BRAVA GENTE

C’è una cosa che mi incanta del popolo dei blog, e che non ho trovato nelle altre comunità nate con internet: i blogger sono persone oneste.

Negli anni scorsi bazzicavo certe comunità di siti amatoriali. Avevo creati alcuni piccoli siti per gioco e per parlare di temi specifici che mi interessavano: la musica di un autore, un viaggio in luoghi lontani, uno scrittore dimenticato… in fin dei conti, cosine alquanto banali, con pochissimi visitatori e un paio di utenti fedeli. Ebbene, inevitabilmente dopo qualche mese mi copiavano tutti i testi, mi clonavano il sito, mi fottevano le immagini. Ogni tanto capitavo nel sitarello sconosciuto dove trovavo foto scattate da me, o i miei testi firmati da qualcuno altro. Senza chiedermi ne’ grazie ne’ niente, senza citarmi come fonte. Quando osavo scrivere due righe di protesta al webmaster clonatore mi sentivo sempre rispondere con dei simpatici “Ma che kazzo vuoi, chi ti conosce? Celai il copyright? No? E allora levati dai coglioni!”

Per ottenere uno scambio di link bisognava mercanteggiare e spedire email di supplica:
- Ciao, ho visto il tuo sito. Bello! Se mi linki tu ti linko anche io:)

Se andava bene, alla quarta richiesta ricevevo uno straccio di risposta, tipo:
- Ma come faccio ad essere sicuro tu mi linki?
- Non ti fidi?
- No. Tu metti il link al mio sito, poi mandami un email, io vengo a controllare che tu lo hai messo e poi dopo, casomai, ti linko anche io.
- Ok!
- Sì, però per linkarmi devi usare questo bannerone colorato e animato, e devi piazzarlo nella prima pagina, mi raccomando…
Il link era merce da baratto, e ogni link una piccola conquista.

Nei blog nessuno si sogna di rubare i testi altrui. Se lo fa, riporta rigorosamente, sempre, la fonte e l’url del blog citato. Il plagio sarebbe facilissimo, chiunque potrebbe mettersi qui e pavoneggiarsi firmando come suo, che so, un vecchio articolo di Flaiano
o scopiazzare un altro blog. Ma non si fa, non è bello. Il vero blogger è leale. E la permuta del link mi pare sia considerata un comportamento da cafoni. Se c’è scambio si tratta di un gesto silenzioso, un segno di stima reciproca, oppure un cenno spontaneo, come dire “Guarda che bei blog leggo!” E molti – giustamente - linkano senza essere linkati.


L’unica scorrettezza, che ho notato giorni fa, è questa: su alcuni weblog c’è gente che nei commenti non si firma con la propria identità di blogger ma con quella di altri. Anche questo è facilissimo, basta variare i dati sul form. Per darne dimostrazione, al termine di questo post potrei inserire dei falsi commenti di encomio siglati da Dot-Coma o da 4banalitaten, o di più, dal presidente della repubblica, da Bono e dal dalai lama. O costruirci una falso battibecco tra due personaggi inventati da me. Ma che senso avrebbe?

Non dirlo al mio Direttore Marketing, però… mica siamo qui per fare audience, vero?



















ORAZIONE CONTRO IL CONTO ARANCIO

Hai presente lo spot televisivo in cui, di volta in volta, un’indiana, uno scozzese, un russo biascicano in un italiano stentato “michelangelo, pastasciutta, ecc. ecc. e “mettitelo nella zucca”? E’ lo spot della Ing Direct, multinazionale finanziaria meglio conosciuta come “quella del Conto Arancio“. Sai cos’è, vero? Un conto gestibile via Internet o telefono. Offre un tasso di interesse in genere poco più alto di quello delle banche normali. Bene. Io ho un Conto Arancio. E’ l’unico investimento finanziario che posso permettermi, mica posso giocare in borsa.

Stasera dentro la mia tv c’è lo scozzese, con la gonna e la cornamusa, e come al solito tenta di parlare nella mia e tua lingua. Al contrario di quanto pensassi, le parole italiane più conosciute in Scozia non sono solo “pizza”, “spaghetti” e “robertobaggio” ma anche “limoncello” e persino “contoarancio” e “sei per cento”. Strano, ma possibile.

