidamente). Meno di Zero poi, è stato indubbiamente l’ultimo romanzo-generazionale (termine che uso con un’accezione positiva) degli ultimi 30 anni. Nell’86, quando venne pubblicato, mozzò il fiato a tutti: fu il “Giovane Holden” della disperazione.

  23. PatBateman dicono:

    lo scazzo dei blog è che questa è la classica discussione da forum che racchiuderla in questi commentini è un po’ triste…vabbè per farla breve, voglio solo dire che il compiacimento dell’autore c’è, è palese ma non vedo cosa ci sia di male

  24. utente anonimo dicono:

    Ciao Alessia, sono la tua raffinatissima collega della scrivania di fronte, quella che compie gli anni e ti invita alla festicciola. Non mi sopporti e sarei stupida? E pure maleducata con fattorini e centraliniste, razzista, ruffiana con i capi?
    Ma che brava che sei! E io cosa dovrei dire di te? Che passi tutto il tempo a far finta di lavorare mentre stai sempre collegata a internet a farti i cazzi tuoi con il tuo sito. Pensi che i capi non lo sappiano? Credi che ti stiano mobbizzando per nulla? Perche’ dovrebbero gratificarti se invece di lavorare e produrre rubi lo stipendo utilizzano l’orario di lavoro per vendere le tue stupide magliette confuse?
    Sai una cosa? Mangiatelo te il dolcetto con sorpresa che mi stai preparando. Ne hai bisogno.

  25. gilgamesh dicono:

    Mìììì, bastarda forte, eh? per ritorsione pubblica il suo numero di cell, che le facciamo un SMS-bombing :o)

    Gilgamesh

  26. Effe dicono:

    Volete dire che ‘sto Ellis è più coinvolgente di Bevilacqua? Allora è proprio tempo di aggiornare la mia biblioteca
    (cara, credi che ci sia spazio per un quarto libro, là nello scaffale?)

  27. utente anonimo dicono:

    Eppure l’ultimo di Bevilacqua non è poi tanto male. Anche Giuseppe Genna l’ha recensito positivamente.

  28. alessiaonline dicono:

    uuuhhhh che bello! la mia collega dirimpettaia legge il mio blog segreto! e mi denuncia ai capi! strano però, scrive proprio oggi che non le funziona il pc. aaah… ma forse… forse non è la mia collega.. e già…ti conosco, mascherina…
    però potresti firmarti – almeno col nickname o l’email – solo ogni tanto…

  29. ring19 dicono:

    Less than Zero
    Rules of Attraction
    American Psycho
    se non ti avessero obbligata a leggerli li avresti amati…
    forse.

    Alla tua collega regalale un carciofo.

  30. mu dicono:

    …you start a conversation you can’t even finish it, you’re talking a lot, but you’re not saying anything, when I have nothing to say, my lips are sealed, say something once, why say it again?… ;-P

  31. Dulcinea dicono:

    Bret Easton Ellis – America Psycho ovvero la noia senza via d’uscita. Less than zero migliore ma… insomma… molto meglio MC Ewan. Alla collega farcisci farcisci ma per star sicura porta una webcam per immortalare il momento.

  32. gilgamesh dicono:

    Tra gli autori noti come “minimalisti”, non era male nemmeno David Leavitt, ad esempio in “Lost Language of Cranes.”
    Che brava Giorgia, però, eh? :o) Ben citato e al momento giusto, memoria e tempismo.
    Infine, concordo con la tua coinquilina Dulcinea su entrambi i punti.

    Baci,
    Gilgamesh

    PS: Se serve un consulente anti-mobbing ho un amico dalle tue parti che ne ha fatto una missione.

  33. onan dicono:

    Brava Dulcinea, McEwan è un grandissimo. Ho letto tutto quello che ha pubblicato, compresi i racconti e un libro per ragazzi (non ho ancora 30 anni…). Però ultimamente sta un po’ cedendo. Leavitt non è male ma un po’ monotematico. E Leroy non lo legge nessuno? E De Lillo? E Irving? Le mie prossime letture saranno Palaniuk (ma si scrive così?) e Franzen.