Nel grande pianeta dei consigli per gli acquisti, dove è possibile andare all’aeroporto della Malpensa in mountain bike, dove se di notte senti strani rumori provenire dalla cucina non devi preoccuparti perchè non sono i ladri ma babbo natale che si sta sbafando i tuoi surgelati, dove anche calciatori semianalfabeti sanno installare il modem adsl di Alice: in un pianeta così tutto è possibile.

Lo scozzese continua a berciare che da oggi chi apre un ContoArancio avrà un tasso di interesse lordo del 6%. In quel momento esatto io sono sul divano e sto aprendo la mia posta, e trovo proprio una lettera del signor General Manager di Ing-Direct. Che bellezza, questo uomo non l’ho mai visto in vita mia eppure mi scrive un sacco di lettere. Mi manda gli auguri a natale, a pasqua, a carnevale, all’onomastico… Chissà cosa vorrà augurarmi stavolta, la buona domenica in anticipo?

No. Il povero General Manager mi scrive che purtroppo l’11 settembre, crisi, la borsa, il crollo della new economy, l’iraq, la sfiga, ecc. ecc. insomma una serie di circostanze sfortunate lo costringono ad abbassare il mio tasso di interesse al 3,7%. Che è sempre meglio del 0,00000000002% che mi darebbe la mia vecchia banca. Ok, signor Direttore, però adesso mi devi spiegare perchè io solo 3,7 e chi si iscrive adesso 6.

E’ come se il tuo ortolano, a te che ci vai tutti i giorni, vendesse le melanzane a 2 euro. Mentre stai uscendo dal negozio arriva un signore mai visto, e l’ortolano a lui vende le stesse melanzane ma a 1 euro. Allora tu ti volti:

- Scusi signor Ortolano ma perchè lui paga meno di me?
- Be’, lui è un nuovo cliente. Lei non lo è.
- Ah, ho capito. Arrivederci.

Eh sì. Non fa una grinza. Addio per sempre, signor Ortolano. Allora rispondo alla lettera arancio chiedendo delucidazioni: come mai io cliente fedele non ho il medesimo trattamento di chi cliente non lo è ancora? Gliela spedisco via email, ad un indirizzo generico, indicando nel Oggetto ALL’ATTENZIONE DEL GENERAL MANAGER.

E lui dopo due giorni mi risponde, via email. E mi chiarisce che

1. il contratto che ho firmato prevede che Ing-Direct possa variare il tasso di interesse quando e come gli pare

2. quella del 6% è una nuova promozione, e da che mondo è mondo le promozioni esistono

3. inoltre “l’acquisizione di un numero elevato di clienti è in tal senso funzionale al raggiungimento di economie di scala tali da consentire ad ING Direct di continuare ad offrire a tutti i titolari di Conto Arancio condizioni senza paragoni sul mercato, qualunque sia il livello di tassi presente nel sistema economico e al di là di specifiche iniziative promozionali che incentivano per un mese i nuovi clienti, senza per questo penalizzare gli altri” (giuro che scrive così). Questa è bella: sostanzialmente mi stanno facendo un piacere – ma sì, dai che siamo una grande famiglia.


Carina la storia della grande famiglia. Me la raccontano sempre anche i miei capi in ufficio. “Sorridi, siamo una grande famiglia!” Ma vaffanculo, va, voi e tutta la (grande) famiglia vostra.

Tu. Tu che stai pensando di aprire un conto arancio. Occhio. Pensaci bene, perchè fra 12 mesi ti ritrovi nella buca la letterina che dice che lo scozzese aveva bevuto il whisky, era ubriaco, non s’era espresso bene, e poi c’è la crisi, il crollo delle borse, la guerra, le economie di scala, ecc. ecc…insomma, abbiamo scherzato. Mettitelo nella zucca.


Soundtrack: Smashing Pumpkins – fritto misto (cd masterizzato)




COLLAUDO


Benchè nessuno lo abbia invitato, il Direttore Marketing del mio blog si presenta a casa mia all’ora di pranzo, mentre sto scolando i fusilli. Entra spavaldo con sotto il braccio la mazzetta dei giornali (Sole24Ore, MF, Il Giornale, Libero, laPadania, GQ e Armi & Pistole) e già questo mi fa incazzare. Pretende che scriva un pezzo sulla famiglia Agnelli ma io, per tutta risposta, gli verso la pasta calda con l’acqua bollente sulla testa.

Questo insolente si aggiusta la cravatta, si leva un fusillo dall’orecchio e proclama che il template del mio blog fa ribrezzo, va cambiato. Appena lo dice, io senza fiatare gli assesto una bella cucchiaiata di sugo sulla camicia azzurra nuova.


Lui incassa (non può reagire, è un mio dipendente) e mi guarda sostenuto. E parte con la filippica sulle statistiche: “è un disastro, l’audience sta crollando, ieri ti hanno letto in 10 e oggi solo 8! Hai perso il 20% dei telespettatori in 24 ore. Con questo trend, al post del 30 gennaio saremo a zero visitatori, cioè non ti leggerà nessuno! E l’11 febbraio farai -12, meno 12 visitatori, te ne rendi conto?!?”


Fatico a capire come si possa avere meno di zero visitatori, ma finisce che, per levarmi dai piedi il mostro da me creato, devo assecondarlo: almeno rifare il template. Allora chiedo aiuto al Sapo, il designer che ha ideato il layout di Cribbio, e lui molto gentilmente mi spedisce un nuovo template. Poi però voglio far di testa mia. Metto mano io personalmente ai nuovi codici html, contro il parere unanime di parenti, amici e del Sapo stesso (testo della sua ultima email: “nooo, non farlooo!!”). Quello che tu vedi è il risultato.

Il Direttore Marketing, che se la tira da veterano della new economy ma capisce di webdesign quanto io di botanica, inizia a sbraitare che ora ci vuole un collaudo, deve sapere se il blog viene visualizzato correttamente. Se ho inteso bene, cerca:
1) un utente Mac con browser Mozzilla e/o Netscape
2) un utente Linux con browser Opera

Ammesso e non concesso che tu abbia questi curiosi requisiti, e che dopo il massacro del template qualcuno oltre a me riesca ancora a visalizzare il blog – potresti per cortesia dirmi cosa ne pensi? Tutto a posto? Si legge? Sì?
Ehi, c’è qualcuno là fuori?



PS Anche se non hai i requisti ti autorizzo scrivere nei commenti qualsivoglia pensiero ti passi per il crapino. Non ti cancellerò.







PENSIERINI DEL VENERDI’

1. La mia dipendenza da blog sta diventando preoccupante: ieri sera ero al cinema a vedere ilsignoredeglianelli2 e durante la spaventosa battaglia tra orchi ed elfi io non riuscivo a distogliere il pensiero dal mio blog, poverino, che era a casa da solo. Nell’intervallo volevo telefonargli per sapere se stava bene e per dirgli di non piangere. Però avevo il dubbio che non fosse capace di rispondere al telefono.

2. “Da quando ho conosciuto splinder la mia produttività (sul lavoro, ndr) sta subendo un calo parabolico.”  Marianna

3. Vita reale: il mio nuovo capo, l’ing. Y, deve aver letto anche lui il Manuale Su Come Motivare i Propri Dipendenti. Ogni volta che passa davanti alla mia scrivania sorride, saluta e mi chiede come sto. Oggi lo ha già fatto tre volte. Si vede benissimo che non gliene frega niente di come sto. L’ing. Y è un uomo malvagio, sento che presto mi domanderà un resoconto della mia attività giornaliera, e io certo non posso dirgli che oggi ho passato l’intera giornata a studiare come migliorare il mio template.

4. Messaggio per te (tu sai chi sei): il Direttore Marketing del mio blog è arrabbiatissimo perché io ho messo il link al tuo blog e tu invece continui non linkarmi. Intende querelarti. Il nostro legale è l’avv. Taormina. Adesso sono cazzi tuoi.

 

 

DRINNNN!!! – Ore 6.15 del mattino, dal letto sento che squilla il telefono nel mio salotto – anche se salotto forse è un termine un po’ forte, diciamo che che si tratta di quella stanza che non è la cucina, non è il bagno e non è nemmeno dove dormo, quindi immagino sia il salotto. Ma torniamo all’alba del telefono furioso. Mentre mi alzo dal letto auguro svariati malesseri intestinali al chiamante, chiunque egli sia. Alzo la cornetta, da cui esce una voce stridula e maschile:

- Sei deficiente?
(Ecco, la giornata inizia bene) – Chi parla scusi?