  34. utente anonimo dicono:

    Spiegatemi come è possibile paragonare McEwan a Ellis! Perchè se si legge tanto per leggere è un’altra cosa: i due autori sono completamente diversi per tematiche e stile. E’ come dire: David Bowie non mi piace, preferisco Paolo Conte. Peraltro, gli ultimi di McEwan sono di noia MORTALE: libri mal riusciti in tutto e per tutto. Per quanto riguarda DeLillo è tutto un altro discorso: sarà pure un freddo (come lo definiscono alcuni critici), ma è indubbiamente il più grande di tutti: la sua opera è un lare del nostro tempo. E a Dulcinea, consiglierei di leggere quel che dice di Ellis lo stesso DeLillo…altro che autore noioso! Anzi, provasse a leggere Cosmopolis (l’ultimo, appena uscito in Italia) e comprenderebbe quanti punti in comune (per le tematiche soprattutto) ci sono tra i due autori. Ellis può non piacere, ma parlare di noia è troppo azzardato per un autore come lui. Palahniuk, ad esempio, che tanto piace ai giovani d’oggi (Fight Club), ha ammesso di essere un erede dello stile di Ellis.

  35. utente anonimo dicono:

    Anzi, pur non avendo un Blog, mi firmo: almeno se qualcuno volesse insultarmi, può scrivere il mio nome.

  36. onan dicono:

    Menodizero, non per fare l’avvocato di Dulcinea, che sicuramente non ne ha bisogno, ma ha detto “molto meglio” McEwan. Per dire che un autore è meglio di un altro non è necessario che abbiano lo stesso stile. O forse non posso dire che Bob Dylan è meglio di Reitano? :)

  37. utente anonimo dicono:

    Onan, certo che puoi dire che Dylan è meglio di Reitano: non per altro perchè è la verità.
    Ma se si sta disquisendo su Reitano a nessuno verrebbe il mente di paragonarlo a Dylan!

  38. PatBateman dicono:

    menodizero
    se non hai ancora un blog è il caso
    che tu te lo faccia…così ti linko
    e ti quoto dalla mattina alla sera.
    Mi vengono i brividi a sentir paragonare McEwan (mister “un libro all’anno”) al sommo Ellis, davvero…

  39. Effe dicono:

    Ma se io mi sono addirittura laureato con una tesi su “Dylan e Reitano: semiotica, filologia, epistemologia di una generazione” !

  40. gonio dicono:

    Doktor Effe, stiamo parlando di quel lavoro che verrà ripreso dal prossimo numero di Musica! di Repubblica nel quale a partire da un imperdibile bootleg di Mino&Bob unplugged “Like a rolling suasage” si dimostra che il menestrello americano deve molta della sua ispirazione a Gente di fiumara” (ascoltata sotto l’effetto narcotico di una abbuffata di ‘nduja”) ?

  41. gilgamesh dicono:

    [con tono leggero] Il dott. Gonio naturalmente intendeva citare il famoso brano “Like a rolling sausage”, nel senso di salsiccia :o) i mistype da pollice incrociato posson capitare anche ai migliori.

    Gilgamesh

  42. utente anonimo dicono:

    Grazie Pat! Anche a me sono venuti i brividi nel leggere un paragone simile. Onan, ci tengo a precisare che a me piacciono sia Bowie (the best) che Conte (e pertanto, avevo nobilitato McEwan). Sei stato tu a far scendere di livello McEwan paragonandolo a Reitano. Io non c’entro eh!
    Comunque, ho voglia di esagerare e dirla tutta (massì!): a gente abituata a leggere Ellis, Palahniuk, Volmann, DeLillo (insomma i grandi), McEwan non può che far cagare!

  43. utente anonimo dicono:

    Buona notte. Io vado a leggere Va dove ti porta il cuore della Tamaro- Orietta Berti.