- Sono io!
- Io chi mi scusi?
- Io!
il Direttore Marketing del tuo blog!
- Ommammamia. Ancora?
- Non hai scritto nemmeno un rigo sulla Fuffa! Sei folle? Vuoi un crollo dell’audience? Lo sai che un blog senza articoli sulla Fuffa non è concepibile? E’ come se il Sole24ore non parlasse della Borsa. Come se il telegiornale non trasmettesse più le notizie su calcio maltempo e cronaca nera.
- Ma io non ci ho capito una mazza su ‘sta fuffa!
- Silenzio! Voglio un post per addetti ai lavori! Devi entrare nel giro!
- Senti, facciamo così, tu mi lasci andare a dormire, e io giuro sulla vita tua e della tua famiglia…
- No! Giura su una cosa a cui tieni. Giura sull’anima di Billie Holiday.
(orrore) – No Billie Holiday no!



Poi mi ricordo che potrei riciclare un trafiletto scritto giorni fa sul blog di
Spiritum, blog peone che mi ha concesso cortese ospitalità


- Senti, Direttore Marketing dei miei stivali, lasciami tornare a letto, e ti prometto che domani sul mio blog ci sarà la parola fuffa



Quello che segue è quindi un remake di un post già scritto, che riporto dopo due o tre tagli in fase di montaggio.


FUFFA II, LE DUE TORRI – Arrivo sicuramente fuori tempo massimo e approfitto dell’ospitalità concessami in questo luogo tranquillo per fare una confessione: io di questa cosa della Fuffa non ci ho ho capito un tubo. Ma proprio niente! Ammetto di non riuscire a leggere tutti i post e i commenti che sono stati fatti al riguardo. Per quantità di tempo richiesto, questo del blog sta diventando per me una sorta di terzo lavoro, non remunerato ma divertente (gli altri due sono a. il mio impiego in un ufficio e b. le faccende di casa, ad es. la lavatrice, pulire il cesso, lavare i piatti, ecc.). Devo aver perso qualcosa. Riepilogando:

LA TRAMA – Un affermato giornalista dichiara su un settimanale molto venduto che presto il fenomeno weblog si ridimensionerà e che tutta la “fuffa” verrà spazzata via dalla selezione naturale, con la sopravvivenza dei soli blog utili . Apriti cielo. Per la prima volta l’intera comunità – dal professionista della stampa all’ultimo scemo che racconta i fatti suoi – si uniscono e si sollevano contro lo spauracchio della strage dei blog inutili, cioè quasi tutti. (continua)

E fin qui credo di aver capito, più o meno. Ovviamente sono dalla parte dei blog inutili, perché il mio lo è senza dubbio. Ma dopo?

L’affermato giornalista si fa vivo in diversi luoghi per spiegare meglio il suo pensiero. Egli infatti sostiene che il suo non era un auspicio ma una previsione dell’inesorabile. (continua)

E qui devo aver schiacciato un pisolino, nel buio della sala, perché al mio risveglio l’azione è completamente cambiata:

Il finale. Sullo schermo, in un finale catartico alla Zabriskie Point, c’è l’apocalisse, la battaglia: folle selvagge di peones scorreggiano , invadono i latifondi e li incendiano. Sulla camicia di ogni peone, la truce coccarda della Fuffa.

Giuro che non ti sto prendendo in giro. Davvero, solo questo ho capito. Forse mi vergogno a chiederlo: ma tu potresti spiegarmi – ma con parole semplici, ‘come se fossi un bambino di 3 anni’ - cosa è successo veramente? Chi sono codesti nuovi peones? E soprattutto: perchè scorreggiano, che fa pure schifo? Ed io, sono forse peone senza saperlo?















IL DIRETTORE MARKETING

Poiché il mio blog ha superato i 10 visitatori giornalieri, su consiglio di alcuni amici ho deciso di assumere un Direttore Marketing per Personalità Confusa. Dicono che dovrò pagargli un generoso stipendio, ma costui potrebbe aiutarmi a rendere fruttifera l’esperienza del blog. Ho molte perplessità, però il fatto che io mi trovi a pochi passi dall’abisso della disoccupazione finisce per convincermi a questa disperata avventura.

Il tizio si presenta in casa mia, in giacca e cravatta, abbronzantissimo. E’ ancora sulla porta e mi sta già antipatico. Critica il mio arredamento e la musica che esce dall’impianto stereo: "Ma cosa fai, che robaccia ascolti? Sei fuori dal tempo, ma non ce l’hai qualcosa di alternative? E poi, questa sarebbe una casa? Cos’è, 5 metri quadri? E perchè ti vesti così, sei dei noglobal?”

Inizia subito a esporre le sue teorie: innanzittutto lui pensa che nessuno debba linkare il mio blog come personalitaconfusa o confusa, ma solo come x§°nalitàc°nfu§a, o al limite con l’abbrevazione : “Questo è branding!” esclama trionfante (lui parla solo in Courier New.)

E approfondisce: "è vero che così perdiamo i visitatori google che non trovano sulla keyboard il tasto §. Tuttavia il logo ‘X§’ si ricorda più facilmente di un lunghissimo personalitaconfuecc.ecc., peraltro nome – scusa, eh? – da pirla."
Beh, su questo punto posso anche essere d’accordo. L’idea del logo non è male.

Soddisfatto del mio consenso alla sua prima idea, parte con uno sproloquio di innovazioni:
1.
"Innazittutto il template fa vomitare, è troppo leggero, bisognerà incaricare un designer americano di prepararne uno nuovo. Sono già in contatto con artista di mia fiducia. Ah, e poi manca il payoff.”

2. "I link ad altri blog devono essere a pagamento: tutti i blogger che sono stati linkati riceveranno regolare fattura entro 15 gg., maggiorazione del 300% per quelli linkati nel post quotidiano."

3. “In testa al blog ci mettiamo un bel banner che pubblicizzi un casinò on line”

4. “L’accesso all’Archivio diventerà a pagamento”

5. “Il fotoblog va trasformato in un calendario con immagini scollacciate tue e delle più famose bloggatrici – via tutto quel bianco e nero, che fa solo tristezza”

6. “All’apertura del blog si spalancherà un enorme finestra pop up con la reclame della CocaCola; finestra che si sposterà seguendo il puntatore del mouse finchè non verrà cliccata”

7. “Tutti i visitatori saranno obbligati a rilasciare email, indirizzo postale, numero di telefono di casa, dell’ufficio, del cellulare proprio e di quello di tutti i parenti, dati della carta di credito, ecc.”

8. “I testi dei post vanno venduti! Un call center telefonerà a tutte le redazioni d’Italia proponendo l’acquisto dei post tuoi, e già che ci siamo anche di quelli dei blog competitor" – competitor??? – “tanto loro non sono mica coperti da copyright”

8bis. “A supporto della commercializzazione dei favolosi servizi offerti dalla PersonalitàConfusa.com, introdurremo una strategia di spamming a tutti gli indirizzi email dell’universo, senza la possibilità di essere rimossi dalla mailing list: cazzi loro”

9. "Stop a questo tormentone che il blog è una terapia della tua anima. Balle! L’anima non esiste e il blog deve diventare una macchina che sputa quattrini. Punto."

10. “Farsi pagare da case discografiche e editori per citare i libri che leggi e la musica che ascolti."

11. “Riempire la pagina di dialer per suonerie porno di cellulari Nokia e Motorola

12. “Far pagare 2 € a chi vuole commentare un post; tessera annuale ricaricabile “ConfusaCard” a 100 € per poter inserire 100 commenti”

13. “Commercializzazione dell’unico antivirus che debelli il virus che si installerà automaticamente sul pc del visitatore appena accede al tuo blog”

14. “Creazione della versione SMS e MMS: ci penso io, conosco tutti in TIM” (perchè lui non dice “la TIM” ma solo “TIM”, senza articolo, come se TIM fosse una persona: è una strana regola di grammaticalmakerting che vale solo per i sostantivi che indicano (a) aziende che fatturano più di 1.000 miliardi (nessun manager direbbe mai “conosco tutti in F.lli Papagna Elettrauto!”, anche perché non se ne vanterebbe; e (b) quando l’azienda è quella per cui si lavora… vabbè, torniamo al business.

E qui lui inizia a ciarlare della quotazione in borsa della PersonalitàConfusa SpA, prevista per il 2007, dell’acquisizione di altri blog ("a giugno lanceremo l’OPA su MondoInvisibile.blogspot.com!") e quindi di altre società. Nel suo progetto c’è persino un tentativo di scalata della Fininvest nel 2025. Poi tira fuori dei grafici e straparla di business plan, public relations, budget, telesales, ROI, trading, redemption, marketing mix, management, opportunity, finchè io sbotto:

– A parte il fatto che tutte le cose che dici sono irrealizzabili senza un investimento iniziale di tonnellate di milioni, e io non ho una lira…
- Bè, potresti aprire un mutuo, conosco una banca che
- …a parte questo: mi hai rotto i coglioni.

- Prego?
- Bastaaaaa! Vattene, sei un mostro! Esci da casa mia prima che
- Sei fuori di testa? Io sono la tua salvezza, io ti farò fare un sacco di soldi! O preferisci restare tutta la vita nel tuo ufficio del cavolo a fare la fame e un lavoro che non ti piace?
- No! Certo che no! Ma tu adesso esci di qui o chiamo i carabinieri. Anzi, la nettezza urbana.
- Non respingermi! (aiuto, ora lui sembra invasato, il suo viso si trasfigura come Linda Blair nell’esorcista)
- Io sono l’uomo del business!
- Appunto!!
- E comunque mi devi 10.000 € per la consulenza.
- Vattene prima che ti strangoli con la tua cravatta.

TERAPIA D’URTO – Immersione completa nella blog terapia. La cura è lunga, gli effetti collaterali sempre più forti. Vado persino a scrivere – o curarmi – sui blog degli altri, e il bello è che nessuno si lamenta.

E soprattutto, poichè questo non è un blog giornalistico, nessuno mi costringe a scrivere cose intelligenti.

Gli unici che si lamentano del mio nuovo hobby sono i miei colleghi, che si domandano cosa faccia in silenzio con le mani danzanti sulla tastiera per ore. Loro sono totalmente esclusi da questo mondo (il mondo-blog, quello in cui siamo io e te adesso). Loro non sanno nemmeno che esista. A meno che non abbiano letto La Repubblica di ieri. Ma non credo, i miei colleghi sono gente da Metro o da Leggo. Al massimo da Corriere della Sera, ma soltanto il sabato.

Ecco, si avvicina la collega dirimpettaia. Trentenne, laureata, nubile, parrucchiere ogni settimana, aperitivi al Gattopardo Cafè. In ufficio, se il mio hobby è il blog, il suo è mandare seicento SMS al giorno al nuovo fidanzato. Il quale però quando va allo stadio è pure cornuto, poverino. E non lo sa. Non lo conosco ma un giorno dovrò trovare il modo di avvertirlo, ad esempio con una lettera anonima scritta coi ritagli di giornale:

Stai CON una scema E 6 pure becco
Firmato xsonalitaconfusa (ma sì, diamogli un indizio, tanto non capisce).


 


Per attaccare discorso la dirimpettaia mi pone il quesito più brillante che le passa per la testolina ben pettinata:


- Ma tu hai visto ieri sera il film con Giooorg Cluneiiii?

- Quello dello spumante?

- Cheeee???

- Dico, George Clooney, è quello dello spumante, quello che per andare alle feste deve portarsi lo spumante altrimenti non lo fanno entrare…

(lei mi guarda, aggrotta la fronte, poi si illumina: ha capito) - Aaaaaaaaaaahsssssì! Lo spot! Nomartininopartiiii!!! Che fico, neh?

- Neh?

- Ma si può sapere cosa stai scrivendo? La tua autobiografia?

- …sì, direi di sì… più o meno…

- Uuuuuuuuuh dai-dai-dai!! fammela leggere daaaiii!!

- Senti…

- Edddaiiiii!!!!

- Ma una padellata di cazzi tuoi, fritti, non te la vuoi fare?

- Uffaaaa, sei sempre volgare!

E si allontana. Meno male. Forse ho esagerato, che dici? Non so come mi vengano, devo essere sull’orlo della pazzia. Per questo sono in cura.


I NEVER WATCH TV EXCEPT WHEN I’M STONED (D. Byrne)

Martedì sera. Prima chiacchiero con Zop di blog e photoblog, di palo in frasca passiamo a discutere dell’idea di pubblicare i blog su carta e quindi dei gloriosi tempi in cui esistevano i libri a 1000 lire (li dovettero togliere dalle classifiche perché vendevano troppo, adesso non esistono quasi più, vai a capire…). Ricordando alcuni titoli Z. cita il favoloso Elogio della Mosca di Luciano da Samosata (uno di quei sofisti del I sec. che per allenarsi in oratoria componevano elogi sui temi meno elogiabili, come appunto la mosca), e il delirante 101 cose da evitare a un funerale di un giovane Luttazzi (es.: “Presentarsi vestito da Elvis”; “Chinarsi sul cadavere e disegnargli gli occhi sulle palpebre chiuse”). Io gli rammento i libretti di Stampa Alternativa che raccoglievano le frasi incise sui cessi delle stazioni e quelle trovate sulle schede elettorali annullate o sulle banconote da millelire.


Un altro librettino di Stampa Alternativa che mi viene in mente è l’antologia incensurata delle trascrizioni delle telefonate a Radio Radicale. L’antefatto: anni fa, per protestare contro dio-sa-cosa, la radio aveva deciso di mandare in onda 24 ore al giorno, ininterrottamente, tutto ciò che veniva registrato sulle sue segreterie telefoniche. Qualsiasi cosa, senza nessun filtro. Pur di riascoltarsi alla radio, migliaia di italiani telefonorano alle segreterie. A parte qualche sprazzo di geniale follia ne venne fuori un quadro disastroso (bestemmie, insulti, parolacce, apologie del fascismo, ecc.), un nazione razzista, ignorante, cretina, mandata in onda in tutto il suo lordume. Un mostro. Ovviamente dopo pochi giorni la radio abbandonò questo tipo di protesta, o ottenne ciò che chiedeva, non so bene.

La mia serata prosegue – in solitudine molto confusa – a casa. Ho fatto la spesa online e sto aspettando la consegna. Nell’attesa, per la prima volta in vita mia, ho una voglia autolesionista fare un esperimento: vedere la televisione, ma televisione spazzatura, quella che ti fa male. Dopo una strepitosa puntata di Blob (acuta summa della monnezza) mi addentro nelle malebolge e passo su Italia1. E qui compare Lui. L’Uomo Gatto.

Il programma è una specie di Musichiere trash, il campione del gioco è l’Uomo Gatto, un essere coi capelli blu e la faccia da sfigato che indovina il titolo di TUTTE le canzoni ascoltandone solo il primo accordo. Si fa chiamare Uomo Gatto (un nome d’arte) ma arguisco che la sua profonda conoscenza della storia della canzonetta (da Rabagliati all’intera discografia della Pausini nota per nota) non basta a farlo essere simpatico, perché il pubblico trascorre tutto il programma ad insultarlo a gran voce e il batterista dell’orchestra lo interrompe con un megafono dandogli del deficiente. E’ troppo anche per me. Mi suona alla porta il tipo dell’esselunga e poiché mi vergogno (non vorrei che mi prendesse per fan dell’Uomo Gatto) spengo per qualche minuto.


Passo sul 3, la rete di sinistra col suo programma di sinistra. Cofferati contro D’Alema, un regolamento di conti in diretta. Il regista divide lo schermo a metà per inquadrarli assieme e D’Alema è verde in viso da quanto è incazzato. Tutti chiedono in maniera molto elegante e celata a D’Alema se per caso non sia giunto il momento che lui se ne vada a casa, ma a D’Alema questa prospettiva non passa nemmeno per l’antibagno del cervello. Provo a girare sull’1, dove i veri avversari di D’Alema e Cofferati si divertono come dei pazzi: il sottosegretario LaRussa è ospite del programma Raccomandati (evviva la sincerità!). Il format del varietà Raccomandati: un vip presenta un parente ‘artista’ che così gode del suo minuto di risonanza televisiva. Il raccomandato di LaRussa è un comico che non farebbe sorridere nemmeno se avesse la faccia di Totò, l’unico che si sganascia dalle risate è il LaRussa medesimo, braccia rubate all’agricoltura. Gli altri raccomandati sono la figlia di Pupo e il cugino di Adriana Volpe (che non so chi sia ma temo di intuire che sia famosa solo per le lunghe gambe scosciate). Lo spettacolo va avanti così per un paio d’ore. Sfilo sul 2 ma c’è l’imperdibile match calcistico Chievo-Vattelapesca. Non ce la faccio… Qualche ora dopo il La Russa si materializza come il demonio nel salotto di Bruno Vespa in una lite urlata contro i due cobas di Genova…


Perché? Perché tutto questo?

Bibliografia (testi completi):
Luciano da Samosata – Elogio della Mosca – ediz. stampaalternativa
AA. VV. – Parole in ritirata – ediz. stampaalternativa
Daniele Luttazzi – 101 cose da non fare a un funerale – panini