  44. alessiaonline dicono:

    signori, non vi si può lasciare soli un pomeriggio che litigate! non entro nelle diatribe sul ‘chi sia meglio di chi’ – l’unica cosa certa è che tra Paolo Conte e Mino Reitano continuo a preferire il primo:)

  45. Effe dicono:

    Ehm, sempre sul numero di Musica (Prof. Gonio, mi ha rovinato la sorpresa, ma la ringrzio della citazione), ci sarà anche una sinossi Conti – Raoul (nel senso di Casadei): la tradizione folklorica cispadana e la sua influenza nella lezione càtara.

  46. onan dicono:

    Secondo me McEwan ci può stare a livello qualitativo, anche se ovviamente è un altro genere: era più o meno questo che volevo dire. Dire che McEwan fa cagare mi sembra veramente eccessivo, anche se paragonato ai maestri. “Il giardino di cemento” è un libro di una bellezza e di uno stile straordinari. Riguardo ai gusti musicali di Alessia dico solo una cosa: “Italiaaaaaaaaaaaaa, Italiaaaaaaaaaa….” ;-)

  47. alessiaonline dicono:

    herr effe, ho qui una primizia: un bootleg in mono di dylan conte, huey lewis e reitano che recitano poesie inedite di mc ewan e ellis. 50 €

  48. Effe dicono:

    Intende Huey Lewis and the News? Dinci, lo baratterei subito subito con un “Belafonte canta le poesie giovanili di Moira Orfei (periodo minimalista)”

  49. onan dicono:

    può interessare un vinile di “Sinatra legge le poesie ermetiche di Umberto Bossi, con sottofondo di Nino D’Angelo”?

  50. Effe dicono:

    Io adoro Bossi quando ritma la sua metrica “Entropia, entropia, per casino che tu sia…”

  51. utente anonimo dicono:

    Certo Onan, ho esagerato su McEwan. Ma l’ho anche premesso.

  52. onan dicono:

    Anche Alberto Sordi ha fatto un film ermetico: “Er metico della mutua”. OK Menodizero, ti perdono ;-)

  53. monnalisa dicono:

    Caro X§, lei mi delude un po’: la capisco per quanto riguarda il regalino alla collega, ma non mi parli male di American Psycho, la prego.

    Si figuri che io amavo Patrick più del mio fidanzato, invidiavo la sua segretaria e provavo per lui tanta tenerezza!

  54. utente anonimo dicono:

    american psycho è un bellissimo libro. il tuo è un bellissimo blog.

  55. malacarne dicono:

    “Primi amori ultimi riti” e “Fra le lenzuola” di McEwan sono più simili a Ellis di quanto si possa pensare (o è Ellis che ha imparato da un giovane McEwan, prima che cambiasse genere?). American psyco è una critica spietata alla società iperconsumistica (infatti ogni cosa è citata con la sua marca etc. fino alla nausea, la carne è mercificata, anche quella umana, è la conseguenza estrema del capitalismo spietato). Ellis è un genio…lasciamo perdere gli altri testi, sta diventando un trattato, sto commento;))

  56. onan dicono:

    Concordo perfettamente con Malacarne: i racconti e i primi romanzi di McEwan sono molto ellisiano (o Ellis è molto mcewaniano, fate voi). Sono pulp, molto pulp, pure troppo! (ovviamente scherzo)

  57. malacarne dicono:

    Ho controllato: McEwan scrive i 2 testi citati nel 75- e 78. Ellis è nato nel 64, fatevi un po’ i conti…;)

  58. malacarne dicono:

    pardon: “pubblica”, li “scrive” prima evidentemente…

  59. utente anonimo dicono:

    monnalisa ti adoro! :) ma perchè non permetti i commenti sul tuo blog?

  60. monnalisa dicono:

    Mònnalisa risponde ad anonymous direttamente sul blog. Tutti gli interessati sono invitati.

